giovedì 11 luglio 2013
PERCORSO DELLA MANIFESTAZIONE INDESIT COMPANY DI DOMANI 12 LUGLIO
La partenza del corteo è prevista alle 10.30 presso gli uffici della Antonio Merloni in via E. Profili (dietro la sede principale della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana).
Il percorso sarà il seguente:
• Crocevia Pisana;
• Via Cavour;
• Via G.B. Miliani;
• Corso della Repubblica;
• Via Cialdini;
• Viale Serafini transito davanti il Piazzale della Stazione.
L’arrivo è previsto davanti agli uffici della Indesit Company di via A. Merloni presumibilmente intorno alle ore 13.
Per maggiori informazioni contattare l’URP (0732 709319) o la Polizia Municipale (0732 21610).
ANTONELLA MERLONI: "NO ADDIO A ITALIA, RASSICURAZIONI REALI". ANDREA COCCO: "IL PIANO SODDISFA SOLO AZIONISTI"
| (Andrea Cocco) |
Antonella Merloni ha anche ricordato ‘gli investimenti e le risorse messe disposizione’ e auspica che ‘si possa raggiungere un accordo sostenibile’.
Alla nota della Merloni è poi seguita la replica di Andrea Cocco, Fim Cisl Marche, che ha dichiarato: ‘La sostenibilità di un accordo passa attraverso le assunzioni di responsabilità dell'impresa, del sindacato e dei lavoratori. Il piano Indesit ha una sola responsabilità, quella di soddisfare gli azionisti e la holding della famiglia Merloni, calpestando il lavoro e la dignità dei dipendenti Indesit, distruggendo socialmente il territorio marchigiano’.
VERTENZA INDESIT: L'ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLE MARCHE APPROVA IL DOCUMENTO "IMPEGNO PER IL LAVORO"
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| (Andrea Cocco mentre legge il documento) |
E' stato approvato all'unanimità ( 41 voti a favore su 41) il documento proposto da Fim-Fiom-Uilm "Impegno per il lavoro", nelle settimane precedenti condiviso ed approvato anche dai sindaci dei 32 Comuni e dai rappresentanti delle 5 Province di Umbria e Marche, dai quali provengono i lavoratori occupati negli stabilimenti di Melano Marischio ed Albacina.
Il Consiglio Regionale delle Marche recepisce così la posizione dei sindacati e dei lavoratori dell'azienda.
Preoccupato 'per gli effetti occupazionali, economici e sociali del piano Indesit' il Consiglio Regionale ritiene che il piano del gruppo Indesit da 1425 esuberi 'debba essere ritirato al fine di offrire garanzie per gli investimenti e tutela dei livelli occupazionali in Italia'. Inoltre è stato chiesto al Governo un intervento di politica industriale per una piattaforma per l'innovazione.
Preoccupato 'per gli effetti occupazionali, economici e sociali del piano Indesit' il Consiglio Regionale ritiene che il piano del gruppo Indesit da 1425 esuberi 'debba essere ritirato al fine di offrire garanzie per gli investimenti e tutela dei livelli occupazionali in Italia'. Inoltre è stato chiesto al Governo un intervento di politica industriale per una piattaforma per l'innovazione.
LE PROVINCE DI ASCOLI E FERMO CONTRO IL PIANO INDESIT: INACCETTABILE
NELLA STESSA GIORNATA IN CUI IL CONSIGLIO REGIONALE DELLE MARCHE BOCCIA IL PIANO INDESIT, ANCHE LE PROVINCE DI ASCOLI E FERMO, SI ESPRIMONO NELLA STESSA DIREZIONE.
“I nostri territori – ha aggiunto Fabrizio Cesetti – hanno creduto e investito nell’Indesit. Com’è possibile che un’azienda che ha fatto la sua fortuna grazie al nostro lavoro non senta su di sé anche una responsabilità morale?”.
COMUNANZA - Le Province di Fermo e Ascoli Piceno hanno ribadito il loro secco ‘No’ al nuovo piano industriale dell’Indesit Company che prevede 1425 esuberi.
“Oltre a manifestare la nostra vicinanza alle famiglie coinvolte – ha detto Fabrizio Cesetti, presidente della Provincia di Fermo, durante il consiglio provinciale aperto di Comunanza – vogliamo chiedere al Governo e al Parlamento italiano di dissuadere l’Indesit Company dall’attuare il nuovo piano industriale che prevede più di 1400 esuberi immotivati”.
Le motivazioni che hanno indotto il colosso italiano degli elettrodomestici alla ‘ristrutturazione’ non hanno convinto i rappresentanti di sindacati, Comuni e Province.
“Quella dell’Indesit - ha sottolineato Piero Celani presidente della Provincia di Ascoli Piceno – è una crisi che ci lascia perplessi. Nel 2012 l’utile dell’azienda ammontava a 62 milioni di euro, non crediamo dunque a questa crisi improvvisa, crediamo invece in un disegno strategico”. La strategia sarebbe quella di spostare la produzione in paesi, come Polonia e Turchia, in cui produrre è meno costoso.
A far eco a Piero Celani sono stati i rappresentanti sindacali e i consiglieri provinciali che si sono susseguiti durante il dibattito. La delocalizzazione dell’azienda comporterebbe una grave perdita non solo per i lavoratori coinvolti, ma anche per quelle piccole imprese che sono nate intorno al polo industriale di Comunanza.
Applaudito dai pochi lavoratori presenti l’intervento del commissario straordinario della provincia di Ancona Patrizia Casagrande. “Oggi piangiamo su qualcosa che era prevedibile. Quando l’Indesit ha chiuso gli stabilimenti di Brembate, noi non abbiamo fatto niente. Il processo è iniziato da lontano e pensavamo non ci toccasse. Ora – continua il commissario straordinario - abbiamo bisogno che il Governo ci ascolti, per questo le cinque province delle Marche assieme alla provincia di Perugia hanno approvato le iniziative di lotta promosse dai sindacati locali”.
mercoledì 10 luglio 2013
TECNOWIND, SALVEZZA AD UN PASSO
| (Massimo Bellucci- Fim Cisl) |
La salvezza della Tecnowind è vicinissima e potrebbe arrivare a titolo definitivo nella mattinata di domani. Il condizionale è d'obbligo e, vista la paradossalità della vicenda, va conservato fino alla riunione in programma proprio domani alle 9,30.
Ma tutto lascia presagire che finalmente l'accordo tra la proprietà uscente, il fondo Synergo e quella entrante sia vicinissimo al pari della prosecuzione dell'attività produttiva dell'azienda di cappe aspiranti che nello stabilimento fabrianese di Melano-Marischio conta 325 dipendenti diretti, oltre ai circa altrettanti dell'indotto quasi tutto su scala locale.
La riunione del pomeriggio odierno ha ulteriormente avvicinato le parti tra il fondo bancario Synergo pronto a cedere il proprio pacchetto azionario alla cifra simbolica di un euro e la proprietà entrante, ovvero un pool di imprenditori capitanati da Roberto Cardinali della Consul Marche. Proprio gli acquirenti potrebbero divenire di fatto i nuovi padroni dell'impresa, esibendo i documenti firmati assieme alle banche che attestano la promessa di ricapitalizzazione immediata di due milioni e mezzo di euro, come pure le garanzie per stornare oltre 12 milioni di euro dei 27 di debito accumulato dalla proprietà uscente nei confronti degli istituti di credito. “I segnali vanno tutti in questa direzione”, conferma il sindacalista della Fim-Cisl Massimo Bellucci che anche ieri ha seguito da vicino l'evoluzione della lunga e complessa trattativa informando costantemente gli operai degli ultimi sviluppi. “Verrebbe da essere particolarmente ottimisti, ma di fronte ad un contesto che nel recente passato si è rivelato ondivago e contrassegnato da continui colpi di scena bisogna assolutamente attendere l'eventuale ufficialità del passaggio di testimone prima di avventurarsi in qualsiasi commento”.
ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI DEL SETTORE ELETTRODOMESTICI- PHOTO ALBUM
ALCUNI SCATTI DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI DEL SETTORE DELL'ELETTRODOMESTICO SVOLTASI A ROMA L'8 LUGLIO.
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