lunedì 9 settembre 2013

OGGI SCIOPERO A MELANO, DOMANI "GATTO SELVAGGIO" AD ALBACINA ED INTANTO IL TITOLO "VOLA"

A Piazza Affari l’intervista di Milani, presidente e ad della Indesit Company, apparsa ieri sul Corriere della Sera, è stata ben accolta: il titolo è salito del 6,57% a 7,3 euro. È da tre sedute che Indesit sale in Borsa (+15% totale) mentre si attende la convocazione del 17 settembre del tavolo ministeriale sul piano da 1.425 esuberi presentato dall’azienda. Di nuovo scioperi articolati nei siti fabrianesi della Indesit Company: oggi hanno incrociato per un'ora le braccia, in maniera articolata i lavoratori dello stabilimento di Melano Marischio. Intanto, mentre domani si replicherà a Melano, la Rsu Fim-Fiom-Uilm di Albacina e le segreterie provinciali proclamano sempre per domani 10 settembre lo sciopero articolato a "gatto selvaggio" mezz'ora per mezz'ora, reparto per reparto. "A sostegno della vertenza, per la difesa del lavoro in Italia e la salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori di Indesit - spiega Andrea Cocco, Fim Cisl Marche - chiediamo sempre più ad alta voce che si cambi il piano industriale, noi non molliamo".

domenica 8 settembre 2013

INTERVISTA A MILANI, PRESIDENTE E AD DI INDESIT COMPANY

SUL CORRIERE DELLA SERA DI OGGI MARCO MILANI RILASCIA UN'INTERVISTA NELLA QUALE PRESENTA IL PIANO INDUSTRIALE

LA SPOON RIVER DELL'ECONOMIA ITALIANA. I 151 TAVOLI APERTI AL MINISTERO

Dal 3 Luglio scorso, lo scenario della vertenza Indesit, scaturita con l'annuncio del piano-shock del 4 giugno, sono le stanze della sede romana di via Veneto del Mise, il Ministero dello sviluppo Economico e dove continuerà il prossimo 17 settembre per il quarto round. Lo ha ribadito alcuni giorni orsono, lo stesso ministro Flavio Zanonato,i dossier delle crisi industriali (anche se per la Indesit non si può parlare di crisi) aperti ad oggi sono ben 151. E' sfilata tutta l'Italia che produce,da Nord a Sud, dalla siderurgia fino al tessile, all'elettrodomestico. Non conosce confini, di spazio e di settore economico, la crisi che sta colpendo le imprese italiane, come emerge anche dai dati dell'unità di gestione delle crisi industriali del dicastero dello Sviluppo economico, dove vengono attivati i tavoli per affrontare le crisi industriali.I tavoli di crisi aziendali che si sono riuniti almeno una volta negli ultimi dodici mesi sono 151 e i lavoratori interessati sono circa 166 mila, secondo gli organici aziendali (anche se non tutti direttamente coinvolti). Dal 2007 ad oggi, la crescita della vertenzialità è stata costante e sono stati attivati oltre 700 tavoli di crisi, alcuni risolti, come ad esempio Berco, Golden Lady o Richard Ginori, altri purtroppo no, e altri ancora, come è successo in questi giorni, dopo essere stati risolti sono stati riproposti per l'emergere di nuove criticità. Natuzzi, Lucchini, Bridgestone, Alcoa e Eurallumina,la stessa Indesit Company, il distretto del Sulcis e Termini Imerese. Sono solo alcuni dei dossier di crisi più scottanti che oggi sono al centro dell'attività del Mise, con decine di migliaia di addetti a rischio. Se chiude un'azienda con 150 dipendenti è un problema, ma è più semplice da gestire e cercare una soluzione. Con aziende di grandi dimensioni,le cose sono diverse e la sensazione è che stia aumentando la taglia media delle aziende che chiedono ricovero al MISE. Ma tra le aziende che hanno attivato un tavolo di crisi al Ministero, ci sono anche Fincantieri, Candy, Electrolux, Ilva,Alpitour, Valtur e tante altre dell'intero tessuto produttivo italiano. Gli ultimi mesi sembrano un bollettino di guerra, fallimenti, delocalizzazioni, ridimensionamenti,non si fa in tempo a chiudere un'emergenza che se ne aprono altre a grappoli. La crisi morde,squaderna il dramma dell'industria nazionale, che continua a mangiare posti di lavoro e a perdere opportunità di sviluppo, ogni giorno di più e colpisce tutti, senza distinzione. D'altronde i consumi continuano la loro discesa verticale, la gente non compra più, le imprese non investono in nuovi macchinari che tanto poi rimarrebbero inutilizzati. Ci vorrebbe per uscire dalla crisi un'ampia strategia industriale, ora assente, basata su due cose:un drastico intervento sul costo del lavoro e politiche industriali estremamente mirate. Facile da dirsi, più difficile da farsi sicuramente.

venerdì 6 settembre 2013

OGGI DUE ORE DI SCIOPERO A MELANO

A Fabriano riprende la mobilitazione contro il piano di 1.425 esuberi annunciato, lo scorso 4 giugno dalla Indesit Company, che vuole chiudere, come ormai noto lo stabilimento marchigiano di Melano e quello campano di Teverola, in provincia di Caserta. Oggi le Rsu Fim, Fiom e Uilm della fabbrica di Melano hanno proclamato due ore di sciopero alla fine di ogni turno di lavoro del pacchetto di otto da effettuarsi entro il 12 settembre, proclamato dopo l'ultimo incontro di Roma del 26 luglio scorso e annunciato nuove mobilitazioni per l'inizio della prossima settimana, che si annuncia tra l'altro ricca di appuntamenti, dapprima la visita di una delegazione di lavoratori del fabrianese, anche della Indesit al presidente della Camera, la marchigiana Laura Boldrini, incontro questo previsto per mercoledì 11 ed il giorno successivo sempre presso la capitale il coordinamento sindacale Fim, Fiom e Uilm della Indesit Company, a cui come noto seguirà il 17 settembre il rendez-vouz attesissimo con l'azienda, per la ripresa della trattativa.

giovedì 5 settembre 2013

SETTORE DELL'ELETTRODOMESTICO, A SETTEMBRE SCIOPERO NAZIONALE DEL SETTORE?

Probabile sciopero generale del settore degli elettrodomestici. L'ipotesi, caldeggiata in occasione dell'attivo nazionale dei delegati di Fim, Fiom e Uilm del settore, lo scorso 8 luglio a Roma, è stata confermata ieri, a Susegana (in provincia di Treviso), al termine delle assemblee dei dipendenti di Electrolux. I vertici del sindacato nazionale hanno sottolineato che il secondo settore manifatturiero dell'industria italiana, con i suoi 140mila lavoratori «è a rischio di drastica riduzione se non della sua scomparsa in assenza di fatti nuovi». A confermare questa situazione sono le difficili vertenze relative proprio ad Electrolux (1.128 i dipendenti coinvolti),o a Indesit (1.425 gli esuberi annunciati dall'azienda), alle quali si affiancano «focolai» di carattere regionale (recentemente Whirlpool ha raggiunto un accordo per la chiusura dello stabilimento di Trento) non per questo meno preoccupanti. Al fine di «scongiurare lo scenario peggiore», con relativi drammi occupazionali, le segreterie nazionali del sindacato metalmeccanici hanno già avviato la mobilitazione in tutto il settore. I sindacalisti hanno annunciato che in assenza di risultati sui tavoli aperti con il Governo o peggio la mancata convocazione da parte dello stesso in un apposito tavolo di settore, sollecitato lo scorso 5 novembre al ministro Passera, sarà necessario un «primo sciopero generale di 8 ore con manifestazione di tutti i lavoratori del settore». A fare crescere il nervosismo nel sindacato è anche il difficile scenario politico attuale. La situazione diventa sempre più fragile e il sindacato ha bisogno di un interlocutore concreto. L'azione del sindacato, cambierà in base all'evoluzione della vicenda, ma senza dubbio è necessaria un'iniziativa di tutto il settore». Le proposte che il sindacato, anche attraverso il documento dell'8 luglio scorso ha avanzato al governo riguardano, sia interventi che vanno dalla definizione di un piano pluriennale di incentivi all'acquisto delle apparecchiature a maggior efficenza e minor consumo energetico, anche attraverso la rottamazione delle vecchie apparecchiature, all'introduzione di stringenti controlli di conformità sulle apparecchiature importati da paesi Ue ed extra-Ue, passando all'incentivazione fiscale delle aziende che non delocalizzano le produzioni, mantengono i livelli occupazionali ed effettuano nel nostro paese investimenti ed attivitò diR&D, in sinergia con le Regioni maggiormente coinvolte. Inoltre il documento di Fim-Fiom e Uilm prevedeva l'incentivazione di politiche attive del lavoro ed il ripristino di incentivi all'occupazione, oltre che giovanile, inoltre ridurre l'incidenza contributiva, a favore di lavoratori e aziende in crisi, che scelgono di attuare accordi a tutela dell'occupazione, come i contratti di solidarietà, il ripristino di una possibilità per i lavori di accedere alla pensione per chi fa lavori usuranti, oltre alla necessità di introdurre penalizzazioni per le imprese che importano elettrodomestici da paesi terzi. In attesa di una convocazione di settore, i prossimi appuntamenti per il mondo degli elettrodomestici sono fissati a giovedì prossimo (coordinamento nazionale Indesit) e al 30 settembre (incontro tra la direzione di Electrolux e le rsu).

mercoledì 4 settembre 2013

DELEGAZIONE DELLA INDESIT RICEVUTA L'11 DAL PRESIDENTE DELLA CAMERA BOLDRINI

Una delegazione di lavoratori della Indest Company, che ha annunciato un piano da 1.425 esuberi in Italia, sarà ricevuta mercoledì 11 settembre a Roma dalla presidente della Camera Laura Boldrini, tra l'altro anche lei di origini marchigiane. Della delegazione faranno parte anche operai di altre aziende del Fabrianese colpite da pesanti crisi aziendali e da ristrutturazioni, e i segretari provinciali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil. I sindacati chiederanno ''un interessamento urgente di tutto il Parlamento sulla drammatica situazione in cui versa il territorio''.

lunedì 2 settembre 2013

DA OGGI FINO AL 30 SETTEMBRE POSSIBILE COMPILARE IL 730 "PARTICOLARE"


DA OGGI, FINO ALLA FINE DI SETTEMBRE, ANCHE CHI HA AVUTO LA SFORTUNA DI PERDERE IL LAVORO E QUINDI SI RITROVERA' SENZA UN SOSTITUTO D'IMPOSTA, MA TROVANDOSI NELLA CONDIZIONE DI VANTARE UN CREDITO D'IMPOSTA NEI CONFRONTI DEL FISCO, POTRA' PRESENTARE LA PROPRIA DICHIARAZIONE DEI REDDITI ATTRAVERSO IL MODELLO 730, ED AVERE IN TEMPI RAPIDI SUL PROPRIO CONTO CORRENTE DA PARTE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE. SECONDO IL CAF DELLA CISL NE POTREBBERO BENEFICIARE CIRCA 400 MILA CONTRIBUENTI. COME DETTO CHI NON AVEVA POTUTO PRESENTARE IL MODELLO 730 ORDINARIO, PERCHE' PER COLPA DELLA CONGIUNTURA ECONOMICA HA PERSO IL POSTO DI LAVORO, SENZA TROVARE UN NUOVO IMPIEGO, ORA IN ALTERNATIVA AL MODELLO UNICO, POTRA' USUFRUIRE DI QUESTO STRUMENTO SPERIMENTALE CHE DOVREBBE ANDARE A REGIME DAL PROSSIMO ANNO. PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI AL CAF CISL.

domenica 1 settembre 2013

RIDOTTE LE DETRAZIONI SULLE POLIZZE VITA DAL 2013

Imu In Decreto Legge taglio a detrazioni per premi assicurazioni Il testo ieri in Gazzetta Ufficiale Le coperture al decreto per la revisione dell'Imu che comprende anche il rifinanziamento della Cig e la salvaguardia per 6.500 esodati attiveranno anche da un riduzione della detrazione del 19% per i premi assicurativi vita, da fruire ogni anno attraverso la dichiarazione dei redditi. Lo prevede l'articolo 12 del decreto che prevede che la detrazione per 2 milioni e 500 mila delle vecchie lire (pari a 1291,14 euro) scende a 630 euro per il periodo d'imposta in corso dal 31 dicembre 2013 (dichiarazione 2014), nonché a 230 euro a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014". "Nel limite di euro 630 per il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013, nonchè di euro 230 a decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014, sono compresi i premi versati per i contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati o rinnovati entro il periodo d'imposta 2000", si legge nel decreto ieri in Gazzetta ufficiale. Rimane il fatto che si vìola uno dei principi basilari del patto Stato-cittadini, vale a dire la non retroattività delle norme fiscali, infatti eventuali variazioni dovrebbero influire solo per il futuro, infatti chi quest'anno ha già versato un premio sulle polizze lo ha fatto anche in funzione di un beneficio fiscale che ore viene meno.