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sabato 1 febbraio 2020

VERTENZA WHIRLPOOL - AL VERTICE DELLA TENSIONE

Sembrava, o meglio si sperava di essere giunti all’ultimo miglio di una maratona estenuante e dura e dopo otto mesi e otto incontri ufficiali e altri tecnici, riuscire a trovare un senso compiuto alla vertenza Whirlpool, il cui epicentro sono le sorti future dello stabilimento campano di Napoli, che produce come noto lavatrici. La presenza dei segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm, Bentivogli, Re David e Palombella era sintomatica della feralità del momento. E invece l’incontro si è rivelato essere un’altra tappa di questa via crucis piena di spine. Due opzioni alla vigilia, due mantra per le controparti, quell’industriale sostenuta dal sindacato, ossia la continuità produttiva delle lavatrici sotto la bandiera Whirlpool e quella dell’azienda declinata purtroppo in maniera chiara da sempre, sin dal lontano 31 maggio e già da allora sembrata non negoziabile, del disimpegno dal sito mediante la cessione a un soggetto terzo, Prs, poiché la sua attività non è più sostenibile economicamente e lo stabilimento campano perde 20 milioni l’anno. Soluzione mai fino in fondo convincente per i lavoratori e le organizzazioni sindacali.
Whirlpool, per bocca di La Morgia, amministratore delegato del gruppo per la penisola ha confermato che l’Italia resta strategica per il gruppo, con 5 mila dipendenti in tutto il Paese, dismetterà la produzione di lavatrici di alta gamma del sito di Napoli il 31 ottobre prossimo, invece del preannunciato 31 marzo. Sette mesi di tempo che i sindacati ottengono al tavolo di confronto anche grazie a una linea dura loro e dello stesso ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli che sospende il confronto accusando i vertici della multinazionale di comportamenti "inaccettabili" anche se sarà lo stesso ministro a spiegare poi ai sindacati la necessità di una mediazione e il limite stesso all’azione di governo: "Se un’azienda decide di non continuare la produzione per insostenibilità economica non esistono attualmente strumenti normativi coercitivi che possano impedirle di chiudere un’attività", dice in maniera accalorata a Fim Fiom Uilm e Uglm.
Nella gestione confusa del dossier Whirlpool da parte del Ministero dello sviluppo economico, Il governo alla ricerca di soluzioni alternative ha dato mandato a Invitalia di verificare l’effettiva insostenibilità delle lavatrici a Napoli, mediante l’accesso ai dati aziendali. In seguito individuare soluzioni industriali alternative al disimpegno dichiarato dal plant campano, che consentano di rilanciare il sito e portare appunto, entro luglio, alla presentazione da parte di un nuovo soggetto industriale di un nuovo piano sostenibile nel lungo periodo con cui salvaguardare il know how e le capacita professionali dei lavoratori. La ricerca sarà rivolta ad aziende e gruppi sia nazionali sia internazionali, non necessariamente attivi nel settore dell’elettrodomestico.
Ma che la tensione e la rabbia tra i lavoratori sia arrivata comprensibilmente a un punto di guardia, lo dimostra anche la reazione al termine dell’incontro quando un piccolo gruppo di operai Whirlpool ha aggredito i segretari di Fim Fiom e Uilm.
"Per noi l’azienda ha sbagliato strategia industriale, prodotti e investimenti. Ha confermato che questi errori porteranno ingiustamente al ridimensionamento del Gruppo. Entro metà febbraio bisogna riaprire il confronto ma su basi nuove e utili ad assicurare un ripensamento di Whirlpool sugli errori che sta facendo nel nostro paese. Servono garanzie per Napoli e per tutto il Gruppo – dice la Fim-Cisl ”.

Fiom, Fim e Uilm hanno intanto dichiarano 16 ore di sciopero per tutto il Gruppo Whirlpool, le prime 8 ore con articolazione territoriale con presidi davanti agli stabilimenti, le altre 8 in occasione della mobilitazione nazionale che verrà definita nelle prossime settimane.

sabato 30 novembre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, POSIZIONI IMMUTATE


Resta inchiodata al palo la vertenza Whirlpool riguardante il sito di Napoli produttore di lavatrici. Dopo quasi sei mesi, dallo scorso 31 maggio, 7 incontri di cui sei in sede istituzionale al Mise, l'ultimo dei quali lo scorso  17 settembre, l'incontro con il premier Giuseppe Conte, una buona dose di scioperi, culminati con la manifestazione generale del gruppo a Roma, lo scorso 4 ottobre, le posizioni rimangono sostanzialmente immutate. Questa in estrema sintesi la chiave di lettura dell’ennesimo incontro svoltosi il 27 novembre, a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico in via Molise. Presente il ministro, Stefano Patuanelli, le Istituzioni locali, i rappresentanti del management aziendale, le segreterie nazionali e regionali di Fiom-Fim-Uilm, e il coordinamento delle Rsu del gruppo. 
Alla ripresa del confronto al Mise, con cui governo e sindacati cercano di evitare la cessione del plant, che arriva un mese dall'annuncio del congelamento delle operazioni di vendita della fabbrica di lavatrici d'alta gamma, fino al prossimo marzo 2020, alla svizzera Prs, avvenuto il 30 ottobre, ossia un giorno prima della dead line, la posizione del management italiano della holding americana del bianco, resta quella di sempre: il sito di Napoli non è sostenibile e vanno trovate soluzioni alternative, ha ribadito durante il confronto il contry manager per l'Italia, l'ad Luigi La Morgia.
"Non abbiamo mai detto che avremmo disdettato il piano del 25 ottobre 2018, ma solo che abbiamo delle difficoltà a garantire la sostenibilità della produzione di lavatrici a Napoli. La garantiremo certo fino a marzo e siamo anche disposti a discuterne ma ad oggi, l’unica soluzione che garantirebbe l’occupazione è una riconversione", ha ribadito La Morgia ai sindacati continuando così a guardare ancora verso la soluzione di una cessione a Prs. "La società è ancora disponibile e garantirebbe tutti i lavoratori e noi non possiamo rimanere a Napoli, abbiamo difficoltà produttive", avrebbe aggiunto La Morgia declinando qualsiasi altra motivazione. La regione Campania, presente al tavolo per bocca dell'assessore al lavoro, ha  annunciato di voler mettere sul tavolo 20 milioni di euro e la copertura delle eventuali esigenze di formazione del personale, per impedire che il sito di via Argine non abbia più un futuro.
"C'è bisogno di trovare una soluzione per tutti i lavoratori. Il governo- come dichiarato da Patuanelli- è disponibile a fare qualsiasi cosa per trovare una soluzione che garantisca la compatibilità del piano industriale firmato lo scorso anno", annunciando l'avvio di una serie di tavoli tecnici e una riunione plenaria da convocare per il 20 gennaio prossimo.
"Si avvia adesso quella che considero la parte più sfidante del percorso di rilancio produttivo del sito di Napoli che dovrà vedere istituzioni, azienda e sindacati coinvolte in maniera sinergica, al fine di trovare celermente una soluzione industriale definitiva in grado di garantire la continuità produttiva dello stabilimento e tutelare i lavoratori, anche attraverso gli strumenti già messi a disposizione dal Governo e altri che potranno essere individuati prossimamente”, ha detto Patuanelli.
Ma ovviamente quale aria tirerà e se il vento cambierà lo si capirà ben prima del 20 gennaio, già dai prossimi tavoli tecnici.

venerdì 1 novembre 2019

WHIRLPOOL, VERTENZA NAPOLI "CONGELATA"

Zero a zero e palla al centro. L'infuocata vertenza dello stabilimento Whirlpool di Napoli, con l'annuncio della sospensione della procedura della dismissione del sito campano, mediante la cessione del ramo d'azienda alla società svizzera Prs, rimette indietro le lancette di cinque mesi, al 31 maggio scorso. La decisione annunciata dapprima dal reggente del dicastero dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook e poi dall'azienda con un comunicato ufficiale, rinvia in prossimità della deadline fissata proprio per il 31 ottobre, la cessione al prossimo marzo 2020. Dunque cinque mesi in più per trovare una soluzione condivisa, anche se la volontà dichiarata di Whirlpool rimane intatta, ossia quella di arrivare ad una soluzione industriale diversa dalla produzione di lavatrici per il sito di Napoli, entro la scadenza indicata di marzo 2020. Secondo il management della holding americana infatti, i 20 milioni di euro di perdite annuali, il fatto che in un semestre l'impianto avrebbe perso il 26% della produzione, a causa dei dazi Usa, di quelli indiani e del crollo del mercato argentino, fattori che renderebbero insostenibile la fabbrica, contrariamente a quanto stabilito al Mise proprio un anno fa, il 25 ottobre 2018. Lo stop scongiura nell'immediato l'avvio della procedura per il licenziamento immediato dei 420 addetti al plant dove vengono prodotte lavatrici. “La decisione, condivisa con il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, è stata presa con l’obiettivo di ripristinare un clima costruttivo nella trattativa con il Governo e con le Organizzazioni Sindacali -si legge nella nota dell’azienda-. Whirlpool EMEA ritiene, infatti, che le attuali tensioni siano controproducenti nella ricerca di una soluzione condivisa, a fronte di una situazione di mercato che rende insostenibile il sito e che necessita di una soluzione a lungo termine”. Per questo motivo “Whirlpool è convinta che, con maggior tempo a disposizione, si possa ristabilire un dialogo costruttivo e raggiungere una soluzione condivisa per garantire un futuro sostenibile nel lungo termine allo stabilimento di Napoli e ai suoi 400 dipendenti. Alla luce di questo nuovo e importante sviluppo, nei prossimi giorni ripartirà il tavolo di confronto con tutte le parti coinvolte. A tal proposito è intervenuto anche il segretario Generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli che apprendendo la notizia ha commentato in una nota spiegando che “ci sarà una tregua fino a Marzo. Whirlpool – ha detto Bentivogli – conferma il progressivo calo di mercato e la volontà di cessione resta solo rinviata a inizio 2020. Non siamo alla soluzione – chiarisce il segretario della Fim-Cisl – ma guadagnare tempo prezioso è utile e bisogna ringraziare i lavoratori di Napoli e di tutto il Gruppo che non si sono mai rassegnati e hanno continuato a lottare”. Si apre quindi un piccolo spiraglio di sereno nel cielo plumbeo del sito di Napoli, anche se il futuro è tutto da costruire.

martedì 15 ottobre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL: Dichiarazione della Segretaria nazionale Fim Cisl Alessandra Damiani Whirlpool: una bomba sociale, azienda irresponsabile. Governo metta in campo decreto anti-delocalizzazioni

La scorsa settimana il Ministro Patuanelli ci aveva comunicato che entro 24h avrebbe incontrato l’ad di Whirlpool La Morgia per verificare la consistenza del piano di riconversione e le proposte in campo. Mentre il Presidente Conte ci disse che Whirlpool doveva solo comunicare gli ostacoli che impedivano il suo permanere a Napoli e rilanciare il sito. A questo punto ci chiediamo cosa si sia fatto in questi sette giorni visto l’esito del vertice odierno.
Oggi ci aspettavamo una verifica rispetto a quanto ci era stato detto dal Presidente Conte e dal Ministro Patuanelli la settimana scorsa ma è del tutto evidente che non è stato così. Nessuna apertura c’è stata da parte di Whirlpool per il sito di Napoli. Anzi, l’azienda ha rimarcato la sua posizione rispetto al sito campano confermando la procedura di cessione di ramo d’azienda, ex art.47 e la riconversione industriale. Procedura tra l’altro, scaduta il 12 ottobre scorso con effetto dal 1 novembre.
Visto l’esito dell’incontro di oggi ci chiediamo a cosa siano serviti quindi questi sette giorni di attesa e perché il Ministro Patuanelli non ha messo in essere il decreto anti-delocalizzazioni. Siamo di fronte all’ennesimo cambio di posizione dell’azienda che in questa vertenza non ha mai dimostrato alcuna affidabilità cambiando posizione più volte, rimettendo in discussione un piano industriale che con noi aveva sottoscritto a ottobre dello scorso anno e dimostrando, come è accaduto oggi, nessun rispetto delle istituzioni italiane, del sindacato e dei lavoratori. A questo punto il Governo metta in campo decreto anti-delocalizzazioni. Appena appresa la notizia da parte dei lavoratori è stato dichiarato sciopero ad oltranza nel sito di Napoli e si sta pensando l’occupazione della fabbrica e uno sciopero oggi in tutto il gruppo di due ore. Sono ore drammatiche, l’azienda sta mostrando un’irresponsabilità senza precedenti. Una bomba sociale pronta a esplodere e di cui Whirlpool è l’unica responsabile.
Noi continueremo la mobilitazione, non lasceremo soli i lavoratori fino a che non otterremo un risultato che tuteli e salvaguardi i lavoratori del sito di Napoli e le loro famiglie. Chiudere una fabbrica come quella di Napoli è fare un regalo alla Camorra. Un presidio industriale è un presidio di legalità.
Roma 15 ottobre, 2019

VERTENZA WHIRLPOOL, FUMATA NERA NELL'INCONTRO GOVERNO AZIENDA

Lo avevamo scritto, sarebbe stato l'incontro del tutto o niente del dentro o fuori, ma neanche la presenza a fianco del ministro Patuanelli del premier del Governo Italiano, Giuseppe Conte è stata in grado di rimuovere la Whirlpool dalla sua idea, dal suo mantra che aveva esternato lo scorso 31 maggio.  "Cessazione dell'attività produttiva dal 1 novembre 2019", la Whirlpool non fa marcia indietro sulla cessione dello stabilimento di Napoli, neanche dopo l'ennesimo vertice a Roma, svoltosi a Palazzo Chigi. I rappresentanti del Governo Italiano, hanno ribadito il loro no al progetto di dismissione del sito di Napoli da parte di Whirlpool: «Incontro non positivo, nonostante massima disponibilità del Governo per continuare e aumentare produzione. Whirlpool propone unica soluzione di cessione ramo d’azienda, alla ormai nota società svizzera Prs. Se continua linea, anche Governo farà le sue scelte unilaterali – ha detto Patuanelli al termine dell’incontro -. Insieme al Governo decideremo i passi per affrontare questa crisi aziendale. Il Governo propone di variare la produzione, fascia di gamma o altro, dando tutto il supporto, ma per noi è fondamentale farlo con Whirlpool: ci può essere lo spazio per fare cose diverse, è surreale che non cambino idea nonostante le nostre aperture. Questa è una situazione che non vogliamo si ripeta, non vogliamo comportamenti predatori in Italia da parte di multinazionali: c’è un piano industriale firmato a ottobre 2018 che non può e non deve essere ignorato».

sabato 12 ottobre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, MARTEDI' L'INCONTRO A PALAZZO CHIGI CON IL PREMIER CONTE

Si svolgerà dunque martedì 15 ottobre prossimo a Palazzo Chigi il vertice tra il Governo con il primo ministro Giuseppe Conte e la governance italiana della Whirlpool. Sarà probabilmente l'incontro del dentro o fuori, del tutto o niente sulla questione dello stabilimento di Napoli della holding americana del bianco. Una partita che nei suoi quasi cinque mesi di disputa, ha finito inevitabilmente per essere giocata sul piano politico-istituzionale. Una soluzione per il sito campano che vista la sua importanza economica e sociale, fino ad ora non si è trovata, se non, come noto la cessione con una nuova missione industriale lontana dalle lavatrici con la società svizzera Prs, intorno alla quale nel frattempo sono nati tanti dubbi, ma che comunque secondo il management Whirlpool, per bocca del suo country manager per l'Italia, Luigi La Morgia, sarebbe l'unica sostenibile nel medio e lungo periodo in grado di assicurare l'occupazione per tutti gli oltre 400 dipendenti ad orario pieno, contrariamente a quanto avviene negli ultimi anni. Il dossier Napoli è dai primi di giugno nelle mani del dicastero dello sviluppo economico, dapprima retto da Di Maio e oggi da Patuanelli, ma la tenaglia Sindacato - Governo, non è stata in grado, ad oggi di far recedere la Whirlpool dalla idea originaria di "disimpegnarsi" dal plant campano e continuare la produzione delle lavatrici alto di gamma. Anzi con il passare del tempo, incontro dopo incontro, non si sono creati spiragli sul cielo plumbeo della vicenda. Ma l'amara ricetta preparata dal management dell'azienda risulta ovviamente essere indigesta alle organizzazioni sindacali, anche alla luce del tentativo di rendere carta straccia il piano industriale firmato proprio al Mise lo scorso ottobre, alla presenza proprio del leader del M5S all'epoca come detto reggente del dicastero. Una modifica del piano industriale insostenibile sia dal punto di vista industriale che sociale, una vertenza diventata l'emblema un pò di tutte e non sono poche, le crisi industriali italiane.

sabato 5 ottobre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, MANIFESTAZIONE A ROMA E CONVOCAZIONE DAL PREMIER CONTE


Una splendida giornata di sole ha accolto a Roma la manifestazione nazionale Whirlpool, indetta dal coordinamento sindacale nazionale del gruppo lo scorso 19 ottobre e che chiude la seconda settimana di agitazione. Al concentramento di piazza della Repubblica, da dove poi il multicromatico serpentone si è dipanato fino a via Molise, sede del Ministero dello Sviluppo economico, si capisce subito che la manifestazione verrà fuori bene. Musica, fischietti, tanti cartelli creativi, slogan, facce giovani e vecchie, gli striscioni di tutte le Rsu di tutti i siti produttivi della holding americana presenti sulla penisola, le cui rappresentanze sono accorse a Roma, con 16 autobus. La dimostrazione si è aperta con un simbolico funerale a una lavatrice, accompagnata da lumini e croci. Napoli non molla, è lo striscione che ha aperto il corteo e lo slogan cantato dai lavoratori durante il corteo, accompagnato dal canto "La Campania non si tocca". La lavatrice, come una bara, è stata condotta a spalla da quattro lavoratori lungo tutto il percorso. La manifestazione ha fatto centro e anche le fabbriche hanno risposto con alte percentuali di adesione allo sciopero, di 8 ore in tutta Italia. Al termine del corteo, una rappresentanza sindacale con in testa i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, rispettivamente Bentivogli, Re David e Paolobella, accompagnati  da alcuni delegati di tutte le fabbriche, è stata ricevuta dall'attuale reggente del dicastero Stefano Patuanelli. «Whirlpool mi ha scritto una lettera con qualche elemento di novità – ha spiegato Patuanelli ai sindacati -. Intende concordare le modalità per ritornare al tavolo ma la mia richiesta è sempre la stessa: fermare la procedura di cessione per poter ricominciare a ragionare». Il gruppo Usa avrebbe manifestato la volontà di «discutere le condizioni per ristabilire un clima sereno» ma di tornare sui suoi passi non fa cenno. Sempre durante l'incontro il ministro ha comunicato che il dossier Whirlpool, che come ribadiscono i sindacati non è solo di Napoli, ma di tutta Italia, in quanto il piano industriale siglato nel 2018, riguarda tutti i siti, finirà nelle mani del premier Giuseppe Conte che riceverà i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm il prossimo 9 ottobre a Palazzo Chigi. (s.b.)

lunedì 30 settembre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, CHIUSA LA PRIMA SETTIMANA DI MOBILITAZIONE


Si è chiusa la prima delle due settimane dello stato di agitazione degli stabilimenti italiani del gruppo Whirlpool, alle prese con la spinosa vertenza della chiusura del sito di Napoli. Si era iniziato con le assemblee illustrative e il blocco immediato degli straordinari e della flessibilità, poi con lo sciopero, con presidi davanti ai siti, molto partecipato dai lavoratori di tutte le fabbriche della penisola, di otto ore il 25 settembre, altre quattro ore con mobilitazioni a livello territoriale. La mobilitazione culminerà con lo sciopero di venerdì 4 ottobre con manifestazione nazionale del gruppo a Roma. Questo il programma presentato dal coordinamento nazionale sindacale, nell'ottica di far recedere la Whirlpool dall'idea di disimpegnarsi da Napoli, prima fabbrica di lavatrici d'Italia realizzata nel 1949 dal “cumenda” Giovanni Borghi, patron di Ignis, mediante la cessione del ramo di azienda alla svizzera Prs, procedura per altro già avviata in maniera unilaterale. Altra preoccupazione da parte sindacale, le ormai sempre più forti ed insistenti voci di una cessione delle attività ai cinesi di Midea, voci che circolano per altro da settima e mesi. E la governance italiana della multinazionale non ha cambiato idea neanche dopo il recente confronto con il neo ministro dello sviluppo economico Patuanelli, subentrato dopo la crisi di governo a Di Maio, che ha gestito i mesi seguiti all'apertura della vertenza avvenuta lo scorso e sciagurato 31 maggio. Dunque un inizio di autunno caldissimo per un'azienda che ha deciso di rendere carta straccia, in ottica sindacale, l'accordo sul piano industriale firmato sempre al Mise lo scorso 25 ottobre 2018. La vicenda Napoli, preoccupa le organizzazioni sindacali, perchè potrebbe far presagire ad un futuro disimpegno da parte di Whirlpool sul territorio nazionale. Di sicuro l'odierno management di Whirlpool, è un altro rispetto a quello guidato da Castiglioni, che firmò quell'accordo e poi dimessosi dopo qualche settimana, ma il fattore condizionante è che non si sia riusciti a trasformare in effetto virtuoso, l'acquisizione di Indesit. Anzi tutt'altro, in zona Emea, la regione più complessa per il bianco, Whirlpool non è riuscita ad intercettare, al pari dei suoi competitor la crescita strutturale del mercato, fatto dovuto secondo l'azienda nei tanti tavoli romani di verifica, alla complessità dell'integrazione superiore alle aspettative preventivate. Dopo gli sterili tentativi da parte del ministero dello sviluppo economico, il passato e l'attuale, ora il dossier Whirlpool Napoli, potrebbe approdare nelle mani del primo ministro italiano Giuseppe Conte, così come del resto auspicato anche dal coordinamento sindacale nazionale Whirlpool, in modo da provare a riaprire il confronto.


venerdì 20 settembre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL: COMUNICATO SINDACALE UNITARIO

Fim, Fiom e Uilm proclamano due settimane di agitazione in Whirlpool e
la manifestazione nazionale il 4 ottobre a Roma.

Il Coordinamento nazionale Whirlpool di Fim, Fiom e Uilm esprime un giudizio durissimo sull’atto aziendale unilaterale di avvio della procedura di cessione dello stabilimento di Napoli a Prs, in aperta violazione dell’accordo dell’ottobre 2018. Tutti gli elementi a nostra disposizione ci portano a ritenere difatti che tale cessione sia un tentativo malcelato di
chiusura e che più in generale Whirlpool si stia disimpegnando dall’Italia. I volumi continuano a calare in tutti gli stabilimenti e negli uffici proseguono le delocalizzazioni delle funzioni di staff, determinando ulteriori esuberi.

Per questi motivi il Coordinamento proclama lo stato di agitazione in tutto il Gruppo, con sciopero degli straordinari e della flessibilità, con 8 ore di sciopero il giorno 25 settembre in tutti gli stabilimenti e ulteriori 8 ore il giorno 4 ottobre con manifestazione nazionale a Roma. Nel frattempo proseguiranno le mobilitazioni territoriali, con un pacchetto di ulteriori 4 ore da svolgere entro il 3 ottobre, finalizzate anche al fattivo coinvolgimento delle Istituzioni locali.
Fim, Fiom e Uilm rivendicano verso Whirlpool il rispetto degli accordi per tutti gli stabilimenti italiani e chiedono al Governo, nelle persone del Ministro competente e del Presidente del Consiglio di convocare le parti e di dare seguito alle dichiarazioni di principio di solidarietà verso i lavoratori, adottando provvedimenti capaci di dare un’effettiva svolta alla vertenza.

Infine il Coordinamento Whirlpool accoglie con grande soddisfazione la volontà di adesione alla manifestazione espressa dai rappresentanti sindacali di Embraco, anch’essi vittima di analoga decisione di chiusura.

Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil nazionali

Roma, 19 settembre 2019

martedì 3 settembre 2019

VERTENZA WHIRLPOOL, "BASTA CON I BALLETTI DI POSIZIONE" SECONDO ALESSANDRA DAMIANI DELLA FIM-CISL

Pronta e decisa la reazione delle organizzazioni sindacali alle parole del management di Whirlpool, in merito alla vicenda del sito di Napoli. 
Basta con i “balletti di posizione” della Whirlpool, “Napoli deve continuare la sua missione produttiva”. Lo afferma la segretaria nazionale della Fim Cisl, Alessandra Damiani, secondo cui le ultime “dichiarazioni della Whirlpool mettono in evidenza ciò che da mesi denunciamo al tavolo della trattativa, e cioè quello di un doppio binario di intenti da parte dell’azienda, che continua un balletto indecoroso sulle sue posizioni”. “Mentre al tavolo negoziale – spiega la sindacalista – si stanno discutendo le varie opzioni per evitare che lo stabilimento di Napoli perda la sua missione di produzione di lavatrici, le dichiarazioni a mezzo stampa dell’azienda esplicitano prese di posizione nette rispetto al vero obiettivo che vogliono perseguire, ossia la riconversione industriale del sito campano. Questo è inaccettabile”. “Per noi – sottolinea Damiani – la strada rispetto alle vertenza resta quella condivisa con i lavoratori, e discussa anche nell’incontro del primo agosto al ministero. Napoli deve continuare a produrre lavatrici e l’intesa può essere raggiunta se l’azienda la finisce con un balletto di posizioni che non sono utili a nessuno”. “La Whirlpool – aggiunge la segretaria nazionale – ha già messo in discussione la sua credibilità nella mancata attuazione di un piano sottoscritto a ottobre del 2018, eviti di continuare nella politica del pensiero bipolare. I lavoratori hanno bisogno di risposte, di soluzioni e di onestà da parte di tutti i soggetti coinvolti”.

TORNA A RUGGIRE LA VERTENZA DELLA WHIRLPOOL NAPOLI

Dopo la pausa agostana riprende quota la vicenda dello stabilimento di Napoli della Whirlpool.
La multinazionale statunitense leader nel settore degli elettrodomestici con base in Michigan, ha precisato, con riferimento alla prevista pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del “decreto-legge: Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, che si tratta di interventi non sufficienti a garantire la profittabilità dello stabilimento partenopeo nel lungo periodo e la competitività dell’azienda stessa nella Regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa).
«I 16,9 milioni di euro previsti dal testo del decreto legge per il biennio 2019-2020 – precisa la società – sono calcolati considerando la messa in solidarietà al 60% della quasi totalità dei 5.500 dipendenti dell’azienda in Italia: questa non è un’opzione in quanto non in linea con il piano industriale 2019-2021. Inoltre, il potenziale beneficio sarebbe distribuito su tutti i siti italiani e non rappresenterebbe dunque un intervento strutturale per il futuro a lungo termine di Napoli, soprattutto se comparato agli sforzi e agli investimenti pari a circa 100 milioni di euro messi in campo dall’azienda negli ultimi anni».
La società statunitense guidata da Marc Bitzer, che nelle parole di Alessandro Magnoni, direttore comunicazione e relazioni governative del gruppo, dalle colonne dell'edizione napolaetana di repubblica, aveva definito lo scorso 8 agosto, il decreto un "palliativo", ha sempre confermato la volontà di voler garantire la continuità industriale dello stabilimento e i massimi livelli occupazionali al fine di dare un futuro sostenibile ai colleghi di Napoli, ma l’unica soluzione percorribile è dare una nuova missione produttiva al sito, con un nuovo soggetto terzo.
Whirlpool Emea sarebbe pronta a presentare nel dettaglio la nuova missione industriale per lo stabilimento di Napoli e per i suoi 410 dipendenti.
Le sorti del plant napoletano, sul quale la "tenaglia" sindacato e governo dei mesi scorsi non sembra aver fatto cambiare idea al management, rappresenta una delle tante vicende del "terremoto" del bianco, che hanno squadernato negli anni anche lontani, un settore, il secondo della manifattura italiana per addetti dietro l'auto, all'interno della Spoon River dell'industria tricolore. Uno dei tanti volti della crisi, caratterizzata da ristrutturazioni feroci, complesse riconversioni produttive, ristrutturazioni creative, con tante aziende che chiedono ricovero al Ministero dello sviluppo economico. Ma Whirlpool che in Europa era poco forte, con l'acquisizione di Indesit Company, avvenuta nel 2014, era stata proiettata per valore sul podio del vecchio continente. Quote di mercato, come ad esempio quello russo o inglese dove i marchi di Indesit la facevano da padrone, erose nel tempo da competitor, come turchi e coreani sempre più aggressivi, in un mercato quello europeo diverso e più complesso dagli altri, come quello statunitense, in America Latina e in Asia in cui il colosso di Benton Harbor detta legge.

mercoledì 31 luglio 2019

VERTENZA WHIRLPOOL, TAVOLO TECNICO FISSATO PER AGOSTO

Alla fine saranno due le opzioni sulle quali il tavolo tecnico di Whirlpool, convocato nelle prossime ore, approfondirà per valutare la fattibilità in termini di costi e sostenibilità produttiva nel medio e lungo periodo e in grado di fornire le garanzie occupazionali per i lavoratori del sito di Napoli, tali da evitarne la chiusura e puntare sul suo rilancio. La prima soluzione, la preferita dai rappresentanti sindacali, prevedrebbe il rilancio delle lavatrici premium alto di gamma, che già adesso si producono in Campania, attraverso nuovi investimenti, anche se questa scelta secondo quanto spiegato da Whirlpool, sarebbe quella meno conveniente, perché continuerebbe a produrre perdite. L’altra su cui si lavorerà, la quinta delle cinque strade indicate da Luigi La Morgia, country manager per l’Italia del colosso di Benton Harbor, è quella che prevede un radicale cambio di missione dello stabilimento, in grado di dare, un futuro sostenibile al sito nel medio e lungo periodo, dando secondo i vertici della Whirlpool la garanzia della salvezza degli oltre 400 posti di lavoro. Alla nuova missione corrisponderebbe un cambio di produzione sotto una nuova realtà aziendale e con una nuova organizzazione del lavoro, con il supporto di una terza parte, al di fuori del settore del bianco. Nel mezzo gli altri scenari futuribili delle altre possibilità illustrate come quella dei trasferimenti di produzione da siti italiani, categoricamente esclusa da parte sindacale o il reshoring di lavatrici da altri plant della zona EMEA al di fuori della penisola, con eventuali ripercussioni negative sugli altri stabilimenti e sulla profittabilità dell’azienda nella Regione EMEA, oppure la quarta soluzione quella del mantenimento della produzione di lavatrici da parte di un nuovo player industriale, un cavaliere bianco, come si definisce in gergo, soluzione alla quale Whirlpool sarebbe aperta se si dovesse eventualmente riscontrare un interesse dal mercato e a determinate condizioni. Ma anche quest’opzione è al momento risultata essere del tutto ipotetica, in quanto l’azienda ha ammesso di non aver ricevuto alcuna manifestazione d’interesse. Queste soluzioni, però, a detta della stessa azienda sarebbero in grado di garantire solo parzialmente i posti di lavoro, dimostrandosi quindi non sostenibili nel medio-lungo termine e non in grado di garantire la tutela dei livelli occupazionali. Da parte governativa, invece il vicepremier Di Maio ha detto al tavolo: "Siamo pronti a supportare l'azienda nell'individuare un'alternativa alla vendita". Lo strumento consisterebbe in una norma da approvare nei prossimi giorni che permetterebbe a Whirlpool di avere una decontribuzione e quindi un abbassamento del costo del lavoro, per 17 milioni di euro nei prossimi 15 mesi, non pagando tasse su contratti di solidarietà, dopo che lo stesso Di Maio, nelle scorse settimane, aveva addirittura al contrario minacciato di chiedere la restituzione dei soldi pubblici già goduti dal gruppo americano degli elettrodomestici. Questa scelta sembrerebbe sposarsi con la prima ipotesi e come ha detto di Maio, magari riportare qualche produzione dall’estero, non sarebbe ipotesi da scartare. Questa in pratica la sintesi del quinto incontro, il quarto in sede ministeriale, in agenda da settimane, rinviato due volte per esigenze diverse da parte ministeriale e aziendale, di un confronto iniziato lo scorso 31 maggio per cercare di trovare soluzioni alternative al disimpegno di Whirlpool da Napoli, che va avanti ormai da settimane.
Positiva l’apertura dell’azienda sulla possibilità di continuare a produrre lavatrici di alto di gamma a Napoli. Per la Fim Cisl bisogna lavorare su questa possibilità ragionando anche sul possibile spostamento di una parte delle produzioni dall’estero, senza incidere sull’occupazione degli altri siti, in virtù anche delle aperture su sovvenzioni governativa che va comunque tenuta dentro il piano industriale sottoscritto il 25 ottobre scorso e solo a fronte di un impegno concreto dell’azienda a mantenere e consolidare l’occupazione nel nostro Paese.
Escludiamo tutte le altre possibilità, dalla vendita, alla reindustrializzazione che non darebbero prospettive al sito Partenopeo e creerebbero una situazione d’incertezza sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. 

mercoledì 26 giugno 2019

VERTENZA WHIRLPOOL , A BREVE UN TAVOLO TECNICO SU NAPOLI

La vertenza Whirlpool è tutt'altro che risolta. Questo in poche parole il racconto del quarto incontro sulla vicenda, il terzo in sede ministeriale, dopo quello in sede sindacale dello scorso 31 maggio, in cui la multinazionale, aveva annunciato, davanti alle rappresentanze sindacali di volersi disimpegnare dal sito di Napoli. Un incontro al quale ha partecipato anche il presidente Emea (Europa e mediterraneo del gruppo americano) Gilles Morel, che ha confermato che Whirlpool: «non si disimpegna da Napoli, sul cui stabilimento vuole lavorare insieme alle parti per garantire occupazione duratura». Morel ha chiesto al ministero dello Sviluppo economico di aprire un tavolo tecnico per discutere della continuità produttiva di Napoli. Inoltre ha detto Morel, il gruppo ha riconfermato oggi anche le linee guida strategiche del Piano Industriale firmato lo scorso 25 ottobre e il previsto trasferimento della produzione di lavatrici e lavasciuga da incasso dalla Polonia a Comunanza, grazie al quale il sito beneficerà di un incremento dei volumi che porterà la produzione totale a oltre 800 mila unità'. L'azienda ha voluto confermare anche i piani industriali previsti anche per i siti di Cassinetta di Biandronno, Melano e Siena.
Quale sarà il futuro del sito campano, lo stabilirà il tavolo tecnico, la cui apertura non è stata ad ora fissata e la cui funzione, sarà quella di cercare  soluzioni con cui rendere possibili il contenimento delle corpose perdite dichiarate dal gruppo per il sito di Napoli, il tutto nel contesto di un 2019 che sta registrando una ulteriore flessione del 55% dell’export di lavatrici verso gli Usa, unitamente all'India che hanno imposto i dazi doganali, oltre alla crisi economica dell'Argentina, altro mercato di sbocco. I tre fattori, macroeconomici globali della "tempesta perfetta", come l'ha definita l'ad di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, che hanno ulteriormente gravato, insieme alla feroce aggressività dei competitor asiatici, sulla redditività del sito. E se il ministro Di Maio, promette di avere gli strumenti atti a compensare le perdite, sul fronte Fim-Cisl, come dice Alessandra Damiani:"Noi ci siamo,riteniamo che sul sito di Napoli serve innanzitutto chiarezza sul piano industriale e sulla missione produttiva come avevamo sottoscritto nel piano industriale di rilancio del sito. Il Governo in questo senso deve farsi garante e fare la sua parte, non si può continuare a perdere tempo nella ricerca di soluzioni che alla fine rischiano solo di scaricare la responsabilità della gestione su altri. Serve una soluzione certa e che dia futuro ai lavoratori subito. Al momento non è affatto chiaro se lo stop al disimpegno di Whirlpool da Napoli, corrisponda a mantenere proprietà e prodotti del sito".