mercoledì 6 maggio 2015

DOMANI A MELANO 1 ORA DI ASSEMBLEA RETRIBUITA

Domani 07 maggio 2015, si terrà l'assemblea unitaria retribuita,
con il seguente orario:


Dalle ore 09.30 alle ore 10,30 primo turno e centrale


Dalle ore 14.00 alle ore 15.00 secondo turno 


L'assemblea sarà tenuta dalla Rsu e servirà per fare il punto sulla situazione inerente la vertenza Whirlpool/Indesit.


WHIRLPOOL/INDESIT, TRATTATIVA IN STALLO

Non sono stati sufficienti neanche i 50 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale della Campania, all'interno della  proposta di intervento “La Campania per Carinaro”, a favore del gruppo Whirlpool Corporation, a far recedere la multinazionale americana dalla decisione di chiudere il sito di Carinaro.  Nel dettaglio, la delibera fissa entro l’ammontare di 50 milioni di euro, a valere sulle risorse della Programmazione unitaria 2014-2020, la dotazione finanziaria complessiva massima a disposizione per l’attuazione della suddetta proposta; subordina l’attivazione degli strumenti negoziali ritenuti più idonei all’attuazione della proposta “La Campania per Carinaro” alla conclusione di un accordo con Governo, Azienda e Sindacati che assicuri adeguate prospettive di crescita allo stabilimento sito in Carinaro e alle altre strutture di ricerca e sviluppo, produttive o commerciali dell’Azienda, operanti in Campania. Per l'azienda l'impegno assunto dalla Regione Campania per le politiche attive del lavoro e l'ammodernamento della struttura è considerato condizione necessaria, ma non sufficiente per modificare l'assetto industriale del perimetro Italia, attualmente previsto dal piano. Nei fatti secondo quanto asserito dall'azienda al momento attuale c'è una fabbrica in più in Italia e l'assetto industriale, mette a rischio il futuro degli altri siti. Sempre secondo l'azienda le scelte industriali, frutto anche di compromessi, vanno fatte e bisognerà trovare le soluzioni meno impattanti sulle persone, anche se al momento non ne è stata trovata nessuna. L'azienda ha rimarcato come sia disposta a trovare soluzioni sostenibili  per Carinaro, in un arco di tempo medio-lungo. Una strada ipotizzata è riportare a Carinaro volumi produttivi da altri siti del perimetro Emea, soluzione al momento non praticabile, in quanto la saturazione media degli impianti italiani, ossia i pezzi prodotti, rispetto alla capacità installata si attesterebbe intorno al 50%, oltre che dall'esigenza di specializzare ogni impianto su specifiche piattaforme di prodotto.
Di fatto la vertenza è entrata in una fase di stallo. L'incontro di oggi al Mise tra sindacati e azienda infatti non ha segnato nessun passo avanti, un incontro fotocopia con quello dello scorso 29 aprile. Un braccio di ferro e spiragli concreti per una evoluzione del negoziato, al momento, non sembrano possibili, ne di rapida risoluzione. Fim, Fiom, Uilm e Ugl continuano a chiedere di togliere dal tavolo di negoziato, in via preliminare, ogni ipotesi di chiusura degli stabilimenti di Carinaro e None e un dietrofront sui 1350 esuberi; la multinazionale americana di elettrodomestici, invece, conferma le ragioni economiche del piano che prevede la chiusura dei due siti. Inoltre l'azienda ha fornito altri particolari in merito al polo fabrianese, che sarà realizzato nello stabilimento di Melano,  al termine del processo di integrazione che dovrebbe durare non oltre i sei/sette mesi.  Inoltre l'azienda ha spiegato, conti alla mano, le scelte sul versante logistico che premia il polo di Piacenza, determinando la chiusura di None. Se ne tornerà a discutere venerdì prossimo alle ore 11,00, partendo da quegli spiragli che qualcuno ha intravisto e che possano diventare delle porte in grado di risolvere i problemi che al momento ci sono.

martedì 5 maggio 2015

WHIRLPOOL/INDESIT, OGGI NUOVO INCONTRO AL MINISTERO

Oggi alle 14,00 presso Palazzo Piacentini a Roma, sede del Ministero dello Sviluppo Economico continuerà il tour de force tra Whirlpool e sindacati, che proseguirà poi venerdì prossimo con il secondo incontro settimanale programmato, il terzo dopo quello del 29 aprile scorso. Il Ministro, Federica Guidi, ha assicurato la propria presenza. La dirigenza della Whirlpool, dovrebbe fornire alcune risposte, così come promesso ad alcuni quesiti posti nell'ultimo incontro del 29 Aprile. Verranno valutate ed esaminate anche le proposte emerse negli ultimi giorni, come ad esempio l'impegno annunciato dal presidente della regione Campania, Stefano Caldoro. Infatti la Regione Campania, ha deliberato di finanziare un intervento di sostegno e sviluppo della presenza del gruppo Whirlpool in Campania. 
Lo strumento che la Regione Campania mette a disposizione per l’attuazione della proposta e’ il Contratto di Programma Regionale (L.R. 12/2007) che consente di finanziare, con contributi a fondo perduto, entro i limiti stabiliti per ciascuna categoria di aiuto, progetti relativi a settori ritenuti strategici ai fini dello sviluppo e della crescita dell’economia regionale. 
Quindi sarà un incontro che farà fare dei passi sostanziali in avanti alla vertenza, con proposte che faranno recedere o quanto meno rivedere alla multinazionale americana la posizione espressa nel piano industriale, illustrato lo scorso 16 aprile? Oppure, pur valutando tutte le proposte per migliorare il piano che emergeranno, sarà un passaggio interlocutorio, in attesa dell'ultimo appuntamento del trittico, fissato per il prossimo venerdì 8 maggio.  Nel pomeriggio di oggi ne sapremo sicuramente di più.

domenica 3 maggio 2015

SE UNO PERDE IL LAVORO, PERDIAMO TUTTI -Messaggio di Mons. Giancarlo Vecerrica , Vescovo di Fabriano-Matelica

La Chiesa di Fabriano, nella persona del suo presule, Mons. Giamcarlo Vecerrica è stata sempre vicina ai lavoratori in questi anni di crisi profonda del sistema economico e produttivo di Fabriano, a cominciare dalla crisi della Antonio Merloni, passando alle vicende legate alla vertenza Indesit del 2013, con la fiaccolata Fabriano-Melano del 1° luglio di quell'anno, un pò il simbolo. "Io sto con i lavoratori", la frase più volte pronunciata allora dal Vescovo. Ed anche in questi momenti di difficoltà ed incertezza, non manca il suo messaggio di speranza.

( 2013, la consegna della maglia simbolo della vertenza,
 al termine della fiaccolata)
Questo è il tempo in cui siamo tutti chiamati a crescere e non a diminuire, a dare e non a togliere. Il futuro di questa nostra terra così disastrata in questo periodo è nelle mani di coloro che rischiano nel positivo, nel custodire il posto di lavoro per le persone, nel tenere unite le famiglie. La notizia di esuberi nella Whirlpool, la ex Indesit, mi preoccupa e mi sorprende. Coloro che hanno ricevuto questa azienda, nata dalla passione di coloro che hanno amato e valorizzato le persone e il territorio, sono chiamati a rispettare questa storia. La salvezza dei posti di lavoro è la salvezza delle persone e un’azienda cresce con le persone. Amici che siete venuti a Fabriano per continuare un’opera, ascoltate il nostro grido, la paura dei nostri lavoratori, le preoccupazioni delle nostre famiglie. Non alimentate “la cultura della scarto” (Papa Francesco). Ascoltate questo accorato appello del Pastore di questo territorio Fabrianese. Nel vostro futuro ci siamo anche noi, nessuno deve essere escluso: se un lavoratore perde il lavoro, perdiamo tutti. Non è retorica, è realismo; è umanesimo nuovo; è la civiltà dell’amore portata dal cristianesimo. Il Vescovo e la Chiesa di Fabriano-Matelica si mettono a disposizione perché il dialogo vinca sulle trattative; perché i lavoratori siano messi al centro di ogni realtà di lavoro: essi sono il cuore e la ragione di una azienda, ed anche di una economia sana, che non “uccide” (Papa Francesco). Come comunità cristiana non vogliamo più questa opposizione o parallelismo tra chi dirige e chi lavora. La diocesi invita tutti a pregare e a compiere i gesti di amicizia cristiana per questa situazione che crea problema nel territorio. Il Vescovo, i sacerdoti e i fedeli si mettono in preghiera perché vinca l’amore vero, che è la radice di ogni buona economia e di ogni vera azienda umana. Ringrazio tutti coloro che accoglieranno questo mio accorato appello e questa mia piena disponibilità a collaborare.

+ Giancarlo Vecerrica, Vescovo di Fabriano-Matelica

sabato 2 maggio 2015

SETTORE DEGLI ELETTRODOMESTICI: UN COMPARTO SULL'ORLO DEL BARATRO. URGONO SOLUZIONI PIUTTOSTO CHE CHIACCHIERE.

"Whirlpool e Indesit, se fossero andate avanti separatamente, probabilmente un futuro non lo avrebbero mai avuto". Le parole di Davide Castiglioni, ad di Whirlpool Emea, espresse all'interno della trattativa per la vertenza Whirlpool/Indesit che si stà svolgendo in queste settimane, oltre che rafforzare la bontà del merger dello scorso anno, fotografano il settore del bianco in Italia. Ovviamente il riferimento è anche agli altri player del settore, soprattutto quelli provenienti dai paesi degli occhi a mandorla,  come Lg, Samsung, Haier, ma anche dalla Turchia che giocano questa partita globale con regole diverse e a loro più vantaggiose, nonchè la concorrenza dei paesi dell'Est Europa, frequente meta di delocalizzazione da parte degli stessi produttori italiani.
Un altro scivolone per l’industria degli elettrodomestici italiana, alle prese con una crisi che non è congiunturale, ma strutturale, il settore, negli ultimi anni, ha subito pesanti processi di riorganizzazione e ristrutturazione, con un forte ridimensionamento della capacità produttiva e dei livelli occupazionali. L’anno scorso la produzione nel Belpaese di grandi elettrodomestici si è assestata sotto i 12 milioni di pezzi, esattamente a 11,65 milioni stimato da Ceced Italia, l’associazione dei costruttori. Il dato negativo è che, dopo anni di cali, nel 2014 la produzione si è ulteriormente contratta del 2%, contro il -0,1% dell’industria manifatturiera. In una dozzina di anni la produzione nell’ex fabbrica europea del Bianco si è più che dimezzata: è scivolata da oltre 30 milioni di pezzi a meno di 12. Spesso le produzioni hanno preso la via della Polonia o dell’Est o sono state tagliate a causa di una domanda europea debole. A valore il calo è stato contenuto nel 30% grazie agli investimenti in innovazione tecnologica.  «Se i volumi produttivi hanno un impatto significativo sui livelli occupazionali - spiega Franco Secchi, fabrianese, presidente appena riconfermato di Ceced Italia (ora vice presidente di Whirlpool ma ex direttore mercato Italia di Indesit) - non raccontano la verità del cambiamento vissuto dal settore: il passaggio dalle produzioni di massa, entry level, a un’offerta qualificata nell’alto di gamma, dove premia il valore aggiunto dell’Italian lifestyle». Infatti è arrivata al 70% la produzione in Italia degli elettrodomestici di maggior efficienza energetica. Il valore aggiunto del  design italiano, unito alla tecnologia, è palpabile anche nell’incremento (+ 16,6%) dell’export dei piani cottura nel primo trimestre 2015. Tuttavia il forte calo produttivo in Italia è stato uno choc: negli ultimi anni sono stati chiusi diversi stabilimenti e delocalizzate produzioni con un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali da parte di big player come Whirlpool (che ha in ballo la chiusura del polo di Carinaro e del centro di ricerche di None), Electrolux, Indesit e Candy. Fino alla stessa cessione di Indesit da parte dei Merloni. A margine poi ci sono le migliaia di piccole aziende della componentistica, che non fanno notizia, ma che hanno chiuso i battenti, ridotto l’attività o sono state costrette a  seguire il commmittente all’estero. Nonostante tutto l’industria del Bianco rimane uno dei comparti di punta della nostra manifattura per il contributo oggetto alla bilancia commerciale: il giro d’affari rimane vicino ai 15 miliardi, con un export non lontano dai 10 miliardi e un saldo attivo prossimo ai 7 miliardi, senza dimenticare che occupava nel nostro paese circa 130,000 addetti tra diretti ed indiretti e rappresenta il secondo settore manifatturiero dopo l'automotive.  Per bloccare l’emorragia, l’anno scorso le imprese hanno proposto al Governo “Il progetto Orizzonte”, che punta sulle produzione dell’alto di gamma, più ecologiche e performanti. Servono però un mix di misure: dagli incentivi di lunga durata al sostegno alla ricerca fino allo sblocco delle risorse incappate nelle maglie della burocrazia. Il tavolo ministeriale per il rilancio degli elettrodomestici era stato avviato il 4 febbraio 2014 ma dopo «la tiepida accoglienza (per non dire il disinteresse) riservata al Progetto Orizzonte - aggiunge Secchi - il Governo, impegnato nella gestione delle crisi, ha continuato a non ritenere prioritario il tavolo elettrodomestici aperto al Mise, con due soli incontri nel 2014». Il governo però ha concesso il bonus sulle ristrutturazioni edilizie (65%), il bonus mobili (50%) esteso agli elettrodomestici, il recepimento della Direttiva Raee 2 e il successivo Accordo di programma con le controparti del Sistema Raee, il credito fiscale del 30% per le apparecchiature professionali per la ristorazione comprese nelle ristrutturazioni alberghiere. E ora? «Dobbiamo far ripartire il tavolo elettrodomestici - conclude Secchi - spingere sui certificati bianchi e rendere più incisive e stabili le misure per far spingere la domanda». 
Ed anche intorno alla vicenda Whirlpool/Indesit, un pò simbolo del malessere del settore, in queste settimane si sono succedute tante parole da parte dei politici, chiacchiericcio nauseante, sterile, quanto inutile, se la vendita di Indesit agli yankees fosse stata più o meno un'operazione fantastica, per lo più pronunciate in chiave elettoralistica che altro, la solita caterva di tante quanto inutili interrogazioni parlamentari. Eppure sarebbe bastato ad esempio che i politici avessero sollecitato negli anni scorsi l'attivazione del tavolo dell'elettrodomestico, così come il sindacato aveva richiesto all'allora ministro Passera, nell'anno 2012, facendo pressing sul Governo. Ma probabilmente molti di essi neanche sanno di cosa si tratti. 
Ecco i punti di quella "piattaforma" sindacale di settore:
Definire un piano pluriennale di incentivi all'acquisto delle apparecchiature a maggior efficienza e a minor consumo energetico, anche attraverso la rottamazione delle vecchie apparecchiature e prevedendo limiti sulle caratteristiche delle classi energetiche commercializzabili nel nostro paese, nonché riservando gli incentivi alle apparecchiature dei produttori “socialmente responsabili” secondo gli standard europei.
1. ha un effetto positivo sul risparmio della bolletta energetica nazionale e delle famiglie, qualificando il consumo energetico,
2. sostiene le attività degli stabilimenti italiani focalizzati da anni su queste produzioni,
3. produce ritorni per l'occupazione e per la fiscalità, diretta e indiretta.
Introdurre controlli di conformità sulle apparecchiature importate da paesi Ue ed extra-Ue.
1. aumenta la sicurezza dei consumatori e diminuisce gli infortuni domestici con ricadute positive sulla spesa sanitaria delle famiglie e della collettività,
2. favorisce la consapevolezza dell'acquisto responsabile.
Incentivare fiscalmente le aziende che non delocalizzano le produzioni, mantengono i
livelli occupazionali ed effettuano nel nostro paese investimenti e attività di R&D, in sinergia con le Regioni maggiormente coinvolte, potenziando il concetto di “Italian
Engineering, Italian Style, Italian Made”.
1. dovrebbe passare innanzitutto attraverso l’incentivazione e la defiscalizzazione degli investimenti sia in Ricerca e sviluppo, sia in impianti fissi, con evidenti effetti positivi di moltiplicatore del reddito.
2. Dovrebbe giungere ad un generale alleggerimento fiscale sulle attività che devono competere sui mercati internazionali e che sono rivolte all’export, anche interno all’Europa come tipicamente è quello degli elettrodomestici.
Incentivare politiche attive del lavoro e ripristinare gli incentivi alla occupazione, oltre
che giovanile, di quanti attualmente sono in cassa integrazione o addirittura in mobilità.
Definire modalità di utilizzo degli ammortizzatori sociali utili a superare il limite di tre anni nel quinquennio, finanziando adeguatamente la cassa integrazione in deroga, particolarmente utile per le imprese dell’indotto spesso di piccole dimensioni, e sostenendo i contratti di solidarietà “difensivi” per i quali chiediamo, in prospettiva per i prossimi anni:
1. il finanziamento necessario a garantire l'attuale integrazione (pari all'80% all'epoca, oggi al 70%) del trattamento perso dai lavoratori a seguito della riduzione di orario
2. il finanziamento necessario a sostenere la decontribuzione alle imprese che utilizzano il contratto di solidarietà (così come è stato previsto dalla legge 236/93 art.5 e dal 1993 sostenuto attraverso il rifinanziamento fino a tutto il 2008).
Rafforzare i criteri utili al riconoscimento delle “mansioni usuranti” con particolare riferimento al lavoro in catena di montaggio.

POLO MELALBA: ASSETTO DEL MESE DI MAGGIO

La Direzione Aziendale degli stabilimenti di Melano ed Albacina, ha comunicato nei giorni scorsi alle rispettive RSU l'assetto produttivo del mese di Maggio e le giornate di Cassa Integrazione Straordinaria. 
Per lo stabilimento di Albacina, saranno nove le giornate di stop produttivo collettivo che verranno effettuate nel mese di Maggio (4-11-12-13-14-15-22-28-29).
Invece per Melano, altro stabilimento del polo Melalba, saranno  cinque le giornate di fermo collettivo produttivo che verranno effettuate nel mese di Maggio (4-14-15-22-29). Come del resto successo anche nei mesi scorsi, tale assetto, potrebbe essere soggetto a variazioni successive, in base alle esigenze produttive e tecnico organizzative.

STEFANO BALESTRA: DOLOROSO CANCELLARE UN PEZZO DI STORIA

STEFANO BALESTRA: DOLOROSO CANCELLARE UN PEZZO DI STORIA: A pagina 3 del settimanale fabrianese L'Azione di questa settimana un mio articolo sulla vicenda Indesit/Whirlpool. Eccolo qui ripropos...

venerdì 1 maggio 2015

730 PRECOMPILATO, DA OGGI SCATTA LA FASE DUE




Dichiarazione dei redditi precompilata, scatta la fase due. A partire da oggi, primo maggio, ma in realtà da domani, essendo oggi giorno festivo, infatti, sarà possibile modificare il proprio 730, che l’Agenzia delle Entrate ha reso scaricabile a partire dallo scorso 15 aprile. Un'operazione che sarà necessaria secondo alcune stime fornite sui dati delle dichiarazioni online, in almeno 3 casi su 4.
Le strade che si aprono dinanzi ai contribuenti, a partire dal prossimo primo maggio, sono essenzialmente due: accettare la dichiarazione dei redditi 2014 così come è stata elaborata dalle Entrate, oppure apportare modifiche, il tutto in maniera autonoma, oppure avvalendosi del supporto o della consulenza di un Caf o di un professionista abilitato. La data finale per la riconsegna del 730 precompilato all’ Agenzia delle Entrate sarà quella del 7 luglio 2015.
Nel video-tutorial allegato predisposto dall'Agenzia delle Entrate, i passi necessari per capire come compilare il proprio 730 precompilato, al quale si potrà accedere tramite pin, da richiedere in maniera autonoma o conferendo apposita delega all'intermediario, presso il quale si desidererà rivolgersi.