venerdì 13 maggio 2016

IL 30 GIUGNO SI CHIUDE LA SECONDA FINESTRA PER POTER ADERIRE A METASALUTE, AFFRETTIAMOCI!!!!


Il 30 giugno si chiuderà la seconda finestra per aderire a Metasalute, il fondo di previdenza sanitaria dei metalmeccanici. L’iscrizione decorrerà dal 1° giorno del trimestre successivo alla compilazione del modulo (nei mesi di: gennaio, aprile, luglio, ottobre) mentre le prestazioni sanitarie decorreranno dal 1° giorno del trimestre successivo a quello di iscrizione. Ad esempio, per i lavoratori che aderiscono entro il 30/06/2016 l’iscrizione partirà dal 1° luglio 2016, mentre le prestazioni decorreranno dal 1° ottobre 2016
Per cui è importantissimo che chi voglia aderire lo faccia in tempi rapidi, prima ci si iscrive e prima si comincia ad usufruire delle numerose ed interessanti prestazioni previsto dal piano sanitario 2016. L'iscrizione, avviene ricordiamo compilando il modulo da consegnare alla propria azienda, che provvederà ad inoltrarlo al fondo.
Il lavoratore che aderisce a MètaSalute dovrà versare al fondo 3 € al mese. Il contributo viene trattenuto direttamente in busta paga ed è deducibile dal reddito. Sarà il datore di lavoro ad effettuare il versamento e la deduzione fiscale senza alcun pensiero per il lavoratore. E’ prevista, inoltre, una quota a carico dell’azienda pari a 6 euro mensili per finanziare la tua copertura sanitaria.
Contribuzione lavoratore
La contribuzione a carico del lavoratore è quella prevista dal CCNL dell’industria metalmeccanica e dell’installazione degli impianti nonché per gli orafi e gli argentieri dall’Accordo del 25 luglio 2013 sottoscritto da Confindustria Federorafi e dall’Associazione Argentieri.
A decorrere dal 1 gennaio 2016, e per tutto l’anno, il contributo a carico del lavoratore che deciderà di iscriversi a mètaSalute è pari a 3 euro mensili.
Il datore di lavoro provvederà a trattenere la quota direttamente dalla busta paga e la verserà - unitamente a quella a suo carico - con cadenza trimestrale al Fondo.
Le somme versate a mètaSalute non concorrono a formare reddito imponibile e vengono dedotte direttamente dall’azienda in quanto sostituto d’imposta. I contributi dedotti, presenti nel CUD rilasciato dal datore di lavoro, dovranno successivamente essere riportati nella dichiarazione dei redditi.
Contribuzione datore lavoro
La contribuzione a carico del datore di lavoro è quella prevista dal CCNL dell’industria metalmeccanica e dell’installazione degli impianti nonché per gli orafi e gli argentieri dall’Accordo del 25 luglio 2013 sottoscritto da Confindustria Federorafi e dall’Associazione Argentieri.
A decorrere dal 1 gennaio 2016, e per tutto l’anno, il contributo a carico del datore di lavoro per ogni lavoratore iscritto al Fondo è pari a 6 euro mensili.
Le aziende versano trimestralmente la quota di contribuzione prevista, sia quella a carico del datore di lavoro sia quella a carico del lavoratore, sul conto corrente bancario intestato al Fondo MètaSalute tramite bonifico.
Inoltre si stanno stringendo i tempi per l'estensione delle prestazioni sanitarie anche ai membri del nucleo familiare, sul quale a breve dovrebbero esserci novità in merito.
Per informazioni, chiarimenti e delucidazioni, ci si può rivolgere ai delegati presenti in fabbrica.


lunedì 9 maggio 2016

FONDO COMETA: RENDIMENTI MESE DI APRILE 2016


Non riescono a decollare i rendimenti dei cinque comparti del fondo di previdenza complementare dei metalmeccanici. Infatti si continua a rimanere intorno al valore di chiusura dello scorso anno, complice la velocità dei movimenti dei mercati alquanto instabili e l'incertezza degli operatori del settore nell'interpretare le variabili economiche che ne derivano. Ed intanto sono cominciate ad arrivare le prime buste arancioni, dove oltre alla data di pensionamento, ci sarà da considerare e valutare il gap previdenziale, ossia il tasso di sostituzione che rappresenta in percentuale la differenza tra la prima rata di pensione e l'ultimo stipendio percepito in qualità di lavoratore. Una attenta pianificazione previdenziale futura, in grado di assicurare un tenore di vita, abbastanza simile tra dipendente e pensionato è la chiave di lettura per costruirsi una pensione complementare in grado di supportare quella pubblica.

sabato 7 maggio 2016

DETRAZIONE SPESE UNIVERSITARIE PER ATENEI PRIVATI, FISSATE NUOVE REGOLE

Con l'avvio della modifica del 730 precompilato, oltre alla detrazione per le mense scolastiche, l'altra questione rimasta in sospeso, era quella del tetto massimo alle spese per le università private. Infatti fino allo scorso anno, era possibile utilizzare dei calcoli empirici, sulla base delle spese richieste dalle università più vicine. Ma da quest'anno non è più possibile e si deve utilizzare l'importo indicato dal decreto. Con decreto n. 288 del 29 aprile 2016, il MIUR ha individuato - per ciascuna area disciplinare di afferenza e regione in cui ha sede il corso di studio - l’importo massimo della spesa relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali, detraibile dall'imposta lorda sui redditi dell'anno 2015.
Modificando l'art. 15, comma 1, lettera e), TUIR, la legge di Stabilità 2016 ha previsto che siano detraibili - a partire dall’anno d’imposta 2015 - "le spese per frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, in misura non superiore, per le università non statali, a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca da emanare entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e contributi dovuti alle università statali".
Con decreto n. 288 del 29 aprile 2016, il MIUR ha individuato - per ciascuna area disciplinare di afferenza e regione in cui ha sede il corso di studio - l’importo massimo della spesa relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle Università non statali, detraibile dall'imposta lorda sui redditi dell'anno 2015.


La spesa massima riferita agli studenti iscritti ai corsi di dottorato, di specializzazione e ai master universitari di primo e secondo livello è posta pari all'importo massimo di cui alla stessa tabella, pari a:
- 3.700 euro per i corsi e i master aventi sede in regioni del Nord,
- 2.900 euro per il Centro
- 1.800 euro per il Sud e le isole.
Agli importi - che verranno aggiornati con decreto ministeriale entro il 31 dicembre di ogni anno - va sommato l'importo relativo alla tassa regionale per il diritto allo studio.

DETRAIBILITA' DELLE SPESE DELLA MENSA SCOLASTICA, CHIARIMENTI DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE

Le spese per la mensa scolastica possono essere detratte in dichiarazione dei redditi anche se il servizio è fornito dal Comune o da altri soggetti terzi rispetto alla scuola, purché il bonifico o la ricevuta di pagamento contenga anche i dati dell’alunno e della scuola. Poiché non erano state ancora fornite istruzioni in materia, e visto che la campagna fiscale del modello 730 è partita da alcune settimane, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che nel caso in cui la documentazione dei pagamenti del servizio mensa per il 2015 sia incompleta, basterà annotare i dati relativi all’alunno o alla scuola sul documento di spesa. Sono queste alcune delle precisazioni contenute nella circolare n. 18/E del 6 maggio 2016, con cui l’Agenzia fornisce le risposte ad alcuni quesiti relativi alle spese detraibili formulati dai Caf e dagli operatori del settore.
Come chiarito nella circolare n. 3/E del 2016, le spese per la mensa scolastica rientrano tra le spese di istruzione scolastica e pertanto sono agevolabili anche se il servizio è fornito da soggetti diversi dalla scuola. Per fruire dell’agevolazione, nella causale del bonifico o del bollettino postale andranno indicati il servizio mensa, il nome e cognome dell’alunno e la scuola di frequenza. I contribuenti che pagano il servizio in contanti o con altre modalità diverse dal bonifico (es. bancomat o buoni mensa), dovranno chiedere alla scuola o al soggetto che riceve il pagamento un’attestazione che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i dati dell’alunno. L’Agenzia chiarisce che sia la domanda del contribuente sia l’attestazione sono esenti da imposta di bollo.
La detrazione spese mensa scolastica 2016 è pari al 19% per un limite massimo di spesa pari a 400 euro, per cui 76 euro all’anno per ogni studente. Tale detrazione spetta a prescindere dal livello di scuola frequentato ossia, se primaria o secondaria, se statale o privata.

venerdì 6 maggio 2016

CCNL METALMECCANICI, OGGI RIPRESO IL NEGOZIATO, INSUFFICENTI LE PROPOSTE DI FEDERMECCANICA


31 MAGGIO, DATA IMPORTANTE PER LE SCADENZE DI COMETA



Il 31 maggio è data da tenere a mente nello scadenzario di Cometa. Infatti si chiuderà la seconda finestra per l'adesione al fondo, con decorrenza dal 1° luglio. Anche se si vorrà variare la percentuale contributiva individuale, che mensilmente si versa a Cometa, la finestra si chiuderà il 31 maggio, sempre con decorrenza 1° luglio, per poi dovere aspettare quella del 30 novembre con decorrenza 1° gennaio dell'anno successivo. Infine, anche chi decidesse di cambiare comparto, potrà sfruttare la finestra che si chiuderà il 31 maggio, la prossima sarà ad agosto. Nell'infografica sopra illustrata, maggiori chiarimenti.

martedì 3 maggio 2016

VENERDI' 6 MAGGIO RIPRENDE IL NEGOZIATO PER IL RINNOVO DEL CCNL DEI METALMECCANICI

T
orneranno a sedersi intorno  al tavolo in Confindustria a Roma, venerdì 6 maggio alle ore 10.30, Federmeccanica e Assistal, che  hanno convocato Fim, Fiom, Uilm . All’ordine del giorno la ripresa della trattativa per il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici, sospesa lo scorso 24 marzo, e dopo il riuscitissimo sciopero generale nazionale di quattro ore del 20 aprile scorso, che ha visto le unions dei metalmeccanici italiani, unite a fianco a fianco dopo otto anni di divisioni.
Obiettivo, ritrovare al più presto la via del negoziato per il rinnovo del Ccnl di settore scaduto lo scorso 31 dicembre, ripartendo dal punto dove il confronto si era interrotto. Gli imprenditori metalmeccanici devono rivedere la proposta contrattuale che hanno presentato e riproposto anche prima e dopo la nostra mobilitazione, a partire dalla questione salariale.
Si cerca dunque di riannodare i fili del dialogo anche se la distanza tra le parti resta profonda soprattutto, come detto sul versante del salario.
Federmeccanica, infatti, non sembra intenzionata ad abbandonare uno schema contrattuale che veda aumenti salariali solo se legati ad aumenti di produttività mentre nulla è previsto sul contratto nazionale eccezion fatta per quei salari di sotto il minimo di garanzia che però rappresentano non più del 5% del totale.
Fim Fiom e Uilm invece continuano a chiedere aumenti in busta paga per tutti i lavoratori unitamente ad una contrattazione aziendale, ma anche territoriale, forte. È su questo punto, essenzialmente, che le parti dovranno mediare visto che sulla parte relativa al welfare aziendale proposto da Federmeccanica c'è una sostanziale condivisione.