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venerdì 8 ottobre 2021

BONUS TERME


Con decreto del Ministro dello sviluppo economico 1° luglio 2021 è stata data attuazione al nuovo incentivo, previsto dall’articolo 29-bis del decreto-legge n. 104 del 2020, finalizzato a sostenere l’acquisto da parte dei cittadini di servizi termali presso gli stabilimenti termali accreditati.

Il Bonus terme è un’agevolazione di cui il cittadino potrà beneficiare prenotando i servizi termali di proprio interesse presso uno stabilimento termale prescelto.

Il bonus coprirà fino al 100% del servizio acquistato, fino a un valore massimo di 200,00 euro. L’eventuale parte eccedente del costo del servizio sarà a carico del cittadino.

Ai fini dell’ammissibilità al beneficio, i servizi termali non devono essere già a carico del Servizio Sanitario Nazionale, di altri enti pubblici ovvero oggetto di ulteriori benefici riconosciuti all’utente, fatte salve le eventuali detrazioni previste dalla vigente normativa fiscale sul costo del servizio termale eventualmente non coperto dal buono. Il Bonus non è cedibile a terzi, né a titolo gratuito né in cambio di un corrispettivo in denaro. Il buono non costituisce reddito imponibile dell’utente e non rileva ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente – ISEE.

Al momento il bonus terme non è attivo.

 

A chi si rivolge

L’incentivo per l’acquisto di servizi termali è rivolto a tutti i cittadini maggiorenni residenti in Italia, senza limiti di ISEE e senza limiti legati al nucleo familiare.

Ciascun cittadino potrà usufruire di un solo bonus, per un solo acquisto, fino a un massimo di 200,00 euro.

 

Come funziona

Il Bonus consisterà in uno sconto del 100% sul prezzo d'acquisto dei servizi termali prescelti, fino ad un importo massimo di 200 euro. L’incentivo sarà disponibile a partire dalla pubblicazione dell’avviso di apertura delle prenotazioni, che sarà pubblicato sui siti del Ministero e di Invitalia, fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

Il cittadino interessato dovrà prenotare i servizi termali presso uno stabilimento termale accreditato di sua scelta.

L’elenco degli stabilimenti termali accreditati sarà pubblicato sui siti internet del Ministero e di Invitalia.

La prenotazione dovrà essere effettuata presso lo stabilimento termale prescelto, che provvederà a rilasciare l’attestato di prenotazione.

La prenotazione avrà un termine di validità di 60 giorni dalla sua emissione; i servizi prenotati dovranno essere usufruiti entro tale termine.

L’ente termale presso il quale il cittadino ha fruito i servizi termali provvederà a richiedere a Invitalia, mediante apposita piattaforma informatica, il rimborso del valore del buono utilizzato dal cittadino.

 

Normativa

Decreto 1° luglio 2021  

FONTE: MINISTERO  DELLO SVILUPPO ECONOMICO

 

sabato 1 febbraio 2020

VERTENZA WHIRLPOOL - AL VERTICE DELLA TENSIONE

Sembrava, o meglio si sperava di essere giunti all’ultimo miglio di una maratona estenuante e dura e dopo otto mesi e otto incontri ufficiali e altri tecnici, riuscire a trovare un senso compiuto alla vertenza Whirlpool, il cui epicentro sono le sorti future dello stabilimento campano di Napoli, che produce come noto lavatrici. La presenza dei segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, Bentivogli, Re David e Palombella era sintomatica della feralità del momento. E invece l’incontro si è rivelato essere un’altra tappa di questa via crucis piena di spine. Due opzioni alla vigilia, due mantra per le controparti, quell’industriale sostenuta dal sindacato, ossia la continuità produttiva delle lavatrici sotto la bandiera Whirlpool e quella dell’azienda declinata purtroppo in maniera chiara da sempre, sin dal lontano 31 maggio e già da allora sembrata non negoziabile, del disimpegno dal sito mediante la cessione a un soggetto terzo, Prs, poiché la sua attività non è più sostenibile economicamente e lo stabilimento campano perde 20 milioni l’anno. Soluzione mai fino in fondo convincente per i lavoratori e le organizzazioni sindacali.
Whirlpool, per bocca di La Morgia, amministratore delegato del gruppo per la penisola ha confermato che l’Italia resta strategica per il gruppo, con 5 mila dipendenti in tutto il Paese, dismetterà la produzione di lavatrici di alta gamma del sito di Napoli il 31 ottobre prossimo, invece del preannunciato 31 marzo. Sette mesi di tempo che i sindacati ottengono al tavolo di confronto anche grazie a una linea dura loro e dello stesso ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli che sospende il confronto accusando i vertici della multinazionale di comportamenti "inaccettabili" anche se sarà lo stesso ministro a spiegare poi ai sindacati la necessità di una mediazione e il limite stesso all’azione di governo: "Se un’azienda decide di non continuare la produzione per insostenibilità economica non esistono attualmente strumenti normativi coercitivi che possano impedirle di chiudere un’attività", dice in maniera accalorata a Fim Fiom Uilm e Uglm.
Nella gestione confusa del dossier Whirlpool da parte del Ministero dello sviluppo economico, Il governo alla ricerca di soluzioni alternative ha dato mandato a Invitalia di verificare l’effettiva insostenibilità delle lavatrici a Napoli, mediante l’accesso ai dati aziendali. In seguito individuare soluzioni industriali alternative al disimpegno dichiarato dal plant campano, che consentano di rilanciare il sito e portare appunto, entro luglio, alla presentazione da parte di un nuovo soggetto industriale di un nuovo piano sostenibile nel lungo periodo con cui salvaguardare il know how e le capacita professionali dei lavoratori. La ricerca sarà rivolta ad aziende e gruppi sia nazionali sia internazionali, non necessariamente attivi nel settore dell’elettrodomestico.
Ma che la tensione e la rabbia tra i lavoratori sia arrivata comprensibilmente a un punto di guardia, lo dimostra anche la reazione al termine dell’incontro quando un piccolo gruppo di operai Whirlpool ha aggredito i segretari di Fim Fiom e Uilm.
"Per noi l’azienda ha sbagliato strategia industriale, prodotti e investimenti. Ha confermato che questi errori porteranno ingiustamente al ridimensionamento del Gruppo. Entro metà febbraio bisogna riaprire il confronto ma su basi nuove e utili ad assicurare un ripensamento di Whirlpool sugli errori che sta facendo nel nostro paese. Servono garanzie per Napoli e per tutto il Gruppo – dice la Fim-Cisl ”.

Fiom, Fim e Uilm hanno intanto dichiarano 16 ore di sciopero per tutto il Gruppo Whirlpool, le prime 8 ore con articolazione territoriale con presidi davanti agli stabilimenti, le altre 8 in occasione della mobilitazione nazionale che verrà definita nelle prossime settimane.

sabato 30 novembre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, POSIZIONI IMMUTATE


Resta inchiodata al palo la vertenza Whirlpool riguardante il sito di Napoli produttore di lavatrici. Dopo quasi sei mesi, dallo scorso 31 maggio, 7 incontri di cui sei in sede istituzionale al Mise, l'ultimo dei quali lo scorso  17 settembre, l'incontro con il premier Giuseppe Conte, una buona dose di scioperi, culminati con la manifestazione generale del gruppo a Roma, lo scorso 4 ottobre, le posizioni rimangono sostanzialmente immutate. Questa in estrema sintesi la chiave di lettura dell’ennesimo incontro svoltosi il 27 novembre, a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico in via Molise. Presente il ministro, Stefano Patuanelli, le Istituzioni locali, i rappresentanti del management aziendale, le segreterie nazionali e regionali di Fiom-Fim-Uilm, e il coordinamento delle Rsu del gruppo. 
Alla ripresa del confronto al Mise, con cui governo e sindacati cercano di evitare la cessione del plant, che arriva un mese dall'annuncio del congelamento delle operazioni di vendita della fabbrica di lavatrici d'alta gamma, fino al prossimo marzo 2020, alla svizzera Prs, avvenuto il 30 ottobre, ossia un giorno prima della dead line, la posizione del management italiano della holding americana del bianco, resta quella di sempre: il sito di Napoli non è sostenibile e vanno trovate soluzioni alternative, ha ribadito durante il confronto il contry manager per l'Italia, l'ad Luigi La Morgia.
"Non abbiamo mai detto che avremmo disdettato il piano del 25 ottobre 2018, ma solo che abbiamo delle difficoltà a garantire la sostenibilità della produzione di lavatrici a Napoli. La garantiremo certo fino a marzo e siamo anche disposti a discuterne ma ad oggi, l’unica soluzione che garantirebbe l’occupazione è una riconversione", ha ribadito La Morgia ai sindacati continuando così a guardare ancora verso la soluzione di una cessione a Prs. "La società è ancora disponibile e garantirebbe tutti i lavoratori e noi non possiamo rimanere a Napoli, abbiamo difficoltà produttive", avrebbe aggiunto La Morgia declinando qualsiasi altra motivazione. La regione Campania, presente al tavolo per bocca dell'assessore al lavoro, ha  annunciato di voler mettere sul tavolo 20 milioni di euro e la copertura delle eventuali esigenze di formazione del personale, per impedire che il sito di via Argine non abbia più un futuro.
"C'è bisogno di trovare una soluzione per tutti i lavoratori. Il governo- come dichiarato da Patuanelli- è disponibile a fare qualsiasi cosa per trovare una soluzione che garantisca la compatibilità del piano industriale firmato lo scorso anno", annunciando l'avvio di una serie di tavoli tecnici e una riunione plenaria da convocare per il 20 gennaio prossimo.
"Si avvia adesso quella che considero la parte più sfidante del percorso di rilancio produttivo del sito di Napoli che dovrà vedere istituzioni, azienda e sindacati coinvolte in maniera sinergica, al fine di trovare celermente una soluzione industriale definitiva in grado di garantire la continuità produttiva dello stabilimento e tutelare i lavoratori, anche attraverso gli strumenti già messi a disposizione dal Governo e altri che potranno essere individuati prossimamente”, ha detto Patuanelli.
Ma ovviamente quale aria tirerà e se il vento cambierà lo si capirà ben prima del 20 gennaio, già dai prossimi tavoli tecnici.

venerdì 1 novembre 2019

WHIRLPOOL, VERTENZA NAPOLI "CONGELATA"

Zero a zero e palla al centro. L'infuocata vertenza dello stabilimento Whirlpool di Napoli, con l'annuncio della sospensione della procedura della dismissione del sito campano, mediante la cessione del ramo d'azienda alla società svizzera Prs, rimette indietro le lancette di cinque mesi, al 31 maggio scorso. La decisione annunciata dapprima dal reggente del dicastero dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook e poi dall'azienda con un comunicato ufficiale, rinvia in prossimità della deadline fissata proprio per il 31 ottobre, la cessione al prossimo marzo 2020. Dunque cinque mesi in più per trovare una soluzione condivisa, anche se la volontà dichiarata di Whirlpool rimane intatta, ossia quella di arrivare ad una soluzione industriale diversa dalla produzione di lavatrici per il sito di Napoli, entro la scadenza indicata di marzo 2020. Secondo il management della holding americana infatti, i 20 milioni di euro di perdite annuali, il fatto che in un semestre l'impianto avrebbe perso il 26% della produzione, a causa dei dazi Usa, di quelli indiani e del crollo del mercato argentino, fattori che renderebbero insostenibile la fabbrica, contrariamente a quanto stabilito al Mise proprio un anno fa, il 25 ottobre 2018. Lo stop scongiura nell'immediato l'avvio della procedura per il licenziamento immediato dei 420 addetti al plant dove vengono prodotte lavatrici. “La decisione, condivisa con il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, è stata presa con l’obiettivo di ripristinare un clima costruttivo nella trattativa con il Governo e con le Organizzazioni Sindacali -si legge nella nota dell’azienda-. Whirlpool EMEA ritiene, infatti, che le attuali tensioni siano controproducenti nella ricerca di una soluzione condivisa, a fronte di una situazione di mercato che rende insostenibile il sito e che necessita di una soluzione a lungo termine”. Per questo motivo “Whirlpool è convinta che, con maggior tempo a disposizione, si possa ristabilire un dialogo costruttivo e raggiungere una soluzione condivisa per garantire un futuro sostenibile nel lungo termine allo stabilimento di Napoli e ai suoi 400 dipendenti. Alla luce di questo nuovo e importante sviluppo, nei prossimi giorni ripartirà il tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte. A tal proposito è intervenuto anche il segretario Generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli che apprendendo la notizia ha commentato in una nota spiegando che “ci sarà una tregua fino a Marzo. Whirlpool – ha detto Bentivogli – conferma il progressivo calo di mercato e la volontà di cessione resta solo rinviata a inizio 2020. Non siamo alla soluzione – chiarisce il segretario della Fim-Cisl – ma guadagnare tempo prezioso è utile e bisogna ringraziare i lavoratori di Napoli e di tutto il Gruppo che non si sono mai rassegnati e hanno continuato a lottare”. Si apre quindi un piccolo spiraglio di sereno nel cielo plumbeo del sito di Napoli, anche se il futuro è tutto da costruire.

martedì 15 ottobre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL, FUMATA NERA NELL'INCONTRO GOVERNO AZIENDA

Lo avevamo scritto, sarebbe stato l'incontro del tutto o niente del dentro o fuori, ma neanche la presenza a fianco del ministro Patuanelli del premier del Governo Italiano, Giuseppe Conte è stata in grado di rimuovere la Whirlpool dalla sua idea, dal suo mantra che aveva esternato lo scorso 31 maggio.  "Cessazione dell'attività produttiva dal 1 novembre 2019", la Whirlpool non fa marcia indietro sulla cessione dello stabilimento di Napoli, neanche dopo l'ennesimo vertice a Roma, svoltosi a Palazzo Chigi. I rappresentanti del Governo Italiano, hanno ribadito il loro no al progetto di dismissione del sito di Napoli da parte di Whirlpool: «Incontro non positivo, nonostante massima disponibilità del Governo per continuare e aumentare produzione. Whirlpool propone unica soluzione di cessione ramo d’azienda, alla ormai nota società svizzera Prs. Se continua linea, anche Governo farà le sue scelte unilaterali – ha detto Patuanelli al termine dell’incontro -. Insieme al Governo decideremo i passi per affrontare questa crisi aziendale. Il Governo propone di variare la produzione, fascia di gamma o altro, dando tutto il supporto, ma per noi è fondamentale farlo con Whirlpool: ci può essere lo spazio per fare cose diverse, è surreale che non cambino idea nonostante le nostre aperture. Questa è una situazione che non vogliamo si ripeta, non vogliamo comportamenti predatori in Italia da parte di multinazionali: c’è un piano industriale firmato a ottobre 2018 che non può e non deve essere ignorato».

sabato 12 ottobre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, MARTEDI' L'INCONTRO A PALAZZO CHIGI CON IL PREMIER CONTE

Si svolgerà dunque martedì 15 ottobre prossimo a Palazzo Chigi il vertice tra il Governo con il primo ministro Giuseppe Conte e la governance italiana della Whirlpool. Sarà probabilmente l'incontro del dentro o fuori, del tutto o niente sulla questione dello stabilimento di Napoli della holding americana del bianco. Una partita che nei suoi quasi cinque mesi di disputa, ha finito inevitabilmente per essere giocata sul piano politico-istituzionale. Una soluzione per il sito campano che vista la sua importanza economica e sociale, fino ad ora non si è trovata, se non, come noto la cessione con una nuova missione industriale lontana dalle lavatrici con la società svizzera Prs, intorno alla quale nel frattempo sono nati tanti dubbi, ma che comunque secondo il management Whirlpool, per bocca del suo country manager per l'Italia, Luigi La Morgia, sarebbe l'unica sostenibile nel medio e lungo periodo in grado di assicurare l'occupazione per tutti gli oltre 400 dipendenti ad orario pieno, contrariamente a quanto avviene negli ultimi anni. Il dossier Napoli è dai primi di giugno nelle mani del dicastero dello sviluppo economico, dapprima retto da Di Maio e oggi da Patuanelli, ma la tenaglia Sindacato - Governo, non è stata in grado, ad oggi di far recedere la Whirlpool dalla idea originaria di "disimpegnarsi" dal plant campano e continuare la produzione delle lavatrici alto di gamma. Anzi con il passare del tempo, incontro dopo incontro, non si sono creati spiragli sul cielo plumbeo della vicenda. Ma l'amara ricetta preparata dal management dell'azienda risulta ovviamente essere indigesta alle organizzazioni sindacali, anche alla luce del tentativo di rendere carta straccia il piano industriale firmato proprio al Mise lo scorso ottobre, alla presenza proprio del leader del M5S all'epoca come detto reggente del dicastero. Una modifica del piano industriale insostenibile sia dal punto di vista industriale che sociale, una vertenza diventata l'emblema un pò di tutte e non sono poche, le crisi industriali italiane.

mercoledì 31 luglio 2019

VERTENZA WHIRLPOOL, TAVOLO TECNICO FISSATO PER AGOSTO

Alla fine saranno due le opzioni sulle quali il tavolo tecnico di Whirlpool, convocato nelle prossime ore, approfondirà per valutare la fattibilità in termini di costi e sostenibilità produttiva nel medio e lungo periodo e in grado di fornire le garanzie occupazionali per i lavoratori del sito di Napoli, tali da evitarne la chiusura e puntare sul suo rilancio. La prima soluzione, la preferita dai rappresentanti sindacali, prevedrebbe il rilancio delle lavatrici premium alto di gamma, che già adesso si producono in Campania, attraverso nuovi investimenti, anche se questa scelta secondo quanto spiegato da Whirlpool, sarebbe quella meno conveniente, perché continuerebbe a produrre perdite. L’altra su cui si lavorerà, la quinta delle cinque strade indicate da Luigi La Morgia, country manager per l’Italia del colosso di Benton Harbor, è quella che prevede un radicale cambio di missione dello stabilimento, in grado di dare, un futuro sostenibile al sito nel medio e lungo periodo, dando secondo i vertici della Whirlpool la garanzia della salvezza degli oltre 400 posti di lavoro. Alla nuova missione corrisponderebbe un cambio di produzione sotto una nuova realtà aziendale e con una nuova organizzazione del lavoro, con il supporto di una terza parte, al di fuori del settore del bianco. Nel mezzo gli altri scenari futuribili delle altre possibilità illustrate come quella dei trasferimenti di produzione da siti italiani, categoricamente esclusa da parte sindacale o il reshoring di lavatrici da altri plant della zona EMEA al di fuori della penisola, con eventuali ripercussioni negative sugli altri stabilimenti e sulla profittabilità dell’azienda nella Regione EMEA, oppure la quarta soluzione quella del mantenimento della produzione di lavatrici da parte di un nuovo player industriale, un cavaliere bianco, come si definisce in gergo, soluzione alla quale Whirlpool sarebbe aperta se si dovesse eventualmente riscontrare un interesse dal mercato e a determinate condizioni. Ma anche quest’opzione è al momento risultata essere del tutto ipotetica, in quanto l’azienda ha ammesso di non aver ricevuto alcuna manifestazione d’interesse. Queste soluzioni, però, a detta della stessa azienda sarebbero in grado di garantire solo parzialmente i posti di lavoro, dimostrandosi quindi non sostenibili nel medio-lungo termine e non in grado di garantire la tutela dei livelli occupazionali. Da parte governativa, invece il vicepremier Di Maio ha detto al tavolo: "Siamo pronti a supportare l'azienda nell'individuare un'alternativa alla vendita". Lo strumento consisterebbe in una norma da approvare nei prossimi giorni che permetterebbe a Whirlpool di avere una decontribuzione e quindi un abbassamento del costo del lavoro, per 17 milioni di euro nei prossimi 15 mesi, non pagando tasse su contratti di solidarietà, dopo che lo stesso Di Maio, nelle scorse settimane, aveva addirittura al contrario minacciato di chiedere la restituzione dei soldi pubblici già goduti dal gruppo americano degli elettrodomestici. Questa scelta sembrerebbe sposarsi con la prima ipotesi e come ha detto di Maio, magari riportare qualche produzione dall’estero, non sarebbe ipotesi da scartare. Questa in pratica la sintesi del quinto incontro, il quarto in sede ministeriale, in agenda da settimane, rinviato due volte per esigenze diverse da parte ministeriale e aziendale, di un confronto iniziato lo scorso 31 maggio per cercare di trovare soluzioni alternative al disimpegno di Whirlpool da Napoli, che va avanti ormai da settimane.
Positiva l’apertura dell’azienda sulla possibilità di continuare a produrre lavatrici di alto di gamma a Napoli. Per la Fim Cisl bisogna lavorare su questa possibilità ragionando anche sul possibile spostamento di una parte delle produzioni dall’estero, senza incidere sull’occupazione degli altri siti, in virtù anche delle aperture su sovvenzioni governativa che va comunque tenuta dentro il piano industriale sottoscritto il 25 ottobre scorso e solo a fronte di un impegno concreto dell’azienda a mantenere e consolidare l’occupazione nel nostro Paese.
Escludiamo tutte le altre possibilità, dalla vendita, alla reindustrializzazione che non darebbero prospettive al sito Partenopeo e creerebbero una situazione d’incertezza sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. 

giovedì 13 giugno 2019

VERTENZA WHIRLPOOL, CI SI RIVEDE AL MINISTERO IL 21 GIUGNO

Intanto a neanche ventiquattro ore dai saluti del vis a vis di mercoledì, arriva la convocazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per venerdì 21 giugno alle ore 10,00, per cercare se dietro ai segnali di tregua ci sarà la possibilità reale di giungere ad una soluzione per lo stabilimento di Napoli.

sabato 8 giugno 2019

VERTENZA WHIRLPOOL, NUOVO ROUND AL MINISTERO IL 12 GIUGNO

Si svolgerà il 12 giugno il terzo round della vertenza Whirlpool. Il ministero dello Sviluppo Economico ha convocato appunto per il prossimo 12 giugno, alle ore 17, il tavolo Whirlpool per discutere la situazione occupazionale e produttiva dell’azienda. Nella stessa giornata, il Mise ha convocato anche i tavoli di crisi di Ast ed Iveco Defence. L'incontro sarà presieduto dal ministro Luigi Di Maio e parteciperanno i vertici dell’azienda, le regioni coinvolte e le organizzazioni sindacali. Il vicepremier aveva concesso del tempo alla multinazionale americana, invitandola ad una riflessione dopo lo scorso tavolo di crisi del 4 giugno. 
Ai più attenti, navigati e assidui frequentatori di tavoli e cose sindacali, i primi due incontri della vertenza sindacale Whirlpool, sono sembrati  come due round di un match di pugilato, tipo Joshua vs Ruiz di qualche giorno fa, dove i contendenti se le sono date di santa ragione. Come noto dapprima la Whirlpool, lo scorso 31 maggio, aveva dichiarato di voler vendere il sito di Napoli, infrangendo in qualche maniera quanto sottoscritto il 25 ottobre 2018, sempre al Mise, alla presenza di Di Maio. Dopo l’inevitabile clamore mediatico, dei giorni successivi, il nuovo round del 4 giugno, ottenuto con forza dalle organizzazioni sindacali il 31 maggio, ha visto il ministro Di Maio attaccare a testa bassa sin dalle prime battute, incalzando l’azienda per il tramite del suo amministratore delegato, Luigi La Morgia, con una una determinazione che pochi si aspettavano. Una reazione degna di un pugile smanioso di riprendersi da un atterramento e un conteggio subito e determinato a ribaltare la situazione. "O entro sette giorni portano la soluzione per lasciare aperta quella fabbrica e far lavorare 450 persone oppure noi gli togliamo i soldi che hanno preso dallo Stato". Sibillino il ministro dello Sviluppo economico. "Gli blocco quelli che gli stavamo per dare e gli tolgo quelli che gli abbiamo dato con alcuni strumenti che dovevano servire a creare più lavoro in più occasioni per le imprese". La cifra "solo per iniziare è di circa 15 milioni di euro", ha spiegato. "Lo Stato, anche per una questione di rispetto, non si può permettere che una multinazionale americana venga qui ad ottobre firmi un accordo e poi dopo 7 mesi decida di mettere per strada 450 persone soprattutto se questa multinazionale ha preso negli ultimi anni cinquanta milioni di euro di incentivi", ha continuato Di Maio. Sul taglio degli incentivi pubblici all'azienda, se questa non troverà una soluzione entro 7 giorni, il ministro ha poi aggiunto "questa impresa stava per avere anche altri soldi che lo Stato le stava dando sulla base di un accordo" ma se questo accordo non si rispetta "e si pensa di poter chiudere dall'oggi al domani uno stabilimento con 450 persone - che possono finire per strada - allora lo Stato non ci sta". I rappresentanti di Whirlpool "sono venuti al Ministero a firmare un accordo 7 mesi fa e in 7 mesi non si cambiano le carte in tavola quando ci si è impegnati per 3 anni a portare commesse dalla Polonia in Italia e far lavorare i cittadini italiani", ha aggiunto Di Maio concludendo che su questo "ci faremo rispettare e fra sette giorni al massimo mi aspetto nuovo tavolo con una soluzione da parte loro. Perché  ci abbiamo messo i soldi degli italiani in questi insediamenti produttivi e ce li riprendiamo se le cose non vanno bene". Una reazione inaspettata, di stupore, che nessuno si auspicava in questa maniera, ma che fondamentalmente ricalca le richieste delle organizzazioni sindacali, sin dai primi minuti, successivi all’annuncio delle intenzioni della Whirlpool lo scorso 31 maggio scorso.
L’amministratore delegato di Whirlpool, La Morgia, ha da parte sua replicato assicurando che la multinazionale non intende chiudere Napoli, ma individuare soluzioni per garantire posti di lavoro sostenibili a lungo tempo. Soluzioni che però l’azienda non ha specificato quali siano, in quanto al momento non ne avrebbe.
Però poi come la storia insegna agli atti di forza delle dichiarazioni, poi dovranno seguire inevitabilmente i fatti concreti. “Dobbiamo trovare il lieto fine a questa vicenda” – diceva Di Maio- alla fine dell’incontro – evitando che si scateni una guerra tra poveri, tra stabilimenti - ma la strada appare lunga e complicata. “ Il rispetto dei patti sottoscritti” – diceva Di Maio- può servire a rendere l’azienda più credibile e a far vendere più pezzi sui mercati.  

sabato 8 dicembre 2018

LUNEDI' 10 DICEMBRE AL MINISTERO DEL LAVORO, INCONTRO WHIRLPOOL PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI.

Si svolgerà presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il prossimo lunedì 10 Dicembre, il previsto incontro per esaminare congiuntamente al Ministero, alle regioni interessate, all’Azienda,  alle OO.SS, alle strutture Territoriali ed  alle RSU, l’utilizzo di ammortizzatori sociali ex art.24 del d.lgs. n. 148/2015.

Facendo seguito a quanto stabilito nell’accordo quadro, siglato al Mise tra le parti, lo scorso 25 Ottobre  e poi successivamente ratificato dalle lavoratrici e dai lavoratori con il referendum in tutti i siti  Whirlpool della penisola, approvato con il 93% dei consensi, che prevede la proroga di 2 anni di utilizzo degli ammortizzatori sociali e contestualmente l’implementazione di un nuovo piano industriale con nuove piattaforme di vendita e relativi investimenti per il prossimo triennio, pari a circa 250 milioni circa su tutto il gruppo, di cui 24 milioni per il plant di Melano, per azzerare gli esuberi complessivi dichiarati dalla Whirlpool pari a 792 lavoratori.

Dovranno essere definiti congiuntamente quali saranno gli strumenti di sostegno al reddito i modi e le forme, ricordando che nell’accordo quadro, già sono presenti le percentuali massime di riduzioni di orario di lavoro, sapendo che ad oggi mediamente le fabbriche italiane Whirlpool hanno lavorato con insaturazione del 50%. Il piano sociale, prevederà successivamente la stipula di un sistema incentivante per l'uscita volontaria dei lavoratori interessati. (s.b.)

mercoledì 14 novembre 2018

I LAVORATORI DELL'AREA FABRIANO DELLA WHIRLPOOL DICONO SI ALL'IPOTESI DI ACCORDO 2019-2021

(Un momento del voto)
I lavoratori dell'area Fabriano della Whirlpool Emea approvano l'ipotesi di accordo raggiunta al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 25 ottobre. Il referendum necessario per validare l'intesa, si è svolto dopo le assemblee illustrative della scorsa settimana. Un plebiscito per il “si”: infatti sono stati 762 i voti  per il “si”, 41 per il “no”, 3 bianche e due nulle. Su 1.435 aventi diritto, hanno votato in 808, ossia il 56,3 per cento dei lavoratori, di cui il 94,3 per cento ha messo la croce sul "si". I voti divisi per le varie unità, certificano che nel plant di Melano su 748 aventi diritto, hanno votato in 394: 377 per il “si”, 14 per il “no”, 3 bianche e una nulla. Invece per quello che riguarda le sedi operative e funzioni impiegatizie, nella sede centrale su 316 aventi diritto, hanno votato in 162: 154 per il “si” e 8 per il”no”. Al Service di Ca’ Maiano su 244 aventi diritto al voto, hanno votato in 172, di questi 153 per il “si”, 18 per il “no”, una scheda nulla. Agli uffici di via Campo sportivo su 78 aventi diritto al voto hanno votato in 62: 61 favorevoli e uno contrario. Negli uffici di via Lamberto Corsi, su 49 aventi diritto, hanno votato in 17 tutti per il “si” all’accordo. Il risultato positivo, si aggiunge a quello di Siena della scorsa settimana e a quello di Cassinetta di Varese. Un esito positivo che sembrava scontato sin dalla vigilia del voto referendario e che forse ha tolto l'appeal al referendum stesso. Ad ogni modo una volta terminata la tornata consultiva in tutti i siti della Penisola, ci si troverà prossimamente a Roma presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per la definizione di accordi relativi alle modalità di applicazione degli ammortizzatori sociali, che a differenza del piano precedente, saranno uguali per operai e impiegati. Altro step successivo sarà quello atto alla definizione del "piano sociale" per l'incentivazione all'esodo su base volontaria, e sul raggiungimento dei requisiti pensionistici. (s.b.)

mercoledì 24 ottobre 2018

DOMANI A ROMA, AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO NUOVO INCONTRO WHIRLPOOL


Si terrà domani giovedì 25 ottobre alle ore 10,00 a Roma, presso la sede del dicastero dello Sviluppo Economico il secondo round tra Fim, Fiom e Uilm Nazionali, il coordinamento Nazionale Rsu di Whirlpool e la direzione aziendale e i rappresentanti del Governo per l’esame del piano industriale per il triennio 2019-2021. Si riprenderà il discorso da quanto emerso lo scorso 3 ottobre, con l'apertura del ministro Di Maio ad altri due anni di ammortizzatori sociali (2019-2020), ossia la cassa integrazione straordinaria. Disponibilità però subordinata al fatto che la Whirlpool modificasse il piano industriale 2019-2021, presentato il 17 maggio sempre al Mise con il vecchio esecutivo di Governo e ribadito alla presenza del nuovo reggente, il vice premier Luigi di Maio, a patto che vi sia un accoglimento delle istanze delle organizzazioni sindacali e che porti alla sottoscrizione di un accordo condiviso. Gli ammortizzatori sociali in essere, scadranno come noto il 31 dicembre 2018. Gli esuberi quantificati dal management dell’azienda ricordiamo sono, sul totale di 800, 50 per lo stabilimento di Melano, dovuti alla flessione dei volumi produttivi in Emea nel 2018 e 75 impiegati. Ma appare chiaro che la pietra angolare per il rilancio dell'azienda del bianco, sia quello di riconquistare le quote di mercato, da traguardare grazie ad un rinnovato assetto industriale, a una solida strategia commerciale e d’investimenti, il tutto comunque in un mercato dell’elettrodomestico in crescita.

sabato 29 settembre 2018

CANDY PASSA AD HAIER, LA PROSSIMA SETTIMANA VERTICE WHIRLPOOL AL MISE


Mentre il risiko mondiale dell’elettrodomestico bianco, è scosso dalla notizia dell’acquisizione di Candy, fino a ieri unica azienda italiana del settore da parte dei cinesi dell’Haier, cresce l’attesa tra i lavoratori per l’incontro sindacale della Whirlpool che si svolgerà il prossimo 3 ottobre, alle ore 15,00 a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico. Le lancette dell’orologio della vicenda, tornano indietro di cinque mesi allo scorso 17 maggio sempre al Mise,quando alla presenza del vecchio esecutivo di Governo, la Whirlpool aveva fotografato la situazione di allora, che si concretizzava in 792 esuberi nel perimetro Italia, dei quali 614 erano una rimanenza dell’Italy Master Plan 2015-2018. Dell’eccedenza complessiva, 115 unità riguardavano l’area di Fabriano, di cui 45 operai e 70 impiegati. Una situazione venutasi a creare dal rallentamento dei volumi previsti dal piano stesso, ove i mercati come quello del Regno Unito, della Russia e della Turchia non aveva fornito le risposte ipotizzate in termini di vendite, con perdite di quote di mercato. L’altro fattore destabilizzante, denunciato dal management della multinazionale, era prettamente interno e dovuto all’integrazione, più complessa di quanto preventivato, anche se gli obiettivi iniziali del piano, secondo quanto annunciato erano stati raggiunti. Ma si sa l’evoluzione del mercato del “bianco”, sempre molto imprevedibile e dinamico non aspetta e i player concorrenti, che competono anche su pochissimi pezzi, con un portafoglio ordini sempre più corto, sempre più aggressivi, ancora meno. Il dossier Whirlpool, è dunque passato dalle mani di Teresa Bellanova, sottosegretario che aveva seguito il percorso d’integrazione a quelle attuali del reggente del dicastero Luigi Di Maio, che a fine luglio ha avuto modo di incontrare con i suoi tecnici, l’amministratore delegato di Whirlpool Italia Davide Castiglioni per capire lo stato attuale dell’azienda e delle sue prospettive. Sul tavolo la richiesta della proroga degli ammortizzatori sociali, attualmente in essere a favore e protezione dei lavoratori della penisola, adeguandoli in questo modo alle esigenze di rilancio del piano industriale Whirlpool 2015-2018, che scadranno il 31 Dicembre prossimo. La legge di Bilancio per il 2018 prevede, per gli anni 2018 e 2019, così come aveva ricordato la Bellanova a maggio, la concessione della proroga della CIGS, fino al limite massimo di 12 mesi, a favore delle imprese con organico superiore a 100 unità lavorative e con rilevanza economica strategica anche a livello territoriale, ed è da qui che si dovrebbe partire con il ragionamento,  Come aveva dichiarato l'Amministratore Delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni lo scorso maggio al Ministero, non esiste un piano b ma appare chiaro che per l'implementazione del nuovo Italy Master Plan 2018-2021 e i relativi investimenti, si rende assolutamente necessario il rinnovo degli ammortizzatori sociali, che come detto scadranno a fine dicembre 2018, almeno fino al 2021. Ma appare chiaro che la pietra angolare per il rilancio dell'azienda del bianco, sia quello di riconquistare le quote di mercato, da traguardare grazie ad un rinnovato assetto industriale, a una solida strategia commerciale e d’investimenti.

martedì 18 settembre 2018

WHIRLPOOL, IL 3 OTTOBRE A ROMA AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO



La chiamata da parte del vice premier con delega al lavoro e allo sviluppo economico Luigi Di Maio è arrivata per quello che riguarda la Whirlpool. 
Dal Mise è arrivato il feedback in risposta alla richiesta delle organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil e l'incontro si svolgerà il prossimo 3 ottobre a Roma, presso la sede del dicastero stesso. 
La convocazione per conoscere le decisioni che il governo intende assumere sulle prospettive occupazionali del gruppo e dunque arrivata dopo l'ultimo incontro che si era tenuto lo scorso 17 Maggio sempre al Ministero, svoltosi con il vecchio esecutivo governativo, che aveva fissato un primo incontro per il 6 luglio scorso, poi in seguito rinviato al 30 dello stesso mese e poi dopo la pausa, estiva, mentre nel frattempo, il 27 luglio si era svolto un incontro conoscitivo tra Di Maio e Castiglioni, alla data sopra citata. 
Sul tavolo la richiesta della proroga degli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori adeguandoli in questo modo alle esigenze di rilancio del piano industriale Whirlpool 2015-2018, che pur ottenendo risultati indicativi non è ancora completato a causa delle difficoltà d’integrazione, scadrà il 31 Dicembre prossimo, per cui i tempi per la decisione del rinnovo gli ammortizzatori sociali s che sono necessari per sostenerlo sono abbastanza stretti. Come aveva dichiarato l'Amministratore Delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni lo scorso maggio al Ministero, non esiste un piano b ma appare chiaro che per l'implementazione del nuovo Italy Master Plan 2018-2021 e i relativi investimenti, si rende assolutamente necessario il rinnovo degli ammortizzatori sociali, che come detto scadranno a fine dicembre 2018. Gli esuberi strutturali previsti dall'accordo 2015 per il plant di Melano, che è l'unico hub europeo-mediterraneo per la produzione di piani cottura, sono, di fatto, stati assorbiti, e i 45 prospettati a maggio dal management di Whirlpool, sono il frutto delle difficoltà riscontrate sul mercato Emea in termini di vendite in questi anni e questo appare la pietra angolare per il rilancio dell'azienda del bianco, da traguardare grazie ad un rinnovato assetto industriale, a una solida strategia commerciale e d’investimenti. Nell'area Fabriano ricordiamo che l'azienda aveva prospettato lo scorso maggio 115 esuberi complessivi, oltre ai 45 dei blue collars, ossia tra gli operai, anche i 75 tra i white collars, ossia gli impiegati, per i quali scadrà a dicembre il contratto di solidarietà difensiva.

lunedì 14 maggio 2018

DOPPIA VERIFICA PER L'ITALY MASTER PLAN DI WHIRLPOOL


Questa volta dovrebbe essere quella buona. Dopo diversi rinvii, dovuti anche alle vicende nazionali inerenti la formazione del nuovo Governo, si terrà il prossimo 17 maggio, l’incontro tra organizzazioni sindacali e il management di Whirlpool Emea a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico. E’ passato oltre un anno dall’inaugurazione dello stabilimento di Melano. La “model factory” come unico hub della zona Emea di Whirlpool da cui escono tutti i piani cottura di tutti i tipi commercializzati nel vecchio continente, nell’area mediterranea, mediorientale e Africa. La trasformazione fisica del plant avviata nel 2015 è stata portata a termine nelle scorse settimane con l’avvio della seconda maxipressa, spostata da Albacina e quindi può tranquillamente dirsi che quanto previsto dall’Italy Master Plan, sia andato a compimento. Uno stabilimento “top class”, come definito dal management Whirlpool, quella fabbrica verticalmente integrata, nel quale entra il coil di lamiera ed esce il piano cottura imballato, pronto per essere commercializzato. Dunque Melano, è posizionata su un crinale strategico, nella geografia produttiva di Whirlpool, per la zona Emea.
Ma sul sito di Melano, purtroppo si riverberano tutte le complicazioni e le difficoltà che sta incontrando la Whirlpool a livello di area Emea, nell’intercettare la crescita del mercato del bianco, che ha risvolti concreti con la contrazione delle produzioni e il ricorso diverse giornate di stop produttivo, mediante l’utilizzo della cassa integrazione. L’azienda ha dichiarato di avere ancora difficoltà e problemi per portare a compimento l’integrazione tra Whirlpool e Indesit, soprattutto per quello che concerne l’organizzazione commerciale e i sistemi informatici. Dodici mesi di ritardo, rispetto alle previsioni di tre anni fa, che richiederà un altro anno di cassa integrazione da chiedere al nuovo governo. Il 2017, come del resto ammesso dallo stesso management dell’azienda di Benton Harbor, nell’incontro di coordinamento lo scorso 31 gennaio a Roma, è stato un anno orribile nel risiko del mercato del bianco, sempre più complicato e dinamico e con competitor sempre più aggressivi.
Melano, come ribadito più volte dalla dirigenza, è cruciale e strategico all’interno di quella politica industriale di sviluppo a lungo termine di Whirlpool. Inoltre si è terminata la vicenda dell’acquisizione di Albacina da parte di Ariston Thermo, con la firma del contratto per la cessione del plant e quindi nei prossimi mesi cinquanta lavoratori circa, saranno coinvolti su base volontaria, al cambio di casacca. Albacina, come noto, dovrebbe diventare, entro un paio di anni a partire da questa estate, un centro di competenza per la progettazione e produzione di prodotti che utilizzeranno tecnologie rinnovabili avanzate per il comfort termico, il riscaldamento di acqua e ambienti con sofisticati livelli di connettività. Un’operazione che intreccia romanticismo familiare e strategie industriali.
E dopo il complicato mese di marzo, i primi timidi segnali di ripresa, legati alle strategie aziendali distributive, per uscire dalle paludi stagnanti, sembrerebbero intravvedersi, ad ogni modo una successiva verifica si avrà con il successivo tavolo territoriale che si svolgerà il prossimo 24 maggio a Fabriano e che vedrà esaminata anche la situazione delle sedi impiegatizie. (s.b.)

martedì 8 novembre 2016

DOMANI AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO INCONTRO DI VERIFICA SUL PIANO INDUSTRIALE WHIRLPOOL

Si svolgerà domani mercoledì a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, con inizio alle ore 11,00, il tavolo di verifica dell’Italy Master Plan 2015-2018 prodotto da Whirlpool Europe dopo l’acquisizione di Indesit avvenuta nel 2014, con l’obiettivo di verificare, su ciascuna unità produttiva, l’andamento del piano d’integrazione e d’investimenti concordato tra le organizzazioni sindacali, il Gruppo Whirlpool e Governo, secondo quanto declinato e previsto dall’accordo quadro del 24 luglio 2015.
Nel frattempo i lavoratori, dopo le assemblee informative, nei giorni scorsi hanno ratificato l'intesa sull'armonizzazione salariale, che prevede per i lavoratori ex-Indesit, che confluiranno dal 1° gennaio 2017 in una nuova entità societaria unica, un nuovo cedolino paga e il premio di risultato parificato a quello di Whirlpool.
Si farà il punto delle difficoltà sui volumi produttivi palesate dalla Whirlpool in zona Emea, dove si confidava molto nell'acquisizione del gruppo fondato da Vittorio Merloni, per vincere alcune difficoltà del passato. Invece, come emerso nel primo semestre del 2016, la public company con base in Michigan, in un contesto seppure in crescita come quello del mercato europeo, ha arretrato la sua quota di mercato rispetto allo stesso periodo del 2015. Inevitabile quindi il successivo ricorso agli ammortizzatori sociali che hanno acuito le difficoltà di una situazione in divenire dove già si fa utilizzo della cassa integrazione straordinaria in rotazione, come ad esempio a Fabriano, dove i lavoratori sono confluiti nel plant di Melano dopo la chiusura di giugno di Albacina.
Inoltre come detto, si verificherà il grado di avanzamento del piano industriale, che come previsto prevede Melano come unico hub europeo di Whirlpool per la fabbricazione dei piani cottura di ogni tipo. La trasformazione fisica del sito è avvenuta in maniera significativa, ma per la realizzazione di quella fabbrica verticalmente integrata, ossia in grado di trasformare un foglio di lamiera in un piano cottura imballato e pronto per la commercializzazione, manca ancora la realizzazione del cuore pulsante e forse l’operazione più complessa, ossia lo spostamento delle mastodontiche monopresse da Albacina, processo che se non ci saranno ulteriori ritardi, dovrebbe cominciare con l’avvio dei lavori edili, negli ultimi giorni dell’anno per essere definitivamente completato intorno alla metà del 2017.

giovedì 24 marzo 2016

PRIMO TAVOLO NAZIONALE DI MONITORAGGIO DELL'ITALY MASTER PLAN DI WHIRLPOOL

Nel pomeriggio di mercoledì 23 marzo, si è svolto a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Vice Ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, del responsabile dell’unità gestione vertenze del Mise, Giampiero Castano, i vertici aziendali, i sindacati e i rappresentanti delle Regioni, il primo incontro a livello nazionale di monitoraggio dell’Italy Master Plan 2015-2018 prodotto da Whirlpool Europe dopo l’acquisizione di Indesit avvenuta nel 2014, con l’obiettivo di verificare, su ciascuna unità produttiva, l’andamento del piano d’integrazione e di investimenti concordato tra le organizzazioni sindacali, il Gruppo Whirlpool e Governo, secondo quanto declinato e previsto dall’accordo quadro del 2 luglio 2015.

Ci sono alcune questioni che vanno affrontate con la massima urgenza, in particolare in
Campania, ma siamo a un terzo del percorso. C’è l’impegno di tutti per risolverle a tutela dei lavoratori e di chi ha investito per mantenere in Italia produzione e posti di lavoro. Finora sono stati spesi da Whirlpool 123 milioni di euro nel 2015 e 135 milioni saranno investiti nel 2016, in linea con il piano di spesa preventivato per i quattro anni previsti dal Piano.
In Lombardia, a Cassinetta (Varese) si è proceduto a un’internalizzazione di produzione dalla Cina.  In quest’area l’occupazione è aumentata e ci sarà bisogno di altra forza lavoro, in parte già arrivata dalla Campania.
In Toscana, a Siena, si sono concentrati molti sforzi e attività perché, con il rientro di produzione dalla Cina, oggi è diventato il polo unico di produzione di congelatori per tutta Europa.
Permangono alcune difficoltà di mercato, bisognerà lavorare per ricercare nuove opportunità, anche fuori dai confini europei, per valorizzare al meglio questo unicum italiano.
Nelle Marche, a Comunanza, è stato confermato l’investimento sulla lava-asciuga nei volumi produttivi previsti. A Fabriano è stato reinternalizzato il call center, a Melano, che diventerà l’unico hub per la produzione di piani cottura Whirlpool per la zona EMEA, è stata riportata in Italia fino ad oggi, la produzione da Wroclaw in Polonia e da Carinaro, raddoppiandone a oggi in termini di capacità installata i volumi da 650 mila a oltre 1 milione di pezzi teorici l’anno, investendo nella formazione dei lavoratori che hanno acquisito nuove competenze. L’azienda conta di terminare la trasformazione fisica dello stabilimento entro il primo semestre del 2017, allorquando sarà completata l’articolata operazione del trasferimento delle monopresse da Albacina a Melano. Il complesso piano d’integrazione tra le due società non sta generando esuberi tra gli impiegati; vigileremo per tutto il percorso, soprattutto quando sarà creata un’unica società, che avverrà in diversi step successivi.

In Campania, a Napoli, c’è un problema di volumi sulla lavatrice “Omnia” che non garantisce ancora la piena occupazione, ma la fabbrica sta lavorando bene; per garantire in modo temporaneo i volumi produttivi, si sta rallentando il trasferimento di lavatrici destinate alla Slovacchia. Per il progetto di trasformazione di Carinaro nel polo di gestione delle parti di ricambio, il Gruppo ha deciso di aumentare gli investimenti da 8 a 14 milioni di euro per rendere il sito moderno, efficiente e sicuro e formare i lavoratori alla nuova attività. C’è un ritardo di tre mesi rispetto al piano che impatta pesantemente sulla capacità di reddito dei lavoratori costretti all’utilizzo di ammortizzatori sociali.
E’ stato riaffermato l’impegno alla reindustrializzazione di Teverola, confermando i 2 mln di euro di investimento e l’assegnazione ad una società di scouting per ricercare ulteriori soggetti industriali solidi.
Ribadiamo la necessità di concentrare e intensificare gli sforzi per recuperare i ritardi dello sviluppo del piano industriale per i siti campani, Carinaro e Napoli.
Abbiamo inoltre incassato l’impegno della Regione Campania di confermare le risorse

economiche che erano state deliberate, forse con troppa leggerezza, dalla giunta precedente.
I risultati di oggi, sono il frutto di mesi e mesi di lavoro da parte di un sindacato responsabile e di un importante gruppo industriale come Whirlpool, che ha scommesso sull’Italia e sui lavoratori. Quando c’è questo impegno congiunto, gli sforzi e i sacrifici sono ripagati, nonostante le difficoltà intrinseche prodotte da operazioni industriali di tale portata.

Un  vertice ritenuto da tutti positivo a conferma che, quando s’investe nel nostro Paese, con una visione strategica e progettuale e con la responsabilità di tutti i soggetti in campo, i risultati si vedono.

Continueremo a vigilare come Fim-Cisl, a tutti i livelli e in tutte le fabbriche, perché il piano rientri a regime il prima possibile e consolidi produzione e occupazione.

venerdì 3 luglio 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, UNA MISSIONE PER OGNI SITO

(Lo stabilimento di Melano)
Ecco nel dettaglio il piano specifico per ogni realtà del gruppo Whirlpool, parte integrante del protocollo quadro raggiunto ieri al Mise, dopo un negoziato complicato, difficile, caratterizzato da momenti di tensione, anche tra le stesse rappresentanze sindacali. Ogni sito avrà una mission specifica.
UFFICI  FABRIANO
Verrà creato un centro direzionale con circa 600 dipendenti. Fabriano ospiterà il Consumer Service, compreso la pianificazione dei ricambi & Quality; NPI (New Product Introduction), Divisione Piccoli Elettrodomestici, Sistemi Informativi; la Ricerca & Sviluppo, parte del Procurement, la filiale commerciale italiana compreso il call center e infine le connesse attività di supporto in ambito Finance, Risorse Umane e Ufficio Legale per entrambe le società, saranno utilizzati i contratti di solidarietà.
MELANO
Melano diventerà l'unico hub europeo-mediterraneo per la produzione di piani cottura della zona Emea, con rientro delle produzioni dall'estero, e lo spostamento delle produzioni di Carinaro e Cassinetta gradualmente a cominciare dal secondo semestre del 2015, e vi saranno concentrati anche i lavoratori attualmente in forza ad Albacina; saranno utilizzati prima la Cigs poi i contratti di solidarietà. Ci sarà la cessazione dei ricambi di Cà Maiano (destinati a Carinaro), attività rimpiazzata dall'outlet riservato ai dipendenti, dall'insourcing delle attività di call center e dalla concentrazione della pianificazione delle parti di ricambio. 75 (25 impiegati e 50 operai) i lavoratori interessati dalle attività in uscita, 90 quelli occupati dalle attività in entrata per un ipotetico saldo positivo di 15 lavoratori.
ALBACINA
E' l'unico cruccio veramente dolente di questo accordo, che prevede la sua chiusura, un sito storico per la Merloni, uno dei punti di forza degli anni belli in cui si sfornavano milioni di pezzi. Le attività produttive del sito cesseranno presumibilmente entro il primo semestre del 2016, con il completamento del trasferimento del personale come sopra citato a Melano. Ma anche se dicono che non bisogna "innamorarsi" dei muri è quanto meno amaro accettarne semplicemente la sua chiusura, anche se ciò non comporterà esuberi "strutturali".
COMUNANZA
Produrrà lavatrici carica frontale e sarà produttore esclusivo in Emea di lavasciuga; si utilizzeranno i contratti di solidarietà.
CASERTA
Sarà costituito il polo europeo di ricambi e accessori, in cui troveranno inizialmente occupazione 320 persone; il restante organico potrà avvalersi della possibilità di essere trasferito a Napoli, accedere al trasferimento volontario incentivato per Varese con possibilità di colloqui anche per i familiari conviventi, accedere ai percorsi di uscita incentivata specificamente previsti per la Campania; infine è previsto l'impegno dell'azienda a continuare a cercare soggetti investitori per Teverola, con un apposito stanziamento di 2 milioni di euro e la disponibilità di cedere a prezzi agevolati lo stabile, al fine di generare ulteriori opportunità occupazionali; gli ammortizzatori sociali utilizzati saranno inizialmente la CIGS per ristrutturazione e poi i contratti di solidarietà.
NONE
Il magazzino sarà ceduto in continuità alla società piemontese Mole, ma il personale in alternativa potrà comunque optare per il trasferimento ad altra sede del Gruppo o accedere ai percorsi di uscita incentivata specificamente previsti; il coinvolto dal trasferimento d'azienda riceverà in ogni caso un incentivo e gli sarà liquidato il Tfr; il centro ricerca e l'outlet resteranno, invece, in attività fino al 31/12/2016 ed il relativo personale potrà accedere sia al piano di uscite incentivate sia a modalità agevolate di trasferimento ad altra sede del Gruppo; verranno utilizzati i contratti di solidarietà.
CASSINETTA DI BIANDRONNO
Si consoliderà come polo Emea per l'incasso, con produzione di forni, frigoriferi e microonde e con un incremento occupazionale di 160 persone, oltre alla conferma dei lavoratori somministrati. Cassinetta perderà il Service Parts Centre. L’attività della ricambistica verrà spostata, infatti, nel polo di Carinaro togliendo le mansioni al service di Cassinetta dove sono impiegati quasi 150 persone (un centinaio gli operai e una cinquantina di impiegati). 
NAPOLI
Produrrà le lavatrici di alta gamma, anche con un modello aggiuntivo rivolto ai mercati extra europei; si utilizzeranno i contratti di solidarietà.
SIENA
Sarà il polo di produzione dei congelatori orizzontali, con rientro di prodotti anche dall'estero e possibilità di crescita ulteriore verso i mercati extra europei; si utilizzeranno i contratti di solidarietà.
UFFICI IN LOMBARDIA
Verrà creato un centro direzionale con circa 800 dipendenti, accorpando gli attuali uffici di Comerio e Milano in una sede ancora da definire fra Varese e Milano. Ospiterà la Supply Chain; Manufacturing centrale; il Procurement; la Ricerca & Sviluppo,il Product & Brand Marketing, Vendite EMEA,il Finance, le Risorse Umane; l’Ufficio Legale; lo Strategic Planning e la parte Marketing e Vendite della filiale commerciale italiana e le connesse attività di supporto in ambito Sistemi Informativi per entrambe le società. Saranno utilizzati i contratti di solidarietà.
NESSUN LICENZIAMENTO FINO AL 2018 - L'azienda si è impegnata a non licenziare per tutta la durata del piano industriale, cioè fino al 2018. Rientrano dunque i 2.060 esuberi annunciati, e i trasferimenti tra poli di diverse regioni avverranno solo su base volontaria. 
Gli operai e gli impiegati le cui funzioni saranno trasferite in un'altra regione potranno avvalersi di ricollocazione e riqualificazione professionale.
AMMORTIZZATORI IN TUTTI I SITI -  Verranno utilizzati la cassa integrazione e i contratti di solidarietà (ammortizzatori conservativi) con la rotazione per ripartire al meglio il lavoro. Tutti i lavoratori potranno usufruire di mobilità volontaria o finalizzata alla pensione incentivata.
INVESTIMENTI PER 513,5 MILIONI -  Whirlpool investirà 513,5 milioni di euro in tre anni. E metterà a punto piani industriali per tutti i siti attraverso l'insourcing di attività. La produzione made in Italy crescerà di 650 mila unità.
AMMORTIZZATORI SOCIALI IN TUTTI I SITI -  Verranno utilizzati la cassa integrazione e i contratti di solidarietà (ammortizzatori conservativi) con la rotazione per ripartire al meglio il lavoro. Tutti i lavoratori potranno usufruire di mobilità volontaria o finalizzata alla pensione incentivata.
Se l'ipotesi di accordo verrà approvata dal voto dei lavoratori, il 13 e 14 luglio prossimo, seguiranno successivamente accordi esecutivi in ciascun territorio per definire i termini dettagliati di utilizzo degli ammortizzatori sociali; la mobilità incentivata volontaria o finalizzata alla pensione sarà, invece, aperta con un'unica procedura nazionale.