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domenica 22 gennaio 2017

BUSTA PAGA , DA GENNAIO SI CAMBIA, NUOVO CEDOLINO WHIRLPOOL

Quella percepita il 12 gennaio è stata l’ultima busta paga dell’era Indesit Company. Difatti, l’accordo sull’armonizzazione salariale e sul premio di risultato raggiunto il 18 ottobre 2016 che è effettivo dal 1° gennaio 2017 e che si era reso necessario in funzione del percorso di integrazione, che ha portato ad un unico soggetto giuridico, vedrà la nascita di un nuovo prospetto paga, unico per tutti i lavoratori Whirlpool della penisola, compresi gli ormai ex-Indesit. Il nuovo cedolino, con la retribuzione di gennaio, sarà consegnato ai lavoratori l'8 del mese prossimo (che dovrebbe diventare nuovo giorno di paga per gli operai, in luogo del 15 del mese come avveniva precedentemente). L'armonizzazione di tutti i trattamenti retributivi e l'utilizzo di un unico prospetto comune di cedolino paga che conferma l'attuale struttura Whirlpool. La retribuzione nel nuovo gruppo sarà identificata da voci specifiche quali:
a)    minimo contrattuale;
b)   scatti di anzianità;
c)    premio di produzione;
d)   mensa;
e)    terzo elemento;
f)     Premio feriale (annuale);
g)   superminimi individuali (assorbibili e non assorbibili);
h)   altri importi senza impatto su altri istituti;
i)     voci retributive specifiche di stabilimento.
I valori delle voci c,d,e,f sono quelli attualmente corrisposti in Whirlpool, ed eventuali differenze di importo, rispetto alle medesime voci presenti nell’attuale cedolino Indesit, andranno compensate nella voce “SUPERMINIMO INDIVIDUALE NON ASSORBIBILE”.
Invece quelle voci e i relativi importi come Elemento Aggiuntivo (ad esempio i 30 € mensili), ERI, Straordinario Congelato (riproporzionato su 13 mensilità) e Riconoscimento Forfettario, oggi presenti in Indesit e che non saranno presenti nel nuovo cedolino paga, verranno inserite nella voce “SUPERMINIMO INDIVIDUALE NON ASSORBIBILE”.
Per le voci non disciplinate dall'intesa continueranno invece a trovare applicazione gli accordi in essere. Inoltre l’armonizzazione dei contratti integrativi aziendali, avrà ricadute anche sulla retribuzione mensile dei lavoratori ex – Indesit, i quali vedranno dalla retribuzione del mese di gennaio 2017:
-          la corresponsione di 58 euro per 12 mensilità a tutti gli ex dipendenti Indesit (compresi i lavoratori ex dipendenti di Indesit trasferiti da None e Carinaro a Cassinetta e a Napoli) nella voce "altri importi non assorbibili senza incidenza sugli istituti";
-          la corresponsione di 33 euro per 12 mensilità a tutti gli ex dipendenti Indesit (compresi i lavoratori ex dipendenti di Indesit trasferiti da None e Carinaro a Cassinetta e a Napoli) nella voce "altri importi assorbibili senza incidenza sugli istituti"; questo importo sarà assorbibile solo a fronte di nuovi importi erogati nella futura contrattazione aziendale.

sabato 9 aprile 2016

STRUMENTI PER CAPIRE - LA FLESSIBILITA' DEL CONTRATTO INTEGRATIVO INDESIT

La flessibilità, ancora in vigore secolo l'accordo integrativo Indesit, è stata istituita con il contratto integrativo del 21/9/1993. Prevede un   pacchetto di n. 7 giornate di flessibilità positiva (quando si lavora), con 6 ore effettivamente lavorate a fronte di 8 ore recuperate le cui modalità di attuazione verranno concordate a livello aziendale, secondo quanto previsto dal vigente CCNL Metalmeccanici in materia di orario di lavoro plurisettimanale e pertanto la flessibilità negativa (quando si sta a casa), verrà recuperata nell’arco dell’anno.
La flessibilità positiva effettuata nell’ultimo quadrimestre potrà essere recuperata, in via eccezionale, come flessibilità negativa nel primo quadrimestre dell’anno successivo.
Le giornate di flessibilità positiva richieste nell’ambito di quelle concordate, sono considerate orario di lavoro e pertanto contribuiscono alla determinazione dell’indice individuale di presenza sul posto di lavoro che determinerà la quota di premio di risultato ad essa collegata spettante nel corso dell'anno.

mercoledì 8 aprile 2015

DAL MONDO DEL LAVORO - FIRMATO L'ACCORDO INTEGRATIVO ALLA LARDINI SRL. DI FILOTTRANO

In tempi di crisi del lavoro dove anche le aziende debbono fare i conti con la concorrenza sempre più feroce, a volte anche sleale, dettata dalla globalizzazione, ma anche con la crisi congiunturale dei mercati, è raro, quasi come una mosca bianca, trovarne qualcuna che decida di sedersi intorno al tavolino e discutere di contrattazione di secondo livello o integrativa. Questo è il caso della Lardini Srl di Filottrano (Ancona), azienda del settore tessile, leader a livello internazionale nella confezione dei capispalla di alta gamma, che occupa attualmente circa 300 dipendenti e che garantisce un significativo indotto in ambito regionale.
“Dopo mesi di trattative – dichiara Mimmo Sciore della Segreteria regionale della Femca CISL – caratterizzate da un proficuo lavoro unitario fra le Organizzazioni Sindacali di Categoria Femca-Cisl e Filctem-Cgil, si è raggiunta un’intesa che garantisce ottimi risultati in termini qualitativi e
quantitativi, proprio in un momento nel quale la crisi continua a mordere e l’occupazione stenta a decollare, soprattutto tra i giovani”.
“E’ un accordo molto importante per noi – prosegue Sciore – e soprattutto per i lavoratori che rappresentiamo in quanto, oltre ad assicurare un sostegno economico ai dipendenti dell’azienda in termini di reddito aggiuntivo (ogni dipendente potrà raggiungere un premio aziendale annuo di € 900), introduce alcuni significativi miglioramenti normativi quali:
l’accesso al part-time per le dipendenti in maternità;
un rientro al lavoro guidato e concordato tra le parti nel periodo post parto;
l ‘aumento dei riposi compensativi individuali;
l’aumento della percentuale prevista per la flessibilità dell’orario di lavoro;
la possibilità di implementare il fondo pensione integrativo Previmoda, attraverso l’utilizzo del TFR presente in azienda prima dell’iscrizione al fondo del lavoratore medesimo.
Fiore all’occhiello del contratto integrativo è costituito dall’introduzione dei cosiddetti “Permessi solidali”. Un meccanismo  di welfare aziendale attraverso il quale è possibile donare ad un collega in difficoltà (di salute o familiari) parte dei propri permessi, affinché lo stesso possa avere a disposizione una dotazione più ampia di tali istituti”.
“La parte innovativa riguardante i “permessi solidali” – conclude  Sciore – è costituita dal fatto che si è riusciti a coinvolgere anche l’azienda in questa catena di solidarietà. Ad ogni ora di permesso donata da ogni singolo lavoratore, corrisponderà infatti un’ora donata dall’azienda, che quindi parteciperà attivamente a questo meccanismo, concretizzando mirabilmente il termine responsabilità sociale dell’azienda“.