Il 2019 sta giungendo velocemente al termine e tra poco daremo il benvenuto al nuovo anno, tra l'altro bisestile in quanto febbraio avrà 29 giorni.Tra meno di un mese ci troveremo catapultati nel nuovo anno, il 2020 che come secondo tradizione si spera possa essere migliore del precedente. E sempre secondo tradizione assodata andiamo a vedere come cadranno le festività del prossimo anno, che magari daranno la possibilità a chi vorrà, di fare qualche giorno di vacanza lunga, anche se il prossimo, non sarà un anno in cui ci saranno tanti ponti, in quanto molte feste cadranno di sabato e di domenica e soltanto due di martedì e quindi sarà possibile allungare il riposo di qualche giorno. (s.b.)
lunedì 16 dicembre 2019
venerdì 13 dicembre 2019
BUSTA PAGA PESANTE: ECCO LE MODALITÀ PER LA RESTITUZIONE
A seguito delle modifiche intervenute, le modalità di restituzione della busta paga pesante per lavoratori e pensionati residenti nei comuni del cratere sismico sono le seguenti:
Per l’elaborazione o aggiornamento del tuo F24 rivolgiti ai CAF CISL con tariffe agevolate per i nostri iscritti. Ricordati che se salti una rata o la paghi in ritardo puoi fare il ravvedimento oneroso Se restituisci tramite trattenuta in busta paga/pensione puoi chiedere al tuo sostituto d’imposta il conguaglio di quanto già versato e la rimodulazione delle rate utilizzando il modulo CISL in allegato qui sotto. Per maggiori informazioni chiedi al tuo delegato CISL o al tuo sindacalista CISL o rivolgiti a tutte le sedi della CISL Marche.
SCARICA IL MODULO DI CONGUAGLIO
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TERREMOTO 26 E 30 OTTOBRE 2016
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lunedì 9 dicembre 2019
FONDO COMETA: VALORE QUOTA MESE DI NOVEMBRE 2019
Anche i fondi pensione e quindi anche Cometa si avviano a chiudere questo 2019, con risultati tutto sommato positivi. La pensione di scorta dei metalmeccanici italiani ha raggiunto grosso modo l'obiettivo principale che era quello di far dimenticare i magri rendimenti del 2018. In particolare, brillanti risultati per i comparti bilanciati e azionari (Reddito e Crescita), mentre pur chiudendo probabilmente il 2019 in positivo, sono state contenute le performance delle linee garantite (Sicurezza, Sicurezza 2015 e Monetario Plus). Andamento che è stato registrato anche nel mese di Novembre (s.b.)
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venerdì 6 dicembre 2019
ONLINE LA PROCEDURA PER DICHIARARE PREMI DI RISULTATO/PRODUTTIVITÀ DETASSATI
Con circolare 5/E/2018, l’Agenzia delle entrate ha stabilito che, entro l’anno successivo alla data di versamento degli importi versati a titolo di Premio di risultato soggetto a detassazione per gli importi massimi indicati nella L. 208/2015 comma 184-bis alla Forma Pensionistica, l’iscritto è tenuto a comunicare l’importo versato al Fondo Pensione, richiamando le indicazioni già in essere per i contributi non dedotti.Se hai effettuato versamenti di premi di risultato tramite il tuo datore, ti suggeriamo di farti confermare l’importo da indicare relativo al 2018 dal tuo ufficio personale.
Non è pertanto sufficiente l’informazione ricevuta tramite datore di lavoro per ottenere la detassazione.
Potresti aver già ricevuto dal tuo datore una comunicazione che ti consigliamo di conservare per eventuali futuri controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
È on-line la funzione dispositiva che ti permette di effettuare la dichiarazione richiesta dall’agenzia delle entrate.
Entra nella tua area riservata con codice fiscale e password
Vai alla sezione CONTRIBUZIONE e procedi con la dichiarazione del riquadro PREMI DI PRODUTTIVITA’
Attenzione:
Gli importi devono essere dichiarati solo in questo riquadro e non nel riquadro Contributi Non Dedotti!
Il termine del 31/12 non è perentorio. Saranno accettate anche dichiarazioni pervenute successivamente.
(FONTE: COMETAFONDO.IT)
sabato 30 novembre 2019
VERTENZA WHIRLPOOL NAPOLI, POSIZIONI IMMUTATE
Resta inchiodata al palo la vertenza Whirlpool riguardante il sito di Napoli produttore di lavatrici. Dopo quasi sei mesi, dallo scorso 31 maggio, 7 incontri di cui sei in sede istituzionale al Mise, l'ultimo dei quali lo scorso 17 settembre, l'incontro con il premier Giuseppe Conte, una buona dose di scioperi, culminati con la manifestazione generale del gruppo a Roma, lo scorso 4 ottobre, le posizioni rimangono sostanzialmente immutate. Questa in estrema sintesi la chiave di lettura dell’ennesimo incontro svoltosi il 27 novembre, a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo economico in via Molise. Presente il ministro, Stefano Patuanelli, le Istituzioni locali, i rappresentanti del management aziendale, le segreterie nazionali e regionali di Fiom-Fim-Uilm, e il coordinamento delle Rsu del gruppo.
Alla ripresa del confronto al Mise, con cui governo e sindacati cercano di evitare la cessione del plant, che arriva un mese dall'annuncio del congelamento delle operazioni di vendita della fabbrica di lavatrici d'alta gamma, fino al prossimo marzo 2020, alla svizzera Prs, avvenuto il 30 ottobre, ossia un giorno prima della dead line, la posizione del management italiano della holding americana del bianco, resta quella di sempre: il sito di Napoli non è sostenibile e vanno trovate soluzioni alternative, ha ribadito durante il confronto il contry manager per l'Italia, l'ad Luigi La Morgia.
"Non abbiamo mai detto che avremmo disdettato il piano del 25 ottobre 2018, ma solo che abbiamo delle difficoltà a garantire la sostenibilità della produzione di lavatrici a Napoli. La garantiremo certo fino a marzo e siamo anche disposti a discuterne ma ad oggi, l’unica soluzione che garantirebbe l’occupazione è una riconversione", ha ribadito La Morgia ai sindacati continuando così a guardare ancora verso la soluzione di una cessione a Prs. "La società è ancora disponibile e garantirebbe tutti i lavoratori e noi non possiamo rimanere a Napoli, abbiamo difficoltà produttive", avrebbe aggiunto La Morgia declinando qualsiasi altra motivazione. La regione Campania, presente al tavolo per bocca dell'assessore al lavoro, ha annunciato di voler mettere sul tavolo 20 milioni di euro e la copertura delle eventuali esigenze di formazione del personale, per impedire che il sito di via Argine non abbia più un futuro.
"C'è bisogno di trovare una soluzione per tutti i lavoratori. Il governo- come dichiarato da Patuanelli- è disponibile a fare qualsiasi cosa per trovare una soluzione che garantisca la compatibilità del piano industriale firmato lo scorso anno", annunciando l'avvio di una serie di tavoli tecnici e una riunione plenaria da convocare per il 20 gennaio prossimo.
"Si avvia adesso quella che considero la parte più sfidante del percorso di rilancio produttivo del sito di Napoli che dovrà vedere istituzioni, azienda e sindacati coinvolte in maniera sinergica, al fine di trovare celermente una soluzione industriale definitiva in grado di garantire la continuità produttiva dello stabilimento e tutelare i lavoratori, anche attraverso gli strumenti già messi a disposizione dal Governo e altri che potranno essere individuati prossimamente”, ha detto Patuanelli.
Ma ovviamente quale aria tirerà e se il vento cambierà lo si capirà ben prima del 20 gennaio, già dai prossimi tavoli tecnici.
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martedì 12 novembre 2019
FONDO COMETA : VALORE QUOTA MESE DI OTTOBRE 2019
Lievissima flessione dei comparti di Cometa nel mese di ottobre, eccezion fatta per Crescita che anche in questo mese mostra il segno positivo. L'asset crescita, ossia quello più dinamico, pensato per le generazioni più giovanti sfiora ormai un rendimento a due cifre e comunque anche tutti gli altri si mantengono in terreno positivo da inizio 2019. (s.b.)
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mercoledì 6 novembre 2019
CUNEO FISCALE, CHE COSA E'?
Si è molto parlato e si continua a parlare in queste settimane, mesi del taglio del cuneo fiscale, uno dei provvedimenti della Legge di Bilancio 2020. Il taglio del cuneo fiscale consisterà in una riduzione delle tasse sul lavoro e un conseguente incremento in busta paga, che dovrebbe partire dopo la metà del prossimo anno, anche se è ancora da definire quale sia la platea dei soggetti interessati e la eventuale rimodulazione in base al reddito individuale.
Già ma cosa è il cuneo fiscale? L'effetto del cuneo fiscale è quello in pratica, di far raddoppiare in Italia il costo del lavoro. Si perchè si tratta dell'insieme delle imposte e dei contributi sociali che di fatto fanno la differenza tra le retribuzione netta che ogni mese finisce nelle tasche del lavoratore e il costo del suo datore di lavoro. Una forbice, un differenziale, un cuneo appunto tra quello che prende il lavoratore e quello che spende l'azienda.
Già ma cosa è il cuneo fiscale? L'effetto del cuneo fiscale è quello in pratica, di far raddoppiare in Italia il costo del lavoro. Si perchè si tratta dell'insieme delle imposte e dei contributi sociali che di fatto fanno la differenza tra le retribuzione netta che ogni mese finisce nelle tasche del lavoratore e il costo del suo datore di lavoro. Una forbice, un differenziale, un cuneo appunto tra quello che prende il lavoratore e quello che spende l'azienda.
Lo schema è presto fatto quindi:
CUNEO FISCALE = COSTO TOTALE DEL LAVORO - RETRIBUZIONI NETTE
O ancora più nello specifico:
CUNEO FISCALE = IMPOSTE E CONTRIBUTI A CARICO DELL'AZIENDA (IRAP, INAIL, INPS) + IMPOSTE E CONTRIBUTI TRATTENUTI AL DIPENDENTE IN BUSTA PAGA (IRPEF e INPS).
Il cuneo fiscale italiano risulta essere uno dei più pesanti al mondo. In Italia la percentuale media del cuneo fiscale, è stimata al 47,9%, secondo quanto diffuso dall'Ocse nel suo rapporto Taxing wages 2019, dedicato al cuneo fiscale, per un lavoratore standard single e senza figli a carico è sottoposto a un cuneo fiscale del 47,9%. La percentuale è composta per il 16,7% di imposte personali sul reddito e per 31,2% di contributi previdenziali che ricadono in parte sul lavoratore (7,2%) e in parte sul datore di lavoro (24,0%). Ciò vuole dire che su 100 euro spesi dall'azienda per un rapporto di lavoro dipendente, 47,9 € vanno allo Stato sotto forma di imposte e contributi, mentre 52,1 € sono quelli incassati effettivamente dal dipendente. In pratica per ogni mille euro di stipendio netto, la sua azienda deve spenderne poco meno di duemila.
La finalità del taglio, sarebbe quindi quella di aumentare i salari netti dei lavoratori e conseguentemente dare una spinta ai consumi. Le stime prevedono un benefit di circa 40 € netti in busta paga per coloro che posseggono un reddito compreso tra 8000 e 35000 euro annui.
La finalità del taglio, sarebbe quindi quella di aumentare i salari netti dei lavoratori e conseguentemente dare una spinta ai consumi. Le stime prevedono un benefit di circa 40 € netti in busta paga per coloro che posseggono un reddito compreso tra 8000 e 35000 euro annui.
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