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lunedì 7 ottobre 2024

ASSEGNO UNICO UNIVERSALE: TABELLE PER IL 2024


L'Inps ha pubblicato il messaggio numero 572 del 08-02-2024 contenente le tabelle dell'assegno unico e universale contenente gli importi anno 2024, in modo che ogni famiglia possa determinare l'ammontare del proprio assegno unico.

L'Inps sul proprio portale ha anche pubblicato un simulatore dell'assegno unico, che va a calcolare gli importi secondo le tabelle che  pubblichiamo  e potrete visualizzare nel limk sottostante.


QUI CONSULTA LE TABELLE INPS

sabato 26 agosto 2023

57 MODI PER ANDARE IN PENSIONE



Lo sapete che ci sono ben 57 modi per andare in pensione nel 2023? Cliccando sul link sottostante troverete una utile guida dell'Inas Cisl che illustra in maniera approfondita la materia. Buona lettura

57 MODI PER ANDARE IN PENSIONE 

domenica 18 dicembre 2022

Assegno unico e universale 2023: stop alle domande di rinnovo, INPS liquiderà d'ufficio la prestazione a chi ha già beneficiato dell’assegno nel 2022

Dal 1° marzo 2023 coloro che nel corso del periodo gennaio 2022 - febbraio 2023 abbiano presentato una domanda di Assegno unico e universale (AUU) per i figli a carico , accolta e in corso di validità, beneficeranno dell'erogazione d'ufficio della prestazione da parte dell’INPS, senza dover presentare una nuova domanda. Resta obbligatorio, invece, il rinnovo dell’ ISEE per poter usufruire dell’importo completo.

Il rinnovo automatico dell’Assegno unico è una misura di semplificazione per gli utenti, realizzata anche grazie ai fondi garantiti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dell’Italia (PNRR), che punta a valorizzare le banche dati dell'Istituto offrendo un servizio innovativo. I dati della domanda, infatti, saranno automaticamente prelevati dagli archivi dell’Istituto, che procederà a liquidare il beneficio in continuità.

I richiedenti dovranno tuttavia comunicare eventuali variazioni delle informazioni precedentemente inserite nella domanda di Assegno unico trasmessa all’INPS prima del 28 febbraio 2023 (ad esempio: nascita di figli, variazione/inserimento della condizione di disabilità, separazione, variazioni IBAN , maggiore età dei figli), integrando tempestivamente la domanda già trasmessa.

Per la quantificazione dell’Assegno unico permane, per tutti i beneficiari, l’obbligo di presentare la nuova DSU per il 2023, per rinnovare l’ ISEE . In assenza di una nuova DSU , correttamente attestata, l’importo dell’Assegno unico sarà calcolato a partire da marzo 2023 con riferimento agli importi minimi previsti.

Potranno invece presentare la domanda coloro che non hanno mai fruito dell’Assegno unico e quanti avevano prima del 28 febbraio 2023 trasmesso una domanda che non è stata accolta o che non è più attiva.

Per quanto riguarda la decorrenza della prestazione si ricorda che – per le domande presentate entro il 30 giugno 2023 – l’Assegno unico è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno.

Si rimanda alla circolare INPS 15 dicembre 2022, n. 132 per ulteriori approfondimenti.


CONSULTA QUI LA CIRCOLARE


FONTE:INPS.IT




sabato 5 febbraio 2022

Quota 102, opzione donna e ape sociale: le novità sulle pensioni

Quota 102, ape sociale, opzione donna: sono queste le formule pensionistiche per cui la legge di bilancio ha previsto le maggiori novità. Vediamole nel dettaglio.

Quota 102

Per accedere alla pensione con quota 102, il lavoratore dovrà aver compiuto almeno 64 anni di età e maturato almeno 38 anni di contributi entro il 31 dicembre del 2022.

È questa la novità principale, mentre restano validi gli altri requisiti già previsti per quota 100, tra cui l’essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria Inps (Fondo pensione lavoratori dipendenti e gestioni speciali dei lavoratori autonomi) oppure a forme esclusive (ex Inpdap, ex Ipost, ex Ferrovie) o sostitutive (ex Enpals, ex fondi speciali Inps) della stessa, o alla gestione separata.

Ape sociale

L’ape sociale è prorogata per il 2022, ma per accedere a questa forma di accompagnamento alla pensione di vecchiaia ora non è più necessario aver terminato la Naspi da almeno 3 mesi: è sufficiente essere disoccupati e aver usufruito dell’indennità di disoccupazione.

Aumentano anche i tipi di attività gravose che danno diritto a ottenere l’ape: si sono aggiunte altre 8 categorie, ampliando così la platea di lavoratori che ora potranno lasciare un po’ prima il lavoro e, per gli addetti ad alcuni tipi di attività gravose, come edili, ceramisti, conduttori di impianti per la produzione di ceramica e terracotta, sarà possibile accedere all’ape sociale con soli 32 anni di contributi, invece che con 36 anni.

Anche quest’anno, inoltre, potranno chiedere l’ape sociale i caregiver che assistono un parente stretto, convivente, con handicap grave e i lavoratori con invalidità uguale o superiore al 74%.

Opzione donna

Confermata anche opzione donna: le lavoratrici che hanno maturato entro il 31 dicembre 2021 almeno 35 anni di contributi utili (cioè a esclusione di quelli ottenuti per disoccupazione o malattia) e 58 o 59 anni di età, a seconda che siano dipendenti o autonome, potranno scegliere di andare in pensione in anticipo, con il sistema di calcolo contributivo dell’importo.

Per scegliere la strada più giusta per ottenere la pensione, grazie a una valutazione professionale e attenta, rivolgiti alla sede Inas Cisl più vicina.


(FONTE: INASCISL.IT)

domenica 2 gennaio 2022

ASSEGNO UNICO E UNIVERSALE: LE ISTRUZIONI

Dal 1° gennaio 2022 è possibile presentare la domanda per l’Assegno unico e universale tramite il servizio online. La prestazione sarà pagata a partire da marzo e andrà a sostituire le altre prestazioni e detrazioni.

L’Assegno unico e universale è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio minorenne a carico e fino alla maggiore età e, al ricorrere di determinate condizioni, fino al compimento dei 21 anni di età. L’Assegno unico è riconosciuto anche per ogni figlio a carico con disabilità senza limiti di età.

È “unico” perché mira a semplificare e potenziare gli interventi in favore della genitorialità e della natalità, è “universale” perché è garantito a tutte le famiglie con figli a carico residenti e domiciliate in Italia.

Le prestazioni assorbite

L’Assegno unico assorbe le seguenti prestazioni:

  • il premio alla nascita o all’adozione (Bonus mamma domani);
  • l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
  • l’assegno di natalità (cd. Bonus bebè),
  • le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

La prestazione non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido.

I tempi per presentare le domande

Chi presenta la domanda entro il 30 giugno 2022 avrà comunque gli arretrati da marzo. Per le domande presentate dal 1° gennaio al 28 febbraio 2022 il pagamento è previsto a marzo, per le domande presentate successivamente il pagamento sarà effettuato il mese successivo alla presentazione delle stesse. Per i nuovi nati l’assegno unico decorre dal settimo mese di gravidanza.

L’importo varia in base all’ ISEE

L’importo dell’assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF , è determinato secondo il valore ISEE che, quindi serve per fare la domanda anche se non è obbligatorio. Chi non presenta l’ ISEE avrà l’importo minimo e potrà comunque presentarlo in un secondo momento. La domanda si presenta nelle stesse modalità dell’assegno temporaneo.

Assegno unico compatibile con il Reddito di Cittadinanza

L’assegno è compatibile con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali, ed è compatibile con il Reddito di Cittadinanza nei termini e secondo i vincoli indicati. Ai nuclei familiari percettori del Reddito di Cittadinanza l’assegno sarà corrisposto dall’INPS, senza necessità di presentare domanda.

Il simulatore dell’Assegno unico e universale

È online il simulatore dell’Assegno unico e universale. Il servizio permette agli interessati di simulare l’importo mensile della nuova prestazione di sostegno per i figli a carico.

Il servizio è accessibile liberamente, senza credenziali di accesso, ed è consultabile da qualunque dispositivo mobile o fisso.

Per avere maggiori informazioni è possibile consultare le FAQ sull’Assegno Unico.


(FONTE: INPS.IT)

giovedì 25 novembre 2021

ASSEGNO UNICO 2022: COME FUNZIONA

Dal 1° gennaio 2022 le famiglie potranno chiedere l’assegno unico, per ottenere un supporto economico mensile a partire dal 1° marzo.

Indicazioni su chi ne ha diritto, su come fare la domanda e quali saranno gli importi sono state fornite nello schema di decreto approvato dal Consiglio dei ministri.

Assegno unico 2022: che cos’è

L’assegno è un beneficio economico riconosciuto ai nuclei familiari in cui sono presenti figli a carico entro determinati limiti di età, sulla base della situazione economica del nucleo fotografata dall’Isee in corso di validità.

Chi ha diritto all’assegno unico

Chi richiede l’assegno unico – il genitore o chi esercita la responsabilità genitoriale – al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, deve essere:

  • cittadino italiano o di uno Stato Ue, o un suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno per lungo periodo o titolare di permesso di lavoro per svolgere attività di lavoro per un periodo superiore a 6 mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a 6 mesi;
  • soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • residente e domiciliato in Italia;
  • residente in Italia da almeno 2 anni oppure titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di durata almeno pari a 6 mesi.

Assegno unico: gli importi

L’assegno è riconosciuto mensilmente, per il periodo compreso tra marzo di ciascun anno e febbraio dell’anno successivo per ogni figlio:

  • minorenne a carico, già a partire dal 7° mese di gravidanza;
  • maggiorenne a carico, fino al compimento del 21° anno di età, nel caso frequenti un corso di formazione, anche universitario o sia disoccupato o svolga un periodo di tirocinio o svolga il servizio civile universale;
  • con disabilità a carico, senza limiti di età.

L’importo dell’assegno unico:

  • per i figli minorenni è di 175 € mensili che spetta, in misura piena, con un Isee del nucleo familiare fino a 15.000 €. All’aumentare dell’Isee si riduce progressivamente fino a 50 € mensili;
  • per i figli maggiorenni fino al compimento dei 21 anni di età, l’importo è di 85 euro mensili, con un Isee del nucleo familiare fino a 15.000 €, e si riduce gradualmente con un Isee superiore, fino a 25 € al mese.

Assegno unico: le maggiorazioni

Sono previste maggiorazioni per:

  • ciascun figlio successivo al secondo;
  • figli non autosufficienti, con disabilità grave e media (anche se di età superiore ai 21 anni);
  • mamme con meno di 21 anni di età;
  • genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
  • nuclei familiari con Isee non superiore a 25.000 € (fino al 2024).

Assegno unico: come fare domanda

Per ottenere l’assegno unico potrai affidarti alla sede Inas Cisl più vicina, a partire dal 1° gennaio 2022.

La richiesta sarà valida per il periodo compreso tra il mese di marzo 2022 e febbraio 2023. L’assegno sarà riconosciuto dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Chi ha il reddito di cittadinanza non dovrà fare domanda, perché l’assegno unico a cui si ha diritto in questo caso viene pagato automaticamente dall’Inps.

È necessario essere in possesso dell’Isee 2022, che si può richiedere gratuitamente al Caf Cisl, prenotando l’appuntamento sul sito www.cafcisl.it o al numero verde gratuito 800800730.


(FONTE: INAS.IT)

martedì 2 giugno 2020

ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE, L'INPS RENDE NOTE LE NUOVE TABELLE 2020-2021

L’Inps ha come di consueto pubblicato la circolare annuale, contenente le tabelle ANF 2020-2021, con i nuovi livelli reddituali, per individuare gli importi degli assegni per il nucleo familiare che spettano nel periodo 1° luglio 2020 – 30 giugno 2021. La domanda ANF va presentata all’Inps in via telematica online o tramite Patronati e non più tramite presentazione del modulo ANF cartaceo al datore di lavoro. 
La legge 153/88, ha stabilito che i livelli di reddito familiare per il pagamento dell'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) siano rivalutati ogni anno, con effetto dal 1° luglio, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato dall'ISTAT intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente. .
Con la circolare INPS 21 maggio 2020, n. 60 l’Istituto comunica i nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2020 - 30 giugno 2021.
Le tabelle con i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione da applicare alle diverse tipologie di nuclei familiari, sono allegati alla circolare.
La variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolata dall’ISTAT tra l'anno 2018 e l'anno 2019 è risultata pari a + 0,5 per cento.
In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni per il nucleo familiare, in vigore per il periodo 1° luglio 2020 – 30 giugno 2021 con il predetto indice.
Inoltre va ricordato che non esiste più la richiesta cartacea, ma bisognerà fare la richiesta online sul sito dell'Inps se si è dotati del Pin oppure tramite un patronato sindacale.


venerdì 27 marzo 2020

EMERGENZA CORONAVIRUS: COME RICHIEDERE I 600 EURO E A CHI SPETTANO

Coronavirus: come richiedere i 600 €

Per l’indennità di 600 € che spetta ad alcune categorie di lavoratori, per marzo, bisogna aspettare la fine del mese: queste le tempistiche indicate dall’Inps, che sta adeguando le procedure informatiche per consentire l’invio delle richieste, che dovrà essere effettuato online.
Per tutte le categorie di lavoratori, le indennità non sono cumulabili tra loro e non spettano se si ha il reddito di cittadinanza.
600 €, una misura nata per contrastare le difficoltà economiche causate dall’emergenza Coronavirus, non sono soggetti a imposizione fiscale.

Coronavirus: a chi spettano i 600 €

L’Inps ha fornito alcune indicazioni più specifiche su chi avrà diritto ai 600 €. Ecco le categorie interessate.

600 € per liberi professionisti e co.co.co

  • liberi professionisti con partita Iva attiva al 23 febbraio 2020, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici con attività di lavoro autonomo, iscritti alla gestione separata dell’Inps;
  • collaboratori coordinati e continuativi con rapporto attivo al 23 febbraio 2020 e iscritti alla gestione separata dell’Inps.
Per richiedere i 600 €, questi lavoratori non devono essere titolari di pensione diretta, né essere iscritti contestualmente ad altra gestione previdenziale obbligatoria.
Non è ancora chiara la posizione per i lavoratori autonomi occasionali, obbligati a iscriversi alla gestione separata solo se dalla loro attività deriva un reddito superiore ai 5.000 €.

600 € per lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali Ago

  • artigiani;
  • commercianti;
  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri.
Per richiedere i 600 €, questi lavoratori non devono essere titolari di pensione diretta, né essere iscritti contestualmente ad altra gestione previdenziale obbligatoria, a eccezione della gestione separata dell’Inps.

600 € per lavoratori stagionali del turismo e delle terme

  • lavoratori dipendenti stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020.
Per richiedere i 600 €, questi lavoratori non devono essere titolari di pensione diretta, né di un rapporto di lavoro subordinato al 17 marzo 2020.

600 € per lavoratori agricoli

  • operai agricoli a tempo determinato e categorie di lavoratori agricoli iscritti negli elenchi annuali, con almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo nel 2019.
Per richiedere i 600 €, questi lavoratori non devono essere titolari di pensione diretta.

600 € per lavoratori dello spettacolo

  • lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo (ex Enpals), con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 nello stesso fondo e da cui deriva un reddito non superiore a 50.000 €.
Per richiedere i 600 €, questi lavoratori non devono essere titolari di pensione diretta, né di un rapporto di lavoro subordinato al 17 marzo 2020.
Per sapere come inviare la domanda per ottenere i 600 €, in base alle indicazioni che l’Inps fornirà nei prossimi giorni, continua a seguirci!
(FONTE: INAS.IT)

giovedì 22 agosto 2019

TUTELE PER LA FAMIGLIA, GUIDA INAS CISL AI DIRITTI


Quando nasce un bambino o quando viene adottato, i genitori hanno diritto a congedi e bonus. Anche quando il figlio crescerà o frequenterà l’università sono previste misure di sostegno alle sue esigenze, come gli assegni al nucleo familiare (anf) o il riscatto della laurea. In momenti difficili della vita, poi, come quello in cui un componente della famiglia perde il lavoro o si ammala, è possibile ottenere agevolazioni o aiuto economico.

Conoscere bene i propri diritti e sapere a chi rivolgersi per ottenerli è fondamentale: per questo, gli esperti del patronato Inas Cisl hanno creato la mini-guida “Tutele per la famiglia”, uno strumento agile per conoscere le misure a cui si può ricorrere nei diversi momenti della vita.


venerdì 24 maggio 2019

ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE, L'INPS RENDE NOTE LE NUOVE TABELLE 2019-2020

L’Inps ha come di consueto pubblicato la circolare annuale contenente le tabelle ANF 2019-2020, con i nuovi livelli reddituali, per individuare gli importi degli assegni per il nucleo familiare che spettano nel periodo 1° luglio 2019 – 30 giugno 2020. La domanda ANF va presentata all’Inps in via telematica online o tramite Patronati e non più tramite presentazione del modulo ANF cartaceo al datore di lavoro. 
La legge 153/88, ha stabilito che i livelli di reddito familiare per il pagamento dell'Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) siano rivalutati ogni anno, con effetto dal 1° luglio, in misura pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato dall'ISTAT intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente. .
Con la circolare INPS 17 maggio 2019, n. 66 l’Istituto comunica i nuovi livelli reddituali per il periodo 1° luglio 2019 - 30 giugno 2020.
Le tabelle con i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione da applicare alle diverse tipologie di nuclei familiari, sono allegati alla circolare.
La variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo calcolata dall’ISTAT tra l'anno 2017 e l'anno 2018 è risultata pari a +1,1 per cento.
In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito delle tabelle contenenti gli importi mensili degli assegni per il nucleo familiare, in vigore per il periodo 1° luglio 2019 – 30 giugno 2020 con il predetto indice.
Inoltre va ricordato che non esiste più la richiesta cartacea, ma bisognerà fare la richiesta online sul sito dell'Inps se si è dotati del Pin oppure tramite un patronato sindacale.


CONSULTA E SCARICA LA CIRCOLARE INPS E LE TABELLE ANF


mercoledì 24 aprile 2019

LEGGE 104: I PERMESSI SE IL DISABILE E' RICOVERATO

In generale, chi ha un familiare disabile grave ricoverato a tempo pieno, non ha diritto ai permessi e al congedo straordinario per assisterlo, previsti dalla legge 104 e da altre norme.
In alcuni casi specifici, però, è possibile usarli comunque: in situazioni eccezionali si possono utilizzare permessi mensili, congedo straordinario, prolungamento del congedo parentale, riposi orari e permessi giornalieri.
Legge 104: quando chiedere i permessi se il disabile è ricoverato
È possibile richiedere i permessi legge 104 e gli altri benefici nei seguenti casi:

quando il ricovero viene interrotto per consentire al disabile grave di effettuare visite e terapie certificate al di fuori della struttura che lo ospita;
se il disabile grave è in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;
se i sanitari della struttura che ospita il disabile grave  certificano che è necessaria l’assistenza di un genitore o di un familiare.
Permessi legge 104: cosa serve quando il disabile è ricoverato
Nel caso si presenti una delle eccezioni elencate sopra, è necessario farsi rilasciare dalla struttura che ospita il familiare disabile grave un documento, che varia in base alle caratteristiche della casa di cura:

se è prevista l’assistenza continuativa, per utilizzare i vari permessi e congedi il lavoratore deve richiedere alla struttura un documento da cui risulta la necessità di assistenza del disabile da parte del familiare, che viene così autorizzato a usare permessi e congedi;
se non è prevista l’assistenza sanitaria continuativa, si può chiedere alla struttura una dichiarazione in cui si attesta l’assenza di tale servizio, da allegare poi alla domanda.
Per ulteriori informazioni e per ricevere assistenza per l’invio della domanda, rivolgiti alla sede Inas Cisl più vicina.

(FONTE: INAS.IT)

lunedì 5 febbraio 2018

INVALIDITA' CIVILE LEGGE 104/92 - INFOGRAFICA INAS CISL MARCHE



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