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mercoledì 31 agosto 2016

DAL 2 SETTEMBRE AL VIA L'ASSEGNO DI RICOLLOCAMENTO

Dal 2 settembre i disoccupati da oltre 4 mesi potranno presentare domanda per ottenere il voucher di Disoccupazione da 2 mila a 5 mila euro previsto dalla legge di stabilità 2016. Si tratta di un assegno di ricollocamento che va ad affiancare le altre misure introdotte dal Jobs Act a sostegno dei disoccupati come naspi, Asdi e Dis-Coll.

Il voucher di disoccupazione funziona come un assegno di ricollocamento per i disoccupati che risultano ancora senza lavoro dopo 4 mesi di fruizione dell’indennità di disoccupazione. L’assegno potrà essere utilizzato presso i Centri per l’impiego o altri centri privati accreditati per l’acquisto di servizi mirati alla riqualificazione professionale e al reinserimento nel mondo del lavoro. Il disoccupato cui sarà assegnato il voucher di disoccupazione potrà scegliere la struttura cui affidarsi, la quale sarà retribuita direttamente dallo Stato o dalla Regione soltanto quando il disoccupato avrà trovato un nuovo lavoro.
L’importo dell’assegno di ricollocazione potrà variare da 2 a 5 mila euro a seconda del profilo professionale del disoccupato: più è basso il grado di occupabilità, più alto sarà l’assegno a sua disposizione.

Per fare domanda per il voucher di disoccupazione, bisognerà registrarsi al Portale Unico Persone in Cerca di Lavoro e, successivamente, sostenere un colloquio presso il Centro per l’Impiego al fine di individuare l’esatto profilo professionale. Al disoccupato verrà poi chiesto di sottoscrivere un Patto di servizio nel quale si impegna a partecipare a tutte le iniziative formative ritenute necessarie alla sua ricollocazione e ad accettare le offerte di lavoro compatibili con il suo profilo professionale che dovessero essergli offerte.

sabato 30 maggio 2015

DAL 1° MAGGIO SONO PARTITI LA NASPI E L'ASDI. COME FUNZIONANO I NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI

Lo scorso 1° maggio sono entrati in funzione  altri due ammortizzatori sociali previsti dal Jobs act, Naspi e Asdi. Particolare attenzione sulla Naspi, acronimo di  Nuova assicurazione sociale per l’impiego, che sostituisce l’Aspi e la mini Aspi, fornendo un sostegno ai lavoratori dipendenti che abbiano perso il posto. L’Asdi, invece, introdotto in via sperimentale per il 2015, intende venire incontro ai disoccupati che, esaurita la Naspi, siano ancora senza lavoro e in gravi difficoltà economiche. Ma vediamo come funzionano. A chi spetta la Naspi – L’indennità è riservata ai lavoratori dipendenti che perdono il posto di lavoro in modo involontario a partire dal’1° maggio. La platea di beneficiari comprende anche gli apprendisti, gli artisti con contratto di lavoro dipendente e i soci lavoratori di cooperative di produzione lavoro. Il sussidio è riconosciuto anche ai dipendenti che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa, secondo i termini di legge, e nei casi di risoluzione consensuale del contratto durante la procedura di conciliazione obbligatoria. Sono esclusi gli assunti a tempo indeterminato dalle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli, che seguono normative specifiche. Per avere accesso alla Naspi il richiedente, oltre ad essere disoccupato, deve avere versato i contributi per almeno 13 settimane nei quattro anni precedenti la perdita del lavoro e deve avere lavorato per almeno 30 giorni nei dodici mesi prima dell’evento di disoccupazione. Il beneficiario dell’indennità sarà poi vincolato a partecipare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai centri per l’impiego. In caso contrario, l’erogazione del sussidio sarà interrotta.
A quanto ammonta il sussidio – Se la retribuzione media mensile del richiedente non supera i 1.195 euro (valore relativo al 2015 e rivalutabile annualmente), l’indennità sarà pari al 75% di questa cifra. Se invece il tetto viene superato, a questo valore bisogna aggiungere il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e 1.195 euro. A ogni modo, l’importo del sussidio non può superare i 1.300 euro nel 2015 e anche in questo caso si tratta di una cifra da rivalutare ogni anno. Infine, bisogna ricordare che il valore dell’assegno viene ridotto del 3% ogni mese, a partire dalla quarta mensilità di fruizione.
Quanto dura l’assegno - Per calcolare la durata della Naspi, bisogna prendere il numero delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni e dividerlo per due. Ma dal conteggio vanno esclusi i periodi che hanno già dato luogo all’erogazione di altre indennità di disoccupazione. In ogni caso, l’erogazione del sussidio non può superare i 24 mesi fino al 2016. Dal 1 gennaio 2017, la durata massima dell’indennità sarà ridotta a 18 mesi.

Asdi, il sussidio per chi esaurisce la Naspi - E come detto, il 1° maggio è anche il primo giorno dell’Asdi, Assegno di disoccupazione, anch’esso introdotto a marzo dal Jobs act. Si tratta di una misura sperimentale, valida solo per il 2015. Il sussidio è pensato per quei disoccupati che, una volta esaurita la Naspi, si trovino ancora senza lavoro e in condizioni di particolare disagio economico, secondo i parametri Isee. L’assegno sarà erogato in via prioritaria ai disoccupati con figli minorenni e a quelli prossimi al pensionamento. Anche in questo caso, come per la Naspi, prima di potere fare richiesta dell’ammortizzatore sociale bisogna attendere la pubblicazione della relativa circolare Inps. Eppure, stavolta i tempi si preannunciano più lunghi: i ministeri del Lavoro e dell’Economia devono prima emanare un decreto interministeriale che disciplini la materia. In ogni caso, la durata massima dell’Asdi sarà di sei mesi e l’importo corrisponderà al 75% dell’ultimo trattamento Naspi. Il disoccupato dovrà partecipare ai corsi di formazione, di orientamento e di ricerca attiva di una nuova occupazione, proposti dai centri per l’impiego: in caso contrario, il sussidio non gli sarà erogato.