lunedì 5 agosto 2013

MELALBA TODAY: 62° GIORNO DI EMOZIONI E RICORDI


62 giorni sono passati dal 4 giugno, allorquando l’Indesit Company rese noto al mondo il suo piano di salvaguardia e razionalizzazione dell’assetto in Italia. Un vero e proprio tsunami per i lavoratori del gruppo, devastante per il territorio fabrianese per dipiù enunciato da un’azienda che ha fatto con orgoglio della “responsabilità sociale” uno dei propri marchi di fabbrica di cui andare fiera. Ed è giunto il periodo delle ferie agostane, quanto mai bramate e necessarie per ricaricare le pile, dopo lo stress in quantità industriale accumulato negli ultimi due mesi, ma non spensierate come quelle degli anni precedenti. Ammesso che ci siano le condizioni di spirito, potrai essere al mare, in montagna, a casa, all’estero, da solo o in compagnia, ma la testa, il pensiero, sarà sempre li, al lavoro, al posto di lavoro mai in pericolo come questa volta. La memoria non può non andare alle ferie rolling di un decennio orsono. Era il 2003-2004, solamente due settimane di ferie continuate ad agosto in cambio di un’altra settimana da godersi da giugno a settembre e soprattutto 225 euro (45 il giorno) in tasca, bella cifra non c’è che dire, tanto che furono le due settimane con il più basso assenteismo della storia dello stabilimento di Melano, un vero e proprio laboratorio di relazioni sindacali, dove sono state sperimentate in passato forme di orari tra le più disparate. Quanti ricordi si sono condivisi nelle varie giornate di lotta, di presidio, quante aspettative, paure e perché no speranze per un futuro migliore, storie personali, problemi si sono intrecciati nelle discussioni quotidiane nell’ottica comune di salvaguardare il lavoro e regalare un futuro alle generazioni a venire, in una terra che in passato ha sempre saputo regalare un’opportunità a tutti. Tra le tante parole, punti di vista, confidenze scambiate, momenti di pianto, sono rimasti impresse nella mia memoria un paio di aneddoti raccontatimi da due colleghe e sul loro modo di rapportarsi in questo difficile momento con i figli, appunto quelle generazioni a venire alle quali cercare di regalare un futuro con delle prospettive. Di una collega, sposata e con il marito dipendente dell’ex Antonio Merloni, mi ha colpito la preoccupazione che sconfinava nelle sue parole nella disperazione, mentre a stento tratteneva il pianto, di non poter forse, se muteranno le condizioni economiche far continuare negli studi il figlio, bravo e volenteroso, cui piace tanto studiare, tarpandogli le ali di un futuro ricco di soddisfazioni, migliore del suo futuro. Ma forse la cosa è più difficile da raccontare, spiegare e far comprendere a una bambina di undici anni. Infatti, un'altra collega, con anche il compagno che lavora all’Indesit, mi diceva che nel periodo iniziale della vertenza, quello in cui anche i suoi genitori apparivano in tv, e nel quale era inevitabile non parlare nel ménage familiare della vertenza, la figlia, appunto undicenne, con candore sconvolgente e disarmante semplicità gli chiese: ” mamma, ma che vuoi dire che ora diventeremo poveri anche noi?”. Domande ancora senza risposte per persone che magari hanno visto lavorare a Melano il padre o il nonno, che hanno vissuto di pane e frigoriferi, pane e lavatrici e che non sarà facile convincere che questo piano, allo stato attuale delle cose, possa regalare loro un futuro, magari dopo l’ennesima sfida fatta di sacrifici, perché questi in fondo non preoccupano se la strada da percorrere ancorché irta di ostacoli, possa regalare un futuro, magari da riscrivere, scampando dal baratro di una desertificazione che fa paura.

sabato 3 agosto 2013

STRUMENTI PER CAPIRE: POLONIA CAMPO DI BATTAGLIA DEL "BIANCO"

" Cool Polonia" come la ha definita in un suo titolo il Wall Street Journal. La Polonia, la più grossa economia orientale dell'Unione europea, il paese dove iniziò la caduta del muro di Berlino, ma che anche dal punto di vista demografico, politico e militare è numero uno della sua area, quasi una piccola Germania, una seconda locomotiva, alle prese anche lei con i colpi della crisi recessiva, ma che comunque regge ancora. La Polonia è il paradiso baltico dell'industria "low cost", a basso costo e punta ad attrarre capitali per far decollare la Borsa di Varsavia e per privatizzare le aziende di Stato sia di servizi (linee aeree) sia manifatturiere. È chiaro però che per ora l'interesse principale verso la Polonia è rivolto agli investimenti produttivi. Il caso degli elettrodomestici è quello di più stretta attualità. Sono già 27 gli stabilimenti stranieri presenti sul territorio polacco e le grandi aziende del bianco italiano (Indesit, Whirlpool, Zanussi) hanno intenzione di rafforzare pesantemente la loro presenza per produrre frigoriferi e lavatrici di standard europeo a costi più bassi. È atteso anche uno sbarco dei cinesi della Haier. La politica degli incentivi è estremamente aggressiva e si avvale del classico strumento delle zone economiche speciali, aree predisposte per gli investimenti cosiddetti greenfield, dal prato verde. Il livello professionale dei lavoratoti è alto e la produttività confrontata con i costi medi del lavoro è due volte superiore a quello dei Paesi Ue. Anche le imprese italiane sembrano "purtroppo" apprezzare da ormai diversi anni, soprattutto le opportunità di delocalizzare e usare la Polonia come una piattaforma produttiva per esportare nei Paesi limitrofi mentre la presenza commerciale del made in Italy presso i consumatori finali è ancora contenuta. Ma come ha fatto la Polonia a limitare la crisi dell'Eurozona? Crisi che comunque è arrivata anche qui, rallentando di parecchio la crescita del prodotto interno lordo, che comunque, non è più quasi cinese, è pur sempre in crescita, per piccola che sia è ben lontana dalla nostra recessione. Secondo Balcerowicz, ex presidente della Banca Centrale di Varsavia è stato facile: «Non abbiamo seguito Greenspan, abbiamo tenuto alti i tassi di interesse ed evitato i crediti facili».
(Fonte: Corriere della Sera)

ERRORI NEL MOD. 730/2013, COME RIMEDIARE?

Ultimata la consegna del 730/2013 ci si accorge di aver omesso o errato qualcosa è possibile correggere ed integrare, apportando eventuali modifiche attraverso la presentazione del 730 rettificativo o integrativo da compilare entro il 25 ottobre, secondo quanto stabilito dalla circolare 14e/2013 dell'Agenzia delle Entrate. Oppure si potrà optare per la presentazione del modello Unico PF, da presentare prima della dichiarazione dei redditi dellanno successivo.

MODELLO 730: ORA POSSIBILE ANCHE PER CHI NON HA IL SOSTITUTO D'IMPOSTA

Modello 730 utilizzabile anche per chi è senza lavoro e non può contare sull’assistenza di un sostituto di imposta, ossia un datore di lavore un ente pensionistico che materialmente effettua il rimborso se si è a credito oppure effettua le trattenute per il fisco se si è a debito. Un recente emendamento approvato al decreto legge n. 69 del 2013, il decreto “del fare”, in commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, rende utilizzabile il Modello 730 anche per chi è senza lavoro e non ha l’assistenza di un sostituto di imposta. L’emendamento rende ufficiale dal 2014 il mod. 730 in versione utilizzabile anche da parte dei lavoratori dipendenti e degli “assimilati”, che al momento del conguaglio Irpef nella busta paga sono privi di un sostituto d’imposta. Nelle nuove disposizioni sono anche previste dal 2 al 30 settembre 2013, le presentazioni per il mod 730 che chiude a credito, tramite un Caf o un professionista abilitato. Il nuovo Emendamento permette alle persone privi di sostituto di imposta, perchè disoccupate, di ricorrere al modello 730, gli ultimi emendamenti al decreto “del fare” contemplano questa nuova possibilità dal prossimo anno. l’Agenzia delle entrate dovrà emettere un apposito provvedimento che, una volta approvato in via definitiva dal decreto “del fare”, possa stabilire tempi e modalità di utilizzo del modello 730 da parte di tali soggetti per il 2013 e per il 2014.

venerdì 2 agosto 2013

TECNOWIND, AGOSTO APERTO PER FERIE

Dopo tante sofferenze, tante incertezze, la vertenza Tecnowind sembra avere preso la retta via. Difatti è arrivato il tanto atteso sblocco delle linee di credito e conseguentemente nello stabilimento di Marischio si lavorerà anche ad agosto per cercare di recuperare il terreno perduto nei mesi scorsi, allorquando pur in presenza di commesse le banche avevano stretto i cordoni, non anticipando più i denari necessari per l'acquisto dei materiali. Unico periodo di chiusura la settimana di Ferragosto, anche se in quei giorni su base volontaria si continuerà comunque a lavorare. La volontà dei lavoratori di lavorare durante il mese di agosto, rimarcata nel corso di un'assemblea, denota l’impegno- in concomitanza con quello della nuova proprietà- di riuscire a superare la crisi che non solo ha messo a repentaglio i 350 posti già citati, ma anche quelli dell’indotto. Con il new-deal dettato dalla nuova proprietà, sotto l'egida di Roberto Cardinali, che sta elaborando le strategie di mercato e di intervento, sembra tirare un'aria nuova sulle sorti di un'azienda che aveva seriamente visto l'ipotesi di chiudere i battenti nonostante potesse contare da sempre su commesse di notevole entità, infatti, a differenza di altri,la tecnowind è ricorsa poche volte alla cassa integrazione per i suoi 350 lavoratori, potendo annoverare tra i suoi clienti marchi come Candy, Indesit, Samsung tanto per elencarne alcuni. Nel frattempo nell’incontro avvenuto tra i rappresentanti dei sindacati e la proprietà, si è parlato di cassa integrazione straordinaria, un'operazione praticamente scontata essendo in corso il concordato,ma anche di un premio di risultato per obiettivi. Inoltre nel mese di settembre dovrebbe essere presentato il nuovo piano industriale.

giovedì 1 agosto 2013

VERTENZA INDESIT, COCCO: " CON TUTTI I LAVORATORI POSSIAMO AVERE UNA POSSIBILITA DI SUCCESSO".

Andrea Cocco della segreteria regionale della Fim-Cisl Marche dichiara: 'Abbiamo sempre condiviso con le Rsu e con i lavoratori Indesit, in merito alle iniziative di sciopero, tre elementi prioritari per raggiungere l'obiettivo della modifica del piano, mantenendo gli stabilimenti e la salvaguardia dell'occupazione: organizzazione, determinazione e tenuta, visto che é una vertenza difficile. Ne é dimostrazione la grande manifestazione del 12 luglio a Fabriano. L'iniziativa di oggi, promossa da Uilm e Fiom ha trovato una parziale adesione da parte dei lavoratori di Melano, nonostante aver effettuato due assemblee che avevano deciso tutt'altro, perchè non ha coinvolto la Rsu ed i lavoratori di Albacina ed ha diviso gli stessi lavoratori di Melano. La Fim Cisl rimane determinata nella sua azione, sarà sempre disponibile a qualsiasi iniziativa purché coinvolga tutti gli stabilimenti fabrianesi e tutti i lavoratori in maniera condivisa ed organizzata. Singolarmente non siamo nessuno, con tutti i lavoratori possiamo avere una possibilità di successo". Aggiunge Cocco: "Ad Indesit chiediamo maggiori investimenti in Italia, se 70 milioni di € servivano per chiudere due stabilimenti, ne servono di più per modificare il piano, mantenendo le produzioni e le unità produttive'".

LA PIATTAFORMA FISICA DI RICERCA E SVILUPPO, CHE COSA E'

Indesit: il testo del progetto di piattaforma fisica di ricerca e innovazione presentato dalla Regione Marche Di seguito il progetto di piattaforma fisica di ricerca e innovazione per il settore degli apparecchi domestici e professionali proposta dalla Regione Marche al tavolo aperto presso il Ministero dello Sviluppo economico nell'ambito della vertenza Indesit. IL CONTESTO DI SETTORE Il settore degli apparecchi domestici e professionali è uno dei principali punti di forza del made in Italy e contribuisce in maniera strutturale alla creazione di reddito e occupazione dell’industria manifatturiera dell’Italia. Il settore occupa 130.000 unità, sviluppa 15 miliardi di Euro di fatturato di cui il 60% di export, genera un saldo attiva della bilancia commerciale di 2,5 miliardi di Euro. Al confronto con gli altri principali produttori europei (Germania e Francia) le imprese italiane presentano due principali caratteristiche: hanno una dimensione media decisamente inferiore (meno di un terzo di quella delle imprese tedesche) ed un più basso valore aggiunto rispetto al valore della produzione. Quest’ultimo indicatore segnala sia la minore integrazione verticale delle imprese italiane, sia il fatto di sviluppare produzioni con un minore contenuto di innovazione e che, per tale ragione, determinano una minore remunerazione del lavoro e del capitale impiegato. Da tali elementi scaturisce l’esigenza prioritaria della definizione di una specifica politica industriale di difesa attiva del settore attraverso forti investimenti in ricerca e sviluppo, per la tutela occupazionale e produttiva di uno dei punti di forza dell’industria manifatturiera del Paese di fronte a una competizione internazionale sempre più spinta e accentuata, anche per il protrarsi della caduta recessiva del Pil e della domanda di consumi. IL PROGETTO Il progetto di politica industriale nazionale consiste nello sviluppo di una piattaforma fisica di ricerca e innovazione, capace di generare economie esterne e vantaggi competitivi di localizzazione per il settore degli apparecchi domestici e professionali. I processi competitivi di riorganizzazione della filiera di settore, infatti, si caratterizzano per un doppio rischio: -la progressiva perdita delle attività di trasformazione a basso valore aggiunto, a causa delle pressioni competitive sui costi di produzione; -la riduzione (o la mancata crescita) delle attività della filiera a più alto valore aggiunto per svantaggi di tipo localizzativo, dovuti all’assenza di sufficienti economie di agglomerazione nelle attività di terziario avanzato. La finalità del progetto, dunque, è di potenziare nella catena del valore le attività di supporto della filiera di settore, in particolare quelle di ricerca e sviluppo, per compensare/contenere la perdita di competitività di costo sulle attività primarie della filiera a più basso valore aggiunto. La realizzazione di tale intervento di politica industriale di settore apporterebbe benefici all’intera industria nazionale degli apparecchi domestici e professionali, il cui principale elemento di debolezza rispetto ai competitor europei è proprio la carenza nelle attività di ricerca e sviluppo. Tale carenza è anche dovuta alla minore dimensione media delle imprese ed alla conseguente difficoltà di investimento sistematico in attività di ricerca e sviluppo: la costituzione di una piattaforma scientifica e tecnologica costituirebbe un importante strumento per elevare la capacità innovativa dell’intero settore su scala nazionale. LE FONTI FINANZIARIE La realizzazione di tale progetto di politica industriale si basa sull’integrazione di tre diversi canali: europeo, nazionale e regionale. In particolare, gli obiettivi di Europa e Horizon 2020 per la crescita intelligente offrono un quadro di elevata coerenza per una programmazione delle Regioni finalizzata al sostegno delle attività di ricerca e sviluppo delle conoscenze in un settore tipico dell’industria manifatturiera quale quello degli apparecchi domestici e professionali. Fondi europei: POR FERS e FSE della nuova programmazione UE 2014-2020 riprogrammazione economie UE 2007-2013; Fondi nazionali: cluster tecnologici “ambient assisted living” e “fabbrica intelligente”; Accordo di programma di reindustrializzazione (impianti per investimenti produttivi); fondi MIUR e MISE. Fondi regionali: progetto domotica. LA GOVERNANCE La gestione della piattaforma di ricerca e sviluppo viene affidata ad un Consorzio di nuova costituzione di soggetti pubblici con sede fisica nelle Marche: MISE e MIUR; Regione Marche e Regione Campania; Università di Ancona, Camerino, Napoli e Caserta. Nel Consorzio entra a far parte anche il CNR, al fine sviluppare uno specifico presidio territoriale fisico dell’ente di ricerca. Il Consorzio può essere aperto anche a altri centri di ricerca internazionali con specifiche skills in alcuni Il Consorzio può dotarsi di una struttura di governance snella, basata su un board scientifico e un comitato istituzionale di indirizzo strategico. La sede del Consorzio di ricerca e sviluppo può essere localizzato nello stesso stabilimento di Melano (AN), nell’ambito di un rapporto di collaborazione progettuale da definire con il Gruppo Indesit. GLI STRUMENTI E LE AREE DI INTERVENTO La finalità dell’intervento di politica industriale nazionale proposto è di sviluppare un’azione sinergica e integrata delle istituzioni e delle imprese tendenti a creare nei territori condizioni favorevoli allo sviluppo di attività di ricerca e sviluppo e di terziario avanzato. Il potenziamento delle attività ad elevato valore aggiunto si concretizza attraverso il sostegno a progetti di filiera di ricerca e sviluppo in molteplici aree strategiche per la competitività del settore degli apparecchi domestici e professionali: in modo particolare domotica; nanotecnologie; sensoristica; design. Il sostegno a tali progetti si realizza attraverso l’emanazione di bandi di ricerca e sviluppo tesi a promuovere sia progetti specifici sui singoli settori richiamati, sia piattaforme di integrazione tra gli stessi comparti. Il contenuto “soft” (elettronico e informatico) degli apparecchi domestici e professionali presenti all’interno delle abitazioni e degli oggetti personali sempre più diffusi (tablet, smartphone, ecc.) rende, infatti, sempre più spinte le opportunità di comunicazione tra i diversi strumenti. Le piattaforme di integrazione di ricerca e sviluppo favoriscono l’interoperabilità tra i dispositivi all’interno del sistema-casa: promuovono soluzioni “intelligenti” in linea con le tendenze della smart community e capaci di offrire vantaggi competitivi di localizzazione per la filiera territoriale degli apparecchi domestici e professionali. Tale progetto, dunque, promuove un’area territoriale di concentrazione (per crescita interna e per attrazione dall’esterno) di attività di ricerca e sviluppo, legata anche a due cluster tecnologici in corso di sviluppo: domotica (home automation) e più in generale ambient assisted living; sistemi di produzione manifatturiera avanzati (fabbrica intelligente). dalla Regione Marche www.regione.marche.it

OK DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO ALLA PIATTAFORMA DI RICERCA DELLE MARCHE

''Il tavolo istituzionale Governo-Regioni sulla vertenza Indesit presso il Ministero dello Sviluppo economico presieduto dal sottosegretario De Vincenti, ha formalmente dato incarico alle Regione Marche, in collaborazione con il Miur e il Cnr, di elaborare il progetto di fattibilita' della piattaforma fisica di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico.Il tavolo - spiega una nota - si riunira' nuovamente l'11 settembre ed in quella data il piano di fattibilita' sara' presentato e discusso con tutti gli altri soggetti istituzionali. ''Oggi e' stato compiuto un rilevante e concreto passo in avanti per costruire una strategia di politica industriale nazionale che restituisca competitivita' al settore degli apparecchi domestici e professionali, che ricerchi l'incremento del valore aggiunto dei prodotti e dei processi produttivi e certifichi la strategia di difesa attiva del settore che eviti qualsiasi processo di delocalizzazione: il mercato europeo deve essere servito da centri produttivi localizzati in Italia. L'augurio e' che il forte impegno istituzionale sulla strategia di politica industriale di settore favorisca il raggiungimento di un'intesa sul tavolo Governo-sindacati-azienda affinche' siano tutelati i diritti dei lavoratori attraverso una forte revisione del piano inizialmente presentato dall'azienda''. Gli impegni assunti oggi sono un viatico importante per sviluppare il progetto di piattaforma fisica di ricerca e innovazione proposta dalla Regione Marche''. Si offrono cosi' garanzie concrete anche per poter ottenere la modifica indispensabile - ha concluso - del piano Indesit, a tutela dei lavoratori e del radicamento in Italia delle sua produzioni''. Ora sarà da capire concretamente quanti lavoratori possano essere coinvolti dal progetto dei 1425 esuberi, solo così questo strumento potrà essere fattivo alla soluzione della vertenza Indesit, scaturita dopo l'annuncio del piano di riorganizzazione annunciato dalla multinazionale fabrianese il 4 giugno scorso.