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sabato 12 ottobre 2019

BUSTA PAGA PESANTE TERREMOTO 2016 E 2017, RINVIO DELLA RESTITUZIONE DELL'IRPEF AL 31 DICEMBRE 2019

A pochi giorni dalla scadenza, fissata dal decreto "sblocca cantieri" per il prossimo 15 ottobre, scatta il rinvio a fine anno per l’Irpef sospesa per chi vive nell’area del Centro Italia colpita dagli eventi sismici del 2016 e 2017. L’emendamento è stato inserito all'interno del "decreto clima", approvato dal Consiglio dei Ministri.
A una manciata di giorni dalla scadenza, il 15 ottobre, scatta il rinvio a fine anno per l’Irpef sospesa per chi vive nell’area del Centro Italia colpita dagli eventi sismici del 2016 e 2017. I tributi sospesi con la cosiddetta “busta paga pesante” sono rinviati al 31 dicembre 2019. Sempre entro il 31 dicembre 2019, dovra’ essere versata la  prima rata qualora il contribuente scelga di rateizzare il  debito. La norma non si applica ai titolari di reddito  d’impresa e di reddito di lavoro autonomo, ne’ agli esercenti  attivita’ agricole. Il rinvio comporta, si legge nella relazione tecnica,  “minori entrate per l’anno 2019 pari a -6,9 milioni di euro  corrispondenti alle prime 7 rate che dovevano essere riscosse  nel corrente anno”. La restituzione tecnicamente dovrebbe avvenire mediante il pagamento con il modello F24 fino a 120 rate, oppure ove il datore di lavoro dia disponibilità, mediante il sostituto d'imposta. Una decisione che potenzialmente interessa i cittadini di 128 comuni di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo facenti parte del "cratere sismico".Ad ogni modo, a fronte di una ricostruzione che stenta a partire a distanza di tre anni dall'evento calamitoso, rimangono sul tavolo altre questioni, come ad esempio una decurtazione delle somme da restituire, come ad esempio avvenne per il sisma del 1997 e sulla quale il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in occasione di una visita nelle zone colpite, aveva promesso una valutazione. Altra questione, la stesura quanto prima un Decreto-Terremoto specifico e complessivo, che sostenga il rilancio sociale ed economico delle aree interne del Centro Italia.

domenica 11 dicembre 2016

DECRETO SISMA E BUSTA PESANTE: FABRIANO E ALCUNI COMUNI CON LIMITAZIONI, PER ALTRI FRUIZIONE INTEGRALE, IN ATTESA DEL DECRETO DEFINITIVO.

Con l’avvicinarsi dell’approvazione in via definitiva del “decreto sisma”, si comincia a focalizzare l’attenzione sulla cosidetta “busta paga pesante”, ossia quello strumento rivolto alle popolazioni delle zone coinvolte e dal sisma del 24 agosto e dal triplice sisma del 26 e 30 ottobre scorso, magari in condizioni di disagio e alle prese magari con piccoli lavori di ristrutturazione degli immobili per piccoli danni subiti. Il Senato ha approvato il 23 novembre scorso, con modifiche, il ddl n. 2567 che converte in legge il decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, contenente interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016 e dagli eventi sismici successivi, del 26 e 30 ottobre.  Ora il 13 dicembre sarà esaminato in aula alla Camera.
Entrando nel maxiemendamento, nei 59 articoli di cui è costituito, si evidenziano alcuni provvedimenti circa l'applicazione della busta paga pesante”, ovverosia la corresponsione ai lavoratori dipendenti e ai pensionati dell'importo base degli stipendi e delle pensioni al lordo dei contributi e delle trattenute fiscali. Ad esempio, il comma 1 dell'emendamento numero 1.1000 dice: "Nei Comuni di Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto le disposizioni di cui agli articoli 45, 46, 47 e 48 si applicano limitatamente ai singoli soggetti danneggiati che dichiarino l'inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 con trasmissione agli uffici dell'Agenzia delle Entrate e dell'Istituto Nazionale per la previdenza sociale territorialmente competenti".
Che cosa significa? Gli articoli 45, 46, 47 e 48 sono quelli che dispongono la sospensione di tutti i pagamenti, versamenti e adempimenti tributari, e la sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali: la nuova legge estende, sì, tali agevolazioni anche ad alcuni comuni prima esclusi come Fabriano, ma soltanto a quei soggetti danneggiati in maniera diretta, senza considerare in alcun modo il cosiddetto danno indiretto.
L'emendamento numero 48.10, infatti, al comma 1-bis e 1-ter stabilisce che: "I sostituti d'imposta, ovunque fiscalmente domiciliati nei comuni di cui all'allegato 1 e 2, a richiesta degli interessati, non devono operare le ritenute alla fonte a decorrere dall’1 gennaio 2017 fino al 30 settembre 2017. La sospensione dei pagamenti delle imposte sui redditi, effettuata mediante ritenuta alla fonte, si applica per le ritenute operate ai sensi degli articoli 23, 24 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Nei Comuni di Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto le disposizioni di cui al comma precedente si applicano limitatamente ai singoli soggetti danneggiati". Quindi, tutti i lavoratori dipendenti residenti in uno dei Comuni compresi nel nuovo perimetro del "cratere" potranno chiedere e ricevere la cosiddetta "busta pesante" (anche ad esempio le vicine Cerreto d'Esi, Matelica, Fiuminata, Castelraimondo, Esanatoglia, Pioraco, S. Severino Marche, Cingoli, Camerino, Apiro, Sefro), tranne i Comuni di Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto. Per questi territori, infatti, l'agevolazione si applica limitatamente ai soggetti danneggiati in maniera diretta.
Ora bisognerà vedere se il passaggio in aula alla Camera, modificherà o correggerà quanto stabilito dal Senato, ma ormai è questione di giorni.
In occasione del sisma del 1997, il rimborso delle tasse congelate, avvenne nella misura del 40%, senza interessi fino a un massimo di 120 rate mensili e cominciò a giugno del 2009 con non poche polemiche, derivanti dalle lunghe ed estenuanti file agli sportelli dell’agenzia delle entrate e alle poste, per compilare la modulistica e scrivere gli f23.