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venerdì 19 gennaio 2018

ALBACINA, CEDUTA A ARISTON THERMO E REINDUSTRIALIZZATA. DA MERLONI A MERLONI.

(Albacina agli albori)
Lo stabilimento di Albacina, che sotto la gestione della famiglia Merloni divenne il simbolo prima della nascita del colosso Merloni Elettrodomestici e poi del boom dell’Indesit Company è vicino a una riconversione industriale completa. Infatti, grazie all'accordo tra Ariston Thermo, gruppo globale tra i leader nel settore del comfort termico, e Whirlpool, per la reindustrializzazione dello storico polo del comparto degli elettrodomestici, Ariston Thermo realizzerà presso il sito un centro di competenza per la progettazione e produzione di tecnologie rinnovabili avanzate per il comfort termico. Albacina ospiterà le attività progettuali, di laboratorio e produttive relative a questi nuovi prodotti. Il nuovo centro sarà inoltre dotato delle metodologie produttive più innovative del Gruppo, con particolare attenzione ai temi della sicurezza, della gestione del flusso produttivo e della minimizzazione di sprechi e perdite, incentrate sulla metodologia WCM (World Class Manufacturing). Per il sito di Albacina, dove la produzione è terminata a luglio 2016, e dove è ora presente il mercatino per i dipendenti, e dove hanno lavorato in questi mesi solo gli addetti delle gigantesche presse, il cui spostamento nel plant di Melano, sta quasi per essere ultimato, a luglio del 2017 si era profilato un futuro legato all'industria delle costruzioni, grazie all'interesse del gruppo Marella, specializzata nella produzione di prefabbricati in calcestruzzo, destinati all'edilizia civile e cimiteriale. Ma ai colloqui esplorativi di allora, anche con le istituzioni, non fu dato più seguito. Un impegno quello della reindustrializzazione di Albacina non previsto esplicitamente nell'Italy Master Plan siglato a luglio 2015, ma che comunque creerà una cinquantina di posti di lavoro nell'azienda, di Francesco Merloni e di cui il figlio Paolo è il presidente, ormai rimasta dopo l'acquisizione di Indesit da parte di Whirlpool la più grande delle Marche a proprietà italiana e che è in forte e indiscutibile ascesa. Dunque un epilogo da libro cuore, quello che forse tutti i fabrianesi ma anche i "merloniani" in cuor loro si auspicavano. Ma in un’economia spietata come quella di oggi, forse una pagina di romanticismo, in grado di far rivivere gli amarcord dei tempi che furono, non guasta, anche se poi a conti fatti contano magari i posti di lavoro che questa iniziativa industriale sarà in grado di creare,in un territorio come quella di Fabriano, profondamente ferito dai morsi della crisi, che sembra non avere fine e colpire anche altri settori, come l'ultima vicenda delle Cartiere Miliani, venduta dagli attuali proprietari Fedrigoni al fondo americano Bain Capital. (S.B.)

venerdì 10 novembre 2017

SVOLTO IL TAVOLO TERRITORIALE AREA FABRIANO PER L'INTEGRAZIONE WHIRLPOOL-INDESIT


(FONTE: CORRIERE ADRIATICO 9/11/2017 - AMINTO CAMILLI)



Dopo otto mesi, l'ultima volta infatti era stata lo scorso 1° marzo, è tornato a riunirsi nei giorni scorsi presso la sede centrale della Whirlpool, il tavolo territoriale area Fabriano per il monitoraggio dello stato di avanzamento dell'Italy Master Plan 2015-2018, per quello che concerne il plant di Melano che il versante impiegatizio. Ad undici mesi dalla creazione della nuova entità societaria unica, scaturita dall'acquisizione di Indesit da parte di Whirlpool, la trasformazione fisica dello stabilimento di Melano, che lo porterà ad essere l'unico hub europeo della multinazionale statunitense del bianco per la fabbricazione dei piani cottura di ogni tipo è quasi ultimata, manca infatti solo l'implementazione della seconda pressa proveniente da Albacina. Sempre sotto la lente di ingrandimento dei rappresentanti sindacali la questione dei volumi, in calo rispetto ai budget di inizio anno. (s.b.)


domenica 20 agosto 2017

MARTEDI' MATTINA DOPO LA PAUSA FERIALE RIPRENDE L'ATTIVITA' A MELANO

Martedì mattina riprenderà regolarmente con la riapertura dei cancelli, dopo neanche tre settimane di ferie l'attività produttiva di Melano della Whirlpool dopo la pausa agostana. Il rompete le righe, era stato dato lo scorso giovedì 3 agosto, ultimo giorno lavorativo. 
Il periodo delle ferie, con il ferragosto, il vero "capodanno industriale" dell'Italia, segna il passaggio tra un periodo di lavoro e l'altro, tra un anno lavorativo e un altro. Saranno mesi, quelli che porteranno alla fine del 2017 densi di significato, nei quali la forma della nuova versione di Melano 2.0, che porterà il sito a essere il polo europeo della produzione dei piani cottura di Whirlpool, sarà a buon punto. Il progetto dell'Italy Master Plan prevede a regime, la produzione di 2350000 piani cottura, oltre ai blocchi speciali. Piani cottura che sono confluiti a Melano da Lodz e Wroclaw in Polonia, da Cassinetta e da Carinaro. Per la realizzazione della fabbrica "verticalmente integrata", in grado di produrre un piano cottura, partendo dal coil di lamiera, fino al prodotto imballato e pronto a essere commercializzato, manca il trasferimento delle presse da Albacina. E nei prossimi mesi si dovrebbe definire definitivamente la sorte del plant di Albacina appunto, dove la produzione è cessata da oltre un anno ed è al centro di un interesse da parte della Pla di Potenza di Francesco Marella, specializzata in manufatti in calcestruzzo per edilizia cimiteriale e civile. All'inizio dell'estate c'erano stati i primi colloqui esplorativi e l'incontro con le organizzazioni sindacali, per cercare di arrivare in tempi rapidi alla cessione del sito e l'avvio altrettanto rapidamente della produzione, in grado di garantire oltre cento posti di lavoro, che oggigiorno non è che siano da sottovalutare, anzi.


venerdì 30 giugno 2017

ALBACINA, VERSO LA REINDUSTRIALIZZAZIONE

A dodici mesi dalla sua chiusura, per quello che riguarda la produzione (avvenne a fine giugno) nuove prospettive per lo stabilimento di Albacina, in cui ora opera solo il reparto monopresse, nei prossimi mesi trasferito a Melano e l'outlet, il mercatino riservato a dipendenti Whirlpool e convenzionati.
Questo quanto emerso dal rendez vouz svoltosi ieri presso la sede di Confindustria in Ancona, tra l'imprenditore il potentino Francesco Marella, interessato alla reindustrializzazione dello storico plant, il rappresentante di Confindustria e le organizzazioni sindacali. Un progetto che è al di fuori di quanto stabilito in sede ministeriale nel 2015, così come invece avvenuto ad esempio per il polo logistico di None, al centro di un articolato progetto di outplacement. Progetti di reindustrializzazione dei propri siti, non più rientranti nel perimetro del core-businness, ossia quello del bianco, della multinazionale americana di Benton Harbor, per i quali Whirlpool sta profondendo, così come occorso alcuni mesi fa per quello di Teverola, che diventerà un polo per la produzione di celle al litio per accumulatori e batterie, ricollocando almeno settantacinque lavoratori di Carinaro; parecchie energie, dal punto di vista della sostenibilità sociale dei territori in cui opera. L'imprenditore della Basilicata rappresenta la terza generazione di una famiglia impegnata da sempre in edilizia, sia civile che cimiteriale, è pronto a investire svariati milioni di euro, quindi una cifra di tutto rispetto, per produrre manufatti in cemento armato per l'edilizia cimiteriale, sia per quello che riguarda la creazione di nuove strutture o il loro ampliamento. A regime potrebbero essere occupati 115 lavoratori. In primis, eventuali esuberi Whirlpool, qualora dovessero esserci, o coloro fossero interessati, La trattativa in corso è in fase avanzata, nelle prossime settimane dovrebbero esserci altri passaggi istituzionali a testimonianza che i tempi per il closing della trattativa e l'eventuale startup della riconversione del sito potrebbero essere davvero molto stretti. Un imprenditore che è sembrato motivato, che vuole investire nel fabrianese senza accedere ad alcun beneficio, almeno in questa fase, che ha scelto Albacina per una questione strategica rispetto al proprio businness commerciale. Sperando che questa operazione, possa fare da traino anche per altri progetti di reindustrializzazione sul territorio, che possano far tornare a brulicare di lavoratori i tanti, troppi capannoni ormai desolatamente vuoti da troppo tempo.


domenica 12 febbraio 2017

LA SECOND LIFE DI MELANO 2.0 - MARTEDI' 14 VERNISSAGE PER IL RESTYLING



Martedì 14 febbraio, alle ore 11 Esther Berrozpe Galindo, Presidente di Whirlpool EMEA e Vice Presidente di Whirlpool Corporation, e Davide Castiglioni, Vice Presidente Operazioni Industriali Whirlpool EMEA, apriranno le porte del rinnovato sito produttivo di Melano per celebrare il completamento di un’integrazione virtuosa, una storia di successo per l’Azienda, i dipendenti, le realtà del territorio, il Paese. Interverranno: Teresa Bellanova, Vice Ministro dello Sviluppo Economico; Luca Ceriscioli, Presidente della Regione Marche e Giancarlo Sagramola, Sindaco di Fabriano. “Un momento istituzionale – riferisce una nota dell’azienda – per celebrare insieme ai dipendenti la nuova veste dello stabilimento marchigiano, che ha rinnovato la propria mission ed è ora il maggior polo di Whirlpool EMEA per la produzione di piani cottura di alta gamma. Melano è oggi uno stabilimento Top Class che impiega oltre 800 persone ed è in grado di produrre oltre 2 milioni di unità all’anno destinati ad arredare le cucine di tutto il mondo; una fabbrica in grado di esportare non solo i propri prodotti, ma anche il proprio modello, riferimento per tutta la macroregione europea”.

“Il domani non muore mai”. Prendendo in prestito il titolo di uno dei film della celeberrima saga di James Bond, si potrebbe descrivere così la storia dello stabilimento di Melano Marischio. Quello stabilimento che nei progetti dell'allora a.d. di Indesit Company, Marco Milani, il 4 giugno 2013 era destinato alla chiusura, poi evitata con la lotta. Un anno dopo, sotto gli americani di Whirlpool, all'interno del piano integrazione Italia, che definisce il programma di fusione e integrazione dell'ex azienda di Vittorio Merloni, con il colosso Usa, Melano, diventa secondo la mission produttiva assegnatagli, il più grande, ed unico stabilimento della holding "extralarge" americana, della zona Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) per la produzione di piani cottura''. Ma già ai tempi della produzione dei frigoriferi, Melano sembrava essere destinato alla chiusura, penalizzato, per quella tipologia di prodotto dalle ridotte dimensioni, che ne impedivano il raggiungimento del "break even point", il punto di pareggio di un milione di pezzi l'anno, condizione necessaria per avere margini di profittabilità. Ma quella era un'altra storia, così come quelle successive della riconversione del 2006 nei piani cottura elettrici di Thionville, poi sostituiti da quelli a gas, alle cucine di Refrontolo e ai maxiforni. La scelta di Melano come ha spiegato il management di Whirlpool, anche in sede ministeriale, è stata dettata  da motivi di carattere industriale, come la pianta quadrata dell'immobile, dal punto di vista dell'architettura industriale, la presenza di un adiacente magazzino centralizzato, collegato alla fabbrica da un tunnel aereo, dismesso dall'uscita dei frigoriferi e che è stato riattivato.
La Melano 2.0, ha visto concentrarsi gradualmente, a partire dal secondo semestre del 2015 le produzioni distribuite tra i siti italiani di Cassinetta e Carinaro e all'estero, attualmente in Polonia a Lodz e Wroclaw. Parallelamente alla concentrazione delle produzioni, sta avvenendo l'integrazione delle piattaforme con lo scopo di migliorare la competitività della gamma facendo leva sulle best practices esistenti delle due distinte gamme esistenti, nonchè lo sviluppo di tutte le estetiche per i diversi marchi del gruppo. Nel frattempo è stata lanciata una nuova piattaforma a induzione nel segmento value e l'anno prossimo verrà completato il rinnovo della gamma induzione con il rifacimento del segmento premium. Inoltre è stata confermata la produzione dei piani speciali, veri e propri gioielli per la produzione dei quali è stato creato un reparto apposito all’interno del magazzino centralizzato, con un cospicuo investimento.

Grazie ai corposi investimenti previsti, 25 milioni di euro, di processo e di riassetto industriale, spalmati nel quadriennio 2015-2018, nascerà non una "fabbrica cacciavite", ossia dedita semplicemente all'assemblaggio di particolari provenienti da fornitori, ma una struttura "verticalmente integrata" per quello che riguarda la produzione dei piani cottura, ossia si partirà dal foglio di lamiera fino al prodotto imballato che uscirà per essere commercializzato. In pratica tutti i processi primari: stampaggio lamiera, smalteria, serigrafia, incollaggio vetri saranno inseriti nel nuovo layout di Melano, disegnato in accordo con le filosofie lean al fine di evitare sprechi, massimizzare la sicurezza e assicurare la qualità. La creazione della megafabbrica per la produzione dei piani cottura, la cui base di partenza è stimata a volumi consolidati 2014 in 2,350 milioni di pezzi, ha visto l'assorbimento del personale operante ad Albacina, eccezion fatta per il reparto monopresse, che diventerà il “cuore pulsante” della fabbrica, il cui trasferimento da Albacina, dovrebbe essere completato entro la metà del secondo semestre del 2017. Il time-lapse della “model factory” Melano, racconta di una fabbrica che quotidianamente, sia lo scorso anno e in parte anche nel 2017, ha visto la propria inesorabile trasformazione fisica. Non una mera somma algebrica 1+1 =2, ma un’operazione non semplice tenendo conto che si devono integrare due aziende Whirlpool e Indesit (anche se societariamente ciò è avvenuto a fine 2016, con la nascita di un nuovo soggetto legale), dalla filosofia produttiva sostanzialmente differente e due fabbriche Melano e Albacina con un patrimonio umano e di conoscenze diverse e da non dissipare.

sabato 2 luglio 2016

CHIUDE ALBACINA, L'ICONA DI UN'EPOCA INDIMENTICABILE

(Vittorio Merloni)
Il 30 giugno si è chiusa un'epoca. Infatti è cessata l'attività produttiva dello stabilimento di Albacina, anche se la produzione delle commesse avverrà anche nei primi giorni di luglio. Il 30 giugno, rappresentava la dead line, sancita dall'accordo sull'integrazione tra Whirlpool e Indesit e annunciata il 16 aprile 2015. Albacina, inaugurato da Aristide Merloni e Aldo Moro, simbolo storico dell'era Merloni come rimarcato dall'aver ospitato recentemente le spoglie di Vittorio Merloni nel suo ultimo commiato, il più storico dei siti produttivi a marchio Indesit, ma ancor prima sotto le insegne Merloni Elettrodomestici. Un colpo al cuore nella storia produttiva, dall'elevata valenza simbolica e chi conosce la storia della famiglia Merloni, sa bene cosa abbia significato Albacina, quando nel 1997 si ricordò il centenario della nascita di Aristide Merloni, la famiglia chiamò proprio in questo sito tutti gli uomini più potenti d'Italia dal loro simbolo, Gianni Agnelli, che non volle mancare all'appuntamento. Uno stabilimento secondo la storiografia, avviato da Francesco Merloni insieme all'ingegner Conti, nel 1960, per poi passarlo dopo una decina di anni al fratello Vittorio, i lavori edili, per la sua realizzazione, erano cominciati nel 1958. Poi successivi ampliamenti l’hanno portato ad assumere le dimensioni attuali. Il processo di razionalizzazione industriale, resosi necessario da una feroce e spietata economia globalizzata, la cui onda lunga e ineluttabile, sempre più spesso non ha riguardo per la storia industriale di un territorio, di una comunità, non contabilizza la storia, ma solo i numeri, la fredda, come sempre logica dei numeri, tanto da rendere la responsabilità sociale dell’imprenditore, tanto cara a Vittorio Merloni, una memoria del passato, quasi un lusso anacronistico.
Ma l’all-in a Melano, avverrà gradualmente per circa 300 lavoratori a cominciare dal prossimo 4 luglio, con un complesso piano di rotazione in cigs, che cercherà di garantire il massimo dell'equità a parità di mansione, con i lavoratori di Melano, in grado di permettere a essi di essere formati e riconvertiti, attraverso un piano di training ad hoc, entro la prima settimana di settembre. Invece una cinquantina di lavoratori, rimarrà di stanza ad Albacina, almeno fino alla fine del corrente anno, poiché connessi all’attività dello stampaggio, con le monopresse che saranno traslocate a Melano entro il secondo quarto del 2017. Inoltre una volta terminate le produzioni ad Albacina, entro le prime settimane di luglio, una parte del personale, sarà adoperato per lo smontaggio delle attrezzature e la messa in sicurezza degli impianti. Si sta mettendo a punto anche il sistema dei trasporti, per agevolare lo spostamento verso il luogo di lavoro, degli operai provenienti dalle zone più disagiate in termini di distanza chilometrica. Sarà attivato un sistema di bus navetta gratuito da Albacina a Melano, che partirà sin dal 4 luglio, in maniera graduale seguendo l'iter dello spostamento delle squadre dei lavoratori, fino ad arrivare a sei corse giornaliere fino alla chiusura estiva dello stabilimento.

Infine si è chiusa sempre oggi 30 giugno, la prima finestra degli incentivi, previsti dalla griglia di outplacement contenuta all’interno dell’accordo del 2 luglio 2015. Quella che permetteva a coloro che utilizzando gli strumenti volontaristici concordati, di poter interrompere il rapporto di lavoro con l’azienda, intascando una buonuscita di 50 mila euro lordi. Dal 1° luglio 2016 e fino al 30 giugno 2017, lo scivolo infatti scenderà a 40 mila euro lordi. Inoltre ci sono stati altri lavoratori, che si sono anche traguardati, nell’arco temporale di utilizzo degli ammortizzatori sociali alla maturazione dell’assegno pensionistico.

martedì 1 marzo 2016

DALLA FABBRICA ALLA "MODEL FACTORY"


S
econdo incontro territoriale svoltosi presso la sede di Ancona della Confindustria dopo di quello dello scorso settembre. Nella sede istituzionale di fronte alle Rsu dei siti di Melano e Albacina, e quelle delle quattro sedi amministrative fabrianesi ex Indesit, quali la sede centrale, Cà Maiano, Campo sportivo e via Lamberto Corsi, il management aziendale, ha presentato “l’overview”, la veduta d’insieme dell’area del perimetro fabrianese, sia quella industriale sia quella impiegatizia. La visibilità fornita arriva fino all’estate prossima. Le attività frenetiche, pressoché quotidiane, dovrebbero portare Melano al termine della realizzazione del progetto strategico, a essere la “model factory”, ossia il modello di fabbrica migliore possibile in termini di qualità, ergonomia, produttività. Alla fine del prossimo anno, i pezzi sfornati da Melano, che come noto diventerà l’unico hub europeo-mediterraneo di Whirlpool per la produzione di piani cottura, saranno 2,3 milioni, quando saranno concentrate, nella città della carta tutte le produzioni, di piani a gas, elettrici, vetroceramica, induzione, provenienti nel “reshoring” previsto dalla multinazionale con sede nel Michigan, dalle fabbriche polacche di Lodz e Wroclaw, ma anche dalle nostrane Carinaro e Cassinetta. Alcune delle quali già in essere da alcuni mesi nel sito che fino a metà anni 2000, produceva frigoriferi, prima di subire la riconversione verso la cottura. A fine giugno quasi tutti i lavoratori, saranno trasferiti definitivamente da Albacina a Melano e così la “potenza di fuoco” dovrebbe pressoché raddoppiare, passando dagli attuali 4000 pezzi al giorno ai circa 9000 quotidiani. Ma lo spostamento degli impianti più complessi, come le monopresse, avverrà intorno alla metà del 2017. Tra le pietre miliari del progetto anche lo spostamento dei prodotti speciali, i “be spoke” nell’adiacente capannone del magazzino prodotto finito, da completarsi entro la metà del corrente anno. Un reparto di eccellenza assoluta, dove sono sfornati prodotti di rara bellezza e dall’alto valore aggiunto, che rappresenterà il fiore all’occhiello di Melano, o come sarà definita Fabriano 2.0. Ingenti gli investimenti messi sul piatto dalla multinazionale americana dei white goods con sede in Michigan, infatti, oltre al milione di euro spesi nel 2015, altri 5 ne saranno spesi nel 2016. E intanto nelle ore immediatamente successive al faccia a faccia di Ancona, arrivava la convocazione, da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per il tavolo nazionale, che si svolgerà il prossimo 23 marzo alle ore 15,00 a Roma.
In divenire anche la situazione per quello che concerne gli impiegati. Infatti, anche i “colletti bianchi” sono alle prese con una razionalizzazione delle sedi amministrative in vista della programmata fusione. Sedi che saranno due, una a Varese e una a Fabriano, presso le quali saranno costituite e integrate le funzioni europee e le strutture del mercato Italia della società. Come noto, la costituzione e l’integrazione funzionale unificata delle attività amministrative, terminerà il 31 agosto prossimo, essendo scattata il 1° settembre 2015 con la durata di dodici mesi, durante i quali i lavoratori interessati ai trasferimenti, perché oggetto di conferimento d’incarico, potranno accettare o no la nuova sede lavorativa.

martedì 23 febbraio 2016

IL 1° MARZO TAVOLO TERRITORIALE PER IL MONITORAGGIO DELL'ACCORDO QUADRO WHIRLPOOL

V
olano i giorni di questo 2016 e si avvicina la data del 1° marzo, quando si svolgerà il secondo tavolo operativo territoriale che vedrà riunirsi il comitato locale per il sito di Fabriano. L’incontro istituzionale, che si svolgerà presso la sede di Confindustria in Ancona, servirà per il monitoraggio a livello locale appunto, dell'andamento del piano d’integrazione, il suo avanzamento e il correlato utilizzo degli ammortizzatori sociali, sia a livello fabbriche sia a livello impiegatizio. Il nuovo faccia a faccia, tra azienda e organizzazioni sindacali, sarà il secondo, dopo quello svolto lo scorso settembre e servirà per fare il punto della situazione sul piano cucito su Fabriano. All’interno dell’accordo quadro a livello nazionale, che prevede lo sviluppo di un network specializzato di fabbriche e piattaforme di prodotto, Melano, dopo l’integrazione di Albacina e Melano, sarà destinato a diventare l'hub europeo-mediterraneo produttore di piani cottura della multinazionale extralarge americana del bianco. Questo il ruolo del sito, produttore di frigoriferi fino a metà anni 2000, che avrà un ruolo di primo piano all’interno del piano di riorganizzazione produttiva della Whirlpool, che ridisegna da nord a sud la presenza dell’azienda americana di elettrodomestici bianchi in Italia, dopo l’acquisizione della Indesit, avvenuta nel 2014. Un’area quella Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), dove il gruppo fattura 5 miliardi di euro e impiega 25 mila dipendenti, considerata strategica, ma debole rispetto ad altre, come ad esempio il Nord America. E Melano è da qualche tempo un cantiere aperto dal punto di vista della metamorfosi industriale. Le produzioni da Wroclaw in Polonia, all’insegna del “reshoring” annunciato dalla multinazionale stelle strisce, sono entrate a Melano da qualche tempo, inoltre si stanno attrezzando le linee di montaggio rientrate da Carinaro, secondo quanto previsto dagli step del crono programma. Linee spostate in Campania poco più di un anno fa, a fine del 2014. E nella seconda metà di quest’anno sono attese anche le linee di montaggio e le produzioni di Cassinetta.  Per gli impianti complessi, come le presse che dovranno essere spostate da Albacina, la smalteria, secondo quanto previsto dal lay-out illustrato anche in sede ministeriale ci sarà ancora da attendere. Il tutto al fine di rendere Melano, non una semplice “fabbrica-cacciavite”, ma uno stabilimento “verticalmente integrato”. Una fabbrica vera, frutto di un progetto di ampio respiro, ossia in grado di produrre un piano cottura, partendo dal coil di lamiera fino al prodotto imballato e pronto a essere commercializzato, secondo un layout, disegnato in accordo con la filosofia “lean”, grazie anche agli annunciati 25 milioni di euro d’investimenti fra processo e prodotto messi sul piatto fino al 2018. E’ ovvio che i siti italiani ed anche quello di Fabriano, per garantirsi una presenza sostenibile e quindi la sopravvivenza futura, dovranno quindi conquistarsi la posizione sul mercato, puntare sul recupero di efficienza, produttività, redditività e competitività grazie anche alle economie di scala che si creeranno, una volta ultimato l’accorpamento di Melano e Albacina. Come noto la filosofia del gruppo statunitense del bianco con base in Michigan, è quella di far salire la capacità produttiva reale, rispetto a quella installata, che mediamente nei siti della penisola era del 50% al 70%.
Senza dimenticare i “prodotti speciali”, vero e proprio fiore all’occhiello di Melano, grazie anche all’intrinseco alto valore aggiunto che racchiudono e che costituiranno una fabbrica nella fabbrica. Il nuovo round, sarà anche il momento per fare il punto della situazione sulle uscite dei lavoratori che grazie agli strumenti volontaristici concordati, si sono accompagnati alla pensione, oppure sono usciti.  Il nuovo round, servirà anche a fare il punto della situazione per quello che concerne gli impiegati. Infatti, anche i “colletti bianchi” sono alle prese con una razionalizzazione delle sedi amministrative in vista della programmata fusione. Sedi che saranno due, una a Varese e una a Fabriano, presso le quali saranno costituite e integrate le funzioni europee e le strutture del mercato Italia della società. Come noto, la costituzione e l’integrazione funzionale unificata delle attività amministrative, terminerà il 31 agosto prossimo, essendo scattata il 1° settembre 2015 con la durata di dodici mesi, durante i quali i lavoratori interessati ai trasferimenti, perché oggetto di conferimento d’incarico, potranno accettare o no la nuova sede lavorativa.


mercoledì 6 gennaio 2016

DOMANI RIPRENDONO L'ATTIVITA' MELANO E ALBACINA

Dopo la lunga pausa per le festività natalizie, riapriranno domani giovedì 7 gennaio, con il primo turno di mattina i siti  fabrianesi, del polo Melalba della Whirlpool/Indesit. Si tornerà al lavoro dopo 19 giornate di stop, infatti i due siti avevano chiuso i battenti, concludendo l'attività lavorativa il 18 dicembre scorso.
Si riprende il lavoro in un anno denso di impegni, aspettative, cambiamenti, soprattutto per lo stabilimento di Melano, destinato a diventare l'hub europeo-mediterraneo produttore di piani cottura della multinazionale extralarge americana del bianco. Ma più in generale ci sarà molta attesa per la concretizzazione di quanto previsto dall'accordo quadro del 2 luglio 2015. I primi segnali del cambiamento per Melano, compreso lo spostamento di un buon numero di lavoratori dallo stabilimento di Albacina, già ci sono stati, ma sono ancora da stabilire le tempistiche e le modalità per lo spostamento degli impianti complessi, che dovrebbero consentire al plant di Melano di diventare quella fabbrica integrata verticalmente, secondo quanto previsto dalla Whirlpool. Lumi in merito, dovrebbero scaturire dagli incontri istituzionali, previsti dall'accordo del 2 luglio. Sono infatti attesi a breve anche gli incontri per il monitoraggio dell'andamento del piano di integrazione, il suo avanzamento ed il correlato utilizzo degli ammortizzatori sociali,  a livello nazionale con il relativo Comitato che vedrà intorno al tavolo il Mise, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Confindustria, le Regioni, le Organizzazioni Sindacali e il Coordinamento Sindacale, la cadenza prevista delle riunioni di questo organismo è semestrale. Inoltre dovrebbe svolgersi sempre a stretto giro di posta il secondo incontro del Comitato Locale per sito, dopo quello precedente svolto a settembre scorso, visto che la cadenza prevista è trimestrale. Ovviamente tale percorso riguarderà anche la componente impiegatizia, gli "white collar", anch'essi alle prese con un complesso processo di integrazione.





martedì 22 dicembre 2015

BUON NATALE !!!




A TUTTI, MA PROPRIO TUTTI I MIGLIORI AUGURI PER UN CALDO E SERENO  NATALE IN COMPAGNIA DEI VOSTRI CARI E DI COLORO CHE AMATE E CHE CONTRIBUISCONO A FAR SI CHE OGNI GIORNO SIA NATALE!!!

lunedì 14 dicembre 2015

WHIRLPOOL/ INDESIT MELALBA: ULTIMA SETTIMANA LAVORATIVA DEL 2015

Quella cominciata oggi sarà l'ultima settimana di lavoro e poi le fabbriche di Melano e Albacina, chiuderanno i battenti del 2015 in occasione del ponte di Natale. Infatti nei giorni scorsi, la direzione aziendale ha comunicato alle Rsu dei due stabilimenti la chiusura e la riapertura 2016. L'ultimo giorno lavorativo dell'anno sarà per entrambi i siti venerdì prossimo, 18 dicembre con la riapertura fissata per giovedì 7 gennaio 2016, con l'utilizzo della cigs e degli strumenti contrattualmente fruibili come par e ferie. Ma anche alla luce delle prospettive scaturite dall'accordo del 2 luglio scorso, saranno giorni di grande fibrillazione per il plant di Melano, dove saranno giorni in cui si svolgeranno attività di adeguamento dello stabilimento al piano che lo dovrebbe portare ad essere l'unico hub della zona europeo - mediterranea produttore di piani cottura da incasso (2,35 milioni di pezzi) e dei prodotti speciali della multinazionale americana. Dopo aver implementato a Melano le tre linee provenienti dal sito polacco di Wroclaw, con le relative produzioni, durante il ponte natalizio dovrebbero essere installate la linee provenienti dallo stabilimento campano di Caserta, mentre è previsto per la prossima primavera, lo step che dovrebbe portare le produzioni provenienti da Cassinetta. Continua intanto, con l'aumentare dei volumi la migrazione dei lavoratori dallo stabilimento di Albacina a Melano e con la formazione per la riconversione degli stessi e a fine anno dovrebbero essere indicativamente un centinaio le unità che hanno preso la strada di Melano. E altresì, prosegue l'outplacement incentivato dei lavoratori a tutti i livelli, impiegatizio e operaio che hanno deciso di usufruire di quanto previsto dalla griglia degli incentivi, uscendo volontariamente, accompagnandosi alla pensione o optando per altre opportunità lavorative. Alla fine dell'anno, saranno a livello di fabbriche una quarantina circa le persone che appunto volontariamente usciranno attraverso la mobilità incentivata e coloro che siano in possesso dei requisiti per la pensione nell'arco temporale di fruizione degli ammortizzatori sociali ed in coerenza con i vigenti parametri legislativi che disciplinano la procedura di mobilità, ai sensi della legge nr. 223 luglio 1991.

domenica 13 settembre 2015

WHIRLPOOL/INDESIT: SVOLTO IL TAVOLO TERRITORIALE PER L'INTEGRAZIONE DEL POLO MELALBA

Mentre era in svolgimento a Berlino la Fiera mondiale dell’Ifa, la più importante in ambito europeo dedicata alla tecnologia e all’elettronica, alla quale ha partecipato per la prima volta il colosso americano insieme a Indesit in uno stand di oltre 3000 metri quadrati, dove sono state lanciate le prime novità tecnologiche della Whirlpool che uniscono sempre di più design ricercato e alte prestazioni ( a tal proposito grosso successo ha riscosso un piano speciale prodotto a mano), si è svolto presso lo stabilimento di Albacina il tavolo territoriale informativo sull’integrazione degli stabilimenti fabrianesi di Melano e Albacina, che vedrà secondo quanto stabilito nell’accordo quadro del 2 luglio scorso, la creazione del polo della produzione area Emea dei piani cottura a Melano e la chiusura di Albacina, il cui shutdown è previsto per la prossima estate. Whirlpool sta accelerando il piano d’investimenti e prevede che entro il 2017, dodici mesi prima del previsto, Melano dovrebbe vedere installata la capacità produttiva di 2,3 mln di pezzi. Nell'incontro svoltosi congiuntamente con le Rsu dei due stabilimenti e le strutture territoriali di Fim, Fiom e Uilm, la Whirlpool ha anche ribadito che tutti gli operai che da Albacina saranno gradualmente trasferiti a Melano, alcuni dei quali già lo sono stato, seguiranno corsi di formazione specifici per le nuove produzioni. Intanto il piano sta andando avanti e le prime due linee spostate da Wroclaw in Polonia sono già arrivate, prossimamente ne arriverà un'altra e poi seguirà il ritorno a Melano di linee e produzioni spostate a Carinaro secondo quanto previsto nel vecchio accordo Indesit del dicembre 2013. L’ultimo step sarà lo spostamento delle produzioni dei piani di Cassinetta. In fase di studio inoltre la definizione dello spostamento dell’impiantistica “pesante”, come smalteria e presse che comunque l’azienda ha confermato che avverrà, rendendo la fabbrica effettivamente “integrata verticalmente” e la collocazione del reparto “prodotti speciali”. E molto probabilmente il plant di Melano non dovrebbe essere interessato fino alla fine dell’anno da altre giornate di cassa integrazione straordinaria.
Prossimamente inoltre dovrebbe svolgersi l’analogo tavolo concernente, la parte impiegatizia, che ha visto i lavoratori interessati ricevere prima delle ferie la lettera di conferimento d’incarico e che dallo scorso 1° settembre, avranno un anno di tempo per accettare o meno il trasferimento conseguente all’integrazione delle funzioni, che vedrà la creazione di due sedi amministrative, a Varese e a Fabriano.
(Lo stabilimento di Melano - Marischio)


mercoledì 2 settembre 2015

WHIRLPOOL/INDESIT: SETTEMBRE MESE INTENSO

E' iniziato settembre, il mese in cui comincia l'integrazione tra Whirlpool e Indesit secondo quanto stabilito dall'accordo quadro siglato a Roma lo scorso 2 luglio e giunto al termine della lunga trattativa dei mesi scorsi. Dopo la pausa feriale di agosto, a settembre come annunciato lo stabilimento di Melano non effettuerà fermate collettive per cassa integrazione straordinaria, mentre saranno 8 le giornate di stop collettivo per il sito di Albacina. A Melano che come contenuto nel piano industriale, diventerà il polo europeo-mediterraneo di Whirlpool per la produzione di piani cottura a gas ed elettrici, sono cominciate le prime preserie dei prodotti che saranno spostati in loco dallo stabilimento polacco di Wroclaw, nella linea prelevata da questo, nell'ottica della riorganizzazione delle produzioni. Intanto a giorni sono previste le conciliazioni da parte dei lavoratori di Melano, Albacina e degli impiegati che beneficeranno degli incentivi contenuti nella griglia stabilita in seno all'intesa e che usciranno quindi dal perimetro Indesit. Settembre è anche il mese in cui è calendarizzata (la data non è ancora nota) la riunione territoriale per avviare la discussione per l'implementazione del piano industriale che porterà l'integrazione tra Melano e Albacina, con la discussione approfondita sugli investimenti di processo e di prodotto, stimati in 25 milioni di €. ed il cronoprogramma dei lavori previsti, ma altresì anche le modalità di esodo dei lavoratori dei due stabilimenti, secondo quei principi contenuti nell'accordo quadro. Inoltre a livello impiegatizio dal 1° settembre è partita anche l'implementazione dell'organizzazione funzionale unificata delle attività amministrative che avverrà in maniera progressiva; ove il lavoratore avesse ricevuto la proposta di trasferimento in altra sede richiesta dal ruolo come noto avrà dodici mesi per valutare l'interesse ed accettare l'offerta oppure proferire diniego alla stessa.

sabato 22 agosto 2015

LUNEDI' SI RIPARTE DOPO LE FERIE

Lunedì mattina riprenderà regolarmente  con la riapertura dei cancelli, dopo tre settimane di ferie negli impianti di Melano e Albacina, a Fabriano, l'attività produttiva della Indesit Company dopo la pausa agostana. Il rompete le righe, era stato dato lo scorso venerdì 31 luglio, ultimo giorno lavorativo. Il periodo delle ferie, con il ferragosto, il vero "capodanno industriale" dell'Italia, segna il passaggio tra un periodo di lavoro e l'altro, tra un anno lavorativo ed un altro. Saranno mesi, quelli che porteranno alla fine del 2015 densi di significato, nei quali comincerà a prendere forma la nuova versione di Melano 2.0, che porterà il sito ad essere il polo europeo della produzione dei piani cottura di Whirlpool. E a settembre non verrà effettuata cassa integrazione straordinaria a Melano, così come la direzione aziendale ha comunicato alla Rsu nell'ultima riunione prima delle ferie. Inoltre si comincerà a capire quanti lavoratori aderiranno all'outplacement incentivato, che il porterà ad uscire dall'azienda, accedendo alla pensione o in base a dimissioni volontarie, secondo quanto contenuto nella griglia degli incentivi stabilita nell'accordo del 2 luglio scorso, poi ratificato ufficialmente a Palazzo Chigi in presenza del presidente del Consiglio Renzi, il successivo 24 luglio.
Il mese di agosto è stato caratterizzato dalla vicenda del sabato di ferragosto lavorativo garantito dalla presenza di 101 volontari, nello stabilimento Electrolux di Susegana in provincia di Treviso, che produce frigoriferi e che molto ha fatto discutere, in quanto l'azienda svedese, uno dei competitor diretti di Whirlpool, ha preso tale decisione senza l'accordo con il sindacato. Il mercato globale degli elettrodomestici, sembra far registrare un quadro  in cui si registra una maggiore richiesta di prodotti. Un aumento della domanda flebile, comunque non strutturale dopo parecchio tempo di contrazione delle produzioni. 

venerdì 14 agosto 2015

LA SECONDLIFE DI MELANO 2.0

“Il domani non muore mai”. Prendendo in prestito il titolo di uno dei film della celeberrima saga di James Bond, si potrebbe descrivere così la storia dello stabilimento di Melano Marischio. Quello stabilimento che nei progetti dell'ex a.d. Marco Milani, il 4 giugno 2013 era destinato alla chiusura, poi evitata con la lotta. Un anno dopo, sotto gli americani di Whirlpool, all'interno del piano integrazione Italia, che definisce il programma di fusione ed integrazione dell'ex azienda di Vittorio Merloni, con il colosso Usa, Melano, diventa secondo la mission produttiva assegnatagli, ''il più grande, ed unico stabilimento della holding "extralarge" americana, della zona Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) per la produzione di piani cottura''. Ma già ai tempi della produzione dei frigoriferi, Melano sembrava essere stato destinato alla chiusura, penalizzato, per quella tipologia di prodotto dalle ridotte dimensioni, che ne impedivano il raggiungimento del "break even point", il punto di pareggio di un milione di pezzi l'anno, condizione necessaria per avere margini di profittabilità. Ma quella era un'altra storia, così come quelle successive della riconversione del 2006 nei piani cottura elettrici di Thionville, poi sostituiti da quelli a gas, alle cucine di Refrontolo e ai maxiforni. La scelta di Melano da parte di Whirlpool, è stata dettata da motivi di carattere industriale, come la pianta quadrata dell'immobile, dal punto di vista dell'architettura industriale, la presenza di un adiacente magazzino centralizzato, collegato alla fabbrica da un tunnel aereo, dismesso dall'uscita dei frigoriferi e che verrà riattivato.
La Melano 2.0, vedrà concentrarsi gradualmente, a partire dal secondo semestre di quest'anno le produzioni oggi distribuite tra i siti italiani di Cassinetta e Carinaro e all'estero, attualmente in Polonia a Lodz e Wroclaw. Parallelamente alla concentrazione delle produzioni, avverrà l'integrazione delle piattaforme con lo scopo di migliorare la competitività della gamma facendo leva sulle best practices esistenti delle due gamme oggi esistenti, nonchè lo sviluppo di tutte le estetiche per i diversi marchi del gruppo. Nel 2017, verrà lanciata una nuova piattaforma a induzione nel segmento value e l'anno successivo verrà completato il rinnovo della gamma induzione con il rifacimento del segmento premium. Inoltre è stata confermata la produzione dei piani speciali, mentre verranno rilocate all'estero le produzioni delle cucine speciali semiprofessionali e dei maxiforni.
Grazie ai corposi investimenti previsti, 25 milioni di euro, di processo e di riassetto industriale, spalmati nel quadriennio 2015-2018, nascerà non una "fabbrica cacciavite", ossia dedita semplicemente all'assemblaggio di particolari provenienti da fornitori, ma una struttura "verticalmente integrata" per quello che riguarda la produzione dei piani cottura, ossia si partirà dal foglio di lamiera fino al prodotto imballato che uscirà per essere commercializzato. In pratica tutti i processi primari: stampaggio lamiera, smalteria, serigrafia, incollaggio vetri saranno inseriti nel nuovo layout di Melano, disegnato in accordo con le filosofie lean al fine di evitare sprechi, massimizzare la sicurezza e assicurare la qualità. La creazione della megafabbrica per la produzione dei piani cottura, la cui base di partenza è stimata a volumi consolidati 2014 in 2,350 milioni di pezzi, vedrà inoltre l'assorbimento del personale attualmente operante ad Albacina. Le attività produttive di quest'ultima cesseranno presumibilmente entro il 30 giugno del 2016, con il completamento del trasferimento del personale a Melano. E sicuramente il lavoro più impegnativo, comincerà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi con l'integrazione del personale dei due siti, con le loro professionalità, specificità e quant'altro, tutto patrimonio da non dissipare, anzi da valorizzare. 

domenica 5 luglio 2015

WHIRLPOOL /INDESIT: MERCOLEDI' 8 LUGLIO ASSEMBLEE TIME

Mercoledì 8 luglio si terranno nell'area fabrianese le assemblee di 1,5 ore, per illustrare ai lavoratori l'ipotesi di accordo sul piano industriale  firmato a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 2 luglio e che successivamente, dovrà essere ratificato dal referendum consultivo che si svolgerà il 13 e 14 luglio.

ALBACINA
8,00 – 9,30     (PRIMO TURNO)
16,00 – 17,30 (SECONDO TURNO)
22,00  -23,30 (TURNO NOTTURNO)

MELANO STAB. E MAGAZZINO CENTRALIZZATO
10,00 - 11,30 (PRIMO TURNO)
14,00 – 15,30 (SECONDO TURNO)

MAGAZZINO RICAMBI CA’ MAIANO
10,00 – 11,30 (INSIEME A MELANO)

SEDI IMPIEGATIZIE (SEDE CENTRALE, VIA CAMPO SPORTIVO, CA’ MAIANO E VIA L. CORSI) 
(SALA EUROPA DELLA SEDE CENTRALE)
14,00 – 15,30


LE ASSEMBLEE, SARANNO TENUTE  DA ZANOCCO (FIM-CISL), FICCO (UILM-UIL) E SPERA (FIOM – CGIL).

mercoledì 24 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, DEFINITO IL PERIMETRO INDUSTRIALE IN ITALIA, VENERDI' 26 GIUGNO ALTRO ROUND AL MISE

Usando un termine sportivo, si potrebbe dire che la vertenza Whirlpool/Indesit ha attraversato lo striscione dell'ultimo chilometro e il traguardo è li pronto ad essere raggiunto. Ieri nell'incontro fiume svoltosi presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, iniziato alle 10,00 e terminato alle 20,00 della sera, sembra essere stato messo un punto fermo definitivo sull'attività industriale di Whirlpool in Italia, confermandone il ruolo centrale nella strategia dell’area EMEA (Europe, Middle East and Africa).  Nel nuovo piano industriale aggiornato, la sostanziale novità riguarda l’assegnazione di una missione specifica a Carinaro che diventerà il polo centrale per le parti di ricambio per la zona Emea.
Ieri è infatti emerso che a Carinaro, dove ora lavorano in 815, giungeranno le parti di ricambio e i prodotti accessori provenienti dalle fabbriche europee e dai fornitori. Le attività all’interno del sito si focalizzeranno su magazzino, assiemaggio, confezionamento e spedizione ai clienti in tutta Europa, Medio Oriente e Africa per l'after market. Il fabbisogno del personale identificato in 190 addetti (10 impiegati e 180 operai), con l'implementazione del modello operativo e l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, con tre turni di lavoro di 6 ore dal lunedì al sabato ed una squadra in rotazione, porterebbe il fabbisogno iniziale a 320 addetti (10 impiegati e 310 operai). A Caserta saranno investiti ulteriori 8 milioni di euro. Degli 815 addetti attualmente impiegati dallo stabilimento, a regime dal 1° luglio 2016, data dello startup del progetto, resterebbero 200 come addetti diretti e 150 tramite la mobilità. Delle 500 persone in esubero, 200 verrebbero prepensionate, mentre delle 300 restanti la metà potrebbe uscire con mobilità incentivata e l'altra metà verrebbe trasferita: 100 presso lo stabilimento di Napoli, dove la nuova piattaforma produttiva dovrebbe portare a un aumento dei volumi, e 50 in altri siti.
L'operazione "Carinaro", porterà alla chiusura dei centri ricambi di Cassinetta e Cà Maiano di Fabriano. L'azienda in merito ha precisato che il personale (75 addetti, 25 impiegati e 50 operai) che attualmente opera presso il centro ricambi di Cà Maiano, sarò completamente riassorbito attraverso l'insourcing delle attività di call center di Whirlpool, l'apertura di un centro vendite al personale e la concentrazione della pianificazione parti ricambio su Fabriano, che dovrebbe complessivamente occupare 90 addetti contro i 75 che attualmente come detto risultano occupati. Inoltre il management della Whirlpool, ha ribadito la chiusura del sito di Albacina e la creazione dell'hub dei piani cottura a Melano, come polo esclusivo di tale prodotto.
Oltre al piano su Carinaro, Whirlpool ha anche confermato l'investimento di 513 milioni di euro che si aggiungono ai 30 milioni già avviati, il rientro di 650.000 pezzi da Turchia, Cina e Polonia, e la conferma dell'Italia come centro di eccellenza dell'area Emea dove saranno concentrati il 75% degli investimenti di ricerca e sviluppo pari a 90 milioni di euro l'anno. Il nuovo piano non genera esuberi strutturali e prevede missioni industriali per tutti i siti, aumentando la saturazione media dei siti dal 55% al 70% e 6,25 milioni di pezzi annui. 
“Sono confidente - ha dichiarato Davide Castiglioni, Amministratore Delegato Italia e Vice Presidente Operazioni Industriali di Whirlpool EMEA- che le soluzioni proposte dall’azienda rappresentino una svolta e siano la base per giungere presto a una risoluzione definitiva e condivisa”.
Per il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, si tratta di “una sterzata radicale” perché “non ci sono esuberi e una gestione senza licenziamenti” e l’azienda propone una “missione industriale solida”. La reggente del dicastero "benedice" il nuovo piano, in quanto ha una "straordinaria differenza" con quello presentato inizialmente, e che al suo interno accoglie le istanze di modifica sollecitate più volte con forza dalle stesse parti governative.  
Ora si tornerà a confrontarsi al Mise venerdì 26 giugno alle ore 9,00 e sul piatto c'è ancora la quantificazione degli incentivi contenuti nella griglia per l'outplacement del personale, che rispetto a quanto annunciato dall'azienda è stato chiesto una loro rivisitazione in alto delle cifre, in modo da renderle più consistenti.
Certo "l’happy ending" non è ancora scritto, ma la giornata di ieri sembra far presagire un’evoluzione positiva della vertenza Whirlpool con la consapevolezza unanime dei sindacati di essere arrivati ad un punto dove i margini di manovra e trattativa siano ridotti al lumicino e il sopra citato plauso della titolare di casa, il ministro Federica Guidi.


sabato 20 giugno 2015

POLO MELALBA: ASSETTO MESE DI LUGLIO

Mentre si attende con impazienza l'evolversi della vertenza Indesit/Whirlpool, la direzione aziendale dei due siti fabrianesi di Melalba, ha comunicato nei giorni scorsi alle rispettive RSU l'assetto per il mese di luglio. Lo stabilimento di Melano, che all'interno del piano industriale di Whirlpool, dovrebbe accorpare anche i lavoratori di Albacina, nel prossimo mese, osserverà 4 giornate di cigs, delle quali due (10 e 31) in maniera collettiva e due a regime di rotazione, ossia con squadre di lavoratori che quotidianamente, osserveranno un turno di stop lavorativo, mentre il resto dello stabilimento produrrà regolarmente. 
Per quello che concerne invece il plant di Albacina, saranno 4 le giornate collettive di cassa integrazione straordinaria ( 10-17-24-31).
Nel mese di giugno alle giornate inizialmente preventivate di chiusura per entrambi i siti, si è reso necessario aggiungere un ulteriore giorno di fermo produttivo. Inoltre la direzione aziendale ha comunicato alle Rsu il periodo di chiusura collettiva per il periodo feriale, che andrà per entrambi i siti produttivi fabrianesi dal lunedì 3 a venerdì 21 agosto, con riapertura dei cancelli fissata per lunedì 24 agosto.

martedì 26 maggio 2015

MELALBA: ASSETTO DEL MESE DI GIUGNO

Mese di giugno a scartamento ridotto per le fabbriche di Melano ed Albacina. Mentre si attende con impazienza l'evolversi della vertenza Indesit/Whirlpool, la direzione aziendale dei due siti fabrianesi di Melalba, ha comunicato nei giorni scorsi alle rispettive RSU l'assetto per il mese di giugno. Lo stabilimento di Melano, che all'interno del piano industriale di Whirlpool, dovrebbe accorpare anche i lavoratori di Albacina, nel prossimo mese, osserverà 8 giornate di cigs, delle quali sette (12-22-23-25-26-29-30) in maniera collettiva ed una a rotazione, ossia con squadre di lavoratori che quotidianamente, osserveranno un turno di stop lavorativo. A ciò va ad aggiungersi un altro giorno di chiusura, il 1° giugno con un Par collettivo, previsto dal contratto nazionale dei metalmeccanici e se si aggiungono le due festività mensili, il 2 e il 24, quest'ultima festa del patrono di Fabriano, i giorni lavorativi del mese si ridurranno a 12.
Per quello che concerne invece il plant di Albacina, sarà previsto un giorno di fermo il 1° giugno, da coprire con un Par collettivo, mentre saranno 10 le giornate di cassa integrazione straordinaria ( 12-15-16-17-18-19-25-26-29-30).

domenica 3 maggio 2015

SE UNO PERDE IL LAVORO, PERDIAMO TUTTI -Messaggio di Mons. Giancarlo Vecerrica , Vescovo di Fabriano-Matelica

La Chiesa di Fabriano, nella persona del suo presule, Mons. Giamcarlo Vecerrica è stata sempre vicina ai lavoratori in questi anni di crisi profonda del sistema economico e produttivo di Fabriano, a cominciare dalla crisi della Antonio Merloni, passando alle vicende legate alla vertenza Indesit del 2013, con la fiaccolata Fabriano-Melano del 1° luglio di quell'anno, un pò il simbolo. "Io sto con i lavoratori", la frase più volte pronunciata allora dal Vescovo. Ed anche in questi momenti di difficoltà ed incertezza, non manca il suo messaggio di speranza.

( 2013, la consegna della maglia simbolo della vertenza,
 al termine della fiaccolata)
Questo è il tempo in cui siamo tutti chiamati a crescere e non a diminuire, a dare e non a togliere. Il futuro di questa nostra terra così disastrata in questo periodo è nelle mani di coloro che rischiano nel positivo, nel custodire il posto di lavoro per le persone, nel tenere unite le famiglie. La notizia di esuberi nella Whirlpool, la ex Indesit, mi preoccupa e mi sorprende. Coloro che hanno ricevuto questa azienda, nata dalla passione di coloro che hanno amato e valorizzato le persone e il territorio, sono chiamati a rispettare questa storia. La salvezza dei posti di lavoro è la salvezza delle persone e un’azienda cresce con le persone. Amici che siete venuti a Fabriano per continuare un’opera, ascoltate il nostro grido, la paura dei nostri lavoratori, le preoccupazioni delle nostre famiglie. Non alimentate “la cultura della scarto” (Papa Francesco). Ascoltate questo accorato appello del Pastore di questo territorio Fabrianese. Nel vostro futuro ci siamo anche noi, nessuno deve essere escluso: se un lavoratore perde il lavoro, perdiamo tutti. Non è retorica, è realismo; è umanesimo nuovo; è la civiltà dell’amore portata dal cristianesimo. Il Vescovo e la Chiesa di Fabriano-Matelica si mettono a disposizione perché il dialogo vinca sulle trattative; perché i lavoratori siano messi al centro di ogni realtà di lavoro: essi sono il cuore e la ragione di una azienda, ed anche di una economia sana, che non “uccide” (Papa Francesco). Come comunità cristiana non vogliamo più questa opposizione o parallelismo tra chi dirige e chi lavora. La diocesi invita tutti a pregare e a compiere i gesti di amicizia cristiana per questa situazione che crea problema nel territorio. Il Vescovo, i sacerdoti e i fedeli si mettono in preghiera perché vinca l’amore vero, che è la radice di ogni buona economia e di ogni vera azienda umana. Ringrazio tutti coloro che accoglieranno questo mio accorato appello e questa mia piena disponibilità a collaborare.

+ Giancarlo Vecerrica, Vescovo di Fabriano-Matelica