sabato 7 dicembre 2013

14 DICEMBRE- MANIFESTAZIONE REGIONALE CGIL-CISL-UIL PER CAMBIARE LA LEGGE DI STABILITA'


NELSON R.I.P.


ONORE AD UN GIGANTE DEI NOSTRI TEMPI, 
CHE FARA' PER SEMPRE PARTE DEGLI IMMORTALI E 
DELLA LEGGENDA.... R.I.P. NELSON





"I am the master of my fate. I am the captain of my soul".
(Io sono il padrone del mio destino, 
io sono il capitano della mia anima)

venerdì 6 dicembre 2013

ASSEMBLEE A MELANO , ALBACINA ED UFFICI, PARTECIPAZIONE MASSICCIA

Oggi si sono svolte le assemblee dei lavoratori nelle fabbriche fabrianesi e negli uffici di Indesit Company.
Nei siti di Albacina e Melano e negli uffici la partecipazione è stata massiccia; i lavoratori che avevano chiesto a gran voce nel corso delle assemblee svolte il 21 novembre la ripresa del confronto finalizzato al raggiungimento dell' accordo che evitasse i licenziamenti e garantisse il lavoro.
Hanno ascoltato con attenzione le spiegazioni della Segretaria Nazionale Fim Anna Trovò e ricevuto copia dell'accordo sottoscritto.
Anna Trovò dichiara "Il clima nelle assemblee è stato positivo e abbiamo registrato apprezzamento per il lavoro svolto; per la qualità dei contenuti dell'accordo e per quanto emerso in assemblea, confidiamo in un buon esito del referendum che si terrà lunedì e martedì, che renderà l'accordo efficace e vincolante".
Andrea Cocco Fim Cisl Marche sottolinea" l'accordo illustrato nelle assemblee è il risultato delle lotte organizzate dall'Rsu ed effettuate dai lavoratori e di trattative che hanno modificato  sostanzialmente il piano dell'azienda presentato il 4 di giugno, che la Fim Cisl con fermezza e determinazione ha ottenuto".


Anna Trovò
Segreteria Fim Cisl Nazionale

Andrea Cocco
Segreteria Fim Cisl Marche

giovedì 5 dicembre 2013

OGGI ASSEMBLEA A CASERTA, GRANDE PARTECIPAZIONE ED APPREZZAMENTO, DOMANI A MELANO, ALBACINA ED IMPIEGATI, LUNEDI' A COMUNANZA. POI LUNEDI' E MARTEDI' IL REFERENDUM

Si sono aperte oggi a Caserta le assemblee negli stabilimenti Indesit a valle dell'ipotesi d'accordo firmata al tavolo governativo da Fim Cisl e Uilm Uil. Per la segretaria nazionale della Fim Cisl Anna Trovò, che ha partecipato oggi all'assemblea di Caserta, l'assemblea è stata partecipata e c'è stata grande attenzione sui contenuti dell'accordo; l'impressione è di un generale apprezzamento della gran parte della dei lavoratori ai contenuti dell'intesa e la consapevolezza della necessità dell'accordo. Domani continueranno le assemblee negli stabilimenti del Gruppo a Fabriano di Albacina e Melano e nella Sede centrale del Gruppo, lunedì mattina ad Ascoli Piceno, nel sito di Comunanza. Nel pomeriggio di lunedì, il pallino passerà nelle mani dei lavoratori con il  via al referendum sull'accordo, martedì 10 dicembre nel pomeriggio lo spoglio.  

mercoledì 4 dicembre 2013

VERTENZA INDESIT: COMUNICATO UNITARIO FIM-CISL E UILM-UIL

VERTENZA INDESIT: FARINA, SEGRETARIO NAZIONALE FIM-CISL: "ACCORDO BUONA NOTIZIA PER LAVORATORI E INDUSTRIA ITALIANA"

L'accordo Indesit e' una "buona notizia per i lavoratorie per l'industria italiana" che,in una "situazione difficile del mercato e del settore",assicura "prospettiva dirilancio industriale per tutti gli stabilimenti e il rientro al lavoro di tutti i lavoratori"Così il segretario generale Fim Cisl,Giuseppe Farina, commenta la chiusura della vertenza dopo sei mesidi trattative sul piano di riassetto della produzione inItalia di Indesit Company.
"L'accordo -sottolinea Farina- prevede 83 milioni di investimento e la definizione delle missioni produttive per ogni sito del Gruppo; non prevede eccedenze e contemporaneamente impegna l'azienda a non procedere ai licenziamenti per i prossimi cinque anni.
La gestione della crisi di mercato sara'affrontata attraverso l'uso dei contratti di solidarieta' e nessun
lavoratore rimarra' in cassa integrazione a zero ore
per piu' di 4 mesi nei cinque anni di durata del Piano".
I sei mesi di trattativa e mobilitazione, aggiunge Farina, "hanno cambiato il piano inizialmente presentato inizialmente presentato dall'azienda, un piano che erarinunciatario e di disimpegno dall'Italia. L'accordo siglato oggi, al contrario, da nuove prospettive agli stabilimenti e all'occupazione, assicurando una gestione solidaristica degli ammortizzatori sociali". Per Farina, infine, c'e' solo da chiedersi "come e' possibile che la Fiom non lo abbia sottoscritto e anzi ha fatto del tutto per boicottarlo. La Fim Cisl ringrazia lelavoratrici e i lavoratoridella Indesit che con la loro determinazione hanno consentito di conseguire un positivo esito della vertenza".

VERTENZA INDESIT- DICHIARAZIONE DI ANNA TROVO' DOPO LA FIRMA DELL'ACCORDO

L'ipotesi d'accordo sottoscritta oggi tra Fim Cisl e Uilm Uil, con il management di Indesit presso il Ministero dello Sviluppo Economico e condiviso dai rappresentanti dello stesso Ministero e dai rappresentanti della Regione Campania e della Regione Marche; realizza dopo... sei mesi di trattativa e di mobilitazione dei lavoratori il risultato di definire per le fabbriche italiane missioni produttive che le specializzano sulle produzioni di alta gamma quelle con maggiore marginalità e contemporaneamente tutelano i lavoratori mantenendo i livelli occupazionali privilegiando l'utilizzo dei contratti di solidarietà. L’accordo siglato oggi, non solo determina il superamento della procedura di licenziamento collettivo per 1.400 dipendenti avviata dalla Indesit, in data 22 novembre, ma impegna l’ Azienda alla stabilità occupazionale per cinque anni, fino alla fine del 2018. 
La vertenza si era aperta nel mese di giugno di quest’anno, quando la Direzione della Indesit aveva annunciato alle organizzazioni sindacali, l'adozione di un piano industriale che per consentire la competitività aziendale e la sostenibilità delle produzioni italiane nella competizione internazionale, tra i produttori di elettrodomestici, e prevedeva la chiusura di due impianti produttivi e tagliando 1425 posti di lavoro come conseguenza del sommarsi di scelte aziendali di delocalizzazione produttiva in Polonia e in Turchia e della crisi economica.
Dopo una complessa fase di confronto che ha visto il concorso del Ministero dello Sviluppo Economico e la drammatizzazione delle ultime settimane con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo da parte della direzione aziendale, l’intesa raggiunta oggi, prevede investimenti e riallocazioni produttive, tutela dell’ occupazione e riqualificazione dei lavoratori nel dettaglio: 
- per il polo produttivo di Caserta:
la specializzazione produttiva sul frigorifero da incasso e sui piani cottura a gas dei quali Caserta diventa l’ unico produttore; ciò comporta il rientro il Italia di produzioni di frigoriferi oggi realizzate in Turchia e di piani cottura, destinati nel piano originale predisposto dall'azienda alla fabbrica di Indesit collocata in Polonia;
- per il polo produttivo di Fabriano:
la specializzazione produttiva sui forni da incasso e sui piani speciali ( professionali ) per gli stabilimenti di Albacina e di Melano, anche in questo caso, con la rinuncia a de localizzare produzioni previste in uscita ( i piani speciali ) e internalizzando la produzione di forni finora acquistati all'estero;
- per il polo produttivo di Comunanza: 
la specializzazione produttiva sul lavaggio, confermando la produzione in Italia di tutte le lavatrici di gamma alta a carica frontale.
Vengono inoltre internalizzate nelle fabbriche marchigiane e campane le attività di service post vendita e di information tecnology e verranno valutate, a livello territoriale, ulteriori possibili internalizzazioni. Verranno invece portate in Turchia le produzioni di lavatrici di bassa gamma e cessata, seppure a fine anno, la produzione delle lavatrici a carica dall'alto , prodotto i cui volumi di vendita e produzione sono crollati negli ultimi anni e che solo Indesit oggi fabbrica nell'Europa occidentale.
L’intera riorganizzazione produttiva sarà realizzata con investimenti per 83 milioni di € nel triennio 2014/2016, utilizzando ammortizzatori sociali conservativi, senza prevedere licenziamenti di personale e privilegiando tra gli strumenti disponibili i contratti di solidarietà che permettono di distribuire il lavoro e ridurre il sacrificio economico proteggendo il reddito dei lavoratori.
Durante la riorganizzazione, inoltre, i lavoratori saranno riqualificati e formati rispetto alle nuove attività da intraprendere.
Il raggiungimento del difficile accordo con Indesit, con la conferma delle fabbriche italiane e degli organici, è particolarmente importante nel contesto critico dell'economia e nella pesante crisi del settore. Lo è ancora di più nei giorni in cui un altro importante player, l’Electrolux, ha avviato una investigazione sulla sostenibilità delle produzioni italiane che contiene la minaccia di decisioni dagli esiti devastanti e alla quale lavoratori e sindacato si stanno opponendo con forti iniziative di mobilitazione. Tutto ciò conferma la necessità e l'urgenza di provvedimenti legislativi che sostengano l'industria manifatturiera e il lavoro, con una attenzione straordinaria al settore dell'elettrodomestico, secondo in Italia per numero di addetti, rilevante per il Pil e per l'export, come da tempo chiediamo al Governo. Per questo è importante che lo stesso Governo abbia dato, proprio nell’ambito dell’ accordo Indesit, un forte contributo a riprendere, già dal mese di gennaio, il confronto sulle misure per la competitività del settore con le organizzazioni dei lavoratori e delle imprese. La mancata firma dell’intesa raggiunta oggi, da parte della Fiom, proprio non la comprendiamo, non ci sono ragioni di contenuto e sindacali per far mancare il proprio consenso ad un accordo così importante forse per la Fiom conteranno di più l’avvio della fase congressuale rispetto agli interessi dei lavoratori. 

Per quanto riguarda l'accordo, ora la parola passa ai lavoratori che saranno nei prossimi giorni informati in assemblea, consultati e chiamati ad esprimere con il proprio voto il consenso sull’ accordo.

lunedì 2 dicembre 2013

VERTENZA INDESIT: DOMANI INCONTRO DECISIVO AL MINISTERO

Domani alle ore 16,00 a Roma, si riapre il tavolo per Indesit Company. Il ministero dello Sviluppo Economico ha infatti convocato il gruppo di Fabriano e le organizzazioni sindacali . Sarà il settimo incontro presso il dicastero, proprio alla vigilia del sesto mese dall'inizio della vertenza, cominciata lo scorso 4 giugno con l'annuncio shock del piano industriale triennale, denominato di "salvaguardia e razionalizzazione dell'assetto in Italia".
Si riparte dal piano dell'ad e presidente Marco Milani più volte modificato ed alleggerito in sei mesi di confronto ed evitando così la procedura di mobilità per 1.400 dipendenti avviata dalla Indesit Company alla rottura della trattativa con i sindacati, lo scorso 19 novembre.
In realtà non sembrano esserci margini per riaprire una trattativa da portare ancora avanti a lungo, sarà invece l'ultimo tentativo di chiudere un'intesa a strettissimo giro di posta.. Si punta a un accordo con tutti, ma, come dieci giorni fa, non si esclude che la soluzione possa anche essere quella di un accordo separato. Ovviamente un piano difensivo, ma comunque sostenibile nel medio periodo, che difficilmente in un momento congiunturale per il settore negativo senza precedenti, possa dare  certezze ma almeno una prospettiva per i prossimi anni, visto che l'azienda nell'ipotesi di intesa garantirebbe nessun licenziamento unilaterale nell'arco della vigenza degli ammortizzatori sociali lunghi se non quelli eventuali derivanti dalla mobilità incentivata. Come dimostrato anche dalla vertenza Electrolux, i problemi di Indesit sono quelli di tutte le aziende del settore. C'è un calo generalizzato dei volumi e fatturato indotto dalla concorrenza dei paesi asiatici e della Turchia, a cui vanno sommati gli effetti della recessione in Europa e soprattutto in Italia. Dall'inizio della crisi la produzione di elettrodomestici è scesa del 50%, un calo pressochè analogo a quello che ha colpito il comparto delle auto e delle moto, l'altra gamba dell'industria meccanica italiana. La ridotta capacità competitiva sullo scacchiere internazionale significa una cosa sola: c'è il rischio concreto che uno fra i principali patrimoni industriali d'Italia venga abbattuto e disperso.