La CISL ha sottoscritto una convenzione nazionale, rivolta agli iscritti ed ai loro familiari, con Pro.Ge.Sa., società che si occupa di servizi in ambito sanitario. Pro.Ge.Sa., per prima in Italia, ha creato una rete ampia e diffusa di Strutture Sanitarie di tutte le tipologie, sull’intero territorio Nazionale, offrendo agli iscritti alla CISL la possibilità di usufruire di prestazioni sanitarie di qualità verificata a costi sicuramente più contenuti rispetto ai Tariffari privati, utilizzando il sistema “Help Card – Sconti in Sanità”. Lo sconto dedicato è del 50% per l’acquisto/adesione al sistema “Help Card”; normalmente offerta al costo di 24 euro (iva compresa) all’anno per l’intero nucleo familiare (coniuge/convivente e figli), mentre per gli iscritti alla CISL, sempre compreso il nucleo familiare, il prezzo sarà scontato del 50%, ovvero 12 euro iva compresa, con la durata di un anno di calendario dalla sua sottoscrizione. Inoltre Pro.Ge.Sa., in questo particolare momento di crisi, ha previsto per tutti i lavoratori iscritti alla CISL in Cassa Integrazione un’ulteriore agevolazione economica per l’adesione al sistema, al costo di 6 euro all’anno. Gli iscritti che decideranno di aderire al sistema Help Card potranno fruire delle prestazioni sanitarie ad un prezzo scontato (dal 5% al 40% rispetto al tariffario privato della Struttura Sanitaria), presso le Strutture convenzionate con Pro.Ge.Sa. per Help Card. Attualmente le Strutture Sanitarie convenzionate su tutto il territorio Nazionale sono più di 1.100, ed applicheranno una riduzione del proprio listino privato su: Ø Visite Specialistiche Ø Accertamenti Diagnostici ambulatoriali Ø Interventi Chirurgici Ø Ricoveri Medici Ø Fisiokinesiterapia Ø Terapie Odontoiatriche Ø Prestazioni di Medicina Estetica Per ulteriori informazioni, potete consultare il sito: http://www.noicisl.it/ ]www.noicisl.it e cliccare sul logo Pro.ge.sa., nella home page del sito, oppure potete inviare una mail all’indirizzo: mailto:helpcard.scontisanita@progesasrl.it ]helpcard.scontisanita@progesasrl.it, o telefonare al numero 06/87137366.
mercoledì 31 luglio 2013
VERTENZA INDESIT, ANDREA COCCO: "I MERLONI RIFLETTANO SULLA INDESIT O SARA' UN SETTEMBRE CALDISSIMO"
Cocco, segretario provinciale Fim-Cisl, avverte la dirigenza nel giorno in cui arriva il via libera agli scioperi allo stabilimento di Melano “I Merloni trascorrano buone vacanze ma riflettano sul da farsi, altrimenti li attenderà un settembre caldissimo”. Sono le parole del segretario provinciale Fim-Cisl Andrea Cocco in coda al via libera agli scioperi allo stabilimento Indesit di Melano annunciato in chiusura secondo il piano esuberi presentato dall'azienda. Anche stamane un'ora di stop a scaglioni degli operai in vista del rompete le righe di venerdì, ultimo giorno di lavoro per le tre settimane di ferie estive. Non va, invece, in ferie il tavolo tecnico tra Ministero e Regioni per trovare soluzioni per la vertenza Indesit e tutto il comparto dell'elettrodomestico: domani alle 14 nuovo confronto a Roma per cercare di mettere a punto le prime iniziative concrete, in particolare la piattaforma di ricerca e sviluppo che potrebbe posizionarsi proprio all'interno dello sito di Melano. In vacanza senza novità sostanziali, invece, il vertice del faccia a faccia tra sindacati e management Indesit: prossima riunione fissata a Roma in Ministero per il 17 settembre. Fino ad allora, dunque, difficilmente ci saranno novità concrete e sostanziali sul piano dei 1.425 esuberi. “Indesit – si legge in una nota unitaria di Fim. Fiom e Uilm - ha dichiarato che è necessario effettuare ulteriori approfondimenti e verifiche e che pertanto occorre altro tempo prima di entrare nella fase negoziale, ribadendo la volontà di investire 70 milioni di euro ma anche vincolando la disponibilità a modificare il piano solo dinanzi ad esplicite azioni di sostegno”. Di fatto, dunque, una situazione di stallo che si trascinerà fino all'autunno. "All'Indesit - dichiara Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore elettrodomestici - chiediamo di impiegare il tempo del 'pit stop' estivo per modificare finalmente il piano industriale ed alle istituzioni di utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dal nostro ordinamento, per contrastare le delocalizzazioni".
(Fonte: Il Resto del Carlino)
lunedì 29 luglio 2013
PROGETTO PIATTAFORMA, GRUPPO DI LAVORO IL 1° AGOSTO
Quella iniziata oggi sarà l'ultima settimana lavorativa prima delle ferie per gli stabilimenti di Melano ed Albacina, anche se per quest''ultima, oggi in realtà si è trattato di un giorno di Cigo. Intanti, si riunirà giovedì 1° agosto il gruppo di lavoro istituzionale definito specificamente per lo sviluppo del progetto di piattaforma fisica di ricerca e innovazione per il settore degli apparecchi domestici e professionali. L’incontro è stato convocato dal Sottosegretario De Vincenti e vi parteciperanno il Ministero dello Sviluppo, il Ministero della Ricerca, il Ministero del Lavoro, le Regioni Marche, Campania, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, a seguito dell’impegno assunto nell’incontro di martedì scorso al MISE. Il coinvolgimento coordinato di tre Ministeri chiave nel gruppo di lavoro inter-istituzionale, insieme alle Regioni, è un presupposto fondamentale per dare veloce impulso operativo al progetto di piattaforma fisica di ricerca e innovazione, di cui la Regione Marche ha già declinato governance e modalità operative di intervento.
Tale iniziativa proposta dalla Regione Marche è stata condivisa quale progetto di politica industriale nazionale per una strategia di difesa attiva orientata a dare futuro all’intero settore degli apparecchi domestici e professionali, che rappresenta in Italia il secondo comparto manifatturiero dopo l’automotive.
E’ un progetto di ampio respiro, per salvaguardare le produzioni in Italia del settore degli apparecchi domestici e professionali, tutelare l’occupazione, rilanciare una strategia competitiva basata non sulla riduzione dei costi, bensì sulla crescita del valore aggiunto del prodotto alimentato da investimenti in ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico e design. Ma sicuramente da sola non basterà per garantire la totale occupazione dei 1425 esuberi annunciati il 4 giugno dalla Indesit nel suo piano di riorganizzazione.
Tale iniziativa proposta dalla Regione Marche è stata condivisa quale progetto di politica industriale nazionale per una strategia di difesa attiva orientata a dare futuro all’intero settore degli apparecchi domestici e professionali, che rappresenta in Italia il secondo comparto manifatturiero dopo l’automotive.
E’ un progetto di ampio respiro, per salvaguardare le produzioni in Italia del settore degli apparecchi domestici e professionali, tutelare l’occupazione, rilanciare una strategia competitiva basata non sulla riduzione dei costi, bensì sulla crescita del valore aggiunto del prodotto alimentato da investimenti in ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico e design. Ma sicuramente da sola non basterà per garantire la totale occupazione dei 1425 esuberi annunciati il 4 giugno dalla Indesit nel suo piano di riorganizzazione.
sabato 27 luglio 2013
VERTENZA INDESIT, ANNA TROVO': "CONFERMIAMO NOSTRE PREOCCUPAZIONI"
| (Anna Trovo') |
Indesit: Trovo' (Fim), confermiamo nostre preoccupazioni Azienda investa per ridare centralita' produttiva all'Italia
"Confermiamo tutte le nostre preoccupazioni, per questa ragione la mobilitazione continua fino a quanto il piano non sara' modificato". Lo afferma la segretaria nazionale della Fim Cisl Anna Trovo', al termine
dell'incontro al ministero dello Sviluppo tra azienda e sindacati sulla vertenza Indesit.
"Nel prossimo incontro previsto il 17 settembre in sede ministeriale - aggiunge - ci aspettiamo che quanto discusso oggi possa trovare applicazione nella modifica radicale del piano.
Rimaniamo del parere che le verifiche aziendali debbano avere come unico scopo quello di cambiare il piano, nell'ottica di ridare prospettiva industriale a tutti gli stabilimenti e lavoratori italiani del gruppo. E' necessario, in questo senso, che l'azienda investa in termini d'innovazione e ricerca e produca negli stabilimenti italiani, quelli che hanno fatto di Indesit sinonimo di qualita' e del saper fare made in Italy nel
mondo. Dal Governo invece, ci aspettiamo un contributo in termini di politiche industriali di settore che oggi mancano".
venerdì 26 luglio 2013
VERTENZA INDESIT, NON SI PERDA TEMPO, UN MESE PER RIVEDERE PIANO
La vertenza Indesit si aggiorna a settembre ma il mese di tempo che il governo ha richiesto ai sindacati
non deve suonare come una 'pausa estiva' ma come un tempo in cui ricercare una soluzione alternativa all'inaccettabile piano industriale. Cosi' Fim, Uilm e Ugl commentano la decisione del Ministero dello Sviluppo, al termine del confronto di oggi, di riconvocare le parti il 17 settembre prossimo.
non deve suonare come una 'pausa estiva' ma come un tempo in cui ricercare una soluzione alternativa all'inaccettabile piano industriale. Cosi' Fim, Uilm e Ugl commentano la decisione del Ministero dello Sviluppo, al termine del confronto di oggi, di riconvocare le parti il 17 settembre prossimo.
"Chiediamo ad Indesit di impiegare il tempo del prossimo mese per modificare finalmente il piano industriale ed alle istituzioni di utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dal nostro ordinamento, per contrastare le delocalizzazioni'', dice Gianluca Ficco, coordinatore nazionale Uilm del settore elettrodomestici.
Sul tavolo del confronto infatti, ci sarebbero, potenzialmente, una pluralita' di misure disponibili a favorire un cambiamento del piano industriale di Indesit, dal contratto di sviluppo alle politiche attive del lavoro ad una piattaforme di ricerca in sinergia fra pubblico e privato. Un auspicio rinnovato anche dall'Ugl. "Indesit
utilizzi la pausa estiva per rivedere il piano industriale perche' per noi la priorita' e' una sola: che l'occupazione venga salvaguardata, e non soltanto a breve termine, ma nel medio-lungo raggio'', spiega il
vice segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera.
utilizzi la pausa estiva per rivedere il piano industriale perche' per noi la priorita' e' una sola: che l'occupazione venga salvaguardata, e non soltanto a breve termine, ma nel medio-lungo raggio'', spiega il
vice segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera.
Preoccupata anche la Fim. "Rimaniamo del parere che le verifiche aziendali debbano avere come unico scopo: quello di cambiare il piano, nell'ottica di ridare prospettiva industriale a tutti gli stabilimenti e lavoratori italiani del gruppo.E' necessario in questo senso, che l'azienda investa in termini d'innovazione e ricerca e produca negli stabilimenti italiani, quelli - dice la segretaria Fim - che hanno fatto di Indesit sinonimo di qualità e del saper fare made in Italy nel mondo. Dal governo invece, ci aspettiamo un contributo in termini di politiche industriali di settore che oggi mancano", conclude il segretario nazionale Fim, Anna Trovo'.
VERTENZA INDESIT, OGGI TERZO ROUND AL MISE
OGGI A ROMA ALLE ORE 10,00 PRESSO IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO TERZO INCONTRO TRA GOVERNO, REGIONI, INDESIT E FIM, FIOM E UILM NEL TENTATIVO DI VERIFICARE SE SE ESISTANO IN CONCRETO POSSIBILITA' DI APERTURA DEL PIANO INDUSTRIALE DI RIORGANIZZAZIONE CHE L'AZIENDA HA RESO NOTO LO SCORSO 4 GIUGNO. PER LA TERZA VOLTA NEL MESE DI LUGLIO LE PARTI SI SONO INCONTRATE PRESSO IL MISE, DOPO I RENDEZ-VOUZ DEL 1° E 16 LUGLIO. FIM FIOM E UILM, CERCHERANNO DI CAPIRE E VALUTARE LE DINAMICHE E LE SINERGIE SCATURITE DAL TAVOLO TECNICO TRA REGIONI MARCHE E CAMPANIA, INDESIT E GOVERNO, SVOLTOSI SEMPRE A ROMA LO SCORSO 23 LUGLIO, FERMO RESTANDO CHE GLI OBIETTIVI SINDACALI RIMANGONO QUELLI INIZIALI, OSSIA MANTENIMENTO DELLE PRODUZIONI IN ITALIA E SALVAGUARDIA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI. ED IN TALE OTTICA DOVREBBE COLLOCARSI L'IDEA DELLA PIATTAFORMA FISICA DI RICARCA ED INNOVAZIONE IPOTIZZATA DALLA REGIONE MARCHE NELLA RIUNIONE DEL 23 SCORSO.
MARCO MILANI, AD E PRESIDENTE DI INDESIT COMPANY, IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEI DATI SEMESTRALI, HA DETTO CHE IL PIANO SI PUO' CAMBIARE, FERMA RESTANDO LA NECESSITA' DI RENDERE LA PRESENZA INDUSTRIALE DI INDESIT IN ITALIA SOSTENIBILE NEL TEMPO, CON SEMPRE SUL PIATTO PERO' 1425 ESUBERI. NIENTE MACELLERIA SOCIALE, SENZA NESSUN LICENZIAMENTO, PERO' CON 1425 ESUBERI, QUESTO IL "NODO GORDIANO" DA SCIOGLIERE E SOLO QUANDO QUESTO SARA' SCIOLTO, ALLORA ANCHE QUESTA ENNESIMA SFIDA SARA' VINTA. MA DOPO 52 GIORNI DA QUEL LONTANO E MALEDETTO 4 GIUGNO, LA STRADA DA PERCORRERE SEMBRA ESSERE ANCORA LUNGA E PERIGLIOSA. MA D'ALTRONDE COME DICEVANO I LATINI: " AD ASTRA PER ASPRA", LE VIE CHE PORTANO AI RISULTATI SONO PIENE DI OSTACOLI.
mercoledì 24 luglio 2013
CHIESTA LA PROROGA DELLA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA FINO AL 31 DICEMBRE PER I LAVORATORI DI BREMBATE E REFRONTOLO
E' stato firmato il 22 luglio scorso a Roma presso il Ministero del lavoro, l'accordo di prosecuzione della cassa integrazione in deroga, per il periodo 29 luglio 2013 al 31 dicembre 2013, per i lavoratori della Indesit Company di Brembate e Refrontolo.
Delle 510 persone inizialmente colpite dalla decisione aziendale di chiusura, quasi 400 sono uscite con uno degli strumenti definiti dall'accordo del 31/12/2010, ma 126 (109 full time e 17 part-time al 50%), dei quali 108 occupati presso Brembate e 18 occupati a Refrontolo sono ancora in attesa di una soluzione; FG Pallets per il sito di Brembate e Sech per quello di Refrontolo, confermano comunque, l'intenzione di rilevare i siti e di effettuare nuove assunzioni, nonostante il processo di reindustrializzazione dello stabilimento di Brembate, abbia subito dei ritardi a causa di alcune problematiche di carattere urbanistico. Problematiche poi risolte dal tavolo istituzionale, che però data la loro complessità vedranno giungere a compimento la reidustrializzazione con un ritardo contenuto entro un periodo massimo di un anno.
Delle 510 persone inizialmente colpite dalla decisione aziendale di chiusura, quasi 400 sono uscite con uno degli strumenti definiti dall'accordo del 31/12/2010, ma 126 (109 full time e 17 part-time al 50%), dei quali 108 occupati presso Brembate e 18 occupati a Refrontolo sono ancora in attesa di una soluzione; FG Pallets per il sito di Brembate e Sech per quello di Refrontolo, confermano comunque, l'intenzione di rilevare i siti e di effettuare nuove assunzioni, nonostante il processo di reindustrializzazione dello stabilimento di Brembate, abbia subito dei ritardi a causa di alcune problematiche di carattere urbanistico. Problematiche poi risolte dal tavolo istituzionale, che però data la loro complessità vedranno giungere a compimento la reidustrializzazione con un ritardo contenuto entro un periodo massimo di un anno.
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