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domenica 26 gennaio 2025

Elettrodomestico: urgente riconvocare il tavolo ministeriale,in soffitta anche Candy - Comunicato stampa

Dichiarazione del Segretario nazionale FIM CISL Massimiliano Nobis

Elettrodomestico:  urgente riconvocare il tavolo ministeriale, in soffitta anche il marchio storico Candy

E di ieri la comunicazione di Haier-Candy di lasciare la storica produzione di lavatrici che trasferirà all’estero, prevista una reindustrializzazione nello stabilimento. Siamo ancora agli annunci e non alla presentazione di un progetto definitivo. La preoccupazione per il futuro occupazionale dei 1.100 dipendenti è alta.

Electrolux, nonostante gli importanti investimenti sui processi di produzione effettuati negli ultimi anni, soffre del calo di domanda del bianco in Europa e sulla multinazionale continuano a rincorrersi le voci di una possibile vendita ad una multinazionale asiatica.

Il caso di Beko Europe è noto, dopo l’acquisizione di Whirlpool Emea la multinazionale turca ha annunciato il licenziamento di 2000 dipendenti su 4.400 e la chiusura di due stabilimenti a Comunanza e Siena, in aggiunta alla riduzione produttiva a Cassinetta e al taglio di 718 impiegati anche nei ruoli strategici come la ricerca e la qualità. Il 30 gennaio prossimo ci sarà l’incontro al Mimit, urge anche la convocazione al Mimit del tavolo di settore.

Il documento di Fim, Fiom, Uilm di analisi, proposte e richieste per “la salvaguardia e il rilancio dell’industria dell’elettrodomestico” presentato al Mimit il 22 febbraio 2024 è ancora fermo sul tavolo ministeriale. Da quasi un anno le nostre proposte sono rimaste lettera morta. Nel frattempo la produzione del bianco nel nostro Paese continua a perdere pezzi.  Stiamo perdendo anche importanti  produzioni della filiera, come ad esempio il trasferimento all’estero della produzione dei sistemi di connessione (connettori e sensori) per il bianco della TE Connectivity di Collegno (To) con il licenziamento in corso di 222 dipendenti o la mancata realizzazione del “polo italiano dei compressori” che doveva coinvolgere 400 dipendenti dell’Ex Embraco di Torino e i 350 di ACC di Belluno.

Nel 2024 si sono prodotti meno di 10 milioni di grandi elettrodomestici del bianco in Italia, nel 2000 erano 30 milioni. Anno dopo anno, lo storico settore dell’elettrodomestico si sta sfaldando, ma crediamo che ci siano ancora le condizioni per rilanciare la produzione, puntando sul potenziamento della supply chain, sul recupero di produzioni della componentistica delocalizzata anni fa oltre che il potenziamento dei centri di ricerca e di progettazione, sull’alto e medio di gamma vincolando i nuovi investitori al mantenimento produttivo e occupazionale.

Roma, 21 gennaio 2025    


                                                                       

sabato 12 ottobre 2024

SCIOPERO GENERALE DEL SETTORE AUTOMOTIVE


Acciaio, automobili ed elettrodomestici sono stati i protagonisti del boom economico italiano e la spina dorsale degli anni d'oro della manifattura italiana. Ci sono state profonde trasformazioni in questi settori con il minimo comun denominatore, del passaggio di tutte le aziende di spicco in mano straniera. Il settore degli elettrodomestici ha visto un progresso tecnologico costante e l’ascesa di produttori cinesi, ma senza cambiamenti drastici nei prodotti di base. Al contrario, l’industria automobilistica ha subito una rivoluzione completa, con l’elettrificazione e la digitalizzazione che hanno ridisegnato l’intero settore. Entrambi i settori devono però affrontare pressioni simili: costi, sostenibilità, innovazione tecnologica e la necessità di adattarsi a preferenze dei consumatori in continuo cambiamento. Il futuro, ammesso che ve ne possa essere uno, di entrambe le industrie, che ormai sembra essere in direzione di una estinzione molto vicina, dipenderà dalla loro capacità di navigare queste sfide tostissime in questi periodi di crisi profondissima, mantenendo al contempo un equilibrio tra tradizione e innovazione. Sarà sufficiente?  O peggio sarà ormai troppo tardi, dopo che la politica non è stata in grado di creare le basi e i presupposti per salvaguardare quei settori che sono stati i principali dell'industria tricolore, in grado di assicurare benessere e posti di lavoro