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martedì 2 gennaio 2018

DAL 1° GENNAIO 2018 RADDOPPIA IL CONGEDO DI PATERNITA', DA DUE A QUATTRO GIORNI

Una delle novità in vigore in quest'anno appena iniziato è che grazie alla legge di Stabilità 2017 è stata modificata la normativa con la legge n. 208, comma 205 art 1 del dicembre 2015 e sono aumentati i giorni di congedo paternità. 
Nello specifico, la durata del Bonus papà 2018 è di:
4 giorni di congedo paternità obbligatorio (anziché 2 giorni),
4 giorni di congedo facoltativo (anziché 2 giorni ) vincolati dai dai giorni post parto della mamma, da fruire entro il 5° mese di vita del bambino e quindi durante il congedo obbligatorio della mamma lavoratrice o anche dopo, purché entro i 5 mesi successivi alla nascita del figlio.
Il congedo è un'agevolazione che spetta al lavoratore dipendente al momento della nascita di un nuovo figlio, o dell'entrata in famiglia di un nuovo componente adottato o in affido.
I periodi di astensione dal lavoro nel bonus papà 2018 variano in base alla tipologia del congedo di paternità richiesto all’INPS, se obbligatorio o facoltativo.
L’importo è calcolato tenendo conto dello stipendio percepito durante l’ultimo periodo di lavoro, prima dell’inizio del congedo. 
L’INPS quindi riconosce il 100% della normale retribuzione giornaliera percepita. Bonus di paternità importo: i periodi di astensione dal lavoro nel bonus papà 2018, sono strettamente correlati alla tipologia del congedo di paternità richiesto all’INPS, se obbligatorio o facoltativo.
Durante il congedo, l'INPS riconosce al papà lavoratore, un bonus - indennità pari al 100% della normale retribuzione giornaliera percepita.
L’importo del bonus paternità, è quindi calcolato tenendo conto dello stipendio percepito durante l’ultimo periodo di lavoro che ha preceduto il mese durante il quale ha avuto inizio il congedo sul quale si avrà diritto non soltanto alla retribuzione piena ma anche alla contribuzione figurativa, ovvero ai contributi calcolati in misura piena, come previsto per una normale giornata di lavoro.
In molti altri paesi dell'europa, il congedo di paternità è un diritto già da molti anni, con permessi molto più ampi ed estesi per i papà lavoratori.




sabato 17 giugno 2017

PENSIONE IL DECRETO ATTUATIVO "PRECOCI" PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE

Dopo mesi di attesa arriva la pubblicazione dei decreti attuativi sulle pensioni (Ape social e Ape precoci) in Gazzetta Ufficiale. Ora spetta all’Inps pubblicare le circolari necessarie per presentare domanda di pensione anticipata nel rispetto dei requisiti richiesti. Andiamo a vedere nel dettaglio quanto previsto per i lavoratori precoci.
Il testo dei decreti attuativi per precoci ammessi alla Quota 41 e per l’Ape Sociale prevedono che si possa presentare domanda fino al 15 luglio 2017.

Ecco di seguito il testo dei decreti attuativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 2017 per la pensione anticipata di precoci, ovvero tutti i dettagli su requisiti, domanda e documenti da presentare all’Inps.
Nel testo del decreto attuativo per la pensione anticipata dei lavoratori precoci si dispone che potranno presentare domanda di accesso al prepensionamento i lavoratori con almeno dodici mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di età e che si trova in una delle seguenti condizioni:
  • stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del contratto di lavoro e che ha esaurito da almeno tre mesi la fruizione della NASPI;
  • al momento della richiesta assiste da almeno sei mesi il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado, convivente, con handicap in situazione di gravità;
  • è riconosciuto invalido civile di grado almeno pari al 74 per cento;
  • alla data della domanda di accesso al beneficio svolge da almeno sei anni, in via continuativa, una o più delle attività gravose.
La domanda dovrà essere presentata entro il 15 luglio dai lavoratori che perfezionano i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2017. I precoci che perfezioneranno i requisiti negli anni seguenti dovranno presentare domanda entro il 1° marzo di ciascun anno.
Nel testo del decreto attuativo precoci pubblicato in Gazzetta Ufficiale sono indicati documenti da allegare alla domanda e come verrà formata la graduatoria degli aventi diritto alla pensione anticipata a decorrenza retroattiva dal 1° maggio 2017.

Resta comunque  come detto da attendere l'ultimo passaggio operativo. Si aspettano infatti le circolari Inps contenenti le istruzioni operative da seguire per poter procedere con le domande, nonché la relativa modulistica da utilizzare per la preparazione della pratica. Resta il fatto che i tempi sono comunque stringenti, visto che la scadenza ultima fissata per procedere all'invio è stata fissata al prossimo 15 luglio 2017. 



lunedì 6 marzo 2017

BONUS "MAMMA DOMANI", LA CIRCOLARE INPS N° 39/2017, RENDE NOTE LE ISTRUZIONI

L'Inps, ha pubblicato la circolare n. 39/2017  contenente le istruzioni operative per fruire del premio di 800 euro per la nascita o l'adozione di un minore, a decorrere dal 1° gennaio di quest'anno, che di fatto rende operativo il bonus "Mamma domani", creato dalla legge di bilancio 2017, nell'ottica di sostenere il budget familiare , quando arriva un figlio.
Il premio, ricorda l'ente, non concorre alla formazione del reddito complessivo ex art. 8 Tuir ed è corrisposto dall'Inps in unica soluzione, su domanda della futura madre, al compimento del 7° mese di gravidanza o all'atto dell'adozione.
A chi spetta
Il premio alla nascita è riconosciuto, precisa l'Inps, a tutte le donne incinte o alle madri che siano in possesso dei seguenti requisiti:
- residenza in italia;
- cittadinanza italiana o comunitaria;
- cittadinanza non comunitaria in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria ovvero del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo o della carta di soggiorno per familiari di cittadini Ue.
Quando matura il premio
Il premio di 800 euro può essere concesso esclusivamente per uno dei seguenti eventi verificatisi a decorrere dall'1 gennaio 2017:
- compimento del 7° mese di gravidanza;
- parto, anche se antecedente all'inizio dell'8° mese di gravidanza;
- adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge n. 184/1983;
- affidamento preadottivo nazionale o internazionale.
Come viene erogato il premio
Il beneficio è corrisposto dall'Inps in un'unica soluzione, per evento (gravidanza o parto, adozione o affidamento), indipendentemente dai figli nati o adottati/affidati contestualmente.
La domanda e i documenti da allegare
Il premio è corrisposto previa richiesta della madre avente diritto all'Inps.
La domanda va presentata dopo il compimento del settimo mese di gravidanza, unitamente alla certificazione sanitaria rilasciato dal medico specialista attestante la data presunta del parto. Quando la domanda è presentata in relazione al parto, basterà l'autocertificazione della madre contenente la data del parto e le generalità del bambino.
Per i premi inerenti l'adozione o l'affidamento preadottivo, ai fini di semplificazione e riduzione dei tempi di definizione della domanda, occorre allegare alla stessa il provvedimento giudiziario (sentenza definitiva di adozione o provvedimento di affidamento). In mancanza, nella richiesta bisognerà indicare gli elementi (ad es. sezione del tribunale, data di deposito in cancelleria, numero, ecc.) che consentano all'ente previdenziale il reperimento del provvedimento stesso.
Le domande andranno presentate per via telematica all'Inps. Quanto alle istruzioni procedurali per le modalità di presentazione delle richieste e alle indicazioni contabili per i pagamenti, entrambe saranno fornite, precisa l'ente, con successivo messaggio, "nei tempi più rapidi possibili – e divulgate - nel modo più ampio, anche attraverso il proprio sito internet".



giovedì 23 febbraio 2017

PRECOCI IN PENSIONE CON 41 ANNI DI CONTRIBUTI, MA A DETERMINATE CONDIZIONI

La legge di Stabilità, ha stabilito, che dal 1° maggio 2017, i lavoratori precoci possono uscire con 41 anni di contribuzione versata, indipendentemente dall'età anagrafica se 12 mesi di questi contributi, anche non consecutivi sono stati versati prime del compimento del diciannovesimo anno di età e solo se rientrano nella categoria di lavori considerati usuranti e gravosi. Ma per raggiungere la quiescenza anticipata, non basta solo questo requisito, ma occorre appartenere a specifici profili, che immancabilmente finiranno con l'assottigliare la platea di coloro che potranno ricorrervi. Ci sono delle condizioni aggiuntive oltre a quello della precocità ed alternative tra di esse che la legge richiede e che sono: 1) essere invalido civile con una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni, almeno pari o superiore al 74%, 2) assistere da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3 della legge 104/1992, 3) si trovano in stato di disoccupazione dovuto da cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento; licenziamento collettivo; licenziamento per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria (ex art. 7, della legge 604/1966), hanno finito integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi, 4) essere lavoratore dipendente che da almeno sei anni, in via continuativa svolge attività rischiose o difficoltose rientrando in una delle undici decretate dalla Legge di Bilancio, come ad esempio lavoratore edile, camionista, infermiere con lavoro a turni... 5) prestare un lavoro usurante come ad esempio lavori notturni, alla catena di montaggio, ecc. , il tutto sperando di rientrare nel numero di domande che sono coperte dalle risorse finanziarie programmato per ogni anno dalla legge, ad esempio 360 milioni di euro per il 2017,550 milioni di euro per l’anno 2018; 570 milioni di euro per l’anno anno 2019; 590 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020. Qualora il numero di domande siano superiori rispetto alle risorse finanziarie, la decorrenza dei trattamenti pensionistici viene differita in base alle priorità. In definitiva le condizioni per poter accedere al beneficio sono due; A) dodici mesi di contributi entro il 19° anno di età, B) necessariamente in aggiunta una delle condizioni sopra elencate.

venerdì 17 febbraio 2017

BENEFICIO PER ADDETTI A LAVORI USURANTI, ENTRO IL 1° MARZO LA DOMANDA. LINEE GUIDA DELL'INPS

Tempo sino al prossimo 1° marzo per presentare la domanda all’Inps per ottenere i benefici relativi all’accesso alla pensione per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti: questi lavoratori possono accedere alla pensione se, nel 2017, maturano la cosiddetta quota (somma di età e pensione) 97,6, se dipendenti, con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età (62 anni e 7 mesi per chi possiede contributi da lavoro autonomo) e di 35 anni di contributi.
Se i requisiti sono maturati entro il 2018, la domanda per i benefici relativi all’accesso alla pensione deve essere invece inviata entro il 1° maggio.
Ecco le linee guida dell'Inps a seguito della legge di bilancio 2017.

venerdì 6 gennaio 2017

BONUS PER LE FAMIGLIE 2017


Sono scattate dal primo gennaio le misure previste dal cosiddetto "pacchetto famiglia", inserite nella legge di Stabilità 2017 approvata a inizio dicembre scorso. Tra novità e conferme, una serie di bonus in sostegno della natalità a partire dal premio alla nascita Mamma Domani, al "Buono Nido", passando per il "Buono Bebè" e il "Voucher Babysitter".
BONUS MAMMA DOMANI: si tratta di un assegno di 800 euro che potrà essere richiesto già a partire dal settimo mese di gravidanza , verrà erogato una tantum in unica soluzione , non concorrerà alla formazione del reddito , non ha limiti di reddito isee , sarà l'Inps a occuparsi di comunicare le modalità operativa e di erogare la prestazione.
BONUS NIDO (VOUCHER): si tratta di un contributo per il pagamento delle rette di nidi pubblici e privati dal valore massimo di 1.000 euro annui versato in 11 mensilità dall'Inps. Anche tale misura, riguarderà tutte le famiglie senza limiti di reddito ed è riferita "all'intera durata massima di tre anni di frequenza del nido". Potranno beneficiarne i nati dal primo gennaio 2016 e l'aiuto sarà destinato "anche alle famiglie con bambini di meno di tre anni che, a causa di gravi patologie croniche, sono impossibilitati a frequentare un nido''. E' cumulabile con il BONUS MAMMA DOMANI , ma esclude dalla detrazione delle spese per asilo nella dichiarazione dei redditi.
BONUS BEBÉ: è stato riconfermato, ed è sempre vincolato alla soglia ISEE di 25.000 EURO, spetta alla neo mamma per ogni figlio nuovo nato (o minore adottato o in affido) dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017,fino al terzo anno di età o dal giorno di entrata in famiglia del minore, per i successivi 3 anni. Il bonus bebè funziona con un reddito Isee fino a 25.000 euro e dispone un pagamento di 80 euro al mese (960 euro l'anno), mentre per redditi inferiori ai 7.000 euro il contributo è di 160 euro al mese.
VOUCHER BABY SITTER: che ammonta a 600 euro mensili, per un massimo di 6 mesi, destinato alle mamme che rientrano dopo il 5 mese di maternità da quest’anno esteso anche ad imprenditrici e lavoratrici autonome.