Visualizzazione post con etichetta MERLONI ELETTRODOMESTICI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MERLONI ELETTRODOMESTICI. Mostra tutti i post

sabato 2 luglio 2016

CHIUDE ALBACINA, L'ICONA DI UN'EPOCA INDIMENTICABILE

(Vittorio Merloni)
Il 30 giugno si è chiusa un'epoca. Infatti è cessata l'attività produttiva dello stabilimento di Albacina, anche se la produzione delle commesse avverrà anche nei primi giorni di luglio. Il 30 giugno, rappresentava la dead line, sancita dall'accordo sull'integrazione tra Whirlpool e Indesit e annunciata il 16 aprile 2015. Albacina, inaugurato da Aristide Merloni e Aldo Moro, simbolo storico dell'era Merloni come rimarcato dall'aver ospitato recentemente le spoglie di Vittorio Merloni nel suo ultimo commiato, il più storico dei siti produttivi a marchio Indesit, ma ancor prima sotto le insegne Merloni Elettrodomestici. Un colpo al cuore nella storia produttiva, dall'elevata valenza simbolica e chi conosce la storia della famiglia Merloni, sa bene cosa abbia significato Albacina, quando nel 1997 si ricordò il centenario della nascita di Aristide Merloni, la famiglia chiamò proprio in questo sito tutti gli uomini più potenti d'Italia dal loro simbolo, Gianni Agnelli, che non volle mancare all'appuntamento. Uno stabilimento secondo la storiografia, avviato da Francesco Merloni insieme all'ingegner Conti, nel 1960, per poi passarlo dopo una decina di anni al fratello Vittorio, i lavori edili, per la sua realizzazione, erano cominciati nel 1958. Poi successivi ampliamenti l’hanno portato ad assumere le dimensioni attuali. Il processo di razionalizzazione industriale, resosi necessario da una feroce e spietata economia globalizzata, la cui onda lunga e ineluttabile, sempre più spesso non ha riguardo per la storia industriale di un territorio, di una comunità, non contabilizza la storia, ma solo i numeri, la fredda, come sempre logica dei numeri, tanto da rendere la responsabilità sociale dell’imprenditore, tanto cara a Vittorio Merloni, una memoria del passato, quasi un lusso anacronistico.
Ma l’all-in a Melano, avverrà gradualmente per circa 300 lavoratori a cominciare dal prossimo 4 luglio, con un complesso piano di rotazione in cigs, che cercherà di garantire il massimo dell'equità a parità di mansione, con i lavoratori di Melano, in grado di permettere a essi di essere formati e riconvertiti, attraverso un piano di training ad hoc, entro la prima settimana di settembre. Invece una cinquantina di lavoratori, rimarrà di stanza ad Albacina, almeno fino alla fine del corrente anno, poiché connessi all’attività dello stampaggio, con le monopresse che saranno traslocate a Melano entro il secondo quarto del 2017. Inoltre una volta terminate le produzioni ad Albacina, entro le prime settimane di luglio, una parte del personale, sarà adoperato per lo smontaggio delle attrezzature e la messa in sicurezza degli impianti. Si sta mettendo a punto anche il sistema dei trasporti, per agevolare lo spostamento verso il luogo di lavoro, degli operai provenienti dalle zone più disagiate in termini di distanza chilometrica. Sarà attivato un sistema di bus navetta gratuito da Albacina a Melano, che partirà sin dal 4 luglio, in maniera graduale seguendo l'iter dello spostamento delle squadre dei lavoratori, fino ad arrivare a sei corse giornaliere fino alla chiusura estiva dello stabilimento.

Infine si è chiusa sempre oggi 30 giugno, la prima finestra degli incentivi, previsti dalla griglia di outplacement contenuta all’interno dell’accordo del 2 luglio 2015. Quella che permetteva a coloro che utilizzando gli strumenti volontaristici concordati, di poter interrompere il rapporto di lavoro con l’azienda, intascando una buonuscita di 50 mila euro lordi. Dal 1° luglio 2016 e fino al 30 giugno 2017, lo scivolo infatti scenderà a 40 mila euro lordi. Inoltre ci sono stati altri lavoratori, che si sono anche traguardati, nell’arco temporale di utilizzo degli ammortizzatori sociali alla maturazione dell’assegno pensionistico.

lunedì 1 dicembre 2014

DELISTING DA PIAZZA AFFARI PER IL TITOLO INDESIT COMPANY

Come detto dopo 27 anni di presenza, Indesit Company sparirà dal  listino di Piazza Affari di Milano. Venerdì è stato l'ultimo giorno effettivo, oggi 1 e domani  2 dicembre il titolo sarà sospeso ed infine il 3 dicembre ci sarà il definitivo delisting, dopo che il colosso americano Whirlpool, ha piantato la bandierina su quello che era l'ultimo dei produttori italiani del "white goods", dell'elettrodomestico bianco.
L'esordio in borsa della Indesit, pardon, di quella che allora era Merloni Elettrodomestici, risale al lontano maggio del 1987, per la precisione al 7 maggio, con la collocazione sul mercato di 200 milioni di azioni ordinarie del valore nominale di 1000 lire e di 20 milioni di obbligazioni del valore nominale di 1500 lire. 
Questa scelta, era stata determinata dalla necessità da parte del gruppo di Vittorio Merloni, di essere presente sul mercato dei capitali per avere accesso ad un canale di finanziamento diverso dall'indebitamento e dalle risorse proprie della famiglia Merloni, fino ad allora unica azionista della società. Tale operazione si rendeva quanto mai necessaria, anche nell'ottica della futura; sarebbe avvenuta nel novembre dello stesso anno, acquisizione della Indesit, in amministrazione straordinaria per la crisi in cui era precipitata, per 150 miliardi di lire di allora e che avrebbe portato la Merloni ad una posizione di assoluto rilievo nel mercato europeo, con una quota intorno al 10%, all'epoca ritenuta "massa critica" per sopravvivere.

(Andamento azioni Indesit dal 2000 ad oggi)
Il processo di espansione del gruppo fabrianese, si basava quindi sulla quotazione in borsa della capogruppo Merloni Elettrodomestici, che avrebbe permesso di finanziare le acquisizioni future dell'epoca, come ad esempio la Philco o l'opa residuale sulla controllata portoghese Ariston Electrodomesticos, o la successiva acquisizione della francese Scholtes, senza dover ricorrere ad un indebitamento finanziario, che la ridotta operatività non avrebbe consentito di coprire agevolmente.
Come si evince da grafico, dal 2000 ai tempi nostri, il titolo della Indesit Company, prima di arrivare agli 11 €, fissati dall'opa, ha subito diversi saliscendi, toccando il massimo storico di 18,24 € il 16 luglio 2007, ed al contrario il minimo il 16 marzo 2009, con un valore di 1,72 €. Ad ogni modo da gennaio 2000 ad oggi, il titolo, ha subito un apprezzamento del 163,07%.

giovedì 30 maggio 2013

LA STORIA SIAMO NOI: ARISTIDE MERLONI

Giovedì 30 maggio, ossia questa sera, alle ore 23 su Raitre andrà in onda la “La storia siamo noi”, la puntata speciale è su Aristide Merloni. 
Il programma televisivo di attualità e approfondimento storico è diretto e condotto da Giovanni Minoli ed illustrerà la storia industriale della Famiglia Merloni dall’alba dei primi anni ’60 fino ai giorni nostri.

" IN OGNI INIZIATIVA INDUSTRIALE NON C'E' VALORE DEL SUCCESSO ECONOMICO SE NON C'E' ANCHE L'IMPEGNO NEL PROGRESSO SOCIALE" ( ARISTIDE MERLONI, 1967)

venerdì 12 aprile 2013

RICHIESTA DI INCONTRO COORDINAMENTO NAZIONALE- INDESIT COMPANY

LE SEGRETERIE NAZIONALI DI FIM-CISL, FIOM-CGIL E UILM-UIL, NELLE PERSONE  DI ANNA TROVO', ALESSANDRO PAGANO E GIANLUCA FICCO,  HANNO RICHIESTO NEI GIORNI SCORSI  ALLA INDESIT COMPANY, UN INCONTRO CON IL COORDINAMENTO NAZIONALE DI GRUPPO AL FINE DI VERIFICARE I RISULTATI CONSEGUITI ATTRAVERSO IL PIANO ITALIA E VALUTARE LE PROSPETTIVE DEL GRUPPO STESSO NEL NOSTRO PAESE.