domenica 29 settembre 2013

PENSIONI, I CONTRIBUTI FIGURATIVI RIDUCONO L'ASSEGNO?

Non tutti i contributi consentirebbero di andare in pensione anticipata entro il 2017 senza la decurtazione dell’assegno. Il Sole 24 Ore del 26 settembre mette a fuoco una questione sulla quale ci sono ancora margini di dubbio tanto che l’Inps ha richiesto ed è in attesa del parere di due ministeri. La legge Fornero, legge 214 del 2012, articolo 24 combinata con art 14 della legge 14 del 24 febbraio 2012 prevede la decurtazioni per chi accede alla pensione anticipata (cioè prima dei 62 anni) con elevata anzianità contributiva. Decurtazioni che non valgono per chi matura i requisiti contributivi entro il 2017, a patto che l’anzianità contributiva sia determinata da prestazione effettiva di lavoro. Che cosa significa? A parte gli obblighi di leva, malattia, infortunio o cassa integrazione, vuol dire che non vengono conteggiate le altre assenze, per le quali il contributo è figurativo. Un caso emblematico, l’assenza dal lavoro per donare il sangue. A scoprire in prima persona gli effetti delle nuove regole sono state decine di donatori volontari del sangue, che nelle scorse settimane hanno avviato i conteggi per accedere alla pensione anticipata, verificando che i giorni non lavorati perché dedicati alla donazione non vengono calcolati. Già con un parere dell’ottobre 2012, la gestione ex Inpdap, aveva precisato che la presenza di contribuzione utile ai fini del diritto al trattamento di quiescenza relativa ad assenza diverse da quelle previste dalla norma, poiché non costituisce prestazione effettiva di lavoro, comporta l’applicazione delle riduzioni percentuali.Tale interpretazione, in linea con il tenore letterale della norma, comporta oggettive difficoltà applicative, soprattutto nel pubblico impiego, dove non sempre risulta possibile avere una situazione storica di tutte le tipologie di assenze effettuate dal lavoratore nel corso dell’intera vita lavorativa. Cosa sono i contributi figurativi? I contributi figurativi sono contributi "fittizi" (cioè non versati né dal datore di lavoro, né dal lavoratore), che vengono accreditati dall’Inps sul conto assicurativo del lavoratore, per periodi in cui si è verificata una interruzione o una riduzione dell’attività lavorativa e, di conseguenza, non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori da parte del datore di lavoro. Una caratteristica dei contributi figurativi è quella di essere accreditati, d'ufficio o su domanda del lavoratore, senza alcun costo per il lavoratore stesso. Essi si differenziano pertanto dai contributi da riscatto (che coprono altri periodi, come ad esempio gli anni di studio universitario e il lavoro all’estero) i quali sono, invece, a carico del lavoratore. L’accredito automatico dei contributi figurativi, da parte dell'Inps, senza bisogno di domanda da parte del lavoratore, avviene nei seguenti casi: aspettativa per mandato elettorale e sindacale; assistenza sanitaria per tubercolosi; assistenza a persone con handicap grave; attività svolta in progetti di lavoro socialmente utili (LSU); attività svolta da lavoratori invalidi; calamità naturale; cassa integrazione guadagni; chiusura dell’attività per i commercianti; congedi di maternità e parentali; contratti di solidarietà; disoccupazione; donazione del sangue; infortunio; malattia; mobilità; servizio militare; persecuzione politica e razziale (solo durante il regime fascista o l'occupazione tedesca). Il valore dei contributi da accreditare al lavoratore, di norma, si ottiene prendendo in considerazione la media delle retribuzioni percepite nello stesso anno solare in cui si collocano i periodi di interruzione o riduzione dell’attività. Se nell’anno solare non risultano retribuzioni, il valore da attribuire ai contributi figurativi è calcolato sulle retribuzioni dell’anno precedente. I contributi figurativi sono validi a tutti gli effetti sia per raggiungere il diritto alla pensione, sia per calcolarne l’importo. Fanno eccezione alcuni casi, come i contributi figurativi per la disoccupazione e per la malattia, i quali non vanno considerati per raggiungere il diritto alla pensione di anzianità.

730 SENZA SOSTITUTO D'IMPOSTA, PROROGA FINO AL 25 OTTOBRE

L'ultimo giorno utile per la presentazione del 730 senza sostituto d'imposta, fissato in domani 30 settembre, è stato prorogato al 25 ottobre prossimo. Chi ha perso il lavoro nel 2012 e vanta crediti con il fisco, in base al decreto del Fare potrà utilizzare il 730 invece che il modello Unico: un'opzione che consente di ridurre da oltre due anni a un paio di mesi i tempi per ottenere i rimborsi. Il governo prima della crisi delle ultime ore, ha fatto in tempo a varare un provvedimento che pensa ai disoccupati in modo concreto e immediato. Dal 22 agosto è entrata in vigore la norma del decreto del Fare che rende possibile recuperare i crediti Irpef nei confronti dello Stato in tempi rapidi, compilando cioè per la dichiarazione dei redditi relativi al 2012 il modello 730 anziché il modello Unico, come è avvenuto finora. Qual è il vantaggio? Prima dell’entrata in vigore della norma, presentando l’Unico il disoccupato senza nuovo impiego avrebbe dovuto aspettare almeno due anni prima di incassare eventuali rimborsi, dovendo sottostare a lunghe e inutili lungaggini burocratiche. Con il 730 invece i tempi si accorciano nettamente, scendendo a un paio di mesi. Un provvedimento necessario per dare una boccata di ossigeno a chi sta annegando nella disperazione della disoccupazione. Si tratta di una novità importante, arrivata dopo l’allarme lanciato dai Caf, che va a modificare una stortura del nostro sistema fiscale. Il provvedimento però è stato sfruttato ancora da pochi aventi diritto, come denunciano i centri di assistenza fiscale. Nella finestra che si è aperta dal 2 al 30 settembre per usufruire di questa possibilità, i Caf hanno elaborato solo 120mila pratiche, un terzo delle 400mila potenziali, stimati dall'agenzia delle entrate. Pochissime. "Stiamo contattando i nostri utenti di Unico che hanno i requisiti per passare al 730, ma perché questa opportunità non vada sprecata è fondamentale far arrivare l'informazione al maggior numero possibile di interessati - dice Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta dei Caf - . Probabilmente ha influito anche il fatto che la notizia di questa novità sia arrivata a ridosso del mese di agosto, e quindi può darsi che pochi contribuenti abbiano avuto l'informazione e si siano attivati già a inizio settembre. Perciò continueremo a elaborare il 730 anche oltre la scadenza annunciata del 30 settembre, in considerazione del termine ultimo fissato per la trasmissione telematica delle pratiche all'Agenzia delle Entrate da parte dei Caf, che è il 25 ottobre, allargando quindi la finestra per il 730 anti crisi". Oltre ai Caf ci si può rivolgere anche a intermediari abilitati alla compilazione e all’invio del 730, come consulenti del lavoro, commercialisti, patronati... Possono compilare il 730 invece dell’Unico solo coloro che hanno perso il lavoro nel 2012 senza trovarne un altro e che quindi non hanno più il sostituto d’imposta che gli versi il rimborso in busta paga. Anche chi ha già compilato l’Unico può ripresentare la dichiarazione usando il 730, facendosi annullare l’Unico dal Caf o dal professionista che ne ha effettuato l’invio. Per ridurre ulteriormente i tempi di attesa si può indicare il proprio codice bancario (Iban) all’Agenzia delle Entrate utilizzando il modulo scaricabile dal sito dell’amministrazione stessa (www.agenziaentrate.it). In questo modo l’accredito arriverà direttamente sul conto corrente bancario o postale.

sabato 28 settembre 2013

PACETTI, PER LA PIATTAFORMA RICERCA E SVILUPPO DI FILIERA A MELANO SERVONO 5 ANNI

"La piattaforma potrà partire solo con un orizzonte temporale di almeno 5 anni ''e finanziamenti garantiti per 3-4 mln per il funzionamento minimo'' la piattaforma fisica di ricerca e innovazione per il settore degli apparecchi domestici e professionali proposta dalla Regione Marche con il via libera del Tavolo istituzionale composto dai ministeri Sviluppo, Ricerca e Lavoro, da Cnr e Regioni. A dirlo, a margine di una conferenza stampa all'Università Politecnica, è stato il coordinatore del progetto, il rettore uscente dell'ateneo Marco Pacetti. ''Noi siamo pronti - ha spiegato - e abbiamo consegnato il piano nei tempi stabiliti, l'11 settembre scorso. Si tratta di avviare la fase esecutiva, e soprattutto di trovare i finanziamenti necessari''. Dovrebbe sorgere nello stabilimento Indesit di Melano a Fabriano la piattaforma fisica di ricerca e innovazione per il settore degli apparecchi domestici e professionali proposta dalla Regione Marche. Stabilimento che la multinazionale aveva annunciato di voler chiudere, anche se da ultimo pare aver deciso diversamente.

CASSA INTEGRAZIONE, OTTOBRE NERO PER IL POLO MELALBA

SI PROSPETTA UN OTTOBRE NERO PER I DUE STABILIMENTI DI MELANO ED ALBACINA, CHE EFFETTUERANNO COMPLESSIVAMENTE BEN 17 GIORNATE DI FERMO PRODUTTIVO SU 23 GIORNATE LAVORABILI COMPLESSIVE.QUESTO E' QUANTO NEI GIORNI SCORSI LA DIREZIONE AZIENDALE HA COMUNICATO ALLE RSU DEI DUE STABILIMENTI FABRIANESI. IL FERMO PRODUTTIVO DOVUTO ALLA PERDURANTE CONTRAZONE DEI CARICHI DI LAVORO DERIVANTE DALLA CONTRAZIONE DEL MERCATO DELL'ELETTRODOMESTICO, RIGUARDERA' LO STABILIMENTO DI MELANO PER SETTE GIORNATE LAVORATIVE E PER 10 GIORNATE LAVORATIVE IN QUELLO DI ALBACINA. DATI ALLA MANO, OTTOBRE HA IL PRIMATO POCO INVIDIABILE PER QUANTITA' DI CIG EFFETTUATA NEL 2013, DETRONIZZANDO IL MESE DI GENNAIO ALLORQUANDO NEL POLO CARTAIO ERANO STATE EFFETTUATE 14 GIORNATE DI FERMO COMPLESSIVO. CON QUESTE GIORNATE SI SFIORERA' LA QUOTA DELLE 100 GIORNATE DI FERMO PER CIGO, MURO CHE PROBABILMENTE DA QUI ALLA FINE DELL'ANNO SARA' SUPERATO. VALE LA PENA RICORDARE CHE PER LO STABILIMENTO DI MELANO, SUL FUTURO DEL QUALE SEMBRA SPIRARE UNA TIMIDA SPERANZA, RISPETTO ALLE INTENZIONI DELLA INDESIT APPALESATE NELL'ORIGINARIO PIANO INDUSTRIALE DEL 4 GIUGNO, NEI MESI DI AGOSTO E SETTEMBRE SI ERA FERMATA L'EMORAGGIA DELLA CIG.

lunedì 23 settembre 2013

VERTENZA INDESIT, IL MINISTERO CHIEDE ULTERIORI MIGLIORAMENTI DEL PIANO

''Il Governo apprezza i passi avanti dell'azienda, ma li considera ancora non sufficienti, perche' basati su una prospettiva di stagnazione che non corrisponde alle nostre previsioni per gli anni a venire''. Ad affermarlo e' il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti, al termine della riunione al ministero sulla vicenda Indesit. L'incontro e' stato aggiornato al 14 ottobre e sara' preceduto da approfondimenti di merito con tutte le parti interessate. Nel corso della riunione di oggi i rappresentanti di Indesit Company hanno illustrato a sindacati, istituzioni e Governo le proposte di miglioramento al piano presentato lo scorso 3 luglio. L'incontro, presieduto da De Vincenti, ha visto la partecipazione dei rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, le istituzioni regionali e locali, le organizzazioni sindacali e territoriali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl Metalmeccanici. Indesit ha precisato che il piano di investimenti diretti in Italia sara' elevato da 70 a 78 milioni ed ha comunicato che saranno portate all'interno dell'azienda produzioni attualmente effettuate all'esterno. Inoltre ha ribadito che non prevede licenziamenti, ma ricorrera' ai contratti di solidarieta'. Le misure correttive apportate al Piano di salvaguardia originario dovrebbero determinare, secondo l'azienda, benefici in termini di minori esuberi e minori tagli alla produzione.

VERTENZA INDESIT, ANNA TROVO': " RIMOSSO MACIGNO, PRIMA APERTURA DELL'AZIENDA, MA ANCORA INSUFFICENTE"

"E' stata importante questa prima apertura dell`azienda sulla revisione del piano presentato lo scorso 4 giugno, ma le proposte di modifica sono ancora del tutto insufficienti". Lo ha dichiarato il segretario nazionale della Fim-Cisl, Anna Trovò, parlando della vertenza Indesit. "Nella sostanza - ha proseguito - manca una revisione dei programmi che dia certezze lavorative e produttive ai siti del gruppo e risposte certe sul futuro di tutti i lavoratori a cui si aggiunge la mancanza di certezze rispetto all`allocazione delle capacità produttive e delle produzioni che possa garantire la presenza industriale del Gruppo in tutti i siti italiani. Quindi, nonostante oggi l`azienda abbia rimosso il pesante macigno del piano annunciato a inizio estate, ci aspettiamo un passo avanti che vada incontro alle nostre richieste già a partire dal prossimo incontro di ottobre".

INDESIT TIMIDA APERTURA, MENO ESUBERI E PIU' INVESTIMENTI, MA BISOGNA FARE DI PIU'

Più investimenti e meno esuberi. E' questo sommariamenteil risultato dell'incontro tra i vertici di Indesit Company, le istituzioni e i sindacati che si è svolto oggi nella sede del ministero dello Sviluppo economico per un "ulteriore confronto in merito al piano di salvaguardia, consolidamento e rilancio industriale di Indesit in Italia". Indesit ha ribadito il "ruolo centrale" che l'Italia ricoprirà per l'azienda, sia a livello di produzione che a livello di sviluppo e innovazione dei prodotti, confermando il "piano di investimenti diretti in Italia pari a 70 milioni di euro, che consentiranno di rinnovare quasi completamente la gamma di prodotti realizzati nel nostro paese sia in termini di prestazioni che di competitività" e aggiungendo la proposta di "destinare un numero maggiore di produzioni ai poli industriali italiani e di portare all'interno dell'azienda alcune attività oggi svolte fuori, con conseguente riduzione immediata del numero di addetti interessati dal piano e ulteriori investimenti per 8 milioni di euro che vanno a sommarsi ai 70 già previsti". Indesit ha confermato altresì la volontà di gestire gli impatti sociali derivanti dal piano con il mantenimento dei 3 siti produttivi di Fabriano, Comunanza e Caserta, nessun licenziamento dei dipendenti coinvolti e il ricorso ad adeguati ammortizzatori sociali (cassa integrazione straordinaria e contratti di solidarietà), per non perdere le competenze professionali, in attesa di beneficiare della ripresa del mercato e dei vantaggi derivanti dagli investimenti e il rinnovo delle gamme prodotti".In dettaglio, Indesit propone ai sindacati e al sottosegretario De Vincenti di destinare al sito di Melano il mantenimento di alcune produzioni già presenti come cucine free standing, maxi forni e prodotti speciali; portare all'interno delle sedi di Fabriano e Caserta alcuni servizi di assistenza tecnica e creare a Caserta un It service center; ridurre, in relazione ai progetti sopra riportati, di 126 addetti il numero di persone interessate dal piano; riassorbire in quattro anni i 150 impiegati degli uffici. Inoltre nel periodo di vigenza dell'accordo, 2014/16, circa 330 lavoratori matureranno i requisiti per il pensionamento. Indesit propone anche di ricorrere a strumenti come la Cassa integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà per non perdere le competenze professionali, per un periodo sufficientemente lungo per poter beneficiare dell'incremento dei volumi generato dagli investimenti e del miglioramento del mercato. Il 4 giugno scorso Indesit aveva varato un piano 2013-2016 che prevedeva investimenti per 70 milioni ma anche la delocalizzazione in Polonia e Turchia delle produzioni non sostenibili in Italia e 1.425 esuberi. Indesit immersa in un mercato di un settore, come quello del bianco, alle prese una crisi strutturale che non risparmia nessuno (eccetto Samsung e Haier): l'industria italiana degli elettrodomestici in dieci anni è scivolata da 30 milioni di pezzi a 15 milioni. Coinvolti Whirlpool, Electrolux, Candy, Brandt, Nardi che hanno in ballo Cig, piani di smaltimento esuberi, ridimensionamenti produttivi o chiusure. Nel 2012 Indesit company ha realizzato un utile operativo migliore di Whirlpool Emea ed Electrolux Emea ma in rapida erosione: è sceso dal 6,4% del 2010 al 5,3% del 2011 fino al 4,6% dell'anno scorso. nel primo semstre è sceso sotto il 4%. Il mercato però non dà ancora segni di miglioramento: rispetto al 2007 i volumi sono inferiori del 10% in Europa e del 25% in l'Italia; inoltre i nuovi produttori turchi e coreani, molto aggressivi sui prezzi, stanno erodendo importanti quote di mercato, addirittura nell'alto di gamma. Le parti hanno concordato un nuovo incontro il 14 ottobre al Mse.