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giovedì 29 febbraio 2024

CCNL 2024 - 2027, IPOTESI DI PIATTAFORMA

Il 30 giugno 2024 scade il Ccnl Federmeccanica–Assistal firmato unitariamente da Fim, Fiom e Uilm il 5 febbraio 2021. La piattaforma che riporta le richieste di Fim, Fiom e Uilm per il rinnovo contrattuale, approvata da parte degli Organismi dirigenti e dell’«Assemblea dei 500» svoltasi a Roma, saranno illustrate nelle assemblee ai lavoratori e alle lavoratrici e sottoposte al loro giudizio, con il referndum dell'9 e 10 aprile. 

Il rinnovo contrattuale riguarda – secondo i più recenti dati dell’Inps – più di 1,5 milioni di lavoratori e di lavoratrici in 30 mila aziende che nel 2022 hanno prodotto l’8% del Pil italiano, rappresentano il 6,2% dell’occupazione e il 45% delle esportazioni del nostro Paese, mentre se si fa riferimento al solo settore manifatturiero, la metalmeccanica rappresenta quasi il 50% del valore aggiunto e il 44% dell’occupazione industriale. Il 30 giugno 2024 scade il Ccnl Federmeccanica–Assistal firmato unitariamente da Fim, Fiom e Uilm il 5 febbraio 2021.

La piattaforma, contiene le richieste di Fim, Fiom e Uilm per il rinnovo contrattuale che dopo l’approvazione da parte degli Organismi dirigenti e dell’«Assemblea dei 500» svoltasi a Roma, saranno illustrate nelle assemblee ai lavoratori e alle lavoratrici e sottoposte al loro giudizio, l’8 e 10 aprile sarà sottoposta al referendum dei lavoratori. Successivamente sarà presentata a Federmeccanica e Assistal.

Si tratta di una piattaforma che intende rappresentare le esigenze del lavoro metalmeccanico e fornire risposte adeguate per rimettere al centro il lavoro industriale e investire nelle nuove generazioni e consta di 11 capitoli, dal welfare integrativo alla formazione. Tra le richieste quella di innalzare a 250 euro (da 200 euro) i flexible benefit esentasse e di ridurre fino a 35 ore il lavoro settimanale. I metalmeccanici, chiedono unitariamente un aumento medio dello stipendio, per il triennio 2024-2027, di 280 euro sul trattamento economico minimo del livello C3 del nuovo inquadramento contrattuale (ex-5°cat). 

Il rinnovo contrattuale riguarda – secondo i più recenti dati dell’Inps – più di 1,5 milioni di lavoratori e di lavoratrici in 30 mila aziende che nel 2022 hanno prodotto l’8% del Pil italiano, rappresentano il 6,2% dell’occupazione e il 45% delle esportazioni del nostro Paese, mentre se si fa riferimento al solo settore manifatturiero, la metalmeccanica rappresenta quasi il 50% del valore aggiunto e il 44% dell’occupazione industriale.



VISUALIZZA QUI L'IPOTESI DI PIATTAFORMA 2024 - 2027 

sabato 26 novembre 2016

RAGGIUNTA L'IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI

Contratto doveva essere e alla fine l'intesa è stata raggiunta. Dopo tredici mesi di negoziato,  20 ore di sciopero, manifestazioni, presidi e assemblee e quasi quattro giorni di serrato faccia a faccia con la controparte datoriale, cominciato mercoledì scorso  si mette la firma sul più difficile rinnovo del contratto dei metalmeccanici della storia, quello che una volta era definito la "madre di tutti i contratti", per la sua valenza di un settore cardine dell'economia italiana e che oggi, pur nonostante la crisi industriale del paese, occupa oltre un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori. Scaduto a dicembre 2015, questa volta il negoziato era partito tutto in salita, in quanto in presenza di un fattore inedito, ossia la "deflazione", ossia l'inflazione al contrario, portando Federmeccanica a proporre di non erogare nessun aumento, in quanto nel triennio 2012-2015, il passato contratto dei metalmeccanici aveva erogato, secondo Federmeccanica, 73 euro mese in più rispetto ai tassi d’inflazione effettivi, e che questi aumenti sarebbero bastati per non erogare salario per il nuovo contratto.
Ecco in estrema sintesi i punti salienti dell' ipotesi di accordo: aumento di 92 euro nella busta paga. L’intesa contrattuale, per il periodo 2016–2019, è la prima dopo otto anni, ossia due rinnovi separati, senza le tute blu della Cgil. Ma stavolta è stato firmato da Federmeccannica, Assistal e le tre sigle sindacali Fiom, Fim e Uilm. A regime, si stimano incrementi mensili medi in busta paga di 51,7 euro per la prevista inflazione (con un tasso stimato al 2,7%), di 7,69 euro per la previdenza integrativa, di 12 euro per l’assistenza sanità, estesa ai familiari. A cui si aggiungono 13,6 euro di salario non tassato (che includono 450 euro annui di ‘ticket’ più l’una tantum di 80 euro da erogare a marzo prossimo). Completano il quadro 7,69 euro di formazione, che fanno precisamente 92,68 euro mensili in più. Sul filo di lana sono stati infatti superati gli scogli: niente decalage e recupero del 100% dell’inflazione per tutta la durata del contratto e riconoscimento pieno degli scatti di anzianità.
Salario ​- Riconoscimento dell'inflazione ex post anno su anno a partire dal 2017. Incrementi retributivi dal mese di giugno di ciascun anno (e non gennaio).
Assistenza sanitaria - Prevista Meta'salute, l'assistenza sanitaria integrativa (156 euro totalmente a carico delle aziende e riconosciuto a tutti i lavoratori metalmeccanici e ai loro familiari a carico, anche ai conviventi).
Welfare aziendale - Previsti Flexible Benefits pari a 100 euro nel 2017, 150 euro nel 2018, 200 euro nel 2019. Soldi netti da spendere, a titolo di esempio, come "carrello della spesa", buoni carburante, spese scolastiche, e altri beni e servizi.
Formazione - Dal 1 gennaio 2017 le aziende coinvolgeranno i lavoratori a tempo indeterminato ad effettuare, nel triennio, almeno un percorso di formazione di 24 ore pro-capite a loro carico. In assenza di percorsi aziendali, il lavoratore ha il diritto di ricercare e partecipare a corsi di formazione all'esterno, con un contributo di spese direttamente a carico delle aziende fino a 300 euro.
Diritto allo studio - Per i lavoratori studenti universitari, oltre i giorni retribuiti per ciascun giorno d'esame e le 120 ore annue non retribuite, le 150 ore retribuite triennali (50 ore annue) potranno essere utilizzate con maggior flessibilita' per la preparazione degli esami. Oltre i 9 esami triennali il lavoratore avra' diritto a 16 ore retribuite aggiuntive per ogni esame.
Congedi parentali - Il padre lavoratore e la madre lavoratrice, per ogni bambino nei primi suoi dodici anni di vita, hanno diritto al congedo parentale che potra' essere utilizzato anche su base oraria (a gruppi di due o quattro ore) oltreche' giornaliera o continuativa.
Previdenza complementare - Cometa, la previdenza integrativa, vede aumentare il contributo a carico dell'azienda dall'1,6% al 2% per incentivare e valorizzare uno strumento fondamentale per le pensioni del futuro, soprattutto per i giovani.
Permessi per eventi, cause particolari, ex art 33, L.104. - Il lavoratore ha diritto ad usufruire di 3 giorni di permesso retributi in caso di decesso o di grave infermita' del consiuge anche legalmente separato, o di un parente di secondo grado anche non convivente. I permessi legge 104 sono cumulabili; il lavoratore deve presentare un piano di programmazione mensile.
Salute e sicurezza - Istituita un Commissione con il compito di realizzare un evento annuale a livello nazionale, degli approfondimenti. Nelle aziende con almeno 200 dipendenti si terranno due incontri annuali nelle diverse aree di lavoro, per meta' del tempo in orario di lavoro, sui fattori di rischio e per individuare le possibili soluzioni; saranno sperimentati i cosiddetti break formativi dei lavoratori, di 15/20 minuti in orario di lavoro, di aggiornamento sulle procedure di sicurezza dell'area di lavoro. Si introduce infine una piccola ma significativa novita', prevedendo Gli RLS saranno dotati di elementi di identificazione (cartellino, badge, spilla, ecc.) per valorizzare il loro ruolo in azienda. Vengono aumentate lievemente le ore a disposizione del singolo RLS nelle aziende oltre i 300 dipendenti (elevate a 72 ore annue) e oltre i 1000 (elevate a 76 ore annue).
Trasferimenti - Per i trasferimenti individuali di sede di lavoro viene portata a 52 anni (oggi 50) per gli uomini e a 48 per le donne (oggi 45) l'eta' oltre la quale i trasferimenti possono avvenire solo in casi eccezionali.
Comitato consultivo di partecipazione - Viene istituito nelle aziende con oltre 1.500 dipendenti e con almeno due unita' produttive con piu' di 300 dipendenti, o almeno una unita' produttiva con almeno 500 dipendenti, su richiesta di una delle parti. Il comitato verra' convocato dall'azienda in caso di scelte strategiche rilevanti su cui verra' chiesto il parere del sindacato.

Per validare l'intesa, dopo le assemblee nei luoghi di lavoro, ci sarà un referendum vincolante sull’accordo, che dovrà essere approvato dalla maggioranza dei lavoratori che saranno chiamati a votare il 19, 20 e 21 dicembre prossimi. Il contratto sarà valido se la maggioranza semplice dei lavoratori coinvolti si esprimerà a favore, un principio che le stesse imprese hanno riconosciuto valido in un allegato al testo dell'accordo.

Per visualizzare il testo dell'ipotesi raggiunta, clicca sul link sottostante.

ECCO IL TESTO FIRMATO

martedì 22 novembre 2016

DOMANI COMINCIANO I TRE GIORNI CRUCIALI PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI


Cominciano domani alle ore 11,00 a  Roma presso la sede di Confindustria le 72 ore che probabilmente segneranno la storia di questo rinnovo del contratto dei metalmeccanici, scaduto il 31 dicembre 2015 e il cui negoziato per il rinnovo è arrivato ormai a dodici mesi.
Nelle tre riunioni in plenaria fissate per il 23-24-25 novembre, dopo le intese ed i testi scritti nelle riunioni tecniche, su materie come ambiente e sicurezza, previdenza complementare, sicurezza integrativa, si affronteranno altri punti importanti che spaziano dall'inquadramento professionale agli appalti, dalle trasferte all'orario di lavoro, ma soprattutto dal recepimento del testo unico sulla rappresentanza, al nodo più scottante, ossia quello del salario. I sindacati chiedono a Federmeccanica di poter recuperare il 100%dell'inflazione. La federazione delle aziende metalmeccaniche ha ribadito che la posizione è quella del 28 settembre. 
Il numero uno della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, ha ricordato che ci sono stati passi avanti su diversi  temi. Per esempio, sul capitolo salute e sicurezza "abbiamo raccolto  la migliore esperienza contrattuale e aziendale di condivisione dei percorsi, sia in termini di prevenzione che dopo che si verificano gli incidenti sul lavoro. Abbiamo confermato la tre giorni di incontri per tentare un affondo su tutti i temi, compreso il salario". Bentivogli ha ribadito che restano dei nodi ancora da risolvere, partendo proprio dal salario. Ma anche sull'inquadramento professionale resta da fare un po' di strada. Sulla stessa diffusione del secondo livello di contrattazione bisogna ancora trovare delle soluzioni. "Resta dunque un ultimo blocco da risolvere - ha concluso Bentivogli - sul salario la premessa è che ci debba essere il recupero del 100% dell'inflazione, perché già è bassa e dunque non è possibile non darla tutta".
Tre giorni che potrebbero segnare in maniera definitiva il destino del contratto dei metalmeccanici, che vede coinvolti circa un milione e mezzo di lavoratori.  L'altra cosa importante, se si giungesse all'intesa, in ottica sindacale sarebbe la ritrovata unità di Fim, Fiom e Uilm. Un esito non proprio scontato negli ultimi quindici anni visto che solo nel 2006 e nel 2008 i contratti sono stati chiusi con la firma di tutti e tre gli attori sindacali sindacali.

lunedì 24 ottobre 2016

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DEI METALMECCANICI, INTERESSANTI NOVITA' PER METASALUTE E COMETA



Sembra aver oltrepassato lo striscione dell'ultimo chilometro e si intravede la bandiera a scacchi dell'arrivo la trattativa del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. L'aria che si respira, di moderato ottimismo fa pensare di essere quindi in discesa, alle ultime battute, la vertenza, giunta ormai a dieci mesi dalla scadenza del contratto, dello scorso dicembre 2015 e in corso da un anno con momenti di tensione, culminati con gli scioperi e con lunghi silenzi tra le parti, con Federmeccanica ferma per molto tempo sulla sua posizione iniziale, anche se il principale motivo del contendere, ossia la parte economica è ancora da definire e da quadrare. Intanto su alcune parti sono state trovate quelle convergenze tra le parti, che hanno permesso di scrivere i testi, come ad esempio sul welfare integrativo, che contiene novità importanti e interessanti.
Per ciò che concerne la previdenza complementare, a decorrere dal 1° gennaio 2017 la contribuzione a carico delle aziende a favore dei lavoratori iscritti al Fondo di previdenza complementare Cometa aumenterà dall'attuale 1,6% al 2% dei minimi contrattuali; da quella data i lavoratori iscritti potranno versare una contribuzione almeno pari all'1,2% del minimo contrattuale.
Per quanto riguarda invece l'assistenza sanitaria integrativa, dal 1° gennaio 2017 tutti i lavoratori in forza alla medesima data saranno iscritti al Fondo MètaSalute (salvo rinuncia scritta dei singoli lavoratori); contemporaneamente è stato esteso il diritto all'iscrizione al Fondo anche ai lavoratori con contratto part ­time, con contratto di apprendistato e con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a 6 mesi a decorrere dalla data di iscrizione; in tale ultimo caso l'iscrizione è automaticamente prolungata in caso di proroga del contratto. A decorrere dal 1° gennaio 2017 la contribuzione sarà pari a 156 euro annui a totale carico dell'azienda, comprensiva delle coperture per i familiari fiscalmente a carico, senza alcun costo per i lavoratori. Quest'anno il versamento è stato di 9 euro al mese (3  da parte del lavoratore e 6 da parte dell'azienda).

mercoledì 12 ottobre 2016

INFORMACONTRATTO N° 20


Si è svolto oggi a Roma, dopo quello del 28 settembre scorso che aveva riaperto la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici un nuovo round del negoziato, scaduto il 31 dicembre 2015.

mercoledì 17 agosto 2016

CONTRATTO DEI METALMECCANICI, A SETTEMBRE RIPRENDERA' LA VERTENZA

Sarà un “autunno caldo” quello che si prospetta da settembre in poi sul versante sindacale? I presupposti sembrano esserci tutti, se come certifica l’Istat a giugno scorso, ci sono 8,2 milioni di lavoratori, tra pubblico e privato in attesa del rinnovo del contratto scaduto. I contratti che sono scaduti sono ben 50, ma in prospettiva immediata ce ne sono altri che andranno in scadenza nei prossimi mesi. E tra quelli scaduti, come noto c’è, quello dei metalmeccanici industria, scaduto a dicembre 2015, sul cui rinnovo c’era la consapevolezza di trovarsi di fronte per il contesto economico dei nostri tempi, al più difficile rinnovo della storia.
La vertenza simbolo, quella dei metalmeccanici, che riguarda 1 milione e 600 mila lavoratori, si è incattivita e si preparano, dopo la pausa feriale di agosto altri scioperi e iniziative. Nella storia delle relazioni industriali italiane,il contratto delle tute blù, ha sempre avuto un ruolo preponderante, anticipando spesso soluzioni nuove, essendo il termometro dei rapporti tra le parti. Il meccanismo si è incagliato contro lo scoglio della deflazione (il contrario dell’inflazione con prezzi in calo), con le aziende che sostengono, nella loro contro-piattaforma che il potere d’acquisto è tutelato e non c’è ragione di dare aumenti di salario per questa voce mentre sarebbe logico darli solo in azienda in relazione alla produttività. Da qui la proposta iniziale di Federmeccanica di aumento di 2,67€ in tre anni, per poi chiedere indietro, o meglio scontare il differenziale inflazionistico di 75 € (74,68 € per la precisione), portati a casa da Fim e Uilm nella tornata contrattuale del dicembre 2012, ritenuto non dovuto in virtù della deflazione.
La piattaforma contrattuale di Fim e Uilm, presentata a luglio del 2015, aveva i seguenti capisaldi: garantire la partecipazione dei lavoratori e tutelare i salari dall’inflazione, incremento salariale di 105 euro al mese per i dipendenti di quinta categoria. Contrattazione di secondo livello cheva articolata a livello aziendale o territoriale per gruppi di piccole imprese. Previdenza: aumentare quella complementare pensionistica e sanitaria. Sistema d’inquadramento: riforma di un meccanismo ritenuto vetusto da tempo, con passaggio dalle attuali dieci categorie a un sistema di cinque fasce professionali.
Il braccio di ferro tra sindacati e industriali (Federmeccanica e Assistal) si è dipanato nei ben 16 incontri svolti, ma le posizioni sono rimaste molto distanti. L’impegno di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil è rivolto a un nuovo contratto nazionale in grado di rinnovare qualitativamente le relazioni industriali, migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l'occupazione, far ripartire gli investimenti e avviare una nuova politica industriale.
Il nodo principale resta l’aumento salariale. La proposta formulata da Federmeccanica e Assistal, infatti, non riconosce al 95 per cento dei lavoratori alcun aumento, rendendo così inutile e residuale il contratto nazionale. Fim, Fiom e Uilm, in un inedito contesto unitario, tornate coese dopo otto anni di divisioni, forse più per una necessità contingente, che per una maturazione sindacale, rimarcano invece la necessità di confermare il sistema su due livelli, con il ruolo generale del Ccnl sulle normative e sulla tutela del potere d'acquisto del salario, insieme alla qualificazione e all’estensione della contrattazione di secondo livello (aziendale e territoriale) per tutte le persone che lavorano nelle imprese metalmeccaniche.
Uniche note positive della piattaforma padronale sono sul versante del welfare, sia per l’assistenza sanitaria di Metasalute con l’estensione a tutti i lavoratori e alle loro famiglie, azzerati i contributi del lavoratore al fondo sanitario di categoria, cui l’azienda darà 156 euro annui (pari a una copertura assicurativa con valore di mercato di 700 euro), ma anche sul fronte della previdenza complementare di Cometa con l’aumento della contribuzione del lavoratore dall’1,6% al 2% a totale carico dell’azienda.
Intanto sono state oltre 20 ore di scioperi complessivi da aprile a oggi, che hanno visto una straordinaria prova di maturità e partecipazione dei lavoratori e all’orizzonte ci sono nuove mobilitazioni che possano spingere Federmeccanica a fare marcia indietro rispetto alla volontà di erogare incrementi salariali solo per quei lavoratori sotto il salario minimo di garanzia lasciando che per tutti gli altri sia la contrattazione aziendale a decidere degli aumenti in busta paga, in poche parole la proposta su cui è ferma dal lontano 22 dicembre 2015.

giovedì 7 luglio 2016

RINNOVO CCNL METALMECCANICI: SCIOPERO E PRESIDI



Continuano le iniziative dei metalmeccanici per cercare di sbloccare la trattativa sul rinnovo del contratto nazionale di categoria, scaduto il 31 dicembre 2015. La rigidità di Federmeccanica e Assistal su diversi punti del negoziato, come ad esempio la proposta sul salario fatta dagli industriali meccanici che infatti non riconosce al 95% dei lavoratori alcun aumento, è alla base dello stallo del negoziato da ormai otto mesi.
Per Fim Fiom e Uilm, invece, va confermato il sistema su due livelli, con il ruolo generale del Ccnl sulle normative e sulla tutela del potere d'acquisto del salario, insieme alla qualificazione ed estensione della contrattazione di 2° livello aziendale e territoriale, per tutte le persone che lavorano nelle imprese metalmeccaniche.

mercoledì 22 giugno 2016

NOI NON MOLLIAMO IL CONTRATTO!!!

Ad appena una settimana dalla tornata degli scioperi, con adesioni altissime, culminati con le manifestazioni regionali i metalmeccanici tornano a rullare i tamburi di guerra chiedendo a gran voce il rinnovo del contratto nazionale di categoria, il cui negoziato sembra essersi arenato di fronte all'intransigenza di Federmeccanica e Assistal.

venerdì 10 giugno 2016

"VOGLIAMO IL CONTRATTO" I METALMECCANICI DELLE MARCHE RISPONDONO COMPATTI A FEDERMECCANICA.


"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare", così recitava il compianto John Belushi nel film Animal House. E anche i metalmeccanici delle Marche, oggi hanno mostrato i muscoli in maniera compatta. Sono state infatti oltre tremila le tute blu marchigiane scese in piazza a Senigallia per la manifestazione organizzata da FIM, FIOM e UILM a sostegno del rinnovo del contratto nazionale di lavoro, in contemporanea allo sciopero di 8 ore, proclamato a livello regionale. Oggi hanno manifestato anche i lavoratori e le lavoratrici delle regioni Umbria, Liguria, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Basilicata, mentre il 15 giugno, sarà la volta della Sicilia, Sardegna e Calabria. Anche dalla manifestazione conclusasi nella location della Rotonda di Senigallia, dove il serpentone delle tute blu è confluito, dopo il corteo che ha paralizzato il traffico senigalliese, proviene una forte sollecitazione a Federmeccanica e Assistal, affinché abbandonino le rigidità che le hanno accompagnate in questi ormai quasi sette mesi di negoziato e 17 incontri e ascoltino le ragioni dei lavoratori e le richieste sindacali, aprendo finalmente un confronto vero per innovare le relazioni industriali e realizzare un contratto per tutti i metalmeccanici. Il tavolo, come noto è incagliato sul nodo salario, ma non solo. Infatti le proposte di Federmeccanica e Assistal sulle retribuzioni, vedrebbero il congelamento dei minimi tabellari al 31 dicembre del 2015 e aumenti dal 2017 solo per chi è a paga sindacale nazionale, in pratica solo a chi si trova sotto questa soglia, escludendo di fatto, non soltanto coloro che godono di trattamenti individuali, ma anche tutti i lavoratori delle aziende dove vige un contratto aziendale. In pratica, a vedersi riconosciuto l'aumento, sarà, in tutta Italia, solo il 5% dei metalmeccanici. Oltre all'aspetto economico, a preoccupare è anche il modello che Federmeccanica, intende introdurre: in pratica si propone un sistema in cui la contrattazione aziendale, anziché essere integrativa della contrattazione nazionale, diventerebbe alternativa a essa, avviando un percorso il cui esito sarebbe, nei timori di FIM, FIOM e UILM, la progressiva cancellazione del contratto nazionale stesso. 
L'adesione allo sciopero in provincia di Ancona supera l'85% medio, ecco il dettaglio: INDESIT/WHIRLPOOL 90%, ARISTON THERMO 90%, FABER 70%, ELICA 90%, CATERPILLAR 80%, CAB PLUS 90%, PIERALISI 50%, ASK 85%, AP 70%, FINCANTIERI 95%, CRN 95%, CEBI 75%, OMAS 70%, SKG 90%.

 

martedì 3 maggio 2016

VENERDI' 6 MAGGIO RIPRENDE IL NEGOZIATO PER IL RINNOVO DEL CCNL DEI METALMECCANICI

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orneranno a sedersi intorno  al tavolo in Confindustria a Roma, venerdì 6 maggio alle ore 10.30, Federmeccanica e Assistal, che  hanno convocato Fim, Fiom, Uilm . All’ordine del giorno la ripresa della trattativa per il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici, sospesa lo scorso 24 marzo, e dopo il riuscitissimo sciopero generale nazionale di quattro ore del 20 aprile scorso, che ha visto le unions dei metalmeccanici italiani, unite a fianco a fianco dopo otto anni di divisioni.
Obiettivo, ritrovare al più presto la via del negoziato per il rinnovo del Ccnl di settore scaduto lo scorso 31 dicembre, ripartendo dal punto dove il confronto si era interrotto. Gli imprenditori metalmeccanici devono rivedere la proposta contrattuale che hanno presentato e riproposto anche prima e dopo la nostra mobilitazione, a partire dalla questione salariale.
Si cerca dunque di riannodare i fili del dialogo anche se la distanza tra le parti resta profonda soprattutto, come detto sul versante del salario.
Federmeccanica, infatti, non sembra intenzionata ad abbandonare uno schema contrattuale che veda aumenti salariali solo se legati ad aumenti di produttività mentre nulla è previsto sul contratto nazionale eccezion fatta per quei salari di sotto il minimo di garanzia che però rappresentano non più del 5% del totale.
Fim Fiom e Uilm invece continuano a chiedere aumenti in busta paga per tutti i lavoratori unitamente ad una contrattazione aziendale, ma anche territoriale, forte. È su questo punto, essenzialmente, che le parti dovranno mediare visto che sulla parte relativa al welfare aziendale proposto da Federmeccanica c'è una sostanziale condivisione.