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giovedì 29 gennaio 2015

DAL MONDO DEL BIANCO: ACCORDO DI PROGRAMMA ANTONIO MERLONI, BUONE NOTIZIE DAL RENDEZ-VOUZ DI ROMA DI OGGI

C'era molta attesa e apprensione sull'incontro al Mise di oggi a Roma, inerente la vicenda industriale della ex Antonio Merloni, una volta il maggior terzista europeo del settore del bianco. Ebbene dopo un silenzio assordante durato dallo scorso luglio ad oggi, qualcosa sembra muoversi. Infatti l'Accordo di programma per sostenere la reindustrializzazione delle zone di Marche e Umbria, che nei suoi stabilimenti di Gaifana, Santa Maria e Maragone occupava 1400 operai, non riassorbiti successivamente dalla J & P che aveva rilevato alcuni asset della Ardo, colpite dalla crisi dell'ex Antonio Merloni, e che vede sul piatto 35 milioni di euro, ad oggi totalmente inutilizzati, verrà prorogato di due anni, e i criteri di accesso,  ai benefici per le imprese interessate saranno semplificati, così come chiedevano i rappresentanti dei lavoratori.
E' già stata già preparata una bozza di decreto ministeriale, attualmente all'esame della Conferenza Stato-Regioni, che prorogherà di due anni la data di scadenza dell'Accordo, prevista per il 19 marzo prossimo, e che renderà più agevoli i criteri di accesso ai benefici per le imprese interessate. Saranno modificati i regimi di garanzia e di erogazione dei finanziamenti, e l'ambito dell'intervento di cui è previsto un ampliamento. Per quanto invece concerne la JP, la società che tre anni fa ha rilevato dall'amministrazione straordinaria le fabbriche del bianco dell'A. Merloni, il ministero ha assicurato che si sta elaborando un Contratto di ricerca e sviluppo, e non si esclude di poter attivare in aggiunta anche un Contratto di sviluppo.

venerdì 9 gennaio 2015

AREA EX MERLONI, PROROGARE LA SCADENZA DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA E SEMPLIFICARE I CRITERI

L’Accordo di Programma per l’area ex Merloni siglato tra le regioni Marche, Umbria e Ministero dello Sviluppo, per la la Cisl e la Fim Marche continua ad essere, per dimensione di risorse e per vastità territoriale,  una occasione importante per attivare iniziative di qualificazione e riconversione produttiva dei territori interessati con l’obiettivo di incentivare la ricollocazione dei lavoratori e la creazione di ulteriore occupazione attraverso nuove iniziative imprenditoriali, anche in forma cooperativa.
Il sindacato e  i lavoratori hanno fortemente voluto la firma dell’Accordo di Programma e anche con l’iniziativa del  7 novembre scorso  a Fabriano hanno rilanciato la sua  importanza e la richiesta di superare le difficoltà che ne compromettono l’efficacia.
Per la Cisl è necessario che si proroghino i termini dell’Accordo di Programma in scadenza a marzo e siano rivisitati i criteri per la valutazione dei progetti.
Il 12 dicembre si è già svolto un incontro tra Ministero e Regioni; Cisl e Fim Marche chiedono al  Ministero dello Sviluppo economico che al più presto convochi anche il sindacato per dare  ai lavoratori la certezza che lo strumento dell’Accordo di Programma sarà ancora attivo con possibilità più concrete di promozione di investimenti e di lavoro.

lunedì 22 dicembre 2014

PRIMO PIANO - PROROGATA UN ANNO LA CIGS PER LA J&P INDUSTRIES

(Andrea Cocco)
E' stata prorogata di un anno, per tutto il 2015, la cassa integrazione straordinaria per circa 700 lavoratori della ex Antonio Merloni (350 degli stabilimenti fabrianesi di Santa Maria e Maragone ed altrettanti di quello umbro di Gaifana), riassorbiti dalla JP Industries dell'imprenditore Giovanni Porcarelli, che aveva acquisito la Ardo alla fine del 2011. L' accordo è stato firmato stamane presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, dai sindacati nazionali e regionali Fim, Fiom  e Uilm. Come noto la seconda sezione civile del Tribunale di Ancona, il 21 settembre 2013  e successivamente  la Corte di Appello, avevano accettato il ricorso delle banche creditrici, annullando di fatto  la cessione alla Qs Group. I commissari straordinari, avevano successivamente presentato il ricorso presso la Corte di Cassazione e si attende il pronunciamento in merito alla vicenda. Intanto si cercherà di rimodulare, a pochi mesi dalla sua scadenza, fissata per il prossimo 31 marzo, l'accordo di programma per la disciplina degli interventi di reindustrializzazione delle aree di Marche ed Umbria coinvolte dalla crisi del gruppo Antonio Merloni e che vede giacere inutilizzati i 35 milioni di euro, stanziati dall'intesa del 2012. Le risorse gestite dal Ministero dello sviluppo economico e da Invitalia , non hanno prodotto nessun progetto di attività imprenditoriale e alcun risultato occupazionale a causa della rigidità e della farraginosità delle procedure di attivazione previste. "La proroga della Cigs dà un anno di respiro ai lavoratori riassorbiti e le loro famiglia'' commenta Andrea Cocco (Fim-Cisl Marche).
 
 

martedì 5 novembre 2013

DAL MONDO DEL "BIANCO"- PROROGATA DI SEI MESI LA CASSA INTEGRAZIONE PER LA EX ANTONIO MERLONI

E' stato sottoscritto stamattina a Roma al ministero del Lavoro l'accordo che proroga per sei mesi la cassa integrazione straordinaria per i 1.435 lavoratori degli stabilimenti ex Antonio Merloni di Marche e Umbria. Il gruppo elettrodomestico è in amministrazione straordinaria, e gli ammortizzatori sociali erano in scadenza il 12 novembre. Quindi salvataggio in zona cesarini per i lavoratori non riassunti dalla JP Industries. La proroga della cassa integrazione è una buona notizia per i lavoratori della ex Merloni e alle loro famiglie, ma la situazione rimane complicata dopo la decisione del Tribunale di Ancona di annullare la cessione dell'azienda alla JP Industries che ha reso incerto anche il futuro dei lavoratori che erano stati riassunti. Quella dell'ex Antonio Merloni resta una delle più gravi vertenze del Paese e di un settore, quello degli elettrodomestici alle prese con una crisi che rischia seriamente di cancellare il secondo comparto manifatturiero del paese per numero di occupati e fiaccare ulteriormente l'economia di territori già fortemente provati dalla crisi economica.

sabato 21 settembre 2013

EX ANTONIO MERLONI, IL GIUDICE ANNULLA LA VENDITA A PORCARELLI

Continua l'odissea negativa dell'economia fabrianese, del quale l'elettrodomestico è stato il fattore trainante dagli anni sessanta ad oggi. Infatti, secondo quanto si apprende dagli organi di informazione locali, il giudice di Ancona Edi Ragaglia ha annullato la vendita della Antonio Merloni di Fabriano al gruppo Porcarelli. Il dispositivo è stato pubblicato questa mattina: la sentenza, 35 pagine, annulla tutti gli atti preliminari e il contratto della cessione dell'azienda degli elettrodomestici. Il costo dell'operazione, approvato dal comitato di vigilanza previsto dalla legge Marzano, è stato pari a circa 10milioni di euro, più 3 milioni di crediti a cui Porcarelli ha rinunciato e che vantava nei confronti della precedente gestione della Ardo. La cifra pattuita, però, è stata giudicata bassa secondo un pool di banche - Mps, Unicredit, Banca Marche, Bpa, Carifac, CariFirenze e Popolare di Ancona, tutte creditrici nei confronti della precedente gestione della Antonio Merloni per circa 178milioni di euro - che hanno promosso una causa per chiedere l'annullamento della vendita effettuata dall'Amministrazione straordinaria allo stesso Porcarelli. Secondo il consulente del tribunale il prezzo della vendita si sarebbe dovuto aggirare intorno ai 54 milioni di euro. Nelle motivazioni è specificato che sono estranee alla sentenza tutte le questioni afferenti il mancato rispetto dell'impegno assunto al mantenimento dei posti di lavoro e all'effettiva prosecuzione dell'attività lavorativa. La sentenza, attesa da mesi, getta un cono di incertezza sul futuro dei 700 ex lavoratori del gruppo elettrodomestico dell’Antonio Merloni, riassunti dalla J. P. dell’imprenditore Giovanni Porcarelli, anche se la gran parte è attualmente in cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione. La cessione del complesso industriale del minore dei fratelli Merloni, Antonio, era avvenuta il 27 dicembre 2011, dopo anni di amministrazione straordinaria e una complessa trattativa gestita da tre commissari nominati dal ministero dello Sviluppo economico. Contro la vendita dei tre stabilimenti A. Merloni di Santa Maria e Maragone a Fabriano e quello Gaifana (Nocera Umbra), e dei marchi Ardo e Seppelfricke, ritenuta di fatto una liquidazione di uno dei colossi del contoterzismo del bianco, il 20 febbraio 2012 avevano presentato ricorso la Mps Gestione Crediti Banca spa, Unicredit Management Bank, Banca delle Marche, Banca Popolare di Ancona, Cassa di risparmio di Fabriano e Cupramontana, Banca Cr di Firenze, Banca dell’Adriatico. Il Tribunale, ha dato sostanzialmente ragione alle banche, sostenendo che l’operazione di cessione, avvenuta sotto l’egida del Mise, ha “violato un vincolo diretto a salvaguardare, nell’ambito della pluralità degli interessi, quello dei creditori”. Il collegio ha rilevato anche varie violazioni delle “norme imperative relative al criterio di determinazione del valore” del complesso industriale, tali da “inficiare l’intera operazione di vendita per illiceità”'. La sentenza “compensa tra le parti le spese di lite”, e ordina all’Agenzia delle Entrate di “procedere alle rettifiche e integrazioni conseguenti alla presente decisione”. Resta il fatto che 700 operai ex Ardo che speravano di aver ritrovato un posto di lavoro solido e duraturo, temono che possano finire come le circa 1.300 tute blu cassaintegrate della Antonio Merloni.

venerdì 12 aprile 2013

RICHIESTA DI INCONTRO COORDINAMENTO NAZIONALE- INDESIT COMPANY

LE SEGRETERIE NAZIONALI DI FIM-CISL, FIOM-CGIL E UILM-UIL, NELLE PERSONE  DI ANNA TROVO', ALESSANDRO PAGANO E GIANLUCA FICCO,  HANNO RICHIESTO NEI GIORNI SCORSI  ALLA INDESIT COMPANY, UN INCONTRO CON IL COORDINAMENTO NAZIONALE DI GRUPPO AL FINE DI VERIFICARE I RISULTATI CONSEGUITI ATTRAVERSO IL PIANO ITALIA E VALUTARE LE PROSPETTIVE DEL GRUPPO STESSO NEL NOSTRO PAESE.

giovedì 18 ottobre 2012

Firmato il nuovo accordo di programma per l’entroterra appenninico

 18 ottobre 2012 - Il Ministro Corrado Passera e i Presidenti delle Regioni Marche e Umbria, Gian Mario Spacca e Catiuscia Marini, hanno firmato oggi a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il nuovo Accordo di Programma per lo sviluppo dell’economia regionale.
Il nuovo Accordo dura fino al 2015 e stanzia 35 milioni di euro nazionali a sostegno degli interventi di rilancio e reindustrializzazione delle aree colpite dalla crisi dell’ex Antonio Merloni che interessa alcune migliaia di lavoratori e un indotto di 12.000 piccole imprese. Potranno beneficiare degli interventi previsti 56 Comuni nelle Marche, prevalentemente del fabrianese, dello jesino, dell’entroterra pesarese e maceratese.
Le due Regioni cofinanziano il programma con 46 milioni di euro, con interventi che in parte sono stati già realizzati negli ultimi due anni a sostegno dei lavoratori attraverso gli ammortizzatori sociali.
La firma di oggi segna una svolta.
“Ora un imprenditore - dichiara il Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca - potrà ricevere sull’investimento che crea occupazione un contributo a fondo perduto del 20%, un mutuo agevolato del 50%, una partecipazione al capitale del 5%. I lavoratori in Cigs possono essere riassunti con un bonus di 5.000 euro per l’impresa o creare cooperative e altre nuove iniziative contando sul sostegno finanziario e di tutoraggio dell’Accordo. Le piccole imprese dell’indotto possono utilizzare il fondo di garanzia regionale per l’accesso al credito, realizzare progetti in rete, accedere alle stesse agevolazioni della legge 181/89 attraverso il Fas regionale. E tanti altri interventi che Regione e Ministero dello Sviluppo si sono impegnati a promuovere attraverso un’azione di animazione economica del territorio. In questo momento difficilissimo per il Paese credo che veramente più di così non si potesse fare. Tale risultato non era per niente scontato nell’attuale e drammatico quadro della finanza pubblica. In questa fase di grande difficoltà finanziaria, è un atto di grande responsabilità e solidarietà che le istituzioni riservano alla comunità e al territorio. Mi auguro che queste risorse siano impiegate efficacemente per il rilancio dell’economia della nostra regione. Siamo soddisfatti ma anche realisti: la firma di oggi è un punto di partenza e non di arrivo perché il lavoro e l’impresa non si creano per decreto: sono necessari progetti e investimenti imprenditoriali per utilizzare le risorse rilevantissime che l’Accordo di Programma mette a disposizione con strumenti molto generosi, avendo confermato le priorità del lavoro, del reimpiego occupazionale dei lavoratori dell’ex Antonio Merloni, del rilancio dell’indotto di PMI”.

venerdì 5 ottobre 2012

Ex Antonio Merloni

Firma nuovo accordo di programma il 16 ottobre a Roma

Il nuovo Accordo di programma per la reindustrializzazione delle aree di Marche e Umbria investite dalla crisi dell'ex gruppo elettrodomestico Antonio Merloni verrà sottoscritto il 16 ottobre prossimo a Roma, al ministero dello Sviluppo economico. Ne dà notizia il governatore delle Marche Gian Mario Spacca. L'accordo sblocca 35 milioni di euro di risorse nazionali, e riconosce agli imprenditori che creeranno nuova occupazione un contributo a fondo perduto del 20% e un mutuo agevolato del 50%. Spacca ha ringraziato il ministro Corrado Passera "per la sua grande disponibilità" a sostegno dei due territori. "Con la firma del nuovo Accordo - ricorda il presidente - si sbloccano risorse nazionali importantissime per il sostegno del lavoro e delle piccole imprese del territorio. È un altro passo avanti, che abbiamo voluto con determinazione, nella tutela dell'occupazione e della coesione sociale, priorità assolute del governo regionale".
Il nuovo testo, si legge in una nota, conferma la priorità del lavoro nella valutazione dei progetti, cioè il reimpiego occupazionale dei lavoratori ex-Ardo, riconoscendo i diritti di chi viene penalizzato maggiormente dalla crisi. Gli interventi nazionali vengono potenziati e resi "più flessibili e appetibili, attraverso il ricorso alla della Legge 181 "turbo", che garantisce con un'intensità di aiuto "maggiorata rispetto a quella ordinaria". In sostanza, un imprenditore può ricevere sull'investimento che crea occupazione un contributo a fondo perduto del 20%, un mutuo agevolato del 50%, una partecipazione al capitale del 5%: "credo che più di così non si potesse fare" è il commento di Spacca.
(5 ottobre 2012)