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domenica 23 novembre 2025

Beko: ritardo negli investimenti. Preoccupazione sul rilancio industriale. A gennaio prossimo incontro al Mimit.


Lunedì 17 novembre a Roma,  presso la sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in un incontro terminato in serata, la Direzione di Beko ha illustrato la situazione generale di mercato, che è caratterizzata da una piccola ripresa dei volumi ma anche da una contrazione dei prezzi dovuta anche alla concorrenza asiatica, nonché quella aziendale che nel complesso sta subendo una contrazione dei ricavi e delle quote di mercato. Resta il fatto, per noi preoccupante di un andamento del gruppo negativo più di altri a livello europeo.

Beko ha dichiarato di aver speso 49 milioni di euro di investimenti in Italia nel 2025 (che riteniamo segni di un pericoloso ritardo) e che intende confermare l’impegno complessivo assunto nell’accordo sindacale col piano industriale. Quanto alle uscite incentivate, su 1.284 esuberi, compresi i 46 dirigenti, si sono avute 578 uscite; ben 264 persone purtroppo sono in contratto di solidarietà al 90%, addetti alle funzioni di ricerca e sviluppo soppresse, nonché ad altre funzioni quali qualità, supply chain e staff. A Siena inoltre al momento sono usciti 64 lavoratori. Infine Beko ha sostenuto che la ricerca di un investitore per Siena è in corso; ci sono richieste di approfondimento da parte di 9 interessati.

Fim, Fiom, Uilm e Ugl, denunciano il ritardo negli investimenti e il calo di volumi in tutte le fabbriche italiane, nonché la necessità di migliorare la rotazione e i processi di ricollocazione di chi è pesantemente in cassa. Al contempo abbiamo espresso necessità di accelerare il processo di reindustrializzazione di Siena.Le risposte di Beko sono state in alcuni casi e in linea di principio positive, in particolare sulla volontà di lanciare nuovi prodotti e sulla necessità di avviare maggiore rotazione per il personale in cassa integrazione. Sulle strategie commerciali la Direzione di Beko ha ammesso le ricadute negative della integrazione delle reti di vendita ed ha annunciato una campagna di marketing nel 2026 per i marchi Whirlpool e Hotpoint.In ogni caso si tratta di dichiarazioni tutte da verificare nel corso del 2026, che a detta di Beko sarà un anno decisivo. Resta il nostro timore che il calo dei volumi sia dovuto non solo a minori vendite, ma anche ad un disimpegno strategico. Solo un rilancio effettivo degli investimenti ed un rafforzamento della strategia commerciale può fugare questo timore. Analogamente a Siena occorre che si attirino investitori forti dei settori in maggiore sviluppo, poiché sarebbe sbagliato attenderne passivamente l’arrivo.Sarà decisiva la verifica a gennaio per verificare la fondatezza degli impegni assunti da Beko per il 2026.

Uffici stampa di Fim, Fiom, Uilm, Uglm nazionali

 

lunedì 30 settembre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, CHIUSA LA PRIMA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE


Si è chiusa la prima delle due settimane dello stato di agitazione degli stabilimenti italiani del gruppo Whirlpool, alle prese con la spinosa vertenza della chiusura del sito di Napoli. Si era iniziato con le assemblee illustrative e il blocco immediato degli straordinari e della flessibilità, poi con lo sciopero, con presidi davanti ai siti, molto partecipato dai lavoratori di tutte le fabbriche della penisola, di otto ore il 25 settembre, altre quattro ore con mobilitazioni a livello territoriale. La mobilitazione culminerà con lo sciopero di venerdì 4 ottobre con manifestazione nazionale del gruppo a Roma. Questo il programma presentato dal coordinamento nazionale sindacale, nell'ottica di far recedere la Whirlpool dall'idea di disimpegnarsi da Napoli, prima fabbrica di lavatrici d'Italia realizzata nel 1949 dal “cumenda” Giovanni Borghi, patron di Ignis, mediante la cessione del ramo di azienda alla svizzera Prs, procedura per altro già avviata in maniera unilaterale. Altra preoccupazione da parte sindacale, le ormai sempre più forti ed insistenti voci di una cessione delle attività ai cinesi di Midea, voci che circolano per altro da settima e mesi. E la governance italiana della multinazionale non ha cambiato idea neanche dopo il recente confronto con il neo ministro dello sviluppo economico Patuanelli, subentrato dopo la crisi di governo a Di Maio, che ha gestito i mesi seguiti all'apertura della vertenza avvenuta lo scorso e sciagurato 31 maggio. Dunque un inizio di autunno caldissimo per un'azienda che ha deciso di rendere carta straccia, in ottica sindacale, l'accordo sul piano industriale firmato sempre al Mise lo scorso 25 ottobre 2018. La vicenda Napoli, preoccupa le organizzazioni sindacali, perchè potrebbe far presagire ad un futuro disimpegno da parte di Whirlpool sul territorio nazionale. Di sicuro l'odierno management di Whirlpool, è un altro rispetto a quello guidato da Castiglioni, che firmò quell'accordo e poi dimessosi dopo qualche settimana, ma il fattore condizionante è che non si sia riusciti a trasformare in effetto virtuoso, l'acquisizione di Indesit. Anzi tutt'altro, in zona Emea, la regione più complessa per il bianco, Whirlpool non è riuscita ad intercettare, al pari dei suoi competitor la crescita strutturale del mercato, fatto dovuto secondo l'azienda nei tanti tavoli romani di verifica, alla complessità dell'integrazione superiore alle aspettative preventivate. Dopo gli sterili tentativi da parte del ministero dello sviluppo economico, il passato e l'attuale, ora il dossier Whirlpool Napoli, potrebbe approdare nelle mani del primo ministro italiano Giuseppe Conte, così come del resto auspicato anche dal coordinamento sindacale nazionale Whirlpool, in modo da provare a riaprire il confronto.


venerdì 20 settembre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL: COMUNICATO SINDACALE UNITARIO

Fim, Fiom e Uilm proclamano due settimane di agitazione in Whirlpool e
la manifestazione nazionale il 4 ottobre a Roma.

Il Coordinamento nazionale Whirlpool di Fim, Fiom e Uilm esprime un giudizio durissimo sull’atto aziendale unilaterale di avvio della procedura di cessione dello stabilimento di Napoli a Prs, in aperta violazione dell’accordo dell’ottobre 2018. Tutti gli elementi a nostra disposizione ci portano a ritenere difatti che tale cessione sia un tentativo malcelato di
chiusura e che più in generale Whirlpool si stia disimpegnando dall’Italia. I volumi continuano a calare in tutti gli stabilimenti e negli uffici proseguono le delocalizzazioni delle funzioni di staff, determinando ulteriori esuberi.

Per questi motivi il Coordinamento proclama lo stato di agitazione in tutto il Gruppo, con sciopero degli straordinari e della flessibilità, con 8 ore di sciopero il giorno 25 settembre in tutti gli stabilimenti e ulteriori 8 ore il giorno 4 ottobre con manifestazione nazionale a Roma. Nel frattempo proseguiranno le mobilitazioni territoriali, con un pacchetto di ulteriori 4 ore da svolgere entro il 3 ottobre, finalizzate anche al fattivo coinvolgimento delle Istituzioni locali.
Fim, Fiom e Uilm rivendicano verso Whirlpool il rispetto degli accordi per tutti gli stabilimenti italiani e chiedono al Governo, nelle persone del Ministro competente e del Presidente del Consiglio di convocare le parti e di dare seguito alle dichiarazioni di principio di solidarietà verso i lavoratori, adottando provvedimenti capaci di dare un’effettiva svolta alla vertenza.

Infine il Coordinamento Whirlpool accoglie con grande soddisfazione la volontà di adesione alla manifestazione espressa dai rappresentanti sindacali di Embraco, anch’essi vittima di analoga decisione di chiusura.

Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil nazionali

Roma, 19 settembre 2019

venerdì 26 ottobre 2018

WHIRLPOOL, RAGGIUNTO ACCORDO PER IL TRIENNIO 2019-2021, ORA LAVORARE PER RAGGIUNGERE LA PIENA OCCUPAZIONE

Comunicato Stampa
 Dichiarazione del Segretaria nazionale Fim Cisl Fim Cisl Alessandra Damiani
 
(Alessandra Damiani)
E’ stata raggiunta nella serata di ieri 25 ottobre l’ipotesi di accordo, alla presenza del Ministro Di Maio, tra le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e il Gruppo Whirlpool Italia, per la gestione del piano industriale del Gruppo per il triennio 2019/2021.
L’intesa ha nei suoi obiettivi l’implementazione di una strategia commerciale finalizzata a recuperare quote di mercato, attraverso una serie di investimenti e innovazioni di prodotto e di processo con l’obiettivo di stabilizzare i volumi. Ciò permetterà il completamento, in continuità, del piano Italia del triennio passato per gli stabilimenti italiani del Gruppo.
La gestione del piano odierno sarà accompagnata dall’utilizzo di ammortizzatori sociali, che sono stati confermati dal governo, che nel corso del biennio 2019/2020 saranno in grado di governare le eccedenze ancora presenti nei diversi siti. L’obiettivo prefissato nella implementazione del piano resta il loro totale assorbimento.
Il piano conferma l’impegno già previsto per il sito di Carinaro ( Caserta) di sviluppare progetti di re-industrializzazione, e la specializzazione per il sito di Napoli del lavaggio, mentre e per Comunanza( Ascoli Piceno) delle lavasciuga e lavasciuga-lavatrici ad incasso, prevedendo il reshoring di alcune produzioni oggi sviluppate in Polonia, recependo le richieste delle organizzazioni sindacali fatte in sede di incontro del 3 ottobre. Confermato per gli altri siti le attuali missioni produttive.
Come Fim riteniamo positiva l’intesa raggiunta, che ha l’obiettivo di raggiungere la piena occupazione, proprio per questo bisogna ora, concentrare ogni sforzo per il sito di Siena che per tipologie di prodotto è quello che risente in maggior misura delle difficoltà di mercato, rendendo veramente raggiungibili gli obiettivi di incremento dei volumi attraverso politiche commerciali nuove ed efficaci.
Ufficio Stampa nazionale Fim Cisl

mercoledì 24 ottobre 2018

DOMANI A ROMA, AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO NUOVO INCONTRO WHIRLPOOL


Si terrà domani giovedì 25 ottobre alle ore 10,00 a Roma, presso la sede del dicastero dello Sviluppo Economico il secondo round tra Fim, Fiom e Uilm Nazionali, il coordinamento Nazionale Rsu di Whirlpool e la direzione aziendale e i rappresentanti del Governo per l’esame del piano industriale per il triennio 2019-2021. Si riprenderà il discorso da quanto emerso lo scorso 3 ottobre, con l'apertura del ministro Di Maio ad altri due anni di ammortizzatori sociali (2019-2020), ossia la cassa integrazione straordinaria. Disponibilità però subordinata al fatto che la Whirlpool modificasse il piano industriale 2019-2021, presentato il 17 maggio sempre al Mise con il vecchio esecutivo di Governo e ribadito alla presenza del nuovo reggente, il vice premier Luigi di Maio, a patto che vi sia un accoglimento delle istanze delle organizzazioni sindacali e che porti alla sottoscrizione di un accordo condiviso. Gli ammortizzatori sociali in essere, scadranno come noto il 31 dicembre 2018. Gli esuberi quantificati dal management dell’azienda ricordiamo sono, sul totale di 800, 50 per lo stabilimento di Melano, dovuti alla flessione dei volumi produttivi in Emea nel 2018 e 75 impiegati. Ma appare chiaro che la pietra angolare per il rilancio dell'azienda del bianco, sia quello di riconquistare le quote di mercato, da traguardare grazie ad un rinnovato assetto industriale, a una solida strategia commerciale e d’investimenti, il tutto comunque in un mercato dell’elettrodomestico in crescita.

sabato 29 settembre 2018

CANDY PASSA AD HAIER, LA PROSSIMA SETTIMANA VERTICE WHIRLPOOL AL MISE


Mentre il risiko mondiale dell’elettrodomestico bianco, è scosso dalla notizia dell’acquisizione di Candy, fino a ieri unica azienda italiana del settore da parte dei cinesi dell’Haier, cresce l’attesa tra i lavoratori per l’incontro sindacale della Whirlpool che si svolgerà il prossimo 3 ottobre, alle ore 15,00 a Roma, presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico. Le lancette dell’orologio della vicenda, tornano indietro di cinque mesi allo scorso 17 maggio sempre al Mise,quando alla presenza del vecchio esecutivo di Governo, la Whirlpool aveva fotografato la situazione di allora, che si concretizzava in 792 esuberi nel perimetro Italia, dei quali 614 erano una rimanenza dell’Italy Master Plan 2015-2018. Dell’eccedenza complessiva, 115 unità riguardavano l’area di Fabriano, di cui 45 operai e 70 impiegati. Una situazione venutasi a creare dal rallentamento dei volumi previsti dal piano stesso, ove i mercati come quello del Regno Unito, della Russia e della Turchia non aveva fornito le risposte ipotizzate in termini di vendite, con perdite di quote di mercato. L’altro fattore destabilizzante, denunciato dal management della multinazionale, era prettamente interno e dovuto all’integrazione, più complessa di quanto preventivato, anche se gli obiettivi iniziali del piano, secondo quanto annunciato erano stati raggiunti. Ma si sa l’evoluzione del mercato del “bianco”, sempre molto imprevedibile e dinamico non aspetta e i player concorrenti, che competono anche su pochissimi pezzi, con un portafoglio ordini sempre più corto, sempre più aggressivi, ancora meno. Il dossier Whirlpool, è dunque passato dalle mani di Teresa Bellanova, sottosegretario che aveva seguito il percorso d’integrazione a quelle attuali del reggente del dicastero Luigi Di Maio, che a fine luglio ha avuto modo di incontrare con i suoi tecnici, l’amministratore delegato di Whirlpool Italia Davide Castiglioni per capire lo stato attuale dell’azienda e delle sue prospettive. Sul tavolo la richiesta della proroga degli ammortizzatori sociali, attualmente in essere a favore e protezione dei lavoratori della penisola, adeguandoli in questo modo alle esigenze di rilancio del piano industriale Whirlpool 2015-2018, che scadranno il 31 Dicembre prossimo. La legge di Bilancio per il 2018 prevede, per gli anni 2018 e 2019, così come aveva ricordato la Bellanova a maggio, la concessione della proroga della CIGS, fino al limite massimo di 12 mesi, a favore delle imprese con organico superiore a 100 unità lavorative e con rilevanza economica strategica anche a livello territoriale, ed è da qui che si dovrebbe partire con il ragionamento,  Come aveva dichiarato l'Amministratore Delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni lo scorso maggio al Ministero, non esiste un piano b ma appare chiaro che per l'implementazione del nuovo Italy Master Plan 2018-2021 e i relativi investimenti, si rende assolutamente necessario il rinnovo degli ammortizzatori sociali, che come detto scadranno a fine dicembre 2018, almeno fino al 2021. Ma appare chiaro che la pietra angolare per il rilancio dell'azienda del bianco, sia quello di riconquistare le quote di mercato, da traguardare grazie ad un rinnovato assetto industriale, a una solida strategia commerciale e d’investimenti.

martedì 18 settembre 2018

WHIRLPOOL, IL 3 OTTOBRE A ROMA AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO



La chiamata da parte del vice premier con delega al lavoro e allo sviluppo economico Luigi Di Maio è arrivata per quello che riguarda la Whirlpool. 
Dal Mise è arrivato il feedback in risposta alla richiesta delle organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil e l'incontro si svolgerà il prossimo 3 ottobre a Roma, presso la sede del dicastero stesso. 
La convocazione per conoscere le decisioni che il governo intende assumere sulle prospettive occupazionali del gruppo e dunque arrivata dopo l'ultimo incontro che si era tenuto lo scorso 17 Maggio sempre al Ministero, svoltosi con il vecchio esecutivo governativo, che aveva fissato un primo incontro per il 6 luglio scorso, poi in seguito rinviato al 30 dello stesso mese e poi dopo la pausa, estiva, mentre nel frattempo, il 27 luglio si era svolto un incontro conoscitivo tra Di Maio e Castiglioni, alla data sopra citata. 
Sul tavolo la richiesta della proroga degli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori adeguandoli in questo modo alle esigenze di rilancio del piano industriale Whirlpool 2015-2018, che pur ottenendo risultati indicativi non è ancora completato a causa delle difficoltà d’integrazione, scadrà il 31 Dicembre prossimo, per cui i tempi per la decisione del rinnovo gli ammortizzatori sociali s che sono necessari per sostenerlo sono abbastanza stretti. Come aveva dichiarato l'Amministratore Delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni lo scorso maggio al Ministero, non esiste un piano b ma appare chiaro che per l'implementazione del nuovo Italy Master Plan 2018-2021 e i relativi investimenti, si rende assolutamente necessario il rinnovo degli ammortizzatori sociali, che come detto scadranno a fine dicembre 2018. Gli esuberi strutturali previsti dall'accordo 2015 per il plant di Melano, che è l'unico hub europeo-mediterraneo per la produzione di piani cottura, sono, di fatto, stati assorbiti, e i 45 prospettati a maggio dal management di Whirlpool, sono il frutto delle difficoltà riscontrate sul mercato Emea in termini di vendite in questi anni e questo appare la pietra angolare per il rilancio dell'azienda del bianco, da traguardare grazie ad un rinnovato assetto industriale, a una solida strategia commerciale e d’investimenti. Nell'area Fabriano ricordiamo che l'azienda aveva prospettato lo scorso maggio 115 esuberi complessivi, oltre ai 45 dei blue collars, ossia tra gli operai, anche i 75 tra i white collars, ossia gli impiegati, per i quali scadrà a dicembre il contratto di solidarietà difensiva.

martedì 7 giugno 2016

SVOLTO A ROMA IL COORDINAMENTO NAZIONALE WHIRLPOOL

Si è tenuto ieri 6 giugno 2016 l'incontro tra il Coordinamento sindacale Fim-Fiom-Uilm e la Direzione aziendale del gruppo Whirlpool nel quale è stata definita la nuova struttura di un unico coordinamento nazionale di gruppo in sostituzione degli attuali coordinamenti nazionali (Whirlpool e Indesit) e per formalizzare il regime di ultrattività degli accordi integrativi in essere in tutti gli stabilimenti del gruppo in previsione dell'armonizzazione degli stessi in coerenza con l'avanzamento del processo di integrazione.
Sono confermati gli incontri per gli stabilimenti e sedi a livello territoriale per accompagnare e monitorare la realizzazione del piano industriale ed è previsto, entro il mese di luglio, un ulteriore incontro a livello nazionale nel corso del quale l'Azienda fornirà, al nascente coordinamento i dati relativi alle vendite e volumi del primo semestre 2016 e si avvierà il confronto relativo all'armonizzazione dei trattamenti retributivi e normativi.
L'Azienda nell'incontro di oggi ha dichiarato che l'armonizzazione dei trattamenti non comporterà alcuna penalizzazione per i lavoratori.
Infine per quello che riguarda la prossima e ravvicinata scadenza del 30 giugno, data che dovrebbe vedere la chiusura del sito di Albacina con la conseguente cessazione della produzione di forni, si dovrebbe svolgere molto probabilmente entro la prossima settimana l'incontro ad hoc, nel quale l'azienda illustrerà le gestione del trasferimento del personale all'altro sito fabrianese di Melano.