martedì 30 aprile 2013

BUON 1° MAGGIO, PICCOLA STORIA DI QUESTA FESTA

La Festa dei Lavoratori in Italia  
La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività celebrata il 1º maggio di ogni anno in molte nazioni del mondo, che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.
La festa ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con il r.d.l. n. 692/1923). Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867[1] nell'Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.
L'origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882
Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all'ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò nuovamente sui manifestanti provocando numerose vittime, anche tra i suoi.
In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo. La rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì, cominciava così l'articolo Pel primo Maggio, uscito il 26 aprile 1890: "Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento
Appena si diffuse la notizia dell'assassinio degli esponenti anarchici di Chicago, nel 1888, il popolo livornese si rivoltò prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto, e poi contro la Questura, dove si diceva che si fosse rifugiato il console USA.
Tra le prime documentazioni filmate della festa in Italia, il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentario “Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria" (indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in sette quadri, e si può - così - vedere il corteo che percorre le strade affollate della Città: gli uomini, tutti con il cappello, seguono la banda che suona, con alcune bandiere.
In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare la Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.
Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA), quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

lunedì 29 aprile 2013

QUEST''ANNO A PERUGIA LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CGIL-CISL-UIL DEL PRIMO MAGGIO

Si terrà quest'anno a Perugia la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil per il primo maggio. Lo hanno deciso i rispettivi segretari generali, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Il corteo partirà alle ore 9.30 da Largo dei Cacciatori delle Alpi (Piazza Partigiani) per poi proseguire in via Luigi Masi, viale Indipendenza, piazza Italia, Corso Vannucci, Piazza IV Novembre, Corso Vannucci fino ad arrivare in piazza IV Novembre per il comizio conclusivo dei tre Segretari Generali Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Perugia all'inizio di marzo è stata teatro di un "dramma del lavoro", hanno sottolineato i sindacati motivando la scelta della città umbra: due impiegate della Regione sono state uccise da un imprenditore, che poi si è suicidato. La vicenda "è diventata un simbolo della necessità di restituire centralità al lavoro. Per queste ragioni la festa del lavoro si celebrerà a Perugia", hanno spiegato Cgil, Cisl e Uil.
"Perugia è una delle città simbolo del disastro italiano, della disperazione del lavoro", ha affermato Bonanni. È stato "il luogo di un efferato omicidio di due lavoratrici", ha detto Camusso, insistendo sulla necessità di rimettere al centro il "tema del lavoro e la difesa del lavoro". Nella "tragedia di Perugia due lavoratrici sono rimaste vittime di una esasperazione fondata ma - ha sottolineato Angeletti - il vero problema è che questa esasperazione ha colpito due persone che lavoravano e che non avevano alcuna responsabilità".
Quindi questa scelta va nel senso di dare "un segno di vicinanza alle persone ed alle famiglie e di un clima sociale così degradato di cui forse non abbiamo esempi nella decennale storia repubblicana. Persone che non c'entrano nulla rischiano di essere vittime", ha concluso il leader della Uil.
E come consuetudine nel pomeriggio si svolgerà a Roma, il tanto atteso  Concertone.

domenica 28 aprile 2013

IMU, CONTO ALLA ROVESCIA PER IL PAGAMENTO, INCERTEZZA SUL CALCOLO DELL'IMPOSTA.

Si potrebbe dire che l'unica certezza è l'incertezza per quello che riguarda l'Imu, una, anzi forse la tassa più odiata dagli italiani, in quanto va a pesare su un bene sacro per noi italiani come la casa di proprietà. Il conto alla rovescia per la scadenza del 17 giugno è già iniziato ma c'è ancora piena incertezza sui calcolo per l'Imu.
Non solo per le scelte che potrebbero essere fatte dal nuovo governo, ma anche perchè il decreto sui debiti Pa ha concesso ai comuni fino al 16 maggio per modificare le aliquote con cui calcolare l'acconto. Per fare i conti e pagare i tempi sono ridotti al lumicino. I Caf sono così in preallarme e chiedono che il primo acconto si paghi sulle aliquote del 2012.
L'attesa su possibili decisioni che il futuro governo potrebbe prendere, dunque, potrebbe incrociarsi con le decisioni dei comuni, creando un'impasse organizzativa. «È partita la macchina per la compilazione delle dichiarazioni dei redditi e la gente viene già da noi per sapere dei pagamenti - spiega il presidente della Consulta del Caf, Valeriano Canepari - C'è grande incertezza. Siamo in attesa di capire se ci sono decisioni di cambiamento da parte del futuro governo. Ma, comunque, lo slittamento al 16 maggio delle possibili modifiche dei comuni ci sta creando negatività gestionali. Sarebbe stato molto meglio usare la regola del passato, cioè far pagare al primo acconto la metà di quanto versato nell'anno precedente».
Il nuovo Governo Letta, sembrerebbe avere sul tavolo l'alleggerimento dell'Imu sulla prima casa già dalla rata di giugno. Servirebbero due miliardi di euro, che salirebbero a 4 nel caso di una restituzione della metà dell'imposta pagata sulla prima casa nel 2012 e addirittura a 6 con la restituzione totale, quest'ultima un'ipotesi che sembrava del resto accantonata.

PRIMO IMPEGNO DEL GOVERNO LETTA, L'IVA

Il Governo Letta si è appena insediato ma la sua agenda contiene parecchi, quanto urgenti nodi da dirimere. Le priorità sono lo sblocco dei debiti della PA, le risorse per la CIG in deroga e la proroga dei precari della PA, l'alleggerimento dell'IMU, il rinvio della TARES e la gestione dell'aumento dell'IVA, con all'orizzonte un suo congelamento fino al 2014, che però costerebbe almeno 2 miliardi di €. Allo stato attuale delle cose, dal 1 luglio l'aumento dell'aliquota Iva dal 21% al 22% costerà in media a una famiglia composta da 4 persone 103 euro in più in un anno.
A stimare la nuova «stangata» è la Cgia di Mestre che complessivamente indica per il 2013 un costo complessivo a carico dei consumatori di 2,1 miliardi di euro, dal 2014 toccherà invece i 4,2 miliardi. Carburanti, riparazioni auto, bevande, abbigliamento, calzature, mobili, elettrodomestici, giocattoli e computer: sono solamente alcuni dei beni e servizi che dal prossimo 1 luglio costeranno di più a seguito dell'incremento stabilito dal Governo Monti. Ipotizzando che i comportamenti di consumo delle famiglie italiane rimangano immutati, la Cgia stima che per un nucleo costituito da 3 persone l'aggravio medio annuo sarà di 88 euro.
Nel caso di una famiglia di 4 componenti, l'incremento medio annuo sarà invece di 103 euro. Visto che per il 2013 l'aumento dell'Iva interesserà solo il secondo semestre, per l'anno in corso gli aumenti di spesa saranno la metà: 44 euro per la famiglia da 3 persone; 51,5 euro per quella da 4.
«Bisogna assolutamente scongiurare questo aumento - sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - Se ciò non avverrà, corriamo il serio pericolo di far crollare definitivamente i consumi che ormai sono ridotti al lumicino. Questa è una crisi economica che va affrontata dalla parte della domanda: solo incentivando i consumi interni possiamo rilanciare la produzione. Altrimenti, siamo destinati ad accentuare la fase recessiva che comporterà un aumento delle chiusure aziendali e la crescita del numero dei senza lavoro».
I rincari che peseranno di più sui portafogli delle famiglie italiane si verificheranno quando ci recheremo a fare il pieno alla nostra auto o saremo costretti a portarla dal meccanico o dal carrozziere (33 euro all'anno per una famiglia di tre persone, 39 euro se il nucleo è composto da 4 persone), per l'acquisto dei capi di abbigliamento e per le calzature (18 euro all'anno per una famiglia di 3 persone, 20 euro se il nucleo è da 4) e per l'acquisto di mobili, elettrodomestici o articoli per la casa (13 e 17 euro). La Cgia ricorda però che l'aumento dell'Iva non inciderà sulla spesa dei beni di prima necessità, come gli alimentari, la sanità, l'istruzione, l'abitazione ecc., tutti beni ai quali si applica l'Iva al 10% o al 4%, o non si applica affatto.

sabato 27 aprile 2013

NUOVO DIRETTORE PER IL POLO MELALBA

DA MAGGIO GLI STABILIMENTI DI MELANO-MARISCHIO ED ALBACINA AVRANNO UN NUOVO DIRETTORE.
INFATTI A CLAUDIO BELINGHERI, IN CARICA DA MAGGIO 2010 E CHE ANDRA' PRESSO LO STABILIMENTO RUSSO DI LIPETSK, DOVE TRA L'ALTRO ERA STATO NEL 2004/2005,   SUBENTRERA' GIOVANNA DAMIANO, PROVENIENTE DALLO STABILIMENTO PIEMONTESE DI NONE.
PER LA DAMIANO SI TRATTERA' DI UN RITORNO, INFATTI DA APRILE 2006 SINO A LUGLIO 2007 ERA STATA PRESSO LO STABILIMENTO DI MELANO-MARISCHIO, CON IL RUOLO DI GESTORE OPERATIVO, PER POI SUCCESSIVAMENTE RICOPRIRE IL RUOLO DI DIRETTORE A BREMBATE E POI COME DETTO A NONE, FINO A RITORNO A FABRIANO.
NEI GIORNI SCORSI C'E' STATA LA PRESENTAZIONE DEL NUOVO DIRETTORE ED IL COMMIATO DELL'USCENTE ALLE RSU DEI DUE STABILIMENTI DEL POLO INDESIT DELLA COTTURA.

venerdì 26 aprile 2013

EQUITALIA, STOP AI PIGNORAMENTI IN BANCA DI STIPENDI E PENSIONI SOTTO I 5000 €.

Alla fine è arrivata la soluzione tanto attesa al problema del pignoramento stipendio e pensione senza limiti. A decidere una nota interna di Equitalia, che prevede lo stop al pignoramento di stipendi e pensioni in banche e poste. Si tornerà alle regole precedenti.

Pignoramento stipendio e pensione al 100%

La questione è sorta con la manovra salva Italia, il decreto legge n. 201/11 convertito in legge n. 214 del 2011, con cui si è introdotto l’obbligo di aprire un conto corrente bancario o postale per ricevere la pensione o lo stipendio di importo superiore a 1000 euro. E’ stato poi il decreto semplificazione, il DL n. 16 del 2012, a introdurre nuovi limiti al pignoramento presso terzi di stipendi e di pensioni che sono:
-  1/10 per stipendi/pensioni/salari/altre indennità derivanti dal rapporto di lavoro fino a 2.500,00 €;
- 1/7 per stipendi/pensioni/salari/altre indennità derivanti dal rapporto di lavoro netti da 2.500,00 € a 5.000,00 €.
Di conseguenza per tutti quegli importi superiori a 5mila euro, il limite al pignoramento di stipendio e pensione dovrà essere pari a un quinto. Il limite di un quinto opera quando il pignoramento avvenga direttamente alla fonte, ossia direttamente da parte dell’ente previdenziale o del datore di lavoro. Se invece il  pignoramento avviene in un secondo momento, il pignoramento dello stipendio o della pensione avviene presso la banca dove il dipendente o pensionato deposita le somme ricevute mensilmente, il limite di un quinto non opera più. Una volta che il denaro viene trasferito, diventa allora interamente pignorabile. 
In cerca di una soluzione ad hoc  
Contro il pignoramento di stipendio e pensione senza limiti, al 100 per cento, è recentemente intervenuto anche il direttore dell’Agenzia delle entrate che ha chiesto una soluzione normativa ad hoc alla questione che ha, ovviamente, destato reazioni critiche da parte dei cittadini.

Pignoramento stipendio e pensione , la nota di Equitalia

Ora la questione sembra essere definitivamente risolta con l’adozione nella giornata di ieri da parte di Equitalia di una nota interna diramata ai propri uffici territoriali in cui la società di riscossione blocca il pignoramento di stipendio e di pensione senza limiti alcuno. “In attesa degli approfondimenti che si rendono necessari all’ esito delle problematiche emerse in merito ai pignoramenti di conti correnti sui quali affluiscono stipendi e pensioni” – si legge nella nota di Equitalia – “si dispone con decorrenza immediata che per i contribuenti lavoratori dipendenti o pensionati non si proceda, in prima battuta, a pignoramenti presso istituti di credito o Poste. Queste azioni saranno attivabili solo dopo che sia stato effettuato il pignoramento presso il datore di lavoro o l’ente pensionistico e che, in ragione delle trattenute accreditate, il reddito da stipendio o pensione risulti pari o superiore a 5mila euro mensili”. Quindi in sostanza stop immediato al pignoramento di stipendi e pensioni, quindi pignoramenti presso banche  e poste e si torna, in attesa di approfondimenti, alle tradizionali regole per il pignoramento presso terzi, ossia è il datore di lavoro o l’ente che potrà pignorare  un decimo dello stipendio o della pensione sotto i 2.500 euro mensili di reddito e un settimo tra 2.500 e 5.000 euro un quinto sopra questa soglia.


giovedì 25 aprile 2013

MUTUI PRIMA CASA, DAL 27 APRILE POSSIBILE SOSPENSIONE DELLE RATE SENZA INTERESSI

Dal  27 aprile 2013, sarà di nuovo possibile sospendere, senza interessi, per un massimo di 18 mesi, l’intera rata del finanziamento per l’acquisto dell’abitazione principale.

Ciò grazie al decreto "Salva Italia” che ha rifinanziato, per un ammontare di 20 milioni di euro, il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef).

L’agevolazione è circoscritta ai mutui non superiori a 250mila euro, in ammortamento almeno da un anno.
L’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del titolare del contratto, inoltre, non deve superare i 30mila euro.

Il beneficio non prevede l’applicazione di commissioni, spese o garanzie e non è incompatibile con altri tipi di sospensione, se lo stop  non supera complessivamente i 18 mesi.

Per usufruirne, l’intestatario, o almeno uno dei cointestatari del mutuo, deve essere al momento disoccupato e, successivamente alla stipula del contratto e nei tre anni antecedenti alla richiesta dell’aiuto al Fondo, deve aver perso il lavoro per i motivi specificati nel Regolamento stesso, oppure morto, invalido o con grave handicap.

La richiesta potrà essere presentata direttamente, dal 27 aprile, alla banca o all’intermediario finanziario di concessione del mutuo, con i moduli disponibili a partire dal 27 aprile su sito del Mef e della Consap.

Per informazioni:
Ministero Economia e Finanze

DAL PARLAMENTO EUROPEO ARRIVANO GLI AIUTI PER GLI EX LAVORATORI DELLA ANTONIO MERLONI

Il Parlamento europeo ha approvato gli aiuti per piu' di 5 milioni di euro per aiutare a trovare nuovi posti di lavoro per i 1.517 lavoratori licenziati alla chiusura della Antonio Merloni SpA e piu' di 3 milioni di euro per 856 ex dipendenti della ditta italiana di servizi informatici Agile Srl.

I finanziamenti fanno parte del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Feg) disegnato per sostenere il reinserimento nel mondo del lavoro.
Gli impianti di produzione della Merloni nelle province di Ancona a Fabriano e Perugia a Gaifana sono stati chiusi dopo le difficolta' dovute alla crisi economica mondiale, poi aggravate da un inasprimento delle condizioni di accesso al credito finanziario. Merloni era un tempo il quinto maggior produttore di elettrodomestici in Ue.

PROGETTO FEG A. MERLONI

La Regione Marche, nell’ambito del Progetto di Riqualificazione e Riconversione Industriale (PRRI), che il Ministero dello Sviluppo Economico ha attivato nell’ambito dell’Accordo di Programma, siglato in data 19 marzo 2010 e rimodulato con Atto Integrativo del 18 ottobre 2012, ha programmato, in accordo con la Regione Umbria, un intervento speciale mirato alla ricollocazione dei lavoratori in CIGS provenienti da A Merloni SpA in amministrazione straordinaria.
L’intervento è stato attivato nell’ambito del progetto FEG Merloni - elaborato dalle Regioni Marche e Umbria e presentato dal Ministero del Lavoro alla Commissione Europea a valere sul Fondo Europeo di adeguamento alla Globalizzazione, disponibile dal 1 gennaio 2007 in base al Regolamento CE n. 1927/2006, integrato nel 2009 dal Regolamento CE n. 546/09.

Il progetto dei servizi personalizzati proposto per il finanziamento del FEG, in corso di approvazione da parte della Commissione Europea, prevede di attivare nei confronti dei lavoratori target, in totale 911, i seguenti servizi:
•  Orientamento professionale: il servizio mira a favorire nei soggetti target, attraverso colloqui strutturati (individuali e/o di gruppo) e strumenti mirati, un processo di presa di coscienza personale, volto all’identificazione delle aree di interesse, delle propensioni personali, delle capacità, delle competenze possedute, delle aree di miglioramento fino a giungere alla definizione di un bilancio personale che possa supportare la definizione del percorso personalizzato di reinserimento lavorativo
• Assistenza alla ricerca attiva: dopo la fase di orientamento professionale, la persona viene sostenuta a riproporsi nel mercato del lavoro mediante la definizione di una strategia di auto-promozione e attraverso l’utilizzo delle tecniche di ricerca operativa e degli strumenti trasferiti (ricerca e scelta di proposte di lavoro, preparazione al colloquio di selezione, elaborazione ed invio del curriculum vitae e della lettera di presentazione, ecc.). Durante questa fase viene anche identificato dall’operatore del servizio preposto e dal lavoratore un  eventuale percorso di adeguamento delle competenze in base al profilo professionale del soggetto e alle necessità del sistema imprenditoriale locale. Contestualmente, viene attivato il servizio di preselezione dei lavoratori. Infine, a seguito dell’incrocio domanda/offerta, ove necessario, è previsto l’accompagnamento in azienda del lavoratore selezionato
• Assistenza all’autoimprenditorialità: l’attività sarà caratterizzata da un servizio di assistenza personalizzata finalizzata ad accompagnare i soggetti interessati ad intraprendere attività imprenditoriali o di lavoro autonomo. L’assistenza sarà svolta da personale specializzato tramite tutoraggio di gruppo con l’intento di analizzare vincoli e opportunità del lavoratore autonomo e dell’imprenditore. La persona sarà, dunque, accompagnata verso la programmazione di attività di start-up, a partire dall’identificazione di un businnes plan
• Misure specifiche per gli over 50: specifica attività di supporto rivolta a lavoratori over 50 finalizzata allo sviluppo di empowerment personale. L’attività ha le seguenti finalità:
Approfondire la valutazione del potenziale lavorativo di ciascun soggetto;
Stimolare la presa di consapevolezza delle capacità individuali
Promuovere un atteggiamento proattivo finalizzato alla programmazione delle modalità d’azione per il riposizionamento attivo.

Tenendo conto degli esiti delle attività prima descritte, gli operatori dei Centri per l’Impiego territorialmente competenti,  erogheranno sulla base di apposito Avviso pubblico in corso di emissione da parte della Regione Marche, a valere per l’intero territorio regionale, le ulteriori misure di politica attiva previste dal Programma FEG:
• Voucher formativo: Per dare seguito al percorso di orientamento professionale effettuato presso i Centri per l’Impiego, l’orientamento e la formazione della Regione Marche, è prevista la disponibilità di 911 voucher formativi del valore massimo di € 1.300,00 per affrontare il percorso formativo individuale concordato tra lavoratore e operatore che eroga i servizi. Il voucher potrà essere utilizzato in maniera flessibile, in base alle esigenze e alle caratteristiche della persona e dovrà essere strettamente collegato al percorso di reinserimento del lavoratore nel mercato del lavoro. Il voucher potrà essere individuale, cioè assegnato direttamente al lavoratore, ovvero, aziendale, cioè assegnato all’azienda che ha già assunto lavoratori del bacino di riferimento per percorsi di adattamento delle competenze al contesto produttivo specifico. La partecipazione ai percorsi formativi, attraverso lo strumento del voucher individuale o aziendale, presuppone l’utilizzo del Catalogo Regionale dell’offerta formativa a domanda individuale FORM.I.CA. unico e valido per tutto il territorio regionale e consultabile sul sito istituzionale della P.F. Formazione Professionale all’indirizzo: [ http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it/Lavoro/FEGMerloni.aspx/SistemaRegionaleFormazione/siform/index.asp ]http://www.istruzioneformazionelavoro.marche.it/SistemaRegionaleFormazione/siform/index.asp o attingendo dall’elenco delle iniziative formative libere autorizzate ai sensi dell’art. 10 della L.R. n. 16/1990 approvato da ciascuna provincia relativamente al territorio di propria competenza.
• Bonus assunzionali: Per ogni assunzione a tempo pieno e indeterminato di lavoratori in CIGS provenienti dalla A. Merloni in A.S. residenti nella Regione Marche è riconosciuto all’impresa un bonus assunzionale di € 5.000,00. Nel caso di assunzione a tempo indeterminato con contratto part time l’importo del contributo sarà proporzionalmente ridotto sulla base delle ore settimanali concordate. In caso di part time verticale, sarà considerata la media settimanale dell’orario concordato.
• Contributo per la mobilità formativa: Per consentire una agevole partecipazione ai corsi di formazione, è prevista, per massimo di 500 lavoratori provenienti da A. Merloni, un sostegno per le spese di trasporto da sostenere per raggiungere la sede dell’attività formativa. Il rimborso spetterà qualora le attività formative siano svolte a non meno di 25 km di distanza dal luogo di residenza del lavoratore interessato e ammonta ad un massimo di € 300,00 da erogare a fronte della presentazione dei giustificativi delle spese sostenute.
• Bonus per la mobilità territoriale: Per massimo 100 lavoratori in CIGS provenienti da A. Merloni che accetteranno proposte di lavoro o si ricollocheranno in aziende distanti più di 100 km dal luogo di residenza, è disponibile un sostegno dell’importo massimo pari a € 5.000,00 per supportare le spese di trasloco e trasferimento. Anche tale contributo sarà versato una tantum a fronte della presentazione dei giustificativi delle spese sostenute.Per quanto concerne invece l’erogazione dell’indennità per la ricerca attiva di una nuova occupazione, è previsto il coinvolgimento dell’INPS quale ente erogatore dell’Indennità di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.