giovedì 31 ottobre 2013

VERTENZA INDESIT- ANNA TROVO': "SERVE UNA SOLUZIONE CHE NON SACRIFICHI LE PERSONE"

(Anna Trovo')
Doveva svolgersi oggi l'incontro al Ministero dello Sviluppo economico tra la Indesit e i rappresentanti sindacali, ma l'appuntamento è stato rimandato. L'azienda ha presentato a giugno un piano industriale che prevedeva esuberi e delocalizzazioni, a cui sono seguite subito la risposta dei sindacati e la protesta dei lavoratori. Ad oggi, l'azienda di elettrodomestici ha apportato delle modifiche al piano iniziale, ma non sono sufficienti per garantire il futuro dei siti produttivi e degli operai. La trattativa resta dunque aperta, in attesa di essere discussa nuovamente in sede ministeriale. Ne abbiamo parlato con Anna Trovò, segretario nazionale della Fim Cisl. Come sta andando la trattativa Indesit? Cosa propone l'azienda? L'azienda il 4 giugno aveva prospettato un piano industriale con riallocazioni in Turchia e Polonia e in parte negli stabilimenti italiani. Si parlava di 1.425 esuberi. Dopo che i sindacati hanno protestato dicendo che tutto ciò era insostenibile, l'azienda ha modificato il suo piano, ma sono modifiche a tutt'oggi insufficienti. Sono apprezzabili, sì, ma continuano a produrre un numero elevato di esuberi e un'incertezza sulle prospettive aziendali. Si è parlato sui giornali di un “ricatto” aziendale. Di cosa si tratta? Dall'inizio l'azienda sostiene che riorganizzare in questo modo la produzione sia necessario. Ha chiesto il consenso dei sindacati minacciando, in caso contrario, di portare avanti unilateralmente il piano senza avere accesso agli ammortizzatori sociali. Quali sono le richieste dei sindacati? Noi vogliamo fare l'accordo, ma con contenuti sufficientemente garantiti sia per quanto riguarda l'aspetto occupazionale che quello produttivo. L'azienda lega una parte del riassorbimento degli esuberi a un recupero produttivo, a un potenziamento della produzione. Sembra affidarsi all'ottimismo, ma nel settore del bianco la Indesit ha perso un volume enorme, pari al 50% tra il periodo pre-crisi e oggi. Si fanno previsioni produttive da qui a 4 o 5 anni, e si possono pensare positivamente o negativamente, ma sono comunque previsioni teoriche, senza prove concrete. Come si fa a rendere più solide le produzioni? Investendo molto sui nuovi prodotti in modo da renderli più vendibili rispetto agli altri, e questo operando non solo sulla politica del prezzo, ma anche sulla qualità del prodotto, per farlo divenire migliore. Cosa vi aspettate dal prossimo incontro? Ho appena saputo che l'appuntamento è stato nuovamente slittato: ora è fissato per l'11 novembre. Noi sindacati abbiamo chiesto al governo un maggior interesse sulla questione, ma per ora non ci è arrivata nessuna risposta. Devono essere fatte migliori modifiche al piano aziendale, alle singole fabbriche si devono garantire produzioni sufficienti per occupare le persone. Insieme si deve costruire una modalità operativa che non sacrifichi le persone e i siti produttivi, dando prospettive più concrete. Sono molte le aziende che si avviano ad effettuare esuberi o a chiudere l'attività. Lei vede uno spiraglio di luce per il futuro, o pensa che il periodo buio continuerà ancora per molto? Guardando ora al settore elettrodomestici, di cui io mi occupo, non vedo elementi di luce. Ogni giorno va sempre peggio. Bisogna rafforzare l'idea che, a livello istituzionale, serva guardare con più forza all'economia, all'industria e alla manifattura. C'è un estremo bisogno di effettuare delle scelte che diano maggiore fiato alle imprese
(da IL DIARIO DEL LAVORO)

ULTIM'ORA L'INCONTRO AL MISE DEL 4 NOVEMBRE RINVIATO ALL'11 NOVEMBRE

INCONTRO RINVIATO PER IMPEGNI MINISTERIALI, ECCO IL DOCUMENTO UFFICIALE DEL MINISTERO, SCIOPERO ANNULLATO E RINVIATO

DAL MONDO DEL "BIANCO"- WHIRLPOOL, ACCORDO CON LA REGIONE LOMBARDIA

Mentre Indesit Company ed Electrolux, sono alle prese con problemi derivanti dal ridimensionamento della capacità produttiva degli stabilimenti della penisola, da Whirlpool invece arriva una buona notizia. La Regione Lombardia dà una mano alla multinazionale americana che in provincia di Varese, oltre al quartier generale per l'Europa, ha un grande polo produttivo, di ricerca e design. Il governatore Roberto Maroni ha siglato un protocollo d'intesa per la competitività proprio nel Centro operativo della multinazionale degli elettrodomestici a Comerio, in provincia di Varese. Per Whirlpool Europe ha firmato l'amministratore delegato Davide Castiglioni. Il protocollo, che si colloca all'interno del programma di azioni e interventi con cui la Regione vuole favorire l'attrattività e gli investimenti produttivi nel territorio lombardo, riguarda il sito Whirlpool di Cassinetta di Biandronno, individuato dal piano industriale della multinazionale degli elettrodomestici come hub europeo per i prodotti da incasso (cooking e refrigeration). Il protocollo recepisce le novità contenute nel progetto di legge votato dalla Giunta regionale e denominato "Libertà di imprese e competitività". Dal progetto di legge discende la possibilità per la Regione di stipulare accordi di competitività per rispondere in tempi rapidi alle richieste delle imprese. In questo caso si tratta di un accordo per la competitività pilota, nato sulla base delle previsioni del Piano industriale di Whirlpool che contempla il potenziamento del sito di Cassinetta di Biandronno. Regione e Whirlpool, in seguito, declineranno questo accordo in progetti specifici. Tra gli obiettivi prioritari del protocollo la promozione della ricerca e dell'innovazione tecnologica, il supporto agli investimenti in nuove tecnologie di prodotto e di processo e la valorizzazione delle risorse umane che si occupano di attività di ricerca. «A Cassinetta si svilupperanno sinergie tra gli stabilimenti e i centri di ricerca e sviluppo regionali e globali presenti, il Global Consumer Design e il Food Stream Institute -spiega Castiglioni -. L'investimento di 250 milioni di euro su questo sito non incrementerà solo la capacità produttiva, ma si tradurrà in ricadute positive per le Pmi dell'indotto del nostro territorio, anche attraverso lo sviluppo di nuove imprese tecnologiche innovative quali start up e spin-off universitari». Per Whirlpool il trasferimento di nuove produzioni a Cassinetta comporterà la modifica delle linee esistenti e l'acquisizione di nuove, l'incremento della produzione, l'ottimizzazione della logistica, oltre alla specializzazione e alla riqualificazione delle risorse umane. L'andamento del mercato europeo degli elettrodomestici rimane, in generale, debole. Recentemente il colosso americano ha chiuso lo stabilimento di Trento mentre deve ancora terminare un vecchio piano di smaltimento esuberi. Whirlpool corporation nel 2012 ha fatturato 18,1 miliardi di dollari ma in Europa perde soldi da diversi anni: solo nel terzo trimestre del 2013 ha azzerato la perdita di 36 milioni di dollari rispetto all'analogo periodo del 2012. Costanti invece i profitti generati in Nord e Sud America. Competitività, ricerca e semplificazione sono le parole che il presidente della Regione Lombardia, ha utilizzato più volte nella sede di Whirlpool Emea di Comerio, durante la firma del protocollo di intesa tra la multinazionale americana, leader mondiale della produzione di elettrodomestici, e l'ente regionale "Per favorire l'attrattività e gli investimenti produttivi nel territorio lombardo". Si tratta di un modello che potrà essere adottato anche da altre imprese, non necessariamente grandi, perché riprende alcuni punti contenuti nello "Small business act", principi guida per lo sviluppo delle pmi elaborati dall'Unione Europea, con una particolarità: non si tratta di un modello astratto, ma ritagliato come un vestito sul contesto territoriale.

mercoledì 30 ottobre 2013

INDESIT, TERZO TRIMESTRE IN CALO ED INTANTO IL COORDINAMENTO SINDACALE RIUNITOSI A ROMA GIUDICA INSUFFICENTI LE APERTURE AZIENDALI SULLE MODIFICHE AL PIANO

Nelle stesse ore in cui a Roma, il coordinamento Fim, Fiom e Uilm valutava le proposte aziendali circa le modifiche del piano, Indesit divulgava i dati finanziari del terzo trimestre.La holding fabrianese, ha archiviato il terzo trimestre con ricavi e utili in calo, ma sostanzialmente in linea con le attese, risentendo della flessione della domanda e del rafforzamento dell'euro. L'azienda di Fabriano ha quindi rivisto in lieve ribasso le stime sui ricavi per l'intero anno, guardando però con maggiore fiducia al 2014. "Per il 2013 prevediamo un fatturato di poco superiore ai 2,7 miliardi e una redditività in linea con gli obiettivi già comunicati al mercato", spiega in una nota il presidente e AD Marco Milani. In precedenza la società aveva detto di aspettarsi un calo dei ricavi nell'ordine del 3-4% rispetto al 2012, quando aveva fatturato circa 2,9 miliardi, quindi intorno a 2,78-2,81 miliardi."Credo che nel 2014 possiamo performare un po' meglio del 2013", ha poi spiegato Milani nella conference call con gli analisti.Questo miglioramento in parte potrebbe essere legato a una lieve ripresa del mercato. L'AD ritiene infatti che la domanda di grandi elettrodomestici nell'area "Greater Europe" il prossimo anno possa registrare un miglioramento nell'ordine dell'1-1,5%. sottolineando che è ancora troppo presto per dare delle previsioni puntuali su indesit. Nel terzo trimestre i ricavi sono scesi a 719 milioni di euro dagli 800 milioni di un anno prima (-10,1%). A cambi costanti, il calo sarebbe stato pari al 5,4%. Il risultato netto di pertinenza dei soci della controllante è sceso a 9 milioni dai 20,4 milioni di un anno prima.L'Ebit ante oneri non ricorrenti si è contratto a 30 milioni da 44 milioni, con un Ebit margin pari al 4,1% da 5,5%.In borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 4,5%. "Sono risultati che confermano la strategia del gruppo di difendere la redditività in un mercato non facile", ha commentato un operatore. AD DETERMINATO A PORTARE AVANTI PIANO RIORGANIZZAZIONE Durante la conference call con gli analisti Marco Milani ha detto di sperare che si trovi un accordo con i sindacati sul piano di riorganizzazione dell'azienda, che prevede una serie di esuberi e lo spostamento di alcune produzioni fuori dall'Italia, sottolineando però di essere determinato a portarlo avanti anche senza un'intesa."Rinvieremo il piano? Assolutamente no", ha detto l'AD, sottolineando che sta venendo rispettata la tempistica data all'inizio, che prevede di chiudere entro fine anno.L'AD ha però detto di essere "positivo" sul raggiungimento di un accordo con i sindacati, anche perché l'azienda ha fatto degli "sforzi per rendere il piano socialmente più accettabile"."Se non ci sarà un accordo, dovremo proseguire da soli e il processo sarà più doloroso per tutti" ha quindi concluso il presidente, sottolineando però di sperare che un accordo venga raggiunto. Anche i sindacati auspicano un accordo, ma ritengono che le aperture non siano sufficienti."Le aperture di Indesit sono interessanti ma insufficienti. Per raggiungere un accordo non bastano", ha spiegato a Reuters Anna Trovò, segretaria nazionale della Fim Cisl, sintetizzando quanto emerso dal coordinamento sindacale del gruppo Indesit e delle segreterie nazionali che si è tenuto oggi a Roma. Sindacati e azienda si confronteranno presso il ministero dello Sviluppo Economico il prossimo 4 novembre.

PENSIONE ANTICIPATA E PENALIZZAZIONI, IMPORTANTI MODIFICHE A FAVORE DEI DONATORI DI SANGUE E FRUITORI DELLA LEGGE 104

lunedì 28 ottobre 2013

VERTENZA INDESIT, OGGI PRESIDIO AD ALBACINA

Un corteo di alcune centinaia di operai dell'Indesit di Fabriano ha rallentato il traffico e la circolazione stradale nella zona di accesso alla statale 76, che collega l'area con Ancona. La manifestazione, guidata da rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm, e' partita dallo stabilimento di Albacina per poi dirigersi, dalla strada provinciale verso la supestrada che connette il fabrianese con il capoluogo di regione. L'iniziativa di protesta e' mirata a sensibilizzare ulteriormente le istituzioni e l'opinione pubblica circa il piano di riordino di Indesit Company previsto per l'Italia. Fim, Fiom e Uilm, hanno giudicato "insufficienti" le aperture fatte dall'azienda nelle scorse settimane. Alle 8,30, approfottando della concomitante giornata di cassa integrazione i lavoratori di Melano e Albacina, hanno deciso di dare vita alla nuova iniziativa di protesta proprio ad Abacina. Tra cori, bandiere e striscioni, sotto lo sguardo vigile delle forze dell'ordine, i lavoratori hanno prima bloccato il traffico a intermittenza davanti all'unita' produttiva creando diverse code di auto lunghe fino a qualche centinaio di metri, poi si sono diretti in corteo verso il vicino svincolo alla Statale 76 per fare altrettanto. Solo nella tarda mattinata hanno tolto il blocco alla circolazione stradale per l’accesso alla superstrada. I lavoratori e le lavoratrici del polo Melalba, nel chiedere scusa ai cittadini per il disagio arrecato, al contempo con forza rimarcano le loro istanze di questa vertenza che il 4 novembre compirà 5 mesi esatti, essendo incominciata con l'annuncio shock del management della holding fabrianese dell'elettrodomestico e gridano forte che la disperazione, non lascerà mai posto alla rassegnazione. Servono anche a livello governativo, risposte concrete per un futuro industriale dell'area ma anche di un comparto, affinchè non si trasformi in una spoon river dell'elettrodomestico.

ULTIM'ORA: DESTINAZIONE ROMA ANCHE SE L'INCONTRO E' STATO RINVIATO, SCIOPERO DI 8 ORE IL 4 NOVEMBRE

NONOSTANTE L'INCONTRO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO SIA STATO POSTICIPATO AL 4 NOVEMBRE ALLE ORE 10,00, LE SEGRETERIE PROVINCIALI DI ANCONA DELLA FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL, HANNO MANTENUTO LA VOLONTA' DI ORGANIZZARE I PULLMAN PER RECARSI A ROMA, PROCLAMANDO 8 ORE DI SCIOPERO PER LO STESSO GIORNO. OVVIAMENTE LA MACCHINA ORGANIZZATIVA AVRA' BISOGNO DI ESSERE RITARATA IN TEMPI RAPIDI. CHI COMUNQUE VOLESSE ADERIRE, E' PREGATO CORTESEMENTE DI CONTATTARE IL PROPRIO DELEGATO SINDACALE DI RIFERIMENTO. NEI PROSSIMI GIORNI SEGUIRANNO ALTRE INFORMAZIONI ANCHE LOGISTICHE PER LA GESTIONE DELLA GIORNATA DEL 4 NOVEMBRE.