venerdì 16 giugno 2017
CONGEDO OBBLIGATORIO PER PAPA', COME FUNZIONA
Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente è stato prorogato anche per nascite e adozioni/affidamenti avvenuti nel 2017 e nel 2018: il papà deve astenersi dal lavoro per un periodo di 2 giorni per il 2017 e di 4 per il 2018.
Inoltre, il prossimo anno sarà possibile, in via facoltativa, restare a casa con il bebè per un ulteriore giorno, previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria che le spetta. Questo tipo di congedo potrà essere fruito e indennizzato solo per il 2018 e non per l'anno in corso.
I giorni di congedo (obbligatorio e facoltativo), in ogni caso, possono essere goduti anche in via non continuativa, entro i 5 mesi di vita o dall'ingresso in famiglia o in Italia (in caso di adozione/affidamento nazionale o internazionale) del minore.
Il congedo obbligatorio è un diritto proprio del papà, riconosciuto a prescindere dalla situazione occupazionale della madre ed è fruibile anche contemporaneamente al congedo di maternità della lavoratrice, in aggiunta ad esso. Inoltre, è riconosciuto anche al lavoratore che fruisce del congedo di paternità.
La generalità dei lavoratori, che per accedere al congedo - non frazionabile ad ore - comunica al proprio datore di lavoro i giorni richiesti, con un anticipo di almeno 15 giorni (se la richiesta si riferisce alla nascita, si prende a riferimento la data presunta del parto) in forma scritta, non deve presentare domanda all’Inps. Sarà in seguito l’azienda a comunicare all’ente previdenziale le giornate di congedo utilizzate.
Sono invece tenuti a fare richiesta all’istituto i lavoratori per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall'ente, cioè i percettori di Naspi, di indennità di mobilità, del trattamento di integrazione salariale a carico della cassa integrazione guadagni e coloro che si collocano nel periodo di 60 giorni dalla sospensione o cessazione del rapporto di lavoro.
Il padre lavoratore dipendente ha diritto, per i giorni di congedo, ad un'indennità giornaliera a carico dell’Inps, pari al 100% della retribuzione, anticipata dal datore di lavoro. Il trattamento normativo e previdenziale è il medesimo previsto per il congedo di paternità.
(FONTE: INAS CISL)
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giovedì 15 giugno 2017
CCNL METALMECCANICI, NUOVI VALORI DELLA REPERIBILITA' DAL 1° GIUGNO 2017
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lunedì 12 giugno 2017
FONDO COMETA:RENDIMENTI MESE DI MAGGIO 2017, CONTINUA IL TREND POSITIVO
Continua il trend positivo dei comparti di Cometa. Infatti a maggio tutti gli asset hanno conseguito un rendimento positivo anche se di lieve entità. E si tratta del terzo mese consecutivo di seppur lenta ma costante crescita, con dati significativi per quelli con componente azionaria.
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sabato 10 giugno 2017
MARCO BENTIVOGLI CONFERMATO SEGRETARIO GENERALE DELLA FIM-CISL
Marco Bentivogli, 47 anni, confermato alla guida della segreteria dei metalmeccanici della Cisl con il 97 % dei voti. Si sono chiusi oggi a Roma i lavori del XIX Congresso della Fim.
Una tre giorni ricca di appuntamenti, in cui sono stati affrontati diversi temi. Tra gli appuntamenti di rilievo: la tavola rotonda “Le sfide rigenerative del sindacato delle nuove generazioni”, con la partecipazione di Alessandro Rosina, Fabiano Longoni, Leonardo Becchetti, Peppe Pagano; “Il Lavoro 4.0”, con il ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, Francesco Seghezzi e Marco Bentivogli.
Importante il contributo offerto dagli ospiti del sindacato internazionale, Valter Sanches (IndustriAll Global Union) e Luc Triangle (IndustriAll Europe Union). Diversi gli spunti emersi durante il ricco dibattito dei delegati, nonché del report “Position paper Fim” su formazione professionale e della ricerca sulle pensioni realizzata dal Network Giovani della Fim.
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| (La riconfermata segreteria, Zanocco, Uliano, Bentivogli, Alberta e Roncone) |
Lavori congressuali iniziati con l’orchestra della “Sanitansamble” e con i saluti del direttore della Caritas di Roma, Don Enrico Feroci.
Il 19mo congresso della Fim si è aperto nel segno della speranza, contro le cassandre che ogni giorno ci propinano una visione del futuro sempre peggiore. C’è invece la necessità di guardare con speranza al futuro e al cambiamento, un cambiamento che deve trovare spazio e rinnovamento anche nel sindacato a partire dalla necessità di partecipazione e inclusione dei giovani: il sindacato deve tornare ad essere il luogo dove poter esprimere le migliori aspettative dei giovani.
Populismo e disinformazione erodono la democrazia, il sindacato non può stare a guardare deve tornare ad essere soggetto educatore. La tecnologia e i cambiamenti in atto nel lavoro aprono molte opportunità, per liberarci non del lavoro, ma nel lavoro, il cambiamento va affrontato e umanizzato non combattuto. L’Europa, l’euro, la globalizzazione e la tecnologia hanno fatto meglio al lavoro, rispetto ai tanti soldi, anche pubblici, spesi male.
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| (Una parte della delegazione della Fim Marche) |
(Ufficio Stampa Fim Cisl)
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venerdì 9 giugno 2017
CCNL METALMECCANICI, MINIMI TABELLARI IN VIGORE DAL 1° GIUGNO 2017
Gli aumenti retributivi riguardano, il prossimo triennio, ossia quello di vigenza contrattuale, quello che comprende gli anni 2017, 2018 e 2019. L’inflazione sarà recuperata nelle retribuzioni dei metalmeccanici non più ex ante, ma ex post. In altri termini, a partire dal 1° giugno 2017, nelle buste paga dei lavoratori entrerà un aumento pari all’inflazione verificatasi nell’anno precedente, cioè nel 2016, misurata in base all’indice Ipca (Indice dei prezzi al consumo) e rapportata ai minimi tabellari.
Il salario minimo fissato dai vari livelli dell’inquadramento professionale crescerà, dunque, della stessa percentuale in cui, nell’anno precedente, è cresciuta l’inflazione. In questo passaggio risalta in modo evidente che i minimi contrattuali, e con essi il contratto nazionale, hanno mantenuto efficacia e senso di prospettiva. Inoltre, gli effetti dell’inflazione verranno rapportati ai salari contrattuali e non più ai salari di fatto. Il meccanismo del recupero dell’inflazione, così come definito nel 2017, sarà applicato anche al 2018 e al 2019, sempre alla scadenza di ogni mese di giugno.
martedì 6 giugno 2017
domenica 4 giugno 2017
ADDETTI AI LAVORI USURANTI: ANCHE PER LORO APE SOCIALE E PENSIONE AGEVOLATA
L’accesso all'Ape sociale e alla pensione “agevolata” per i precoci è previsto anche per gli addetti ai lavori usuranti, oltre che per i lavoratori che svolgono attività gravose.
Vediamo dunque, nel dettaglio, quali categorie possono godere di questi benefici.
Addetti ai lavori usuranti
lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, indicati nel decreto ministeriale del 19 maggio 1999
addetti a lavorazioni su linea a catena
conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto di persone
lavoratori notturni che svolgono attività per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le 5 del mattino per l'intero anno lavorativo o per almeno 78 (o 64) notti di lavoro all'anno
lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo.
Lavoratori che svolgono attività gravose
operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
conciatori di pelli e pellicce
conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
conduttori di mezzi pesanti e camion
personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido
facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
Ricapitolando, può richiedere l’Ape sociale chi ha cessato l’attività lavorativa, non è titolare di trattamento pensionistico diretto, ha compiuto almeno 63 anni di età ed è un lavoratore dipendente in possesso di almeno 36 anni di contributi che, alla data della domanda di accesso a questa indennità, svolge da almeno 6 anni, in via continuativa, attività gravose o lavori usuranti.
Le stesse categorie - che alla data della domanda abbiano svolto le attività in questione da almeno 6 anni, in via continuativa - possono accedere alla pensione per i lavoratori precoci, a prescindere da età e senza penalizzazioni, con 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi effettivi maturati prima dei 19 anni di età.
(FONTE: INAS.IT)
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