sabato 26 agosto 2023

57 MODI PER ANDARE IN PENSIONE



Lo sapete che ci sono ben 57 modi per andare in pensione nel 2023? Cliccando sul link sottostante troverete una utile guida dell'Inas Cisl che illustra in maniera approfondita la materia. Buona lettura

57 MODI PER ANDARE IN PENSIONE 

giovedì 10 agosto 2023

FONDO COMETA : VALORE QUOTA MESE DI LUGLIO 2023



Prosegue  la striscia positiva del Fondo Cometa, con il mese di luglio che vede tutti i comparti manifestare un apprezzamento del valore della quota, grazie anche al calo dell'inflazione che traina al rialzo i comparti azionari. Ad esempio  il comparto Reddito torna circa ai valori di luglio dello scorso anno, mentre quello Crescita addirittura torna ai valori di marzo 2022. Ad ogni modo così come ricordavamo nei mesi scorsi, quando i rendimenti erano fortemente negativi ricordiamo oggi come allora che l’andamento della gestione finanziaria di un Fondo pensione, vista la natura previdenziale dell’investimento, va valutato nel medio-lungo periodo in funzione del proprio orizzonte temporale, che nel caso dei fondi pensione  coincide con il tempo mancante al pensionamento. (s.b.)

mercoledì 12 luglio 2023

FONDO COMETA : VALORE QUOTA MESE DI GIUGNO 2023


Mese di giugno positivo in particolare per i comparti Reddito e Crescita che fanno registrare un corposo aumento del valore rispetto a dicembre 2022. Il valore quota di giugno dei comparti dove l'esposizione all'azionario è più marcato, torna ai livelli  di agosto 2022 per Reddito e aprile 2022 per Crescita. (s.b.)

martedì 13 giugno 2023

FONDO COMETA: VALORE QUOTA MESE DI MAGGIO 2023


Prosegue il lento recupero del fondo Cometa. A maggio gli asset fanno registrare ancora un piccolo passo in avanti, ad eccezione del comparto reddito che ha una piccola contrazione. Ad ogni modo in questi primi cinque mesi del 2023, tutti fanno registrare il segno più, rispetto al closing di dicembre 2022. (s.b.)

venerdì 12 maggio 2023

FONDO COMETA: VALORE QUOTA MESE DI APRILE 2023


Continua il trend positivo dei rendimenti dei fondi pensione, sospinto dalla ripresa dei mercati. Le performance positive, riguardano tutte le linee di investimento del fondo Cometa, grazie anche ad un andamento dei mercati finanziari più equilibrato e meno preda fino ad ora della volatilità, che aveva caratterizzato il 2022. Un recupero che sembra essere in grado di fronteggiare la rivalutazione del TFR, che dopo l'exploit dello scorso anno, sospinto dall'inflazione galoppante, sembra essere in frenata. (S.B.)

sabato 29 aprile 2023

PRIMO TRIMESTRE 2023 SPRINT PER COMETA

Nel primo trimestre del 2023 i fondi complementari tornano a vincere il derby delle pensioni con il TFR, benchmark e pesante onnipresente pietra di paragone. Dopo un 2022 nel quale la liquidazione lasciata in azienda si era rivalutata, quasi del 10%, per la precisione del 9,97% lordo (8,2% netto) a causa dell'elevata inflazione, mentre la previdenza complementare aveva perso pesantemente, facendo registrare performance negative, decisamente peggiore anno della loro storia. I comparti erano tutti con il segno negativo, anche quelli garantiti, che dovrebbero proteggere il capitale. 

L' impennata del caro vita, ha esaltato la rivalutazione come detto del TFR che si è preso una bella rivincita sui fondi pensione, dopo magre figure, quasi continuative negli ultimi 20 anni. 

A marzo l'indice dei prezzi al consumo, che si utilizza per la rivalutazione del trattamento di fine rapporto, è stato inferiore a quello di dicembre 2022, evento raro che si riverbera anche sulla rivalutazione del trattamento di fine rapporto. Questo evento ha visto il TFR rivalutarsi solo con il tasso fisso pari allo 0,375 %. La rivalutazione, in base all'articolo 2120 del codice civile, prevede che alla fine di ogni anno la quota di TFR accantonata in azienda deve essere incrementata in maniera composta, ossia mediante l'applicazione di un tasso costituito dal 1,5% in misura fissa e del 75 % dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo secondo quanto accertato dall'Istat rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente. Essendo quindi l'indice Istat per marzo 2023, pari a 118 inferiore come detto a dicembre 2022 la differenza in percentuale di marzo 2023 rispetto a dicembre 2022 su cui si calcola il 75 % è pari a zero. Per cui il 75 % è zero. Resta invece il tasso fisso del 1,5 % su base annua che a marzo è pari per tre mensilità allo 0,375 % che costituisce il tasso di rivalutazione del TFR nel primo trimestre del 2023. Un'inflazione frenata anche per la gelata monetaria delle banche centrali, con la raffica di rialzi dei tassi in funzione proprio antinflattiva, ed anche per il ribasso dei prezzi dell'energia.

E i cinque comparti di Cometa hanno fatto registrare quindi: Monetario Plus: +0,59 %; Tfr Silente: +1,73 %; Sicurezza 2020: +1,89 %; Reddito: +2,05 % , Crescita: +3,43 %.

L'avvio del 2023, fa ben sperare dopo l'anno orribile del 2022, speriamo irripetibile per la previdenza complementare. (s.b.)


sabato 15 aprile 2023

PREVIDENZA COMPLEMENTARE, CHE COSA E' IL TASSO DI SOSTITUZIONE? MOLTI LO IGNORANO MA SAREBBE BENE CONOSCERLO...


Che cos'è il tasso di sostituzione? È il rapporto percentuale fa la prima mensilità della pensione e l'ultimo stipendio percepito immediatamente precedentemente il pensionamento. Mentre il dibattito politico sindacale verte sulla determinazione dei requisiti pensionistici per l'uscita dei lavoratori occorrerebbe accompagnare questo da una discussione su quanto percepirà il lavoratore a titolo di pensione. Infatti il tasso di sostituzione crollerà progressivamente a partire dal 2025 sia per lavoratori dipendenti, che misura maggiore per gli autonomi, arrivando negli anni a meno del 50%.
Ciò comporterà in soldoni per i lavoratori la percezione di un reddito da pensione pari a circa la metà o poco più del loro reddito da lavoro. Ne deriva conseguentemente la constatazione che anche il potere d'acquisto dei lavoratori una volta passati in quiescenza crollerà vertiginosamente. Non è difficile quindi prevedere l'impatto sociale che tutto ciò determinerà nel prossimo futuro. Ecco quindi l'importanza di aderire a un fondo pensione, il secondo pilastro in grado di supportare il pilastro pubblico della pensione pagata dall'INPS. 
Appare chiaro quindi che solo la pensione pubblica non basta più. Sarà per la demografia, per la finanza pubblica, per l'evoluzione anagrafica, per la discontinuità occupazionale, ma una cosa è chiara: le pensioni non saranno più come una volta. E non si tratta solo di una di quella affermazione generiche, come quelle che sentivamo dire dai nostri genitori e che oggi noi ripetiamo i nostri figli: il mondo non è più lo stesso. È drammaticamente vero, sul fronte della previdenza nulla sarà come prima. Se pensiamo infatti che l'età media supera abbondantemente gli 80  anni, se si presupponesse interrompere la carriera lavorativa a 60 anni, vorrebbe dire che quasi per un terzo dell'esistenza noi dovremo vivere con quello che abbiamo messo da parte, il famoso salvadanaio previdenziale, che ormai assomiglia più sempre di più al modello contributivo. Come detto quindi la previdenza in Italia dovrà tenere sempre più in conto una integrazione privata, rispetto agli obblighi e alla prestazione della pensione pubblica. L'importante quindi,  sarà predisporre un efficace stampella all'assegno della previdenza pubblica che sarà sempre più magro. 
Morale della favola: chi non si prepara, rischia di scivolare in uno spiacevole precipizio, che da un giorno all'altro, all'arrivo della prima pensione, abbatterà le entrate mensili di una misura variabile tra il 35 e il 65%. Un calo abbastanza drastico da compromettere in molti casi la capacità di mantenere uno stile di vita analogo a quello sperimentato fino a quel momento.