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martedì 29 dicembre 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, VERTENZA SIMBOLO DEL 2015


La vertenza “simbolo” del 2015 è stata sicuramente, per le dimensioni numeriche e l'impatto geografico che ne derivava, quella della Whirlpool, successiva all’acquisto da parte della multinazionale americana del bianco, della Indesit Company. Ma lo "storytelling", la narrazione, oggi si dice così di questa faticosa e complessa vicenda, cominciò in realtà lo scorso 19 febbraio 2015 al Ministero dello sviluppo Economico, allorquando davanti alle sollecitazioni sindacali ed in presenza del Ministro Guidi, il management della Whirlpool, dichiarò la disponibilità a presentare, entro aprile un nuovo piano industriale, denominato, piano integrazione Italia.  Alla fine del mese di ottobre del 2014, mentre gli americani si apprestano a salire al controllo totale della storica società di elettrodomestici, acquisita l'11 luglio 2014, la Whirlpool svela, almeno in parte, i piani futuri sulla Indesit, parlando di un generale processo di "riorganizzazione" che non sembra escludere categoricamente la chiusura di qualche stabilimento. E difatti il 16 aprile 2015 il gruppo la multinazionale americana, presenta il suo piano industriale e le indiscrezioni autunnali trovano conferma in tutta la loro durezza. Dichiarati 1.350 esuberi, di cui 1.200 nelle fabbriche e 150 nei centri di ricerca. Prevista la chiusura della Indesit di Caserta e del centro ricerca e sviluppo di None (Torino). In quattro mesi, così, riappare lo spettro dei licenziamenti, si torna in strada a manifestare e vengono bruscamente interrotte le trattative. Il 20 aprile, presso il centro congressi Cavour, in sede sindacale, rottura fra l'azienda e Fim, Uilm e Ugl che si alzano dal tavolo, in quanto il tavolo deputato è quello ministeriale, vista la complessità della situazione, mentre la Fiom si dichiara disposta al confronto in quella sede. Vista la situazione, a stretto giro di posta arriva la convocazione ministeriale per il 27 aprile, per cercare di ricomporre la situazione. Poi il 29 aprile il 5 e l'8 maggio sempre al Mise, si svolgono tre tavoli di consultazione, esplorazione e approfondimento sul piano industriale, con la vertenza che sembra essersi avvitata in una pericolosa fase di stallo. Interviene il Governo e il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi convoca per il giorno 12 maggio il tavolo sulla vertenza Whirlpool dal quale non esce nulla di concreto ma le parole di sindacati e azienda fanno sperare che si sia entrati in una nuova fase della trattativa, dopo lo stallo dei precedenti incontri. Il Governo convoca un nuovo tavolo ristretto per il 20 maggio, tra segreterie nazionali e azienda. In questa occasione arriva un'altra doccia fredda, mentre i sindacati speravano di vedere concretizzarsi le aperture sull'impianto di Carinaro in provincia di Caserta, la Whirlpool non riduce gli esuberi previsti dal piano industriale ma, anzi, ne annuncia altri 480 tra gli impiegati, portando il totale a 2.060 a fronte dei 1350 previsti fino a ieri. Dura la reazione del Governo: il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi definisce il piano "inqualificabile" e chiede all'azienda nuove proposte "credibili e tangibili" che diano certezze ai lavoratori, prima di riconvocare la parti esprimendo "delusione e preoccupazione" per il tempo perso. Anche il ministro del lavoro Giuliano Poletti vuole che la società Usa "ripresenti il piano" perché "continuiamo a non essere d'accordo, pensiamo che vadano mantenuti gli accordi fatti all'epoca di Indesit". Riprendono, quindi, gli scioperi e le manifestazioni. Il 28 maggio l'azienda convoca un tavolo sindacale a Firenze, che provoca non poche tensioni fra sindacati, in quanto anche in questa occasione l'unica ad accettare l'invito della Whirlpool è la sola Fiom, mentre il diniego di Fim, Uilm e Ugl è legato alla strada ministeriale come unica via, in grado di dirimere la questione. Inizia quindi un mese di giugno fitto di faccia a faccia al Mise, il 9 e successivamente il 17  in un ennesimo incontro al Ministero dello Sviluppo economico si aprono nuovi spiragli: Whirlpool non chiuderà Carinaro. Anzi allo stabilimento sarà assegnata una 'missione produttiva'. La multinazionale americana si è impegnata a presentare entro una settimana un nuovo piano industriale che preveda missioni industriali per tutti i siti, incluso quello di Caserta. Il 23 giugno nell'incontro fiume svoltosi dalle 10 alle 20, la svolta che fa imboccare alla vertenza l'ultimo chilometro, infatti si registrano nuovi e decisivi passi avanti: il nuovo piano che prevede l'impiego dei lavoratori senza esuberi e un polo europeo dei ricambi e accessori a Carinaro, lo stabilimento a Caserta. Nonostante si riconosca che la trattativa abbia fatto dei passi avanti, per i sindacati non ci sono ancora le condizioni per chiudere un'intesa. Nell'incontro successivo del 26 giugno, la Whirlpool, presenta la griglia degli incentivi per l'outplacement del personale. Ed infine, il 2 luglio, viene presentato un documento, l'ipotesi di un accordo quadro che dovrà essere approvata dai lavoratori, ma la compagnia statunitense ha preso l'impegno formale a non licenziare fino al 2018 (termine del piano industriale e tra l'altro previsto anche dal vecchio piano Indesit del 2013) e ritira la dichiarazione di oltre 2 mila esuberi. Previsti, inoltre, diversi interventi per oltre 500 milioni di euro in tre anni e incentivi all'esodo. A Caserta sarà insediato il polo europeo ricambi e accessori (320 persone) e il magazzino di None sarà ceduto in continuità alla piemontese Mole.  Si ristabilisce in pratica un quadro stabile per il futuro industriale della società, senza licenziamenti. Almeno fino a tutto il 2018. Ed il documento raccoglie anche il consenso esplicito del ministro Guidi, del sottosegretario al lavoro Bellanova e dei segretari nazionali di Fim, Fiom e Uil, rispettivamente Bentivogli, Landini e Palombella. Ed infine l'ultimo atto, il referendum consultivo che ratifica l'accordo stesso, al netto di tutte le declinazioni in sede locale per la sua implementazione. Il responso quasi plebiscitario decretato dai lavoratori, con oltre l'80% (82,77% per la precisione) di si, pur non sottovalutando qualche mal di pancia, conferma che l’accordo raggiunto era il migliore degli accordi possibili in un’ottica nazionale. Ora per Fim, Fiom e Uilm c’è un altro pezzo di lavoro, forse il più faticoso. Dopo la ratifica dell’accordo quadro nelle singole sedi, si dovranno affrontare le singole posizioni per i prepensionamenti, i trasferimenti e le uscite incentivate dei lavoratori, nonchè gli investimenti, le produzioni, secondo quanto esplicitato nell'intesa, come ad esempio per Melano, che accogliendo i lavoratori di Albacina, stabilimento destinato alla chiusura, diventerà l'hub europeo - mediterraneo per la produzione dei piani cottura Whirlpool da 2,4 milioni di pezzi sfornati.

sabato 27 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT: PRESENTATA LA NUOVA GRIGLIA DEGLI INCENTIVI. NUOVO INCONTRO IL 2 LUGLIO FORSE PER UN TESTO DEFINITIVO.

Cinquantasette, se non ci siamo sbagliati a contare. Tante sono le tipologie di incentivo, rivolte agli operai e agli impiegati contenute nell'ipotesi presentata dalla Whirlpool oggi nell'incontro svoltosi al Ministero delle Sviluppo Economico a Roma. 
Infatti come già previsto, nel rendez-vouz odierno,  la trattativa ha approfondito il tema degli incentivi, che sono importanti per dare risposte con criteri diversificati alle varie condizioni delle persone che vi accederanno. E così come richiesto da Fim, Fiom e Uilm le buonuscite sono state riviste al rialzo ed anche in maniera sostanziosa.  Il criterio guida è quello della “volontarietà”Si tratta infatti di incentivi tutti volontari all’esodo: non vi sono licenziamenti.  I lavoratori, se interessati, accederanno, scegliendo, quale sarà il percorso più adatto: chi ha requisiti per andare in pensione, chi in mobilità o chi la Naspi. Per gli incentivi all’esodo volontario l’azienda seguirà un doppio binario: per Caserta e Napoli, la buonuscita sarà più alta e arriverà a 85mila euro per gli operai e a 24 mensilità più 10mila euro per gli impiegati mentre nella generalità del gruppo il sostegno varrà al massimo 50mila euro per gli operai e 18 mensilità per gli impiegati.
Agli incentivi si sommano percorsi formativi di ricollocazione degli impiegati che l’azienda riconfermerà. Per tutti, per i trasferimenti sono presenti le incentivazioni per agevolare gli spostamenti con la famiglia. L’idea è quella di provare a produrre tre accordi quadro complessivi: il primo riguarderà il piano industriale complessivo con le incentivazioni; l’altro specifico per la Campania; il rimanente per la situazione del Piemonte.
Oggi si è iniziato il confronto al fine di iniziare a costruire un testo di un accordo quadro che contenesse le garanzie sul piano industriale 2015-2018. Entro ottobre inizierà la fase di consultazione sindacale e la fusione dei due gruppi si prevede di completarla entro metà 2016.  Il testo dovrà contenere un quadro a cui seguiranno accordi applicativi in sede locale e nazionale con ammortizzatori sociali che a partire dai contratti di solidarietà, escludano generazione di esuberi strutturali.
Ora si tornera' ad incontrarsi il 2 luglio, alle 13,30  con l'impegno a lavorare da qui a quella data sui testi per arrivare ad una possibile bozza di accordo condivisa che garantisca tutti i passaggi del piano industriale 2015-2018,  da sottoporre poi a referendum.

giovedì 25 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, DOMANI BACK TO BACK A ROMA. NEL FRATTEMPO WHIRLPOOL DIFENDE IL NUOVO PIANO MA....

Domani mattina alle ore 9 nuovo incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma che secondo il cronoprogramma dovrebbe essere dedicato all'approfondimento della griglia degli incentivi che la multinazionale intende mettere sul piatto per l'outplacement del personale ed i trasferimenti. Ma in queste ore il recepimento delle opzioni messe sul piatto dal management della Whirlpool non sembra essere convincente per i lavoratori di None e Carinaro. Un tavolo urgente sulla reindustrializzazione dell'area ex Indesit di None (Torino) con gli assessorati al Lavoro e alle Attività' produttive della regione Piemonte, con il Comune di None e i sindacati. A sollecitarlo la Fim Cisl di Torino con l'obiettivo di "fare il punto della situazione e creare le condizioni affinché gli impegni di garantire lavoro e occupazione da parte di Whirlpool siano realizzati". Il sindacato che ha scritto una lettera ai due assessorati ha ribadito che la cessione da parte di Whirlpool del sito di None a Mole Logistics "non dà risposte sufficienti e soddisfacenti al reimpiego del personale attualmente" attualmente in forze a None. 
Ma anche a Carinaro è stato accolto con insoddisfazione dai lavoratori riuniti in assemblea l'indomani della riunione al ministero, quanto  annunciato a Roma sul futuro della fabbrica casertana della Whirpool. Alcuni dipendenti hanno infatti bloccato per circa mezz'ora l'asse mediano che collega Giuliano a Marcianise.
Nel frattempo, il management delle multinazionale americana del bianco, attraverso le parole del suo ad Castiglioni, difende la bontà delle scelte fatte. «Questo è il piano Whirlpool, in cui crediamo poichè sostenibile per il futuro. Non ce ne saranno altri». Non usa giri di parole Davide Castiglioni, ad Italia e vice presidente operazioni industriali di Whirlpool Emea, nell’illustrare i progetti del gruppo, integrati nel corso della trattativa con governo e sindacati partita a metà aprile, in un'intervista pubblicata oggi sulle colonne de Il Sole 24 Ore.
«Abbiamo fatto buoni passi in avanti – precisa Castiglioni – avendo integrato il nostro piano industriale. Il rientro delle produzioni era previsto sin dall’inizio, ma la svolta sta nell’ipotesi di fare di Carinaro un polo dei componenti e delle parti di ricambio». Per il vertice della multinazionale americana «la soluzione prospettata è una buona soluzione strutturale e sostenibile nel tempo. Non è una toppa di breve durata».
L’ad di Whirlpool Italia precisa anche che «sarebbe stato preferibile localizzare il polo dei ricambi in un’area del Centro Europa ben collegata con altri Paesi in modo da consentire traffici rapidi. Ma si è scelto Carinaro per senso di responsabilità verso una regione con gravi problemi occupazionali».
A chi parla di nuovo Piano industriale Castiglioni precisa: «Non un nuovo, ma il primo piano integrato. Sin dalla prima presentazione abbiamo dichiarato disponibilità e apertura al confronto. E lo abbiamo dimostrato». Oggi, sottolinea Castiglioni:«Tutti i siti industriali hanno una missione produttiva, Whirlpool non abbandona nessuna regione in Italia».
Davide Castiglioni conferma che la società investirà nei prossimi quattro anni in Italia 500 milioni, come previsto, oltre ad altri 13,5 milioni di cui 8 a Carinaro e 5,5 a Napoli per l’avvio della produzione di una nuova lavatrice.
«Pensiamo – puntualizza – che poche società oggi stanno programmando investimenti di tale entità in Italia». E aggiunge: «L’Italia resta al centro dell’assetto di Whirlpool Emea».
Poi passa in rassegna gli altri capitoli del piano: «Rimarranno aperte due sedi amministrative, a Varese e a Fabriano. Mentre a None, dopo la lettera di intenti con la Mole Logistica, si è avviata la cessione di un ramo d’azienda con 44 dipendenti, mentre le attività di ricerca sullo stesso sito continueranno fino al 2016 ». In conclusione, se inizialmente il sindacato aveva calcolato 2.060 esuberi, oggi vanno ricalcolati. A Carinaro degli 815 lavoratori ne rimarranno 320. Ci sarà una forte manovra sugli organici da attuare soprattutto con prepensionamenti, trasferimenti (a Varese è previsto un incremento), esodi e con l’impiego di ammortizzatori sociali. L’ad di Whirlpool Italia parla di «esuberi fisiologici, non quantificati, da assorbire se migliorerà l’andamento del mercato». E ribadisce l’impegno: «Nessun licenziamento unilaterale fino al 2018».

mercoledì 24 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT: RASSEGNA STAMPA NAZIONALE E LOCALE DEL 24.6.2015

CLICCANDO SUL LINK SOTTOSTANTE, POTRETE CONSULTARE UNA PICCOLA RASSEGNA STAMPA LOCALE E NAZIONALE SULL'INCONTRO TENUTOSI AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DI IERI 23 GIUGNO.
 

WHIRLPOOL/INDESIT, DEFINITO IL PERIMETRO INDUSTRIALE IN ITALIA, VENERDI' 26 GIUGNO ALTRO ROUND AL MISE

Usando un termine sportivo, si potrebbe dire che la vertenza Whirlpool/Indesit ha attraversato lo striscione dell'ultimo chilometro e il traguardo è li pronto ad essere raggiunto. Ieri nell'incontro fiume svoltosi presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, iniziato alle 10,00 e terminato alle 20,00 della sera, sembra essere stato messo un punto fermo definitivo sull'attività industriale di Whirlpool in Italia, confermandone il ruolo centrale nella strategia dell’area EMEA (Europe, Middle East and Africa).  Nel nuovo piano industriale aggiornato, la sostanziale novità riguarda l’assegnazione di una missione specifica a Carinaro che diventerà il polo centrale per le parti di ricambio per la zona Emea.
Ieri è infatti emerso che a Carinaro, dove ora lavorano in 815, giungeranno le parti di ricambio e i prodotti accessori provenienti dalle fabbriche europee e dai fornitori. Le attività all’interno del sito si focalizzeranno su magazzino, assiemaggio, confezionamento e spedizione ai clienti in tutta Europa, Medio Oriente e Africa per l'after market. Il fabbisogno del personale identificato in 190 addetti (10 impiegati e 180 operai), con l'implementazione del modello operativo e l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, con tre turni di lavoro di 6 ore dal lunedì al sabato ed una squadra in rotazione, porterebbe il fabbisogno iniziale a 320 addetti (10 impiegati e 310 operai). A Caserta saranno investiti ulteriori 8 milioni di euro. Degli 815 addetti attualmente impiegati dallo stabilimento, a regime dal 1° luglio 2016, data dello startup del progetto, resterebbero 200 come addetti diretti e 150 tramite la mobilità. Delle 500 persone in esubero, 200 verrebbero prepensionate, mentre delle 300 restanti la metà potrebbe uscire con mobilità incentivata e l'altra metà verrebbe trasferita: 100 presso lo stabilimento di Napoli, dove la nuova piattaforma produttiva dovrebbe portare a un aumento dei volumi, e 50 in altri siti.
L'operazione "Carinaro", porterà alla chiusura dei centri ricambi di Cassinetta e Cà Maiano di Fabriano. L'azienda in merito ha precisato che il personale (75 addetti, 25 impiegati e 50 operai) che attualmente opera presso il centro ricambi di Cà Maiano, sarò completamente riassorbito attraverso l'insourcing delle attività di call center di Whirlpool, l'apertura di un centro vendite al personale e la concentrazione della pianificazione parti ricambio su Fabriano, che dovrebbe complessivamente occupare 90 addetti contro i 75 che attualmente come detto risultano occupati. Inoltre il management della Whirlpool, ha ribadito la chiusura del sito di Albacina e la creazione dell'hub dei piani cottura a Melano, come polo esclusivo di tale prodotto.
Oltre al piano su Carinaro, Whirlpool ha anche confermato l'investimento di 513 milioni di euro che si aggiungono ai 30 milioni già avviati, il rientro di 650.000 pezzi da Turchia, Cina e Polonia, e la conferma dell'Italia come centro di eccellenza dell'area Emea dove saranno concentrati il 75% degli investimenti di ricerca e sviluppo pari a 90 milioni di euro l'anno. Il nuovo piano non genera esuberi strutturali e prevede missioni industriali per tutti i siti, aumentando la saturazione media dei siti dal 55% al 70% e 6,25 milioni di pezzi annui. 
“Sono confidente - ha dichiarato Davide Castiglioni, Amministratore Delegato Italia e Vice Presidente Operazioni Industriali di Whirlpool EMEA- che le soluzioni proposte dall’azienda rappresentino una svolta e siano la base per giungere presto a una risoluzione definitiva e condivisa”.
Per il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, si tratta di “una sterzata radicale” perché “non ci sono esuberi e una gestione senza licenziamenti” e l’azienda propone una “missione industriale solida”. La reggente del dicastero "benedice" il nuovo piano, in quanto ha una "straordinaria differenza" con quello presentato inizialmente, e che al suo interno accoglie le istanze di modifica sollecitate più volte con forza dalle stesse parti governative.  
Ora si tornerà a confrontarsi al Mise venerdì 26 giugno alle ore 9,00 e sul piatto c'è ancora la quantificazione degli incentivi contenuti nella griglia per l'outplacement del personale, che rispetto a quanto annunciato dall'azienda è stato chiesto una loro rivisitazione in alto delle cifre, in modo da renderle più consistenti.
Certo "l’happy ending" non è ancora scritto, ma la giornata di ieri sembra far presagire un’evoluzione positiva della vertenza Whirlpool con la consapevolezza unanime dei sindacati di essere arrivati ad un punto dove i margini di manovra e trattativa siano ridotti al lumicino e il sopra citato plauso della titolare di casa, il ministro Federica Guidi.


lunedì 22 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, SETTIMANA INTENSA IN CERCA DELL'INTESA.

Doppio incontro questa settimana al Ministero dello Sviluppo Economico per la vertenza Whirlpool/Indesit. Alle 10 di domani mattina 23 giugno, presso il parlamentino di Palazzo Piacentini nuovo round di confronto, per esaminare e approfondire quanto messo sul piatto dal management della Whirlpool nell'ultimo incontro del 17 giugno scorso, dove in qualche maniera l'azienda ha ritirato la chiusura di Carinaro e si è riservata di presentare il nuovo piano industriale. La mancata chiusura di Carinaro è infatti la novità più  importante ma ora ci saranno da esaminare nel merito i dettagli del piano, compresa la griglia degli incentivi per l'outplacement e gli sviluppi occupazionali, prima di dare un giudizio.
Tuttavia al momento non sono disponibili i dettagli né il numero di occupati che assorbirà, ma l’azienda ha spiegato che in Campania con le nuove attività immaginate per Caserta e per Napoli, abbinate a circa trecento prepensionamenti ed a circa trecento fra uscite volontarie e trasferimenti incentivati, dovrebbe ridurre gli attuali mille esuberi per arrivare a renderli gestibili con ammortizzatori sociali conservativi, come la cassa integrazione o i contratti di solidarietà.
«Due mesi fa abbiamo presentato un piano industriale ambizioso per l’Italia che prevede investimenti per 500 milioni di euro e una cruciale riqualificazione degli impianti per missione produttiva – ha affermato Davide Castiglioni, amministratore delegato Italia e vice presidente operazioni industriali di Whirlpool Emea -. Nel corso degli incontri abbiamo avuto modo di approfondire con le parti sociali le criticità emerse sugli stabilimenti di Carinaro e di None. In linea con la grande attenzione che il modello di relazioni industriali di Whirlpool pone alla gestione delle problematiche territoriali e sociali, abbiamo concordato con Governo e sindacati di verificare ogni possibile soluzione alternativa alle chiusure. Mentre per None abbiamo identificato un solido partner per la riconversione, per quanto riguarda Carinaro abbiamo individuato una possibile missione strategica che approfondiremo nel corso dei prossimi giorni».
"Oggi c'è stato un cambio di passo radicale, l'azienda ha fatto importanti aperture scongiurando la chiusura di stabilimenti e modificando l'impostazione del primo piano industriale, sono soddisfatta per questa apertura". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi al termine del tavolo Whirlpool. Guidi ha precisato che non ci sono ancora i dettagli del nuovo piano industriale che sarà presentato il 23 giugno al ministero. "Oggi si è segnata una discontinuità, bisogna dare atto all'azienda di aver fatto importanti aperture lavorando sui temi cari al governo e accogliendo le richieste di tenere massivamente in conto la salvaguardia dell'occupazione: da oggi si apre una nuova fase negoziale su basi ben diverse, c'è stato un cambio di paradigma". 
E domani sarà l'occasione per dare seguito a quanto emerso che potrebbe anche essere straordinario visto che come qualcuno ha fatto notare, è la prima volta che la multinazionale americana del bianco, cambia il proprio piano industriale in corsa. 

giovedì 18 giugno 2015

VERTENZA WHIRLPOOL/INDESIT: RASSEGNA STAMPA ODIERNA

Cliccando sul link sottostante si potrà consultare una piccola rassegna stampa locale e nazionale sull'incontro tenutosi al Ministero dello Sviluppo Economico, che sembrerebbe avere impresso una svolta in questa complessa vertenza, visto che la Whirlpool si è dichiarata a modificare il piano industriale.
 

WHIRLPOOL/INDESIT, SPIRAGLI SULLA VERTENZA. LA MULTINAZIONALE DISPOSTA A CAMBIARE IL PIANO INDUSTRIALE PER CARINARO.

(da sin. Landini, Bentivogli e Palombella)
Dopo due mesi, una decina di incontri tra sede ministeriale e sindacale la vertenza Whirlpool/Indesit sembra vedere finalmente uno spiraglio di luce. Infatti ieri al Ministero dello sviluppo Economico, facendo così seguito a quanto preannunciato nell'ultimo rendez-vouz del 9 giugno scorso a cui era seguita la manifestazione di Comerio, il management della Whirlpool, ha presentato l'offerta per cercare di dipanare la matassa degli esuberi dichiarati nel piano presentato lo scorso 16 aprile. E alla fine Whirlpool ha deciso di cambiare il proprio piano industriale, rendendosi disponibile a precisare entro una settimana, il 23 e il 26 giugno,  le missioni industriali per tutti i siti, Carinaro compreso, e cancellare gli esuberi strutturali. E' chiaro che l'effetto domino, di questa accelerazione che  ne avrà sugli altri siti, interessati dal piano industriale Whirlpool non potrà che essere benefico.
Per Carinaro, la nuova missione industriale, deriverà dallo spostamento di un'attività dal centro Europa relativa alla componentistica strategica ma per il momento non sono disponibili i dettagli né il numero di occupati che assorbirà. Quindi si prevedono nuovi investimenti sullo stabilimento di Caserta, oltre ai 530 milioni di euro già annunciati dal gruppo. L’azienda ha inoltre comunicato che è in corso un lavoro di ricerca di un soggetto industriale per la reindustrializzazione di Teverola.
Per quello che riguarda l'outplacement incentivato, la griglia degli incentivi, per trasferimenti volontari, Whirlpool ha chiarito che saranno di: 32.000 euro per gli operai, 18.000 euro per gli impiegati;  mentre per lavoratori immediatamente pensionabili l’incentivo sarà di 5200 euro; per pensionabili con ammortizzatori sociali,  integrazione  sarà del 100% del reddito (Ral-Pdr) fino alla collocazione in pensione. Incentivi per pensionabili che hanno un periodo di 12 mesi, non coperti da ammortizzatori sociali, come i precedenti più la copertura del reddito per l’anno mancante; incentivi per dimissioni, senza possibilità di aggancio alla pensione: operai (40.000 euro) che firma dimissione entro 30 giugno (uscita entro un anno dalla firma); 30.000 euro invece di incentivo a chi firma tra 30 giugno 2015 e 30 giugno 2016 (uscita entro un anno dalla firma), 20.000 euro per  chi esce dal 1 luglio 2017 al 31 dicembre 2018.
Analoghi importi in mensilità per impiegati. Incentivi per dimissioni con utilizzo ammortizzatori sociali: operaio, integrazione al 100% + 15.000 euro, 10.000 se lascia l’anno successivo, 5.000  se lascia entro il terzo anno. Per reindustrializzazione (None) 8 mensilità.
«C’è stato un cambio di passo radicale - dice il ministro Federica Guidi -. L’azienda ha fatto importanti aperture scongiurando la chiusura di stabilimenti e modificando l’impostazione del primo piano industriale, sono soddisfatta. Da oggi si apre una nuova fase negoziale su basi ben diverse, c’è stato un cambio di paradigma». 

martedì 16 giugno 2015

WHIRLPOOL E IL NODO DI GORDIO DI CARINARO. DOMANI NUOVO INCONTRO AL MISE A ROMA

(Bentivogli, Palombella e Landini)
Quanto tempo sia davvero rimasto per sciogliere il nodo di Gordio dello stabilimento di Carinaro è difficile dirlo a questo punto. Domani a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico alle ore 16,30 andrà in onda un'altra puntata di questa saga che ha compiuto i due mesi di vita, essendo come noto cominciata lo scorso 16 aprile con l'annuncio shock del management della Whirlpool.
Per cui, vista la difficoltà, a questo punto inestricabile della vertenza,   la locuzione greca può riassumere perfettamente lo stato della controversia, la cui risoluzione, mentre per il sito piemontese di None una soluzione sembrerebbe essere all'orizzonte, seppure tutta da vagliare e pesare da l'impressione di non poter prescindere dal destino dello stabilimento casertano di Carinaro, la cui chiusura rientra come noto nel piano industriale della Whirlpool. Piano che tutti hanno chiesto al management stelle e strisce di cambiare, dai vertici ministeriali come dichiarato dalla reggente del dicastero Federica Guidi, al sottosegretario al ministero del Lavoro Teresa Bellanova, nonchè ai segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, rispettivamente Bentivogli, Landini e Palombella nell'ultimo incontro tenutosi al Mise, ed alla manifestazione nazionale del gruppo, tenutasi lo scorso venerdì presso il quartier generale europeo di Comerio. Ed anche l'ipotetica reindustrializzazione del sito di Carinaro da parte di un soggetto terzo, con produzioni no-logo, messa sul piatto dalla multinazionale nell'ultima assise romana non sembrerebbe entusiasmare nessuno, pur sembrando l'unica alternativa lavorativa, anche perchè implicitamente porterebbe al disimpegno della Whirlpool da Caserta. E le conseguenze si riverberano anche sul futuro degli altri siti, anch'essi paralizzati per quello che riguarda le prospettive indicate dalle scelte annunciate dalla Whirlpool a cominciare dagli investimenti relativi. Certamente se domani non dovessero farsi significativi passi in avanti, ma si assistesse ad un incontro fotocopia degli ultimi svolti, risulterebbe difficile ipotizzare cosa potrebbe riservare il futuro di questa vertenza, che forse qualcuno aveva ipotizzato poter essere più "semplice"... E tornerebbero ad addensarsi all'orizzonte le nubi nere e cupe che a Comerio erano state forse più di un presagio.

sabato 13 giugno 2015

MANIFESTAZIONE WHIRLPOOL, RASSEGNA STAMPA LOCALE E RASSEGNA FOTOGRAFICA

Cliccando sul link sottostante si potrà visualizzare la rassegna stampa locale inerente alla manifestazione di Fim, Fiom e Uilm di Comerio.


RASSEGNA STAMPA MANIFESTAZIONE WHIRLPOOL DI COMERIO


Invece cliccando qui sotto si potrà visualizzare una piccola rassegna fotografica dell'evento di ieri.


RASSEGNA FOTOGRAFICA YOUREPORTER

IERI MANIFESTAZIONE A COMERIO PER DIRE DI NO, MA LO SGUARDO E' GIA'' RIVOLTO A MERCOLEDI' 17, AL MISE PROSSIMO ROUND DELLA VERTENZA.

(Il cielo nero sopra Comerio)
Probabilmente il futuro della vertenza Whirlpool/Indesit è stato ben rappresentato dalle nubi che hanno accolto a Comerio la manifestazione che ha raccolto gli oltre 1000 lavoratori provenienti da tutti i siti del gruppo. Ossia nere e cupe con una tempesta di pioggia evitata, giusto il tempo di finire il comizio davanti al centro direzionale di Whirlpool Emea. Due i pullman partiti da Fabriano alle una di notte, con i lavoratori di Melano, Albacina e delle sedi impiegatizie, otto da Caserta, uno da Napoli,  e uno da None (Torino), più i dipendenti degli stabilimenti varesini, che hanno incrociato le braccia per solidarizzare con i colleghi dichiarati in esubero dall'azienda ed inoltre una rappresentanza dei lavoratori Electrolux di Solaro a Milano.
Il corteo, vivace e rumoroso, è stato guidato dai segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, che di fronte alla chiusura ermetica degli americani sugli esuberi hanno mostrato unità d'azione e di intenti. Il piano Whirlpool, secondo Marco Bentivogli, "prevede investimenti cospicui", ma è anche un "bollettino di guerra dal punto di vista sociale". "Gli esuberi sono 2.060 - spiega - e non è così che si salva un'azienda". Per questo "i lavoratori sono uniti - aggiunge - perché sanno bene che quando un'azienda non rispetta gli accordi sindacali, chi oggi è al riparo, domani sa di non esserlo più". 
(Rappresentanza di Melano)
Inoltre Bentivogli tira in ballo il presidente del Consiglio e  lo invita ad avere "più attenzione e più rispetto per i lavoratori italiani". "Caro Renzi - afferma Bentivogli - hai preso degli impegni, non dimenticarli", dopo il giudizio entusiastico espresso lo scorso luglio a seguito della cessione di Indesit a Whirlpool da parte dei Merloni, esempio di "capitalismo dell'irresponsabilità". Al premier il leader Fim chiede di "non stare nel mezzo".
Ma la mente era già rivolta al prossimo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, fissato per mercoledì 17 prossimo alle ore 16,30. Vertice che a questo punto della trattativa riveste un'importanza fondamentale, se si coniuga la fermezza sindacale di oggi, e quanto ci si aspetta dal management della multinazionale del bianco, ossia una continuità produttiva per Carinaro, ago della bilancia di questa vertenza. Tra sindacato che nutre dubbi sulla fragilità delle scelte strategiche e Whirlpool, continua ad esserci una distanza incolmabile sul progetto della multinazionale,  che sommando il vecchio piano industriale Indesit del 2013 ed il nuovo, porta a una robusta riorganizzazione del personale che in Italia dovrebbe tradursi in 2060 esuberi tra white collar, blue collar e diretti, insomma tagli da brivido e il sostanziale svuotamento di alcuni stabilimenti. A fronte di tutto ciò, un piano di investimenti da 500 milioni di euro, tale da garantire la tenuta dei restanti siti italiani del gruppo rispetto alla concorrenza internazionale e alla difficile congiuntura negativa che ormai da oltre un decennio caratterizza il settore del bianco nella "vecchia"  Europa, tanto da determinarne il dimezzamento dei pezzi prodotti da 30 milioni a 13 milioni del 2014.
(Rappresentanza di Albacina)

Dal tavolo al ministero dello Sviluppo economico "fissato il 17 giugno prossimo ci attendiamo dunque una disponibilita' a ricomporre tutte le condizioni di dialogo e di confronto, perche' le questioni possano essere affrontate e discusse nel merito con la giusta dose di rigore e di responsabilita'. Rigore e responsabilita' che devono valere per quanto gia' sottoscritto come per il futuro di Whirlpool nel nostro Paese'. Cosi' la sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova in una nota, secondo la quale "la salvaguardia del sito di Carinaro e dei lavoratori e' stata dal primo momento ed e' una priorita'". Per Bellanova, 'gli appelli che oggi sono giunti dalla manifestazione dei lavoratori Whirlpool sono gia' contemplati dall'azione di governo che stiamo conducendo con la ministra Guidi". Il Governo "fin dal primo momento di questa vertenza" ha "ritenuto condizione essenziale il rispetto da parte di Whirlpool degli accordi sottoscritti all'epoca di Indesit e abbiamo chiesto che venisse presentato un piano industriale accettabile'.

mercoledì 10 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, INCONTRO FIUME AL MISE. PROSSIMO APPUNTAMENTO PER IL 17 GIUGNO, INTANTO IL 12 GIUGNO CONFERMATO LO SCIOPERO CON LA MANIFESTAZIONE A VARESE

E' stata una riunione fiume dalle 14,00 alle 21,00 inoltrate quella andata ieri in scena al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma alla presenza della reggente del discastero Federica Guidi e la sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova, dei segretari nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl e del coordinamento delle Rsu di Whirlpool e Indesit.
In apertura di riunione il management della Whirlpool Emea, ha annunciato la firma di una lettera d'intenti secondo la quale il magazzino di None, in provincia di Torino verrebbe acquisito dalla società consortile piemontese Mole Logistica, che fino al 2016 continuerebbe a fornire servizi logistici a Whirlpool; il passaggio diretto dei lavoratori avverrebbe con il trasferimento di ramo di azienda, quindi salvaguardando tutti i 45 addetti senza applicazione del Jobs act. Il magazzino dà occupazione a 45 persone su 90 (gli altri sono impegnati nelle attività di ricerca di cui pure è stata annunciata la cessazione). Soluzione che adesso sarà monitorata e vagliata attentamente. L'azienda ha convocato per mercoledì prossimo alle 13 l'incontro per lo stabilimento di None con Rsu, strutture territoriali e nazionali e la presenza della nuova società interessata.
A Napoli invece arriverà una nuova piattaforma di una lavatrice a carica frontale per il mercato nordamericano a cui collegare un aumento dell’occupazione di 100 lavoratori.
Per quanto riguarda Caserta, Whirlpool non ha nessun progetto  spendibile con marchio proprio, al momento è in corso la valutazione di 2 iniziative industriali di reindustrializzazione delle sette valutate nel periodo aprile-giugno e una delle due, sembrerebbe avere i giusti requisiti e contestualmente, ha annunciato solo la disponibilità a spendere 2,4 milioni di euro per il trasferimento del personale e altri 600 mila euro per l'individuazione di attività di reindustrializzazione Quindi, al momento se anche la multinazionale americana trovasse una soluzione per Carinaro, questa sarebbe sempre esterna al logo Whirlpool, un po’ come si è pensato di intervenire allo stabilimento di None. Compatti i segretari nazionali Bentivogli, Landini, Palombella e Spera nell'affermare che per raggiungere un intesa sia necessario che la multinazionale americana del bianco, non abbandoni Caserta, senza lasciare ulteriormente da soli chi attualmente è in difficoltà, per cui vanno cercate tutte le soluzioni possibili, dal riequilibrio delle produzioni anche all'interno del perimetro Italia, non ritenendo ammissibile che da una parte si chiuda un sito e ad esempio a Cassinetta siano in preventivo 280 assunzioni, come rivendica Landini della Fiom senza per altro escludere a priori produzioni anche no-logo Whirlpool o anche il rientro di volumi dal perimetro internazionale di Whirlpool, come profetizza Bentivogli della Fim- Cisl.
Per gli impiegati, l'azienda si è impegnata a definire entro il mese di giugno tutte le funzioni organizzative, e che entro i 12 mesi successivi ognuno avrà la possibilità di individuare, a partire dalla volontarietà al trasferimento, alla formazione prevista per coprire altre funzioni e ulteriori strumenti che verranno individuati. Nel prosieguo della riunione, la Whirlpool ha esplicitato investimenti e quant'altro relativi ai siti di Comunanza, Siena , Melano e Albacina che come noto sarà integrata a Melano a partire, secondo da quanto affermato dall'azienda dal prossimo gennaio 2016, creando così l'hub europeo dei piani cottura di Whirlpool.
Il Governo, secondo il ministro Guidi, pur apprezzando i passi in avanti rispetto alla situazione che lo aveva portato a maggio a chiedere una revisione del piano presentato dall'azienda, ha ritenuto le proposte non ancora sufficienti e ha chiesto che vengano suffragate da numeri e progetti concreti in grado di rispondere alla necessità di garantire il mantenimento in Campania di posti di lavoro veri e sostenibili nel tempo, decidendo di convocare nuovamente le parti per il giorno 17 giugno alle ore 16,30.
Nel frattempo venerdì 12 giugno è confermato lo sciopero del gruppo con manifestazione unitaria nazionale a Varese dove si trova l'headquarter europeo delle Whirlpool Emea.
Ad ogni modo a quasi due mesi dallo start della vertenza, questa con il passare del tempo, nei numerosi faccia a faccia che si sono succeduti, piuttosto che vedere una risoluzione delle tematiche messe sul piatto il 16 aprile scorso dalla multinazionale stelle e strisce, ha visto una stagnazione, con il nodo gordiano di Carinaro che nessuno fino ad ora, sembra avere sciolto.

domenica 7 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, SETTIMANA FRENETICA, MARTEDI' AL MINISTERO, VENERDI' MANIFESTAZIONE A VARESE

Quella che si aprirà lunedì sarà una settimana densa di impegni e avvenimenti sul fronte della vertenza Whirlpool/Indesit. 
Martedì 9 giugno, si terrà infatti l'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, convocato dal reggente del dicastero, Federica Guidi  alle ore 13,00. Dopo un mese si tornerà a riunirsi in plenaria (era l'8 maggio l'ultima volta), dopo che si era svolto un trittico di riunioni in ristretta, tra Mise e sede sindacale. La sensazione, o forse la speranza è che sia l'incontro in grado di far fare qualche passo concreto in avanti alla vertenza, che dopo essersi incagliata in un vicolo senza  uscita, ha provocato qualche malumore tra le  forze sindacali, dopo che la Fiom è stata l'unica a partecipare al tavolo sindacale di Firenze convocato dalla Whirlpool lo scorso 28 maggio, mentre Fim, Uilm e Ugl, hanno rigettato l'invito, ritenendo che l'unico palcoscenico su cui dirimere la vicenda, cominciata lo scorso 16 aprile, sia il tavolo ministeriale. Differenze di metodo, non nel merito della questione dove tutti rigettano la chiusura dei siti prospettata dalla holding americana del bianco, emerse nella scorsa settimana nelle assemblee tenutesi giovedì a Fabriano, negli stabilimenti di Melano, Albacina e le sedi impiegatizie a cui partecipato i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm con delega Indesit/Whirlpool. Ma gli sguardi sono rivolti anche al 12 giugno prossimo, allorquando in occasione dello sciopero di tutti i lavoratori del gruppo, si terrà una manifestazione a Varese, sede della multinazionale americana in Italia e che partirà da Gavirate in piazza Carducci intorno alle 10, che si snoderà per le vie fino a giungere davanti alla sede della Whirlpool di Comerio. Alla manifestazione, cui parteciperanno i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm rispettivamente Bentivogli, Landini e Palombella, che concluderanno la manifestazione con i loro interventi, oltre a quelli dei delegati di Fabriano, Carinaro e Cassinetta, sottolineano le organizzazioni sindacali in una nota congiunta, sarà significativo aderire per rafforzare la compattezza e ribadire il no alla chiusura di impianti e agli oltre 2000 esuberi annunciati.

mercoledì 3 giugno 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, DOMANI ASSEMBLEE TIME A FABRIANO

Dopo il lungo ponte del 2 giugno intramezzato dall'attesissima tornata elettorale delle regionali, si torna ad accendere i riflettori sulla vicenda Indesit/Whirlpool. Si terranno infatti domani le assemblee nel fabrianese, nei siti produttivi di Melano, Albacina e le sedi impiegatizie. Parteciperanno i coordinatori nazionali Indesit/Whirlpool di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, rispettivamente Michele Zanocco, Michela Spera e Gianluca Ficco. Ci si era lasciati con lo sciopero del 25 maggio scorso in quel di Fabriano a cui aveva partecipato il leader della Fiom, Landini e con l'incontro in sede sindacale di Firenze del 28 maggio, convocato dalla Whirlpool, che  ha provocato qualche malumore tra le  forze sindacali, dopo che la Fiom è stata l'unica a partecipare, mentre Fim, Uilm e Ugl, hanno rigettato l'invito, ritenendo che l'unico palcoscenico su cui dirimere la vicenda, cominciata lo scorso 16 aprile, sia il tavolo ministeriale. Ma lo sguardo è già rivolto all'incontro al Ministero dello sviluppo Economico a Roma, convocato dal reggente del dicastero, Federica Guidi per il 9 giugno alle ore 15,00, senza dimenticare che per il 12 giugno allorquando in occasione dello sciopero di tutti i lavoratori del gruppo, si terrà una manifestazione a Varese, sede della multinazionale americana in Italia.
Ecco comunque lo specchietto delle assemblee di domani:
Melano:                10,30-11,30 (Normale e primo turno)
                            14,00-15,00 (Secondo turno)
Albacina:               9,00-10.,00 (Normale e primo turno)
                            14,00-15,00 (Secondo turno)
                            22,00-23,00 (Turno notturno)
Sedi impiegatizie:  15,30-16,30 (presso la sede centrale)

lunedì 25 maggio 2015

FIM, UILM, UGL, IL TAVOLO DI TRATTATIVA E' QUELLO MINISTERIALE PROMOSSO DAL MINISTRO GUIDI - COMUNICATO STAMPA

Il gruppo Whirlpool ha convocato un incontro in sede sindacale rivolto alle Organizzazioni Sindacali e al Coordinamento Nazionale Whirlpool ed Indesit per il giorno 28 maggio prossimo a Firenze. FIM UILM UGL ed il Coordinamento Nazionale non parteciperanno all’incontro visto che è attivo un tavolo permanente presso il Ministero dello Sviluppo Economico sulla vicenda relativa al Piano industriale Whirlpool e alle drammatiche ricadute che contiene. Qualora intervengano novità positive che riguardino la modifica delle posizioni aziendali relative alla chiusura dei siti e ai agli esuberi presentati, ci aspettiamo che venga informato anche il Ministero e che questo si attivi per un’immediata convocazione come confermato dal Ministro Guidi. Incontri in sede sindacale che ribadiscono le posizioni aziendali relative alle chiusure dei siti e agli esuberi e che puntano ad aprire il confronto su ammortizzatori sociali e incentivi, rischiano di far detonare definitivamente il clima di esasperazione derivato da quanto annunciato nel Piano Whirlpool che chiediamo di modificare. 
Invitiamo Whirlpool ad evitare forzature che sembrano voler creare spaccature tra organizzazioni sindacali. 
Invitiamo i colleghi della FIOM a non intraprendere discussioni solitarie sui modi di gestione di un Piano Industriale inaccettabile, poiché ciò potrebbe far credere che una parte del sindacato abbia già accettato il piano, e apparirebbe in contraddizione con la decisione in precedenza assunta di indire uno sciopero nazionale unitario il giorno 12. 
Roma, 25 maggio 2015 
Uffici Stampa Fim Uilm UglM

venerdì 22 maggio 2015

WHIRLPOOL/INDESIT: SCIOPERO GENERALE DI TUTTO IL GRUPPO IL 12 GIUGNO CON MANIFESTAZIONE A VARESE

Si intensifica lo scontro tra Whirlpool e i sindacati. Infatti, è stato proclamato lo sciopero generale di 8 ore di tutti i lavoratori Whirlpool per il prossimo 12 giugno unitamente ad una manifestazione che si terrà a Varese, luogo simbolo in Italia della multinazionale americana del bianco. Lo hanno deciso i leader di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, contro il piano industriale della holding stelle e strisce, che prevede la chiusura dei siti di Albacina, Carinaro, None e una corposa sforbiciata agli impiegati amministrativi, con circa 2 mila esuberi complessivi.
La decisione è arrivata a poche ore dall'avvio dello sciopero generale dell'industria che si è svolto oggi a Caserta a sostegno della vertenza."È necessario mettere in campo la mobilitazione generale di tutto il Gruppo Whirlpool per impedire licenziamenti e chiusure di stabilimenti ed affermare un piano industriale e di investimenti che qualifichi progettazione e produzione di elettrodomestici nel nostro paese", spiegano i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella. Nei prossimi giorni sarà convocato, su questo, il coordinamento sindacale unitario.
Intanto lunedì prossimo Fiom, Fim e Uilm e le Rsu degli stabilimenti Indesit di Albacina e Melano e degli uffici di Fabriano hanno indetto uno sciopero per lunedì 25 maggio, dalle 11 alle 14. E’ previsto anche un presidio davanti alla storica sede centrale di Indesit a Fabriano.

mercoledì 20 maggio 2015

WHIRLPOOL/INDESIT: IL PIANO VA CAMBIATO!! - COMUNICATO FIM-CISL

WHIRLPOOL/INDESIT, PIOVE SUL BAGNATO, ALTRI 480 ESUBERI TRA GLI IMPIEGATI, 200 DEI QUALI A FABRIANO

Come era facilmente prevedibile, anche se si sperava in una soluzione più indolore, Whirlpool, oggi al Mise, nel presentare il piano di ristrutturazione degli uffici amministrativi, aggiunge ulteriori 480 esuberi a quelli finora annunciati. Gli esuberi complessivi nel perimetro  Italia salgono così a 2.060 su 6.700 dipendenti, anche se da questi andranno detratti i 280 nuovi assunti nel plant di Cassinetta. Di questi: 1.430 nelle fabbriche, 150 nella R&S e 480 nell'amministrazione appunto. 200 dei 480 esuberi, riguarderebbero gli impiegati di Fabriano, mentre altrettanti la sede di Comerio e 80 la sede di Milano. Inoltre Whirlpool sta valutando di accorpare i siti di Comerio (Varese) e di Milano in un'unica sede ancora da individuare in Lombardia, e anche per gli impiegati, Whirlpool dichiara la disponibilità a non licenziare fino al 2018, a patto di avere gli ammortizzatori sociali necessari. La richiesta di Whirlpool viene definita «irresponsabile» dal segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli che chiede al «Governo una risposta chiara e forte o lo scontro sarà inevitabile». Bentivogli spiega che «anche il Ministro Guidi ha giudicato il piano inqualificabile» sottolineando che «alla vigilia dello sciopero generale del settore industria di Caserta, ci aspettavamo un quadro diverso e la conferma di una missione produttiva per Carinaro e una prospettiva industriale per None.
La retromarcia innestata dall'azienda, rispetto ai già timidi spiragli della scorsa settimana, è irresponsabile e nella direzione opposta a quella che serve ad arrivare ad un accordo e merita una risposta forte di tutto il Governo, altrimenti la mobilitazione e lo scontro non potrà che aumentare».
Il governo a sua volta bolla come “inqualificabile” il piano, che “taglia di un terzo la forza lavoro del gruppo in Italia”. La riduzione “non può compensare gli aspetti positivi previsti pur presenti nel progetto, come gli investimenti da mezzo miliardo di euro e il trasferimento di alcune linee di produzione del gruppo attualmente all’estero”. Guidi ha espresso “delusione” e “preoccupazione” per il tempo perso nell’ultimo mese di discussioni con l’azienda. Il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova ha parlato di “una dinamica del confronto che punta all’esasperazione“, affermando che il governo non accetterà una tattica che punti a dividere i vari stabilimenti del gruppo in Italia. Per altro l’azienda sarebbe disponibile a congelare gli esuberi fino al 2018 solo a patto di poter contare fino ad allora sugli ammortizzatori sociali. Il ministro Guidi, che insieme a Bellanova ha presieduto l’incontro, ha ribadito la disponibilità a riconvocare le parti “anche immediatamente” ma soltanto dopo che l’azienda avrà presentato nuove proposte “credibili e tangibili” che diano certezze ai lavoratori del gruppo e che rispondano all’esigenza di preservare gli aspetti occupazionali del piano Whirlpool originario.

venerdì 15 maggio 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, PROSEGUE IL CONFRONTO. PROSSIMO APPUNTAMENTO IL 20 MAGGIO AL MISE

È continuato oggi pomeriggio il confronto tra la direzione di  Whirlpool e le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Ugl con un incontro a Roma in sede sindacale. 
Whirlpool ha annunciato che sta individuando per la fabbrica di Napoli una nuova piattaforma aggiuntiva di lavatrici, con un investimento  aggiuntivo stimato tra i 5 e 10 milioni di euro  e sta cercando soggetti per rilevare l'attività di logistica di None, che dà occupazione a 45 persone su 90. Per Caserta ad oggi c'è solo una generica disponibilità a cercare soluzioni occupazionali 'industriali o non industriali, con o senza il logo Whirlpool. Inoltre la multinazionale americana avrebbe rimarcato la disponibilità a ricorrere ad incentivi non solo per gli esodi volontari, ma anche per favorire i trasferimenti da uno stabilimento all'altro. 
Gli investimenti per potenziare l'area campana, come spiegano Fim Fiom e Uilm, si riferirebbero ad una piattaforma nuova e aggiuntiva sullo stabilimento di Napoli. Investimenti in ricerca&sviluppo e in prodotto e processo, con la produzione di una nuova lavatrice realizzabile entro 18 mesi con la creazione di occupazione entro il 2018 per circa 100 nuovi posti di lavoro, di cui 2/3 diretti e 1/3 nell'indotto. Per quanto riguarda la sede di None, invece, l'azienda starebbe lavorando alla possibilità di trovare nuove attività, privilegiando quelle legate alla logistica, sulle quali discutere entro la fine del mese di maggio. Dal punto di vista degli strumenti a sostegno del piano industriale, ammortizzatori e incentivi, l'azienda starebbe lavorando per individuare strumenti che possano accompagnare il piano e diminuire il numero degli esuberi previsti, a cominciare da 300-350 lavoratori che potrebbero maturare i requisiti per andare in pensione entro il tempo di durata del piano, o attraverso la mobilità interna al Gruppo. Tra gli strumenti anche quelli legati all'esodo incentivato rivolto però a tutti, operai e impiegati. E a proposito dei colletti bianchi Whirlpool si è impegnata a presentare il piano sugli impiegati già nel nuovo round al Mise previsto per il 20 maggio prossimo.
Incontro interlocutorio per la Fim che richiama invece l'attenzione dell'azienda sul nodo 'Carinaro'. «È stata una riunione tecnica sulle opportunità che l'azienda sta vagliando e se apprezziamo la disponibilità di Whirlpool a fare una ricognizione a 360 gradi sulle soluzioni, per noi il vero problema resta la chiusura del sito di Carinaro», spiega Michele Zanocco, segretario nazionale Fim. «Per noi è sempre più complicato tenere la situazione a Caserta visto che ancora non è chiaro verso dove si debba andare», aggiunge sottolineando come il sindacato privilegi «ovviamente soluzioni a marchio Whirlpool». Risposte che l'azienda dunque, «dovrà dare quanto prima e che saranno per noi dirimenti».  


WHIRLPOOL/INDESIT, OGGI NUOVO VERTICE A ROMA

Oggi pomeriggio, alle ore 15,00, nuovo faccia a faccia in ristretta, tra il management di Whirlpool e Fim, Fiom, Uilm e Ugl nell'ottica di risolvere o quanto meno fare significante passi in avanti  nella diatriba che oramai si trascina dallo scorso 16 aprile, data in cui, la multinazionale americana rese noto il piano industriale Italia, con il quale riorganizzava la propria presenza in Italia. Presso la sede romana dell'azienda, per la seconda volta questa settimana, dopo l'incontro al Mise dello scorso mercoledì 13 maggio, alla presenza della reggente del dicastero Federica Guidi e del sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova,  il "face to face", sarà in sede sindacale, con la speranza di fare un ulteriore passo in avanti nella vertenza, che vedrà la prossima riunione, sempre in ristretta, questa volta di nuovo al Mise mercoledì 20 maggio prossimo, con la presenza del Ministro. Intanto la rabbia e la tensione in Campania, in quel di Carinaro è tornata ad alzarsi, con blocchi stradali, operai incatenati ai cancelli e la proclamazione per il 22 maggio prossimo di uno sciopero generale unitario dell'industria nel Casertano. Ormai sembra chiara e netta la posizione dell'azienda, irremovibile sulla bontà delle proprie scelte che caratterizzano le linee guida del piano industriale, dichiarato l'unico sostenibile ed in grado di dare continuità ad essa. La chiave di questa vertenza, a questo punto, per cercare di trovare una soluzione sembra essere l'internalizzazione delle produzioni dall'estero negli stabilimenti interessati dalla chiusura, come detto quello di Carinaro e di None, i cui esuberi sono quelli dichiarati "strutturali" dalla Whirlpool. Questo il tema, se sostenibile industrialmente, anche visto il perdurare della lunga fase di congiuntura negativa del mercato del bianco, in grado di dare, forse  una svolta alla vertenza.