La normativa riconosce un regime di favore per i soggetti di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007 (soggetti con versamenti contributivi alla previdenza obbligatoria successiva al 1° gennaio 2007). L'obiettivo è favorire chi, nei primi anni di carriera, ha avuto una capacità di risparmio ridotta o redditi bassi che non hanno permesso di saturare il limite di deducibilità.
La Legge di Bilancio 2026 interviene anche su questa specifica agevolazione.
In relazione al meccanismo di recupero si ricorda che nei primi 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare, se il lavoratore non ha utilizzato l'intero plafond di deducibilità, può recuperare la differenza nei 20 anni successivi.
Relativamente alle nuove soglie e alla quota annua aggiuntiva va considerato che il limite di "extra-deduzione" utilizzabile ogni anno sale a 2.650 € (la metà di 5.300 €, precedentemente era circa 2.582 € pari alla metà di 5.164,57 euro). Per quanto riguarda il tetto massimo complessivo, sommando la deducibilità ordinaria e quella extra, il lavoratore può arrivare a dedurre fino a un totale di 7.950 € annui.
Questa novità sui lavoratori di prima occupazione è applicabile anche a coloro che hanno aderito a un fondo pensione prima del 2026. Resta inteso che, per tali soggetti, l’ammontare complessivo dei contributi deducibili ma non versati nei primi 5 anni di partecipazione al fondo pensione verrà calcolato in base alla previgente soglia di 5.164,57 € per gli anni fino al 2025 e in ragione del nuovo limite di 5.300 € per gli anni decorrenti dal 2026 in poi. Ad esempio per il soggetto neo occupato post 2007 che si è iscritto al fondo pensione nell’anno 2022, l’ammontare complessivo dei contributi deducibili nei primi 5 anni sarà determinato moltiplicando la previgente soglia di 5.164,57 € per i primi 4 anni e sommando l’importo del nuovo limite di 5.300 € per l’anno 2026.

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