MESE DI AGOSTO CON PERFORMANCES DA RECORD PER I QUATTRO COMPARTI DEL FONDO COMPLEMENTARE DEI METALMECCANICI CON RIALZI NOTEVOLI RISPETTO AL MESE PRECEDENTE, CHE VANNO DAL + 1% ( 0,98 PER MONETARIO PLUS E 1,08 PER SICUREZZA) AL +1,5% (1,38 REDDITO E 1,58 CRESCITA). IL COMPARTO CRESCITA RIESCE COSI' AD AZZERARE LA LIEVE FLESSIONE PATITA APPUNTO NEL MESE DI LUGLIO.
martedì 9 settembre 2014
lunedì 8 settembre 2014
DAL MONDO DEL "BIANCO"- ELECTROLUX COMPRA GLI ELETTRODOMESTICI DELLA GENERAL ELECTRIC, INIZIATA LA GUERRA GLOBALE DELL'ELETTRODOMESTICO
Electrolux diventa la regina degli elettrodomestici sul mercato globale con la sua più grande acquisizione di sempre: l'acquisto, per 3,3 miliardi di dollari (2,54 miliardi di euro) della divisione General Electric Appliances di proprietà della multinazionale americana. Ge Elettrodomestici nel 2013 ha realizzato ricavi per 5,7 miliardi di dollari e un Ebitda di 390 milioni e occupa circa 12 mila dipendenti. La società svedese ha deciso di acquistarla pagando in contanti 2,54 miliardi di euro accenttando la valutazione superiore di 8 volte all’Ebitda. In questo modo, gli svedesi si assicurano un ruolo di player globale sul mercato degli elettrodomestici e si rafforzanoi in maniera significativa sul mercato americano. L'operazione è una risposta al rafforzamento del concorrente statunitense Whirlpool che un mese fa, circa, ha rilevato il controllo di Indesit per aumentare la propria presenza in Europa. Il risiko del bianco vede ormai le due grandi multinazionali marcarsi strette, tanto da portare il confronto direttamente in casa del competitor.
Con l’acquisizione dell’unità degli elettrodomestici di General Electric da parte della multinazionale svedese Electrolux «è iniziata la guerra globale dell’elettrodomestico. Questo in un contesto mondiale di innalzamento dimensionale del «conflitto sull’elettrodomestico» dettato del gigante Samsung.
Per General Electric la cessione del business elettrodomestici rientrava da tempo nella propria strategia di volersi focalizzare sulle attività industriali a maggior redditività nei settori petrolifero, energetico, aeronautico e biomedicale, come ha spiegato il presidente e amministratore delegato Jeff Immelt.
Questa operazione dà nuovo smalto alla compagnia svedese che quest'anno, in Italia, aveva dovuto affrontare una difficile vertenza sindacale aperta negli stabilimenti friulani, Porcia in primis, dopo l'annunciata volontà della multinazionale degli elettrodomestici bianchi di chiudere alcuni siti produttivi italiani, che, invece, verrannno rilanciati secondo gli accordi raggiunti con il sindacato a febbraio scorso. “Per noi è un momento storico”, ha dichiarato il presidente e ceo Keith McLoughlin, “è la nostra più grande acquisizione di sempre e ci consente di proiettare il nostro gruppo a un nuovo livello in termini di copertura del mercato”. Electrolux stima che l'operazione darà vita a sinergie di costo pari a 300 milioni di dollari l'anno. A livello pro-forma i numeri del nuovo gruppo mostrano ricavi 2013 per 22,5 miliardi di dollari e un enitda di 1,5 miliardi.
Electrolux realizza il 30% dei ricavi sia in Europa che in Nord America: nel Vecchio continente però il margine operativo è appena un terzo di quello americano.Nel complesso e sulla base dei dati del 2013, Electrolux più Ge fanno 22,5 miliardi di dollari di fatturato e 1,5 miliardi di Mol. Whirlpool si ferma a 18,8 miliardi di dollari.Il sorpasso è quindi consumato proprio degli americani, ma agli svedesi manca il primato più importante quella della profittabilità: quello degli americani è il doppio.
Electrolux realizza il 30% dei ricavi sia in Europa che in Nord America: nel Vecchio continente però il margine operativo è appena un terzo di quello americano.Nel complesso e sulla base dei dati del 2013, Electrolux più Ge fanno 22,5 miliardi di dollari di fatturato e 1,5 miliardi di Mol. Whirlpool si ferma a 18,8 miliardi di dollari.Il sorpasso è quindi consumato proprio degli americani, ma agli svedesi manca il primato più importante quella della profittabilità: quello degli americani è il doppio.
domenica 7 settembre 2014
SVEGLIA POLITICA!!!! MANIFESTAZIONE DELLA FIM CISL IL 30 SETTEMBRE FUORI PALAZZO CHIGI
La Fim Cisl insieme a centinaia di delegati, lavoratori, cassaintegrati, delle aziende in crisi dell’industria metalmeccanica del Paese saranno presenti il prossimo 30 settembre con un grande presidio sotto Palazzo Chigi a Roma, per suonare la sveglia alla politica e al Governo.
Una mobilitazione necessaria perché, se da una parte apprezziamo l’impegno dei Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro nella gestione delle singole vertenze, dall’altra è necessario che politica, parlamento e il governo, affrontino una volta per tutte i veri nodi competitivi (infrastrutture e costo dell’energia, costo del denaro e credito, giustizia e regole certe, ecc.) che sono all’origine delle più importanti crisi del paese.
A questo si aggiungono poi gli ammortizzatori in scadenza per migliaia lavoratori e che rischiano di diventare l’emergenza sull’emergenza.
Per questo bisogna agire, è ora che Governo e Parlamento comincino a dire quale politica industriale intendono promuovere per l’Italia, senza perdere altro tempo prezioso.
A questo si aggiungono poi gli ammortizzatori in scadenza per migliaia lavoratori e che rischiano di diventare l’emergenza sull’emergenza.
Per questo bisogna agire, è ora che Governo e Parlamento comincino a dire quale politica industriale intendono promuovere per l’Italia, senza perdere altro tempo prezioso.
Il segretario generale della Fim Farina commentando l’iniziativa dice: “porteremo la crisi dell’industria sotto i Palazzi, perché se non si agisce subito rischiamo di perdere un patrimonio enorme della nostra industria metalmeccanica italiana fatta di: competenze, eccellenze e saperi e non ce lo possiamo permettere ”.
Roma, 7 settembre 2014 Ufficio stampa Fim Cisl
venerdì 5 settembre 2014
ULTIMI GIORNI DECISIVI PER LA TASI
I cittadini
dei Comuni ritardatari, ossia quelli che non hanno deliberato le aliquote 2014, entro lo scorso 23 maggio, come inizialmente stabilito, chiamati al primo pagamento della nuova Tasi 2014 il
prossimo 16 ottobre: in questi Comuni, tra cui figurano anche le grandi metropoli come Firenze,
Roma, Milano, Padova, Palermo, le nuove aliquote di pagamento dovranno esser
decise entro il 10 settembre e pubblicate entro il 18 dello stesso mese. Se
ancora una volta si farà ritardo, la nuova tassa sui servizi indivisibili
comunali verrà versata in un’unica soluzione il 16 dicembre (giorno di
pagamento di saldo per chi ha già versato l’acconto) e calcolata sull’aliquota
base dell’1 per mille e facendo sì che la somma delle aliquote della TASI e
dell’IMU previste per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore al 10,6
per mille o alla diversa aliquota massima consentita dalla legge statale per
l’IMU in relazione alle diverse tipologie di immobile..
Ricordiamo
che il versamento si effettua mediante modello F24 (in posta, banca o per via
telematica) o bollettino postale. I codici da utilizzare per il pagamento con
mod. F24 sono 3958 per abitazione principale e relative pertinenze, 3959 per
fabbricati rurali ad uso strumentale, 3960 per aree fabbricabili, 3961 per
altri fabbricati.
DAL MONDO DEL "BIANCO" - DAL 1° SETTEMBRE CHIUSO LO STABILIMENTO WHIRLPOOL DI SPINI DI GARDOLO
Dal 1 settembre è scattata la cassintegrazione per tutti i 450 dipendenti di Whirlpool a Spini di Gardolo, in Trentino. E a settembre il via al piano di formazione e riqualificazione professionale per garantire la ricollocazione. Solo poche decine di addetti continueranno a operare, per settembre e ottobre con attività di manutenzione e smaltimento, dentro le mura della storica fabbrica del freddo trentina. Scatteranno infatti i presidi degli ammortizzatori sociali per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, in totale circa 450 dipendenti, anche per quelli che fino ad oggi non sono stati interessati dalla cassa integrazione. La chiusura della fabbrica, che aveva una bassa capacità produttiva utilizzata, e dove si producevano frigoriferi da incasso e di libera installazione (free standing), rientra nel piano industriale Whirlpool Emea, presentato il 28 giugno 2013 e che contiene una serie di interventi focalizzati sul riassetto dei siti industriali, il contenimento dei costi e l'ottimizzazione della capacità produttiva del comparto della refrigerazione Nel sito che occupava oltre 460 dipendenti, erano rimasti 150 lavoratori in attività, usciti a fine agosto e che anch'essi seguiranno i corsi di riqualificazione e formazione professionali. In precedenza erano oltre 300 i dipendenti usciti. Di essi, 50 circa avevano chiuso il rapporto di lavoro, tra chi si è ricollocato e chi è in mobilità. Il resto è in cassa integrazione straordinaria e, in gran parte, segue i corsi di riqualificazione professionale.
"REGALARE" GIORNI DI FERIE AI COLLEGHI MALATI, FORSE TRA UN PO' SARA' POSSIBILE
Quante volte parlando con i nostri colleghi di lavoro, questi ci dicono: " ho terminato i giorni di ferie" e noi gli rispondiamo: " se vuoi te ne regalo uno io". Quella che adesso si riduce ad una battuta o quasi, potrebbe forse a breve trovare realizzazione. Un sorta welfare solidale "fai da te". Una solidarietà a costo zero per lo Stato, ma dai grandi benefici per i cittadini e i lavoratori. Un emendamento al Jobs act, presentato da una senatrice leghista, vorrebbe introdurre la possibilità di cedere giorni di ferie ai colleghi che ne hanno bisogno, evitando così che questi siano costretti ad assentarsi dal lavoro o, in caso ancora più gravi, a licenziarsi. Il provvedimento nei prossimi giorni passerà al vaglio della commissione lavoro al Senato e ha già guadagnato il parere favorevole della maggioranza di governo.
In Francia ad esempio, esiste già una legge che permette ai dipendenti di "regalare" giorni di ferie. E' la "legge Mathys", il nome di un bimbo di dieci anni malato di cancro e morto pochi mesi fa. Nel 2009, dopo l’ennesima ricaduta, il padre aveva utilizzato tutti i giorni di vacanza e di permesso a sua disposizione: così i suoi colleghi avevano messo insieme i loro giorni liberi e glieli avevano ceduti. Tutto tempo prezioso per l'uomo che è riuscito ad essere al fianco del figlio fino all'ultimo giorno.
Una stessa gara di solidarietà era andata in scena a Pisa dove un'autista dei bus cittadini aveva sfruttato i giorni di ferie ceduti da colleghi e colleghe per curarsi. Tornata a lavoro era stata lei stessa, poi, a regalare i permessi "avanzati" ad altri dipendenti in difficoltà.
Nel caso italiano si è stabilito, per ora, di garantire questa possibilità in caso di figli minori affetti da gravi malattie, patologie, handicap o vittime di incidenti che necessitino di presenza fisica e cure. Questo forse è il giusto modo di concepire il luogo di lavoro, dove passiamo una buona parte della nostra giornata, come una comunità di persone nella quale dotarsi di servizi solidali, soprattutto verso coloro che sono meno fortunati di noi.
giovedì 4 settembre 2014
ASSENZE TATTICHE DAL LAVORO: SECONDO LA CASSAZIONE LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO
Allungare le ferie, un week end, un ponte festivo con la malattia? Attenzione, potrebbe scattare il licenziamento. Secondo, infatti, una sentenza (numero 18678) della Cassazione di oggi, l’assenteista tattico che – guarda caso – si ammala puntualmente prima o dopo i giorni di riposo lede, così facendo, il rapporto di fiducia col suo datore e, pertanto, compie una di quelle condotte talmente gravi da giustificare il recesso dal rapporto di lavoro (con preavviso). E ciò vale anche se il periodo di comporto relativo alla malattia non è stato ancora superato. Scatta il licenziamento per giustificato motivo soggettivo quando la prestazione lavorativa non è adeguata e non fornisce utilità all’azienda, a causa della mancata presenza in servizio per un paio di giorni al mese, che crea malcontento fra i colleghi costretti alle sostituzioni.
Scarso rendimento punito
Chi cade puntualmente malato in occasione del week end, delle festività o di altre ricorrenze solo allo scopo di allungare i giorni di riposo o fare altrettanti “ponti” penalizza l’organizzazione aziendale. La malattia “a macchia di leopardo”, strategicamente agganciata alle feste comandate rende il dipendente non più proficuamente utilizzabile da parte del datore. La sua condotta, dunque, integra i presupposti richiesti dalla legge, secondo cui “il licenziamento per giustificato motivo con preavviso è determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro oppure da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”.
Il licenziamento è deciso dall’azienda per ragioni tecniche: non viene in rilievo la malattia, ma la quantità di assenze che, pure incolpevoli, danno luogo a uno scarso rendimento del dipendente e finiscono col danneggiare la produzione aziendale per via degli scompensi organizzativi.
La Cassazione ha quindi confermato il licenziamento intimato all'uomo da un'azienda di materiale edile della provincia di Chieti. La corte d'appello de l'Aquila aveva, infatti, accertato, ascoltando come testimoni i colleghi, le assenze sistematiche, per «un numero esiguo di giorni», ma «reiterate», a «macchia di leopardo» e «costantemente agganciate» ai giorno di riposo.
La Corte ribadisce sì che «il datore di lavoro non può recedere dal rapporto prima del superamento del limite di tollerabilità dell'assenza», tuttavia in questo caso le assenze per malattia assumono rilevo per la prestazione lavorativa «inadeguata sotto il profilo produttivo e pregiudizievole per l'organizzazione aziendale». Infatti, spiega la Corte, le assenze «comunicate all'ultimo momento determinavano la difficoltà, proprio per i tempi particolarmente ristretti, di trovare un sostituto», considerando che le assenza si verificavano soprattutto in coincidenza «del fine settimane o del turno di notte».
Scarso rendimento punito
Chi cade puntualmente malato in occasione del week end, delle festività o di altre ricorrenze solo allo scopo di allungare i giorni di riposo o fare altrettanti “ponti” penalizza l’organizzazione aziendale. La malattia “a macchia di leopardo”, strategicamente agganciata alle feste comandate rende il dipendente non più proficuamente utilizzabile da parte del datore. La sua condotta, dunque, integra i presupposti richiesti dalla legge, secondo cui “il licenziamento per giustificato motivo con preavviso è determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro oppure da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”.
Il licenziamento è deciso dall’azienda per ragioni tecniche: non viene in rilievo la malattia, ma la quantità di assenze che, pure incolpevoli, danno luogo a uno scarso rendimento del dipendente e finiscono col danneggiare la produzione aziendale per via degli scompensi organizzativi.
La Cassazione ha quindi confermato il licenziamento intimato all'uomo da un'azienda di materiale edile della provincia di Chieti. La corte d'appello de l'Aquila aveva, infatti, accertato, ascoltando come testimoni i colleghi, le assenze sistematiche, per «un numero esiguo di giorni», ma «reiterate», a «macchia di leopardo» e «costantemente agganciate» ai giorno di riposo.
La Corte ribadisce sì che «il datore di lavoro non può recedere dal rapporto prima del superamento del limite di tollerabilità dell'assenza», tuttavia in questo caso le assenze per malattia assumono rilevo per la prestazione lavorativa «inadeguata sotto il profilo produttivo e pregiudizievole per l'organizzazione aziendale». Infatti, spiega la Corte, le assenze «comunicate all'ultimo momento determinavano la difficoltà, proprio per i tempi particolarmente ristretti, di trovare un sostituto», considerando che le assenza si verificavano soprattutto in coincidenza «del fine settimane o del turno di notte».
lunedì 1 settembre 2014
BREMBATE E REFRONTOLO, PROROGATA LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA FINO AL 31 DICEMBRE 2014
Oggi a Roma presso la sede del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, c'è stato l'incontro che ha visto prorogare fino al 31 dicembre, della cassa integrazione in deroga, per gli stabilimenti di Brembate di Sopra e Refrontolo. L'ammortizzatore sociale era scaduto il 31 agosto, e quindi la sua vigenza, andrà dal 1° Settembre a come detto al 31 dicembre prossimo. Dopo 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per cessazione attività di entrambi gli stabilimenti, secondo quanto stabilito nell'accordo al MISE del 21 dicembre 2010 ed un anno di cassa integrazione in deroga dal 29 marzo 2013 al 29 marzo 2014, con prima proroga fino appunto al 31 agosto, ecco la seconda fino alla fine dell'anno. Il ricorso alla proroga della cig in deroga, oltre ad essere l'unico strumento, previsto dalla legislazione ordinaria utilizzabile, è volto ad accompagnare i processi di reindustrializzazione dei due plant, secondo quanto illustrato nel verbale ministeriale del 30 giugno scorso ed al contempo assicurare una misura di sostegno al reddito dei lavoratori interessati, che risultava ammontare intorno alle 110 unità complessive, delle quali 102 a Brembate e 8 a Refrontolo. I processi di reindustrializzazione, sono affidati alla FG Pallets per quello che riguarda Brembate e alla Sech Metal per Refrontolo, che tra i loro impegni, prevede l'assunzione di parte del personale, appartenente alla Indesit Company.
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